trio
Da sola in crociera
22.04.2026 |
7.017 |
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"Laura ha iniziato a muovere il bacino avanti e indietro sulla mia bocca, per farsi scopare dalla mia lingua..."
Dopo la separazione avevo deciso di regalarmi qualcosa di solo mio: una crociera di dieci giorni nel Mediterraneo, da sola. A 42 anni pensavo di meritare di starmene un po’ lontano dai figli, dall’ ex marito, dagli amici che mi chiedevano “come stai”. Avevo voglia di sentirmi libera e di nuovo viva.
La nave era confortevole, la mia cabina spaziosa, e la crociera nel mediterraneo aveva un programma davvero interessante. Il terzo giorno, mentre prendevo il sole sul ponte solarium, li ho visti. Lui era alto, spalle larghe, capelli brizzolati e un sorriso tranquillo che metteva subito a proprio agio. Avrà avuto la mia età. Lei era decisamente più giovane di lui, capelli castani lunghi, corpo tonico e un bikini nero sgambato, che non lasciava molto all’immaginazione. Gambe lunghe, seno grande e sodo grazie ad una mastoplastica piuttosto riuscita, due labbra modellate dal chirurgo estetico che solleticano i sensi e che provocano improvvisi pensieri e insolite voglie.
Sembravano ben assortiti e si muovevano con quella naturalezza delle coppie che stanno bene insieme e insieme si divertono.
Abbiamo iniziato a chiacchierare per caso, vicino al bar del ponte. Un commento sul tramonto davvero incantevole, un bicchiere di prosecco offerto, e in mezz’ora stavamo già ridendo come vecchi amici. C’era qualcosa nell’aria che faceva la differenza. Lui, Marco, posava lo sguardo decisamente più lungo del necessario sulle mie gambe e sulla mia scollatura senza destare alcun turbamento in lei, Laura. Anzi, lei ogni tanto sorrideva guardandomi negli occhi mentre mi toccava il braccio per enfatizzare una battuta cercando complicità. Io mi sentivo al centro della loro attenzione e forse addirittura desiderata, anche se non ne ero del tutto sicura, “forse è solo una mia impressione”, pensai.
Quella sera ci siamo dati appuntamento a cena allo stesso tavolo. Il vino scorreva, le conversazioni si facevano più disinibite. Hanno raccontato che erano sposati da otto anni e che il desiderio l’uno per l’altra non si era certo attenuato con il tempo, anzi! La complicità manteneva il loro rapporto vivo e ogni tanto si concedevano dei diversivi, “piccole avventure”, le definivano. L’hanno detto in modo molto naturale, per nulla volgare, con una leggerezza che mi ha fatto arrossire e bagnare allo stesso tempo. Io ho confessato che era la mia prima crociera da single e che non sapevo bene cosa stessi cercando, ma che volevo sentirmi di nuovo donna dopo essere stata per troppo tempo prima di tutto moglie e madre.
Dopo cena siamo andati a bere qualcosa al bar del ponte di poppa, con il mare scuro che brillava sotto la luna. Laura si è seduta accanto a me sul divanetto. Il suo profumo era dolce, di vaniglia. Quando ha posato una mano sulla mia coscia nuda ho sentito un brivido salire fino al ventre.
«Ti va di venire da noi in cabina?» mi ha chiesto Marco con voce bassa, quasi un sussurro. «Niente pressioni. Solo se ti va.»
Il cuore mi batteva fortissimo. Ho annuito.
La loro cabina era più grande della mia, con un grande letto king size e una terrazza privata. Appena entrati, Laura mi ha preso per mano e mi ha portata sul letto. Marco è rimasto un po’ indietro, osservandoci con interesse. Ero emozionata e il cuore mi batteva forte mentre aspettavo la sua mossa. Lei mi ha baciata per prima. Un bacio lento, morbido, diverso da tutti quelli che avevo dato a un uomo. Le sue labbra erano piene, la lingua viscida e curiosa. Ho chiuso gli occhi e mi sono lasciata andare.
Mentre mi baciava mi ha slacciato il vestito, facendomi rimanere in slip e reggiseno. Poi lei si è sfilata il top, liberando due seni belli, sodi, con capezzoli già turgidi come due frutti maturi pronti per essere colti. Non ho potuto fare a meno di sfiorarli con le dita e poi di prenderli in bocca e succhiarli. Lei ha sospirato, infilando le mani tra i miei capelli.
Marco si è avvicinato. Si è spogliato lentamente, rivelando un corpo atletico e un cazzo già mezzo duro. Si è seduto sul bordo del letto e ci ha guardate mentre ci baciavamo e ci toccavamo. Laura mi ha fatto sdraiare e mi ha sfilato gli slip e si è messa sopra di me al contrario. Poi ha spalancato le mie cosce e ha affondato la faccia tra le mie gambe. La sua lingua era calda, veloce, precisa. Leccava tutta la lunghezza della mia fessura, poi si concentrava sul clitoride facendomi eccitare. Era bravissima: lenta, precisa, alternava leccate leggere a suzioni più decise. Mi sentivo sciogliere.
La sua fica era proprio sopra la mia faccia, così l’ho afferrata per i fianchi e l’ho tirata giù sulla mia bocca.
La sua fica aveva un sapore dolce, un po’ salato, buonissimo. Ci ho infilato la lingua dentro più a fondo che potevo, poi sono risalita sul clitoride e ho iniziato a succhiarlo.
Mentre ci divoravamo a vicenda, Marco era in ginocchio accanto a noi e si toccava lentamente, godendosi lo spettacolo. Laura ha iniziato a muovere il bacino avanti e indietro sulla mia bocca, per farsi scopare dalla mia lingua. Io le ho infilato due dita dentro, sentendola caldissima e fradicia. Lei ha fatto lo stesso con me: due dita che entravano e uscivano veloci, mentre la sua bocca non smetteva di succhiarmi il clitoride.
I nostri gemiti erano attutiti dalle fiche dell’altra, ma si sentivano lo stesso. Più diventavamo aggressive, più ci bagnavamo. Laura è venuta per prima: ha tremato, ha smesso di leccarmi per concentrarsi su se stessa, ha stretto le cosce intorno alla mia testa e mi ha inondato la bocca con un fiotto caldo e dolce. Non ho smesso di leccarla neanche per un secondo, l’ho accompagnata fino all’ultimo spasmo.
Solo allora ha rialzato la testa, aveva le labbra lucide dei miei umori e mi ha detto: «Adesso tocca a te.»
Ha girato la posizione, mi ha messo le gambe sulle sue spalle e ha iniziato a leccarmi come una disperata. Tre dita dentro, lingua sul clitoride, succhiava, mordicchiava, leccava.
Marco si è messo in ginocchio accanto alla mia testa. Il suo cazzo era ormai completamente eretto, grosso, con una bella cappella lucida. L’ho preso in mano, l’ho accarezzato, poi me lo sono portato alla bocca. Il sapore salato della sua pelle mi ha fatto eccitare ancora di più.
Mi sono ritrovata quel bel pezzo di carne in bocca, duro e pulsante che era una meraviglia. Adoravo scorrere la lingua lentamente su un cazzo duro, mi piaceva sentire con le labbra le varie curve delle vene e della forma naturale del pene. Capii che gli volevo regalare un pompino memorabile e sentire la sua sborra calda sul mio corpo.
Tutto questo mentre Laura mi divorava la fica, e il piacere saliva a ondate. La sua lingua leccava centimetro dopo centimetro le mie grandi labbra e le dita esploravano le pareti interne della mia vagina alla ricerca di quei punti che mandano in estasi, fino a farmi venire.
Lui iniziò prima a sospirare e poi a gemere affannosamente. Si capiva che stava per sborrare.
“Hai una bocca fantastica… Sto per venire!” disse estraendo il cazzo dalla mia bocca accogliente.
Insieme a Laura, mi misi in attesa del gran finale con i nostri visi a pochi centimetri dal glande di Marco mentre con la mano se lo segava.
"Prendila tutta che sborroooo!!! "
Il primo schizzo mi colpì in mezzo agli occhi, il secondo centrò la bocca di Laura che era aperta per accogliere quel nettare divino. Continuò ad eiaculare abbondantemente a brevi ondate, schizzando sperma caldo e denso in faccia e sui seni miei e di Laura. Io e lei ci siamo poi baciate e leccate.
Ci siamo sdraiati tutti e tre, sudati, ansanti, ridendo per la bellissima spontaneità di quello che era appena successo.
Per il resto della crociera ci siamo visti quasi ogni sera. A volte solo io e Laura, e lui guardava, a volte tutti e tre, selvaggi e senza tabù. Ho scoperto parti di me che non conoscevo: il piacere di far godere una donna, la libertà di far godere un uomo mentre la sua donna mi bacia, la bellezza di un desiderio condiviso senza gelosie.
Quando la nave è tornata in porto, ci siamo salutati con un abbraccio lungo e un bacio a tre, dolce e complice e una vaga promessa di rivedersi. Era stata una parentesi perfetta, fuori dal tempo, che mi aveva cambiata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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