tradimenti
Evento aziendale
16.10.2025 |
4.861 |
4
"Spinto dal desiderio, mi ha girata e mi ha preso a pecorina, con l’acqua che mi scorreva lungo la schiena curva..."
Sono sposata da otto anni.Una vita ordinata, prevedibile, scandita da sveglie che suonano sempre alla stessa ora, colazioni sempre più silenziose, e carezze che ormai sembrano fatte per dovere.
Non ho mai tradito mio marito.
Ma non sono mai stata una santa.
Quando è arrivata l’e-mail dell’azienda, a inizio maggio, qualcosa dentro di me ha cominciato a scaldarsi. “Evento annuale, 14-16 giugno. Hotel 4 stelle con piscina, direttamente sul mare.” L’ho riletta tre volte.
Ho alzato gli occhi dallo schermo e li ho incrociati con quelli di Luca, seduto due scrivanie più in là.
Anche lui stava leggendo la stessa cosa.
E mi stava sorridendo.
Dieci anni meno di me.
Ironico, sfacciato, uno di quelli che quando ti guarda, ti guarda sotto i vestiti, senza alcuna vergogna. E la cosa peggiore? Mi piaceva.
Mi piaceva troppo.
Mi ha raggiunta in pausa caffè, pochi minuti dopo.
«Allora, ci sei anche tu a giugno?»
Ho fatto finta di essere distratta, ma il mio cuore batteva più forte.
«Pare di sì.»
Lui si è avvicinato un po’ di più.
«Piscina, mare, stanze singole. È come se ci stessero invitando a fare casino.»
Ha detto “ci” con una certa intenzione.
Non ho risposto. Ma non ho neppure distolto lo sguardo.
E lui, da quel momento, ha capito.
Giugno è arrivato prima di quanto immaginassi.
Valigia piccola, vestiti leggeri, costumi scelti con una cura che non mettevo da anni. Mio marito mi ha accompagnata alla stazione, mi ha baciato sulla guancia, e mi ha detto: «Divertiti».
Oh, lo avrei fatto.
Luca era già lì, nella hall dell’hotel, quando sono arrivata. Camicia sbottonata, occhiali da sole appoggiati sul petto, e quel sorrisetto da maledetto che gli stava sempre addosso come un tatuaggio.
«Sei bellissima», ha detto senza neanche fingere di essere discreto.
Il primo giorno è passato tra riunioni e pranzi istituzionali, ma la sera è stato il vero inizio.
Cena in terrazza, vino bianco, risate. La sua mano sulla mia coscia sotto al tavolo, mentre tutti parlavano di budget e performance. Io che non la spostavo.
Poi, tardi, nella penombra della piscina illuminata solo dalle luci soffuse dell’hotel, è successo.
Le voci degli altri colleghi si perdevano nella notte, ma noi due eravamo rimasti indietro.
Ho detto a Luca che sarei andata in camera. Mi ha seguita a debita distanza.
Così, quando sono arrivata alla mia porta, ho semplicemente detto:
“Vieni.”
E lui è entrato perché era la cosa più ovvia da fare.
Mi sono comportata come se tutto fosse normale, spiegandogli che volevo liberarmi dall’odore di cloro. Sono andata in bagno e lui mi ha seguita. Era un bagno con una doccia senza porta, in un angolo. Ho aperto il rubinetto e lasciato scorrere l’acqua sui capelli.
Lui si è avvicinato, l’ho stretto forte e ci siamo baciati.
Il desiderio era stato troppo forte per troppo tempo. Gli ho preso i glutei tra le mani attraverso il costume e l’ho abbassato delicatamente. Il suo pene, duro, vivo e bellissimo, stava già spuntando. Mi ha sganciato il costume e si è precipitato con la bocca sul mio seno mentre io mi toglievo lo slip. Eravamo entrambi nudi, premuti l’uno contro l’altro. Tutta questa attesa, questo desiderio represso, non ce la facevo più…
Ho preso un preservativo dal mio beauty case e sono tornata ad appoggiarmi alla parete della doccia, con una gamba sollevata per offrirgli il mio sesso. Lui ha indossato il preservativo e si è stretto contro di me. Mi ha penetrata e io ho approfittato del rumore dell’acqua per gridare il mio piacere.
Gli ho urlato che volevo che mi scopasse, che mi prendesse selvaggiamente, senza ritegno.
Le sue spinte profonde e secche mi hanno sollevato nella doccia, il piacere immenso.
Spinto dal desiderio, mi ha girata e mi ha preso a pecorina, con l’acqua che mi scorreva lungo la schiena curva. A ogni spinta, la mia estasi aumentava. Volevo essere la sua cosa, una marionetta piantata sul suo cazzo mentre mi penetrava. Anche lui gridava di piacere. Ed è venuto per la prima volta.
Ci siamo asciugati e, ancora nudi, siamo tornati a letto. Ha iniziato dai miei piedi, leccandomi le dita una a una prima di passare ai polpacci e alle cosce, commentando la loro bellezza senza riuscire a smettere di baciarli. Il mio desiderio non accennava a diminuire. Ha raggiunto rapidamente il mio sesso, ancora gonfio di piacere, e lo ha divorato con la sua lingua agile.
Gli ho premuto la testa tra le cosce per aumentare il piacere. Le sue mani mi hanno stretto i seni con una forza delicata che mi ha riempita di piacere. Quando ho mormorato che non ce la facevo più, si è tirato su, ha indossato un nuovo preservativo e mi ha penetrata. Sopra di me, delicatamente, ha mosso il bacino avanti e indietro, riempiendomi con il suo pene avido. Le nostre mani si sono unite e ho chiuso gli occhi, godendomi le sue spinte languide. Sono venuta rapidamente, completamente abbandonata tra le sue braccia.
Ma non aveva intenzione di fermarsi lì.
Mi ha girata e messa a quattro zampe sul letto. Ha giocherellato con le dita sul mio clitoride, usando il liquido del mio orgasmo per penetrarmi meglio i glutei. Sorpresa all’inizio, il mio desiderio per lui e il mio perenne desiderio di arrendermi mi hanno fatto iniziare ad apprezzare questo nuovo tipo di carezze. Quando ha sentito che ero pronta, ha spinto delicatamente il suo pene tra le mie natiche desiderose. Stavo assaporando quel piacere per la prima volta e mi aggrappai alle lenzuola per non urlare di gioia. È venuto allora di nuovo, in quello spazio precedentemente vergine.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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