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trio

La nuova colf


di Sleepy699
01.08.2025    |    9.936    |    8 9.9
""Ti piace essere scopata mentre lecchi un’altra, eh?" "Siiii! Non fermarti, scopami forte!" Martina gemeva e la tirava per i lunghi capelli biondi, la bocca di Veronica le..."
Martina si era assicurata che l’auto non fosse più nel vialetto. La casa era silenziosa, immersa nel tipico torpore del primo pomeriggio estivo. Le tende della stanza padronale lasciavano filtrare una luce dorata e morbida. Il grande armadio a tre ante sembrava chiamarla.
Con un’esitazione solo apparente, la ragazza aprì il guardaroba e sfiorò i tessuti: seta, pizzi, pelle. Era tutto così distante dal suo mondo. Prese un vestito attillato color champagne e si diresse verso lo specchio. Poco dopo, indossava il vestito, i tacchi a spillo, eye-liner make-up e un rossetto corallo trovato nel cassetto del trucco.
Si osservò. Era un’altra. Sembrava... lei. Più bella e sicura.
Non sentì l’auto tornare. Non sentì i passi. Sentì solo una voce alle sue spalle, bassa, sorpresa.
"Ma guarda un po’... La piccola Martina gioca alla signora."
Martina si voltò di scatto. Veronica era ferma sulla soglia, appoggiata allo stipite, le braccia incrociate, le labbra incurvate in un mezzo sorriso ambiguo.
"Signora Veronica, io... mi dispiace... pensavo foste via..."
La donna si avvicinò lentamente, scrutandola. Il suo sguardo era tutt’altro che scandalizzato.
"Quel vestito ti sta... quasi bene," mormorò. "Non hai i fianchi per riempirlo davvero, ma c'è qualcosa. Innocente. Crudo."
Martina abbassò lo sguardo, le guance accese.
"Mi tolgo subito tutto, mi scusi..."
"No," la interruppe Veronica. "Non osare."
Martina alzò lo sguardo, incerta. Veronica era ormai a un passo da lei. Le mise una mano sul fianco, facendole girare su sé stessa.
"Ti piace sentirti desiderata?"
La voce di Veronica era bassa, rauca. Non era rabbia, era... eccitazione. Sorpresa da sé stessa, forse, ma decisa. In quel momento entrò Luca, posando le chiavi con disattenzione sul mobile all’ingresso.
"Che succede qui?"
Si fermò. Gli occhi si posarono su Martina. Poi su sua moglie. L’atmosfera era densa.
Veronica non si voltò nemmeno.
"La nostra colf ha un talento nascosto," disse. "Le piace indossare i miei vestiti come se volesse portarmi via il ruolo."
Martina si fece più rossa, ma non si mosse.
Luca si avvicinò lentamente. Il suo sguardo era diverso, più aperto, carico di una curiosità trattenuta a fatica.
"O forse," disse lui, rivolgendosi a Veronica, "vuole solo mostrarci qualcosa che avevamo dimenticato."
Veronica guardò suo marito. Poi tornò a fissare Martina.
"E se la sfidassi, Luca?" sussurrò. "Se le mostrassi cosa vuol dire davvero essere padrona di casa?"
Martina sussultò. Ma nei suoi occhi non c’era più solo paura.
C’era un lampo. Una risposta. Una sfida.
Martina era lì, ferma, al centro della stanza. Il vestito le aderiva addosso come fosse cucito sulla pelle. Il respiro le era salito in gola, veloce, quasi trattenuto.
Luca e Veronica si erano seduti sul bordo del letto, uno accanto all’altra, ma con un’energia diversa.
Lui rilassato, eccitato.
Lei tesa. Gli occhi fissi su quella ragazza che fino al giorno prima riordinava casa, che sembrava insignificante, e adesso, così truccata e con vestiti eleganti, sembrava uscita da un catalogo di abiti di lusso.
"Hai un corpo da puttana di alto bordo?" disse Luca, sorridendo. "E non ti serve nemmeno troppo trucco."
Veronica lo guardò di lato, socchiudendo gli occhi. "Così tanto ti piace?"
"Piace anche a te," ribatté lui, senza neanche pensarci.
Martina arrossì, ma non si mosse. Era tesa, ma sentiva che tutto quel desiderio puntato su di lei… la stava accendendo.
Veronica si alzò lentamente, le mani sui fianchi. Si avvicinò alla ragazza e le girò intorno come una padrona che studia la sua nuova preda.
"Tutto quello che indossi è mio," mormorò. "Eppure… ti dona maledettamente. Forse anche troppo."
Martina deglutì, poi li guardò entrambi.
"Volete che… me lo tolga?"
Veronica la guardò fissa. "Si certo. Ma voglio che lo fai come si deve. Niente mosse timide. Facci godere con gli occhi."
Martina fece un respiro profondo.
Poi si mosse.
Portò lentamente le mani dietro la schiena e sfilò la zip, un gesto piccolo, ma che fece scendere un silenzio denso nella stanza. Il vestito si allentò sulle spalle. Scivolò piano lungo le braccia, poi giù, fino a scoprire il reggiseno in pizzo nero che aveva scelto per “giocare”.
Le coppe stringevano i seni sodi, rotondi, pieni. Martina lasciò il vestito cadere ai piedi, poi si girò con lentezza, mostrando le gambe snelle, il culo perfetto che il perizoma lasciava quasi completamente scoperto.
Si piegò in avanti per raccogliere il vestito dal pavimento, spingendo volontariamente indietro i fianchi.
Veronica trattenne il fiato, si rese conto che la ragazza non era per niente imbarazzata dalla situazione.
Luca la guardava senza nemmeno cercare di nascondere l’erezione.
Martina si voltò, i capelli sciolti sulla schiena.
"Così va meglio?"
Luca sorrise, quasi ipnotizzato.
"Così va da dio."
Veronica serrò la mascella, ma i suoi occhi tradivano l’eccitazione. Si era morsa il labbro, e una mano si era già appoggiata alla coscia.
"Sfacciata piccola stronza," mormorò. "Ti stai divertendo a provocarmi."
Martina fece un passo avanti.
"Volete guardare ancora?" disse con voce più sicura. "O volete cominciare a toccare?"
Martina sorrise, quel sorriso che sapeva già di provocazione. Poi, con lentezza, infilò i pollici sotto il bordo del perizoma e lo fece scendere piano sui fianchi, facendolo scivolare lungo le gambe. Senza fretta, con lo sguardo fisso su Veronica.
Quando fu nuda, si chinò in avanti e raccolse il perizoma tra due dita, lo sventolò appena, poi lo porse direttamente a lei.
"Tieni."
Veronica lo fissò, sorpresa.
"Per me?"
"Sì," rispose Martina, con tono fermo. "Adesso tocca a te. Spogliati."
Veronica restò immobile per un istante. Lo sguardo le si era fatto più duro, come se volesse resistere. Ma Luca si avvicinò da dietro, le mise una mano sul fianco.
"Dai, amore," mormorò. "Hai visto quanto ci stai godendo anche tu. Lasciala fare. Lasciala guidarti."
Veronica si voltò appena, guardandolo negli occhi.
"Ti eccita vedermi cedere a lei, vero?"
Luca sorrise. "Mi eccita tutto di te. Ma quando ti lasci andare, sei irresistibile."
Lei chiuse gli occhi un istante, poi sospirò. "Va bene."
Iniziò a sbottonarsi la camicetta di seta, un bottone alla volta. Lentamente. Martina osservava, nuda, in piedi di fronte a lei, con le mani sui fianchi e lo sguardo sicuro.
La camicetta scivolò a terra. Sotto, un reggiseno di pizzo nero. I seni perfetti, sodi, troppo fermi per essere naturali.
Martina la fissò senza pudore.
"Ti piacciano? Ma sai che sono finte, vero?" disse il marito in tono provocatorio.
Veronica sollevò lo sguardo, infastidita dal commento del marito. "E allora? Ti piacciono lo stesso."
"Sì," rispose Luca, avvicinandosi. "Mi piacciono perché ti fanno sembrare ancora più troia"
Veronica sussultò un sorriso si fa strada nella pelle tirata dal lifting.
Poi aprì il bottone della gonna, lasciandola scivolare a terra. Rimase solo con reggiseno e slip coordinati, in pizzo beige, l’addome ancora piatto, le cosce toniche.
"Guardala" disse Luca, passando una mano tra le scapole della moglie. "quanto cazzo è sexy mia moglie."
Martina aveva capito il gioco, le si avvicinò, le mise una mano sulla guancia, poi scese lentamente sul collo, fino a sfiorare la parte alta del seno.
"Voglio vedere tutto, signora Veronica. Togliti tutto. Come ho fatto io."
La donna la fissò ancora un secondo, poi sbottonò il reggiseno. I seni le scivolarono fuori, gonfi, rotondi, innaturali… ma bellissimi.
Martina li prese subito con entrambe le mani, li strinse piano. Poi li baciò, uno alla volta, passando la lingua intorno ai capezzoli.
Veronica chiuse gli occhi, il corpo che cominciava già a reagire.
"Non ti fermare," mormorò.
Martina si abbassò ancora, tirò giù lentamente gli slip, scoprendo il sesso depilato, lucido di eccitazione.
"Sei già bagnata" sussurrò. "E ancora non ti ho nemmeno toccata come si deve."
Si inginocchiò davanti a lei e sollevò lo sguardo verso Luca.
"Adesso guardami mentre la faccio impazzire."

Martina era in ginocchio davanti a Veronica, le mani sulle sue cosce, la bocca che sfiorava appena il sesso caldo e già bagnato. Veronica si mordeva il labbro, una mano tra i capelli di Martina, l’altra stretta al bordo del comodino, mentre Luca li guardava, nudo, il cazzo già duro in mano.
"Sta venendo giù come una fontana," sussurrò lui. "Ti eccita tanto essere leccata da lei, eh?"
Veronica ansimava. "Sì… ma voglio di più."
Martina le diede un’ultima leccata lenta, profonda, poi si sollevò.
"Cosa vuoi?" chiese, sfidandola.
Veronica le afferrò il mento.
"Voglio essere al centro. Voglio che mi scopate entrambi."
Luca sorrise. "Adesso sì che parli bene."
Veronica si voltò, si mise a quattro zampe sul letto, il culo perfetto alzato verso di lui, le gambe aperte, la schiena inarcata.
"Voglio sentirti dentro, mentre la lecco”.
Martina si sdraiò davanti a lei e Veronica non perse tempo: si abbassò sulla sua fighetta lucida, cominciando a leccarla come farebbe una gattina con la ciotola di latte.
Luca si posizionò dietro, giocò con il cazzo all’entrata della figa della moglie prima di affondare un colpo secco.
"Oh cazzo, sì!" gridò Veronica.
Martina gemeva sotto di lei, mentre la lingua di Veronica la scopava viscida e guizzante.
Luca le stringeva i fianchi e spingeva forte, le palle che sbattevano contro la pelle liscia della sua donna rifatta.
"Guarda che puttana sei diventata," ringhiò Luca, colpendola con forza. "Ti piace essere scopata mentre lecchi un’altra, eh?"
"Siiii! Non fermarti, scopami forte!"
Martina gemeva e la tirava per i lunghi capelli biondi, la bocca di Veronica le dava un piacere che la faceva tremare.
"Leccami bene o mi siedo sulla tua faccia!"
Veronica rispose con un gemito, continuando a succhiarle il clitoride, mentre Luca la scopava senza tregua da dietro, le dita che affondavano nella carne morbida dei fianchi.
Il ritmo aumentava, il silenzio della stanza era rotto dal rumore delle energiche sculacciate di Luca che colpivano i glutei sodi di Veronica.
Il respiro di Veronica era irregolare, i gemiti aumentavano, sembrava piangesse, ma continuava a regalare piacere a Martina.
Veronica venne per prima, con un urlo soffocato contro la figa di Martina, il corpo che si piegava sotto le spinte di Luca.
Martina la seguì, le mani tra i capelli di Veronica quasi a volerli strappare, le gambe che tremavano.
Luca resistette ancora qualche colpo, poi gemette forte e venne dentro Veronica, spingendo fino in fondo.
Rimasero lì, ansimanti, incollati l’uno all’altro, i corpi sudati, tremanti.
Veronica crollò sul letto, a pancia in giù, il viso ancora tra le cosce di Martina, che le accarezzava piano i capelli.
Luca si lasciò cadere di fianco, esausto.
Silenzio.
Veronica si guardava allo specchio della camera, ancora nuda, segni rossi sulle cosce e un leggero livido dove Luca l’aveva stretta troppo forte. Gli occhi lucidi. Ma non di piacere, stavolta.
Di rabbia.
Martina era ancora lì, nuda come se nulla fosse. E suo marito… suo marito la guardava con occhi che non aveva più per lei da mesi. Forse anni.
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