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orge

la notte di fuoco 2


di Riuky74
11.09.2025    |    823    |    1 7.6
"Marco si alzò, le labbra lucide del suo sapore, e la baciò profondamente, condividendo quel nettare proibito..."
L'alba non era ancora arrivata, ma il cielo si tingeva di viola profondo, un velo di mistero che avvolgeva la spiaggia come un'amante possessiva. Elena e Marco giacevano ancora avvinghiati sulla roccia, i corpi appiccicosi di sudore e sale marino, il respiro che si intrecciava in sussurri rochi. Lei tracciava pigri cerchi sul petto di lui con la punta delle dita, sentendo il battito del suo cuore rallentare, ma non spegnersi. Al contrario, un nuovo calore si accendeva nel ventre di Elena, un desiderio insaziabile che la notte aveva solo stuzzicato."Non ho finito con te," mormorò lei, la voce un ronfo sensuale contro la sua pelle. Marco aprì gli occhi, quel sorriso predatorio che tornava a incurvare le labbra. "Neanche io," rispose, rovesciandola piano sulla sabbia tiepida. Il telo era finito chissà dove, ma la grana ruvida sotto la schiena di lei era un invito proibito, un contrasto delizioso con la morbidezza del suo corpo.Le mani di Marco esplorarono di nuovo, stavolta con una lentezza deliberata, come se volesse memorizzare ogni curva. Scivolò lungo il suo fianco, sfiorando l'interno della coscia, dove la pelle era ancora umida del loro piacere condiviso. Elena rabbrividì, le gambe che si aprivano istintivamente, offrendosi. Lui si chinò, il fiato caldo che le accarezzava il sesso gonfio e sensibile. "Dimmi cosa vuoi," sussurrò, la lingua che sfiorava appena il clitoride, un tocco fantasma che la fece inarcare."Te," ansimò lei, le dita che affondavano nella sabbia. "La tua bocca. Ora." Marco obbedì con un ghigno, tuffandosi tra le sue cosce come un naufrago assetato. La lingua danzò lenta, leccando con tratti ampi e possessivi, assaporando il sapore misto di lei e di lui. Elena gemette forte, il suono perso nel rombo delle onde, mentre lui alternava succhiate delicate a vortici rapidi intorno al bocciolo turgido. Una mano salì a tormentare un seno, pizzicando il capezzolo fino a farla sussultare, mentre due dita scivolarono dentro di lei, curvandosi per colpire quel punto segreto che la faceva vedere stelle.Il piacere montava di nuovo, un'onda più lenta ma inesorabile, e Elena si perse in esso, i fianchi che spingevano contro la sua bocca, inseguendo l'estasi. "Sì... oh, sì," balbettò, il corpo che si tendeva come una corda d'arco. L'orgasmo la colpì in un'esplosione silenziosa, un tremore che le squassò le viscere, facendola gridare il suo nome nel vento salmastro.Marco si alzò, le labbra lucide del suo sapore, e la baciò profondamente, condividendo quel nettare proibito. Elena lo sentì indurirsi di nuovo contro la sua coscia, e con un movimento fluido lo spinse supino. "Ora tocca a me," disse, gli occhi che brillavano di malizia. Strisciò giù lungo il suo corpo, baciando ogni centimetro di pelle: il collo, il petto, l'addome contratto. Arrivata al suo sesso, lo prese in mano, accarezzandolo con una presa ferma ma gentile, sentendolo pulsare sotto il palmo.Lo leccò piano, dalla base alla punta, assaporando la sua eccitazione rinnovata. Marco grugnì, le mani nei capelli di lei, guidandola senza forzare. Elena lo prese in bocca più a fondo stavolta, la gola che si rilassava per accoglierlo, il ritmo che accelerava con i suoi ansiti. Succhiava e leccava, la lingua che roteava intorno alla cappella sensibile, mentre una mano massaggiava i testicoli tesi. "Cristo, Elena," ringhiò lui, il bacino che si alzava involontariamente.Ma lei si fermò all'orlo del precipizio, un sorriso diabolico sulle labbra bagnate. "Non ancora." Si posizionò a cavalcioni su di lui, ma stavolta all'inverso, offrendogli la vista del suo sedere rotondo mentre lo guidava dentro di sé. Entrò piano, centimetro dopo centimetro, gemendo per la pienezza. Iniziò a cavalcarlo con movimenti ondulati, le mani appoggiate sulle sue cosce per bilanciarsi, il ritmo che cresceva in un tango ipnotico.Marco non resistette a lungo: le afferrò i fianchi, le dita che affondavano nella carne morbida, e spinse in alto con forza, incontrando ogni discesa. Una mano scivolò in avanti, sfregando il clitoride in cerchi veloci, mentre l'altra esplorava il suo retro, un dito che sfiorava l'ingresso stretto del suo ano, stuzzicandolo con una pressione leggera. Elena urlò di sorpresa e piacere, il doppio assalto che la portava al limite. "Di più," implorò, e lui obbedì, il dito che scivolava dentro piano, aggiungendo una dimensione nuova e proibita al loro fuoco.L'orgasmo li travolse insieme, un cataclisma condiviso: lei si contrasse intorno a lui in spasmi violenti, lui che esplodeva dentro di lei con un ruggito primordiale, il seme caldo che la riempiva di nuovo. Crollarono esausti, un groviglio di membra e sussurri, mentre il primo raggio di sole sfiorava l'orizzonte.Elena rise piano, girandosi per baciarlo. "L'alba arriva troppo presto."Marco la strinse a sé, il corpo ancora fremente. "Allora rifacciamola aspettare." E con le stelle che svanivano, il loro fuoco continuò a bruciare, promettendo notti infinite.

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