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Lui & Lei

Ex compagni di scuola


di Sleepy699
08.02.2026    |    5.114    |    5 9.2
"Ormai è la mia figa che ragiona per me, voglio essere scopata, usata da lui, voglio godere e voglio farlo godere..."
I miei ex compagni delle superiori hanno organizzato una cena per ritrovarci dopo 20 anni dalla maturità. Un quarto di secolo, che impressione! E come passa il tempo.

Mentre mi sistemo i capelli una sottile eccitazione mi pervade, sono curiosa di vedere chi abbia accettato questo simpatico invito.
Decido di indossare un vestitino estivo , giusto per mostrare l’abbronzatura ed evidenziare le mie forme che madre natura generosamente mi ha donato, microperizoma e reggiseno coordinato, un paio di sandali con tacco non troppo alto, altrimenti farò sfigurare i miei compagni, dato che sono alta 175.
Raggiungo con l’auto il ristorante sulle colline e il parcheggio è già pieno ma, un dipendente mi indica un altra area non molto illuminata dove parcheggiare la macchina, ci vado di malavoglia dato che la poca luce non mi piace.
Entro nel locale e riconosco i miei compagni in un tavolo in fondo sulla destra, sono poco più di una decina di persone, mi sa che sono l’ultima arrivata. Non ci siamo tutti, c’era d’aspettarselo.

Mi vedono e mi salutano con i classici sorrisi di circostanza e mi offrono subito un aperitivo alcolico che bevo molto volentieri, è un ottimo prosecco.
A dire il vero non gli ho mai nemmeno dato un bacio, mi piaceva sentirmi desiderata da lui, incrociare il suo sguardo da innamorato che mi voleva e io non facevo nulla per sottrarmi, anzi mi divertivo molto a provocarlo.
Se ripenso a quanto sono stata stronza a 18 anni mi viene un po’ un senso di colpa.

La cena è deliziosa, sempli piatti a base di pesce molto buoni e molto raffinati accompagnati da un ottimo vinello bianco fresco che pian piano ha alzato il livello di adrenalina della serata ed abbassato i freni inibitori.
Scopro cosi che Ale si è laureato in Ingegneria, che e’ sposato con figli e che e che ha lavorato diversi anni all’estero prima di tornare a ristabilirsi qui, con al seguito moglie tedesca.
Io gli racconto di me, mio marito, la mia vita, insomma l’aggiorno.
La serata procede piacevolmente e Ale non perde tempo a riempiermi di complimenti, dicendomi che con gli anni sono diventata ancora più bella e che madre natura era stata generosa con me. Lo ricordavo più noioso, mi trovo bene a parlare con lui, mi sta corteggiando in modo molto galante e io, complice la serata e il vino, mi sto eccitando.
La cena volge al termine e pian piano i compagni e le compagne di classe se tornano alle loro case, come spesso capita ci scambiamo i numeri di telefono promettendoci di risentirci presto e organizzare un altra serata di ritrovo.
Siamo rimasti io Ale e ci dirigiamo alle nostre auto che sono le uniche due rimaste in quell’angolo buio di parcheggio.
Sono ormai alla mia auto e mi giro per salutate Ale il quale mi sorprende baciandomi in bocca con ardore, la sua lingua non trova nessuna resistenza e ricambio il bacio, è bravissimo a baciare e mi sta eccitando da morire. Complice il vino e la bella serata sto raggiungendo il punto di non ritorno, quello dopo il quale divento troia e faccio tutto quello che il mio uomo mi chiede.
Si stacca da me e mi dice ” Finalmente riesco a baciarti bella stronza, dopo tutti questi anni! Non sai quanto ti ho pensato in questi anni e sappi che stasera sarai mia che tu lo voglia o no”.
Queste sue ultime parole autoritarie hanno un effetto devastante sulla mia figa ormai in calore e ormai lo so che mi farò scopare da lui.
Mi prende per i capelli e mi strattona un pochino, procurandomi un leggero dolore e mi spinge verso il basso.
“ora slacciami i pantaloni e succhiami il cazzo da vera porca quale sei sempre stata”
Colpita e affondata, il punto di non ritorno ormai è superato, sono bastate poche parole, dette col tono giusto al momento giusto per farmi cedere.
Lo guardo negli occhi e lentamente inizio a slacciare cintura e pantaloni e abbassandogli i boxer mi ritrovo per la mani un cazzo durissimo e bello grosso, chi lo avrebbe mai detto che Ale avesse un segreto in mezzo alle gambe cosi interessante.
Lo avessi saputo ai tempi della scuola forse non sarei stata così fredda nei suo confronti.
Comunque sia, è mai troppo tardi e inizio a leccargli le palle, ormai lo voglio, voglio godere e farlo godere, lui mi fissa sempre negli occhi mentre io mi infilo la sua cappella in bocca e inizio un pompino da vera troia, la sua mano che tiene i miei capelli detta il ritmo della pompata, mi sto bagnando come non mai, la mia fighetta diventa fradicia mentre mi ritrovo un bel cazzo in bocca che sto spompinando.
“Leccalo per bene e lecca le palle, stasera sei mia e devi fare tutto quello che ti chiedo, cosi impari ad essere stata cosi stronza per cinque anni”, mi tira i capelli per farmi alzare e mi ritrovo di nuovo la sua lingua in bocca e le sue mani sulle mie tette, sono ormai in sua balia. Mi toglie il vestitino e il reggiseno. Fingo una debole resistenza, ma solo per gioco e lui lo sa. inizia a dedicarsi ai miei capezzoli, che si sono induriti ed ingrossati come chicchi d’uva. Li succhia e li strizza, mentre mi palpa l’altro seno con la mano. A più riprese infial la mano sotto gli slip, per accarezzarmi tra la gambe, per introdurre uno e poi due dita nella mia vagina gocciolante. Sembriamo due ragazzi del liceo e non due rispettabili adulti con un lavoro e una famiglia.
Lo accarezzo dietro al collo. E questo deve eccitarlo moltissimo, perché il suo respiro cambia ritmo e lo sento spingere il bacino contro il mio. Velocemente mi libero degli slip. Ormai è la mia figa che ragiona per me, voglio essere scopata, usata da lui, voglio godere e voglio farlo godere. LO VOGLIO!

“Brava, ora torna a succhiarmi il cazzo, ma non toccarti la figa fradicia”

Obbedisco come un automa e mi ritrovo di nuovo quel bel pezzo di carne in bocca , duro, caldo, pulsante è una meraviglia. Aumento il ritmo, gli voglio regalare un pompino memorabile e voglio sentire la sua sborra calda sul mio corpo.

Adoro scorrere la lingua lentamente su un cazzo duro,mi piace sentire con le labbra le varie curve delle vene e della forma naturale del pene, sapendo che il mio uomo gode immensamente grazie al mio sapiente lavoro di bocca. I suoi fremiti, i suoi sospiri, il respiro che via via si fa annoso, i piccoli movimenti impercettibili del cazzo accrescono la mia libido e allora ci do’ dentro da consumata pompinara ci metto anima e corpo per il piacere del mio ex compagno di scuola che con la mano guida i miei movimenti.
Mi eccita da morire sentirmi soggiogata al suo volere ,sentirmi ordinare cosa vuole che gli faccia,sentirlo gemere e usare parole forti verso di me…e allora via continuo il mio pompino, so di essere brava ma voglio dare sempre il massimo, voglio fargli sborrare l’anima, fargli svuotare le palle nella mia bocca e lasciarlo senza forze.
In piena estasi mi ferma e mi dice “Non ancora, la mia sborra non la meriti ancora” e dicendo questo mi prende di forza mi fa mettere le mani sul cofano della macchina e da dietro mi strappa il perizoma ormai ridotto ad una spugna.
Mentre mi spinge col suo corpo contro il cofano sento distintamente la durezza di quel cazzo che ormai desidero come un assetato nel deserto desidera l’acqua,quel cazzo che fino a poco fa era nella mia bocca e io pompavo con foga e devozione.

Nel mio cervello ci sono le seguenti parole “Ale scopami ti prego, prendimi cosi in modo animale sbattendomi come una cagna in calore” ma dalla bocca escono solo sospiri e dalla mia figa rivoli di liquido.

Sento il suo peso dietro di me, il suo respiro dietro le mie orecchie, la sua lingua che pian piano scende dalle orecchie al collo e una mano che gioca col mio clitoride.
Vorrei dirgli “Ale scopami ti prego, sbattimi come una cagna in calore” ma dalla bocca escono solo sospiri e dalla mia figa rivoli di liquido.
Sento il suo peso dietro di me, il suo respiro dietro le mie orecchie, la sua lingua che pian piano scende dalle orecchie al collo e una mano che gioca col mio clitoride.
“Ora voglio sentirti godere” e la sua lingua inesorabilmente scende ancora, ormai è a metà schiena e mi irrigidisco proprio nel momento in cui la sua lingua mi lecca il buchino del culo.
La sua lingua lecca centimetro dopo centimetro le mie grandi labbra e le dita esplorano le pareti interne della mia vagina alla ricerca di quei punti che mi mandano in estasi e grido a voce alta di infilarmi anche un dito nel culo.
Gli dico che ho voglia di godere, di continuare a leccarmi la figa come, ho il clitoride gonfio per i piccoli dolci morsi che mi regala. Inoltre la doppia penetrazione con le dita mi sta facendo impazzire. “continua Ale,inculami con quel dito, muoviti, trattami da troia e fammi godere” ormai pero’ sono al limite e il suo divino leccarmi mi sta portando al punto di non ritorno e sento l’orgasmo montare con prepotenza.
“Si Ale godoooo!!” un urlo liberatorio mi esce dai polmoni mentre i fremiti del piacere gli spasmi dell’orgasmo mi pervadono come un fiume in piena, le gambe non mi reggono e mi accascio con il seno nudo sul cofano impotente.
Mentre sono ancora in balia del post orgasmo sento i grugniti di piacere di Ale e gocce calde che mi inondano la schiena.
E’ finita così. In una notte abbiamo aperto e chiuso il libro di quella che è stata una storia latente per 20 anni. Mi piace ancora, ma è come se ora fossi più innamorata della sua immagine che di lui. Per lui è la stessa cosa. Siamo tornati alle nostre rispettive vite sapendo che non ci cercheremo.
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