Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Il moroso della cugina
Lui & Lei

Il moroso della cugina


di Sleepy699
10.03.2026    |    5.523    |    3 9.8
"Giocava a spingermi il cazzo nel culo fino alle palle, per poi estrarlo del tutto e reinserirlo, sempre più dentro inculandomi in profondità..."
Quel pomeriggio di metà settembre me ne stavo sdraiata sul lettino a prendere il sole in bikini sul terrazzo dell’appartamento che condividevo con mia cugina Cinzia. Il rumore lontano della città arrivava ovattato tra i palazzi e sentivo la pelle tirare piacevolmente sotto il calore.
Interruppe quel piacere una sensazione di freddo sulla pancia.
Aprii gli occhi e la vidi Cinzia con in mano una lattina di coca cola che rideva. Indossava una minigonna, un top aderente che le lasciava la schiena abbronzata scoperta, e sandali con tacco.
“ Oggi non si studia?” Disse lei.
“Ho appena dato un esame, merito un po’ di relax”
“Sto uscendo e credo farò tardi” 
“Esci con Luca?”
“Che curiosa che sei…”
“Vabbè’, allora mi dici dove te ne vai?” chiesi. 
“A divertirmi. Come sto?” 
“Sei stupenda, una gran gnocca!”
“Grazie! Tu vedi di prendere un po' di sole che sembri una mozzarella”.
“Ci provo”
“E depilati le ascelle, non ti si può vedere!”
“Uffa, pensa alle tue!” replicai infastidita.
Cinzia uscì chiudendosi la porta alle spalle. Silenzio in casa.
Rimasi ancora qualche minuto sul terrazzo, poi mi alzai stiracchiandomi. Entrai in salotto e passai davanti alla stanza di Cinzia. La porta era socchiusa, come quasi sempre.
Sorrisi tra me.
Non era la prima volta che succedeva.
All’inizio era stato per scherzo, una sera in cui avevamo bevuto un po’ troppo e lei mi aveva detto ridendo: “Prova qualcosa del mio armadio, tanto abbiamo la stessa taglia.”
Da allora… ogni tanto capitava. Anche senza che lei lo sapesse.
Entrai nella stanza e aprii l’armadio con naturalezza. L’odore del suo profumo era ancora lì, mescolato a quello dei tessuti. I suoi vestiti erano sempre più audaci dei miei, più aderenti, più corti, più sexy.
Passai la mano tra le grucce osservando i tessuti morbidi, i tagli aderenti, le scollature che lei indossava con una naturalezza che io non avevo mai avuto.
Poteva permetterselo Cinzia con il suo seno rotondo e sodo, i fianchi sinuosi, le gambe tornite.
— Certo che a te viene facile… mormorai.
Scelsi una camicetta sottile, di un tessuto trasparente. Sapevo già quale fosse. L’avevo presa altre volte.
Tolsi il reggiseno del bikini e infilai lentamente la camicetta. Il tessuto scivolò sulla pelle ancora calda dal sole. Davanti allo specchio cercai di immaginare un paragone rispetto a come apparisse addosso a lei. Poi aprii uno dei cassetti.
La biancheria di Cinzia era ordinata, elegante, molto più audace della mia. Mi spogliai e indossai delle sue mutandine di pizzo nero. Rinunciai al reggiseno lei indossava taglie più grandi. Poi frugai nella sua cabina armadio trovando autoreggenti di nylon scuro che indossai.
Adoravo quella sensazione. Come se, per qualche minuto, potessi entrare nella sua pelle. Essere quella che riceve gli sguardi.
Trovai anche una sua gonna aderente piuttosto corta e la tirai su sui fianchi. Mi girai davanti allo specchio, osservando la figura riflessa.
Magari avessi il suo stesso modo di muovermi. e il suo corpo, pensai non sentendomi particolarmente attraente, nonostante le mie gambe affusolate e glutei tonici, ho le tette piccole e viso anonimo.
di pizzo nero. Poi e le scarpe. Cinzia ne aveva tantissime! Scelsi delle décolleté tacco dodici.
Mi misi di fronte allo specchio e cominciai con carezze leggere dal collo fino al seno. Sbottonai la camicetta i capezzoli che era già diventati duri.
Continuai a stimolare uno dei tuoi capezzoli con una mano, mentre con l’altra iniziai a scendere lentamente verso il basso. Seguii le curve del mio addome, fino al basso ventre e al monte di Venere, lasciando la vulva per un attimo ancora sfiorata.
Mi stavo scaldando bene in previsione di ciò che stava per arrivare.
Spalancai le gambe e accarezzai la pelle delle cosce interne, finché non mi ritrovai ad occhi chiusi ad immaginare la lingua di Cinzia tra le mie cosce. Avvolgente attorno al clitoride e calda. Immaginavo la sua lingua accelerare i movimenti sulla mia fica man mano che mi eccitavo toccandomi il clitoride.
Il mio bacino si muoveva su e giù e il caldo mi pervadeva. Stavo per venire, con un orgasmo di quelli forti. Ma il destino volle diversamente.
Sobbalzai quando, inaspettatamente, sentii la porta di ingresso aprirsi.
Oddio e’ rientrata Cinzia, pensai. Superai un iniziale paralisi per la sorpresa cercando di ricompormi abbottonando la camicetta quando il moroso di Cinzia aprì la porta.
Pochi secondi di silenzioso imbarazzo, data la sorpresa.
“E tu che ci fai tu qui?” Dissi imbarazzata.
“Passavo a recuperare la mia valigia, l’avevo lasciata qui ieri”
“Cinzia non mi aveva detto che saresti passato”
“Non dipende da me. Tu piuttosto, che cazzo fai con gli abiti di Cinzia indosso?”
“Scusa, stavo solo provando dei suoi capi che mi piacciono. Li volevo chiedere in prestito a lei, ma lei non c’è” 
Scoppio’ in una risata fragorosa.
“Allora fammi una sfilata, vediamo come ti sta” disse lui.
non ne capivo il senso ma obbedii, muovendo qualche passo sul tacco 12.
Lui mi osservo’ con attenzione facendomi vergognare della situazione e del mio corpo e facendomi sentire un’imbranata.
“Come modella sei una schiappa. Ma devo ammettere che hai delle belle gambe… e anche un bel culo” mi disse.
“Ehi, chi ti ha chiesto niente?”
“Dai, devi ammettere che la situazione è inattesa e che tu stai facendo qualcosa che non dovresti fare, no?”
“ Vabbè scusa, metto a posto subito e me ne vado”
“Devo dire una cosa”, disse lui dopo qualche secondo.
“Cosa?”
“Non sembri affatto l’amica timida che vedo quando esci con Cinzia”
Lo guardai attraverso lo specchio.
“Magari non mi hai mai guardata abbastanza”
“E magari ci possiamo divertire un po’”
“Cosa vuoi dire?”
“Sbottona la camicetta e fammi vedere le tette”
“Ma perché, cosa vuoi da me?
“Daii, siamo soli io e te, che male ci può essere?”
“No, perché dovrei? E poi non sono belle come quelle di Cinzia”
“Lascia giudicare a me”
Mi feci convincere e denudai le tette piccoline ma con i capezzoli carnosi e appuntiti.
“Hai dei capezzoli che sembrano more succose viene voglia di morderle”
“Hai finito di fare commenti sul mio corpo?” Dissi fintamente seccata
“Dai, sto scherzando! Dimmi la verità, non è la prima volta che indossi roba di Cinzia” mi chiese lui.
“Si, lo ammetto, mi diverte farlo” Confessai.
Lui rise divertito.
“Per favore non dirlo a Cinzia” implorai.
“Se vuoi che questa cosa rimanga tra noi potresti essere un po’ carina con me” disse lui. 
“Che cosa intendi dire?”.
Lui era veramente un bel ragazzo, alto, muscoloso, deciso e non era certo
“Per esempio dammi un bacio” Disse calando pantaloni e boxer.
“Ehi, per chi mi hai preso?”
“Dai non fare la santarellina “ disse afferrandomi i glutei con forza e attirandomi a lui.
Cominciò a baciarmi appassionatamente. Non me l’aspettavo. Ricambiai, le nostre lingue si attorcigliavano in un bacio pieno di saliva e passione. Mi piaceva come baciava, sapeva dosare bene la lingua. Avevo le sue mani forti addosso che mi toccavano e palpavano. Avevo deciso di cedere perché ne avevo bisogno; avevo bisogno di staccare la spina, rotolarmi tra le lenzuola con qualcuno, fare sesso dopo un periodo di carestia; scoppiavo dalla voglia, quella voglia che è quasi una sofferenza, ero senza pace, avevo fame. E lui era perfetto per me.
“E adesso fammi vedere se sai fare un pompino!”
“Siete egoisti voi uomini, pensate sempre solo a voi, al vostro piacere, alla vostra soddisfazione, a cosa volete voi, non a noi donne! Più concentrati a farvelo succhiare che a leccare!”
Lui rise ma questa mia uscita non lo distolse dai suoi propositi, si slaccio’ i pantaloni e con decisione mi disse “adesso inginocchiati e prega”.
E così feci, mi inginocchiai e glielo presi in bocca mettendomi a succhiarlo. Era depilato anche nelle parti intime, pulito, profumato e la cosa mi piaceva parecchio.
Iniziai a succhiarglielo lentamente, dal basso verso l’alto, mentre lui molto delicatamente, con ritmo lento mi spingeva la testa.
Mi feci scivolare il cazzo fino in gola. Non fu facile. Chiusi gli occhi e ingoiai quel cazzo enorme fino a sentire i conati di vomito. Poi, dopo qualche secondo, li riaprii e i nostri sguardi si incrociarono. Mi penetrò in bocca ancora alcuni minuti. Ogni tanto cercavo disperatamente un attimo di pausa per respirare, mentre, con le lacrime agli occhi, cercavo di evitare di vomitare.
Fece uscire il pene dalla mia bocca e mi disse, con un tono perentorio:
“Sfilati le mutandine ma non togliere le autoreggenti e le scarpe” mi ordinò.
Scoprii il piccolo cespuglio corvino che mi ornava il pube.
“Che bel cespuglio! Voltati e mettiti alla pecora!”. 
Rimasi delusa, posizione banale, ma feci quello che mi chiedeva.
Si mise dietro di me, in mezzo alle mie gambe. Si infilò il preservativo e mi prese con entrambe le mani per i fianchi e spinse il suo grosso cazzo nella fica mentre mi afferrava saldamente con le mani le tette.
Ero talmente fradicia che quasi non lo sentii entrare, ma quando si mise a spingere con forza me lo sentii arrivare fino in gola. 
“Oddio adesso si che lo sento tutto!” Dissi.
"Dimmelo che ti piace!"
"Sì, ho voglia del tuo cazzo dappertutto!" risposi senza quasi rendermene conto.
Pensare che l’uomo di Cinzia mi stava scopando mi fece eccitare ancor di più. 
“Si, così, ti prego continua, scopami! scopami!”. 
Sentii la sua mano destra afferrarmi i capelli e tirarli indietro con forza.
Era così maschio e io ero felice di essere a sua disposizione.
Poi lui prese a sculacciarmi energicamente facendo schioccare il colpo. 
"Quanto mi piace questo bel culo!" e giù, un altro schiaffo.
Avevo le natiche in fiamme.
“Ti piace più di quello di Cinzia?” Dissi provocatoriamente
“ Si tesoro, proprio così, hai un deretano da sogno”
Andammo avanti così per alcuni minuti infiniti.
“Oddio, sento che sto per venire” dissi.
“No, non è ancora il momento! Prima devi farmi godere” disse, e mi tirò per i capelli, mi fece mettere supina, poi di lato, mi alzo’ una gamba e mi infilo’ un dito in culo. Poi ci sputo’ sopra e appoggiò il suo arnese sul mio ano. L’inserimento fu eseguito con un movimento lento con lui a cucchiaio dietro di me. 
“Respira, rilassati, non fare resistenza” mi diceva.
Ma non era facile dilatare lo sfintere per accoglierlo.
“Ahh! Mamma! No dai, mi stai spaccando! Ti prego! Aahhh, fa male!”
“Ne hai dentro solo la metà. Ora te lo metto tutto” e spingendo ancora arriva in fondo.
“Noooo! Non resisto. Mi brucia troppo! Toglilo, brucia, brucia. Mi sento in fiamme il culo!”
Incurante delle mie lamentele lui continuava, dicendo “Questo buco un po’ va allargato. Il fastidio che senti è solo all’inizio”
La cosa comunque cominciò a funzionare: sentivo che il mio ano cedeva e diventava più accogliente. Lo sentii cominciare un pigro movimento di bacino muovendosi avanti e indietro con sempre maggior forza, godendosi la sensazione del mio ano che si dilatava sempre di più, fino ad aprirsi completamente lasciandogli piena libertà di movimento. Prenderlo nel culo era sempre stata una cosa che, superato il primo impatto, mi faceva godere, ed il fatto che a penetrarmi fosse il ganzo di Cinzia mi fece impazzire ancora di più. 
“Ti piace prenderlo in culo? Sembri timida ma in realtà sei una vera assatanata.”
Avrei voluto rispondergli di si, che non avevo tante occasioni di fare sesso con uno così prestante, anzi di fare sesso, punto.
Avrei voluto non finisse mai, avrei voluto che mi entrasse dentro anche con un braccio. Ma dissi semplicemente “ Siii tesoro, sono tua” mugolando come una gatta.
Poi mi fece mettere a quattro zampe, con lui che mi prendeva da dietro.
“Fammi godere!” mi incitava lui sferrandomi una sculacciata a mano aperta, e poi un’altra e un’altra ancora. Le mie natiche erano ormai in fiamme per le sculacciate. 
Mi eccitava essere usata per il suo piacere mentre indossavo le autoreggenti di Cinzia. Trascorsero manciate di minuti che mi sembrarono interminabili. Giocava a spingermi il cazzo nel culo fino alle palle, per poi estrarlo del tutto e reinserirlo, sempre più dentro inculandomi in profondità. 
Questa sensazione mi diede il colpo di grazia e sentii l’orgasmo invadermi il corpo e devastarmi il cervello. 
“Cazzo, sto per venire! Si, vengo!”. 
Sentii qualcosa di simile ad una scossa partirmi dall’ano e irradiarsi al ventre. Provai a urlare senza riuscirci e crollai distesa con la faccia sul cuscino tramortita. Ci misi alcuni secondi per capire dove mi trovavo, e quando tornai in me stessa mi resi conto che lui era sopra di me che mi stava tenendo per i fianchi e si stava ancora muovendo nel mio culo. Voleva venire anche lui. Esaurito l’effetto anestetico dell’orgasmo il dolore aveva a quel punto superato il piacere. 
“Fai piano, ti prego” lo implorai piagnucolando, sapendo che non sarebbe servito a rallentarlo, anzi!
Trascorsero alcuni minuti, non saprei dire quanto, fino a quando lui si bloccò per gridare tutto il suo piacere, mentre lo sentivo pulsare dentro di me. 
Avvicinò le labbra al mio orecchio sinistro sussurrando “Ti ho fatto godere, vero?”.
“Basta ti prego, smettila! Non ne posso più!” supplicai in lacrime oppressa dal peso di quella massa di muscoli sopra di me che non smetteva di sentirsi padrone del mio culo. 
“Ok, ok, ti lascio” disse, baciandomi prima di sollevare finalmente il suo corpo sudato dal mio. 
“Hai un culo veramente accogliente” disse lui mentre si sfilava il preservativo.
“Lo hai riempito “ dissi.
“ Pensa se ti fosse andato tutto dritto in culo”
“Magari la prossima volta?”
Fece finta di non sentire e mi aiutò a sollevarmi dal letto. 
Ero stordita, madida di sudore, spossata, indolenzita. 
“Ti conviene non dire nulla di quello che è successo oggi”. Mi disse.
“Certamente, non dirò nulla alla tua fidanzato, giusto?” Dissi con aria di sfida. 
“Certo che no. Meglio anche per te” Replico’.
“ Ti va di rifarlo?” Chiesi timidamente
“Può darsi. Magari depilati le ascelle la prossima volta”
“ Daii, anche tu ti ci metti!”
“Comunque ora devo andare”
“Ti prego, baciami” gli chiesi implorante.
Mi diede un’ultimo bacio un po’ frettoloso, recuperò la valigia e uscì dalla stanza, lasciandomi in autoreggenti seduta sul letto, sconvolta ed eccitata allo stesso tempo, mentre mi chiedevo se ci sarebbe stato un seguito.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.8
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il moroso della cugina:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni