Gay & Bisex
Modalità servizievole
22.11.2025 |
5.570 |
8
"“Lo senti quanto ti scopa bene il mio cazzo?”
“Sì! Sì, ti prego! Scopami più forte! fammi venire davanti alla tua padrona, voglio che mi guardi mentre vengo con te dentro!”
Di fronte a..."
Io e mio marito avevamo già sperimentato molto: cuckolding, dominazione, strap-on.Ma da un po’ la fantasia si stava spostando altrove: volevamo un’altra coppia simile a noi.
Non ci interessava lo scambismo classico. No. Volevamo due sissy, due mariti crossdresser, pronti a servirsi a vicenda, con noi donne spettatrici, regine del gioco.
Li trovammo: Chiara e suo marito, che lei chiamava “Lalla” quando era in modalità servizievole. Ci siamo conosciuti tramite A69.
Lei una dea sicura, elegante, amante del potere. Lui, una perfetta sissy: corpo liscio, petto rasato, labbra carnose e già addestrato a prendere e dare. Proprio come il mio.
La serata si svolse a casa nostra. Preparativi curati. Le sissy vestite da vere bambole puttanelle: corsetti in latex, lingerie di classe, tacco, trucco marcato.
La mia sissy in lingerie rosa, la sua in lilla, entrambe depilatissime e pronte a lesbicare.
Noi due — mogli dominanti — sul divano, calici in mano, vestite di raso nero, gambe accavallate e sorriso complice.
Chiara, capelli biondi, a caschetto, occhi chiari, tagliati da eyeliner deciso, che brillavano di un’intelligenza vivace, era seduta accanto a me sul divano. Lei aveva le cosce divaricate, un vestito nero in raso, aperto sul seno, e non portava mutandine. I suoi occhi non lasciavano mai la scena davanti a noi, ma la sua mano cercava la mia, intrecciando le dita.
“Sai cosa mi eccita più di tutto? Vederli perdere ogni dignità mentre si leccano e si scopano da sole, senza che nessuna di noi debba alzare un dito.” Mi sussurrò Chiara.
Annuii. Ero completamente d’accordo.
Le sissy erano già in ginocchio, l’una di fronte all’altra. Si baciarono con fame, i rossetti si confondevano, le mani si accarezzavano tra gambe e fianchi. Poi, Lalla prese l’iniziativa: spinse la mia verso il pavimento, la fece piegare, le tirò giù le mutandine in pizzo rosa lasciando il culetto ben in vista.
“Sei pronta, troietta?”
“Sì, scopami! fammi tua…” gemeva la mia sissy, tremando di eccitazione.
Lalla la prese con forza. Il suono delle sue spinte riempì la stanza, il rumore delle calze che sfregavano sul pavimento, i gemiti acuti di lei che si faceva scopare senza ritegno. Io e Chiara assistevamo, accarezzandoci, le dita lente tra le gambe nude.
“Guarda come si muove la tua troietta, Chiara… si fa scopare come una cagna in calore…”
“La tua non è da meno, senti come geme? Sembra nata per farsi inculare.”
“Lasciamoli godere, mentre loro si sfondano il culo. fammi sentire la tua lingua…”
“Sì… baciami, mentre i nostri mariti si scopano come puttane”
Poi invertirono i ruoli. La mia lo montò da dietro, con foga. Due crossdresser, vestiti da bambole, che si scopavano a vicenda sotto i nostri occhi. Si baciavano mentre si montavano, si leccavano, si insultavano da sissy, si chiedevano chi fosse la troia migliore.
“Noi abbiamo due puttanelle perfette,” dissi a Chiara.
Lei sorrise. “E la parte migliore? Non dobbiamo fare nulla… loro fanno tutto per noi. Per farci godere.”
Lalla era piegata a quattro zampe sul tappeto, la mia sissy glielo stava dando a fondo, con i tacchi che affondavano nella moquette. Lo schiaffeggiava sul culo mentre lo prendeva, sussurrandogli oscenità.
La mia sissy , il mio uomo travestito, depilato, profumato, muscoloso, la mia bambola obbediente , si avvicinò dietro al marito di Chiara, col cazzo duro che gli spuntava tra le mutandine rosa spostate di lato. Aveva gli occhi accesi, l’erezione palpitante, e le mani tremavano mentre le allargava le chiappe per vederne meglio l’apertura.
Chiara lo guardava con un sorriso malizioso. Io, seduta accanto a lei, con le gambe ben aperte e una mano già tra le cosce, dissi solo:
“Scopala come sai fare. Fallo per noi.”
Lalla si voltò, il trucco leggermente colato dagli occhi lucidi, e sussurrò:
“Sì… scopami… voglio sentirti dentro… voglio fartela sentire tutta…”
Il mio sissy non si fece pregare. La penetrò, lentamente, centimetro dopo cento. Lalla urlò, non di dolore, ma di sollievo. Finalmente. Finalmente il cazzo che desiderava.
Le spinte iniziarono lente ma decise. Il mio marito-sissy la prendeva da dietro, affondando ogni volta più in fondo, con le mani strette sui suoi fianchi.
Chiara sorrideva soddisfatta mentre guardava la sua troietta farsi scopare.
“Guarda com’è felice… la mia Lalla è proprio una troia da farsi usare,” sussurrò, mentre si sfiorava il clitoride.
Io annuii, eccitata, con le dita affondate nella mia figa bagnata.
“Il mio sta dando il meglio… si vede che ama prenderlo ma anche darlo.”
Lalla ansimava, il trucco che colava, i capelli scomposti.
“Oh sì, scopami, così, sei la mia padrona ora… fammi tua…”
Il mio sissy continuò a scoparla con forza, mentre l’altro si scioglieva sotto di lui, implorando, godendo, tremando.
“Lo senti quanto ti scopa bene il mio cazzo?”
“Sì! Sì, ti prego! Scopami più forte! fammi venire davanti alla tua padrona, voglio che mi guardi mentre vengo con te dentro!”
Di fronte a questo spettacolo eccitante Chiara mi sussurrò:
Quanto mi eccita vedere il mio uomo farsi inculare dal tuo. Senti quanto sono bagnata,” mi disse Chiara, guidando la mia mano tra le sue cosce aperte. Le sue labbra intime erano caldissime, gonfie, già inzuppate. La toccai piano, poi più forte, e lei sospirò nel mio orecchio.
“Leccami,” mi chiese. “Fallo mentre loro si sborrano a vicenda”
Scivolai giù, inginocchiandomi davanti a lei. Le gambe le tremavano mentre le allargava per me, lentamente.
Le scivolai lentamente tra le cosce. Il profumo della sua figa mi arrivò dritto al cervello, speziato e intenso, il profumo di una donna pronta a godere.
Con due dita le aprii le labbra gonfie e iniziai a leccarla. Un movimento lento, preciso, dalla base fino al clitoride, che titillai con la punta della lingua.
Chiara sollevò il bacino, gemendo:
“Dio, continua… leccami tutta, non fermarti, mi stai facendo impazzire”
A quel punto la presi sul serio. Le infilai la lingua dentro, la sentii stringermi, bagnata, caldissima. Le succhiavo il clitoride a ritmo, mentre con una mano continuavo a strizzarle i seni, i capezzoli turgidi tra le dita, polposi come frutti maturi.
Chiara si torceva, gli occhi chiusi, le mani che si aggrappavano ai cuscini.
“Così, leccamela tutta, succhiami quel cazzo di clitoride”
Sentivo dietro i dialoghi dei nostri mariti persi nella loro passione per il cross-dressing .
“Guarda come ti apre il mio cazzo, Lalla… sei tutta mia adesso… vieni mentre ti scopo. Sei solo una troietta da riempire.”
“Ohhh sì, sei un porco! vieni dentro di me, vieni, cazzo, riempimi tutto il culo, voglio gocciolare davanti a Chiara”
Chiara si eccitò’ ancor di più godendosi lo spettacolo delle due sissy e affondò una mano nei miei capelli, tenendomi stretta sulla sua figa.
“Fai la brava, fammi venire, mostrami che non sei solo padrona, ma anche puttana”
La sua voce vibrava mentre il suo piacere saliva. Le gambe le tremavano, i glutei si sollevavano verso la mia lingua.
Venni anch’io, senza toccarmi, solo a sentirla goderci sopra.
Quando i gemiti dei nostri mariti si fecero rauchi e lunghi, capimmo che erano venuti. Uno dentro l’altro. I corpi fermi, le schiene bagnate di sudore, il trucco colato, il culo di Lalla pieno della sborra calda di mio marito.
Chiara si accasciò sul divano, mi tirò su per le braccia e mi baciò di nuovo, con il suo sapore ancora sulla mia bocca.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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