Prime Esperienze
Es Cavallet
25.01.2026 |
2.303 |
8
"I suoi sensi erano concentrati sul sapore di sale e sulla consistenza del membro che le riempiva la bocca, mentre le ginocchia affondavano nella sabbia tiepida..."
“Ibiza, it's still on my mind. Different places every day,
every time a different way
to choose to be on the loose…”.
L’aria era densa di calore e profumava di sale. Del resto, la loro Seat presa a nolo stava costeggiando la strada delle saline. Massimo e Francesca quel giorno di luglio, il secondo della loro vacanza a Ibiza, avevano deciso di provare l’ebbrezza di stare in spiaggia nudi. Quale posto migliore di Ibiza per il loro “battesimo del nudo”? E quale posto migliore di Es Cavallet, la mitica spiaggia dove si narrava che il nudismo fosse nato, nei ruggenti e lontani anni Settanta? La sera prima, girando per le stradine di Eivissa, erano entrati in un negozio e, su degli album fotografici esposti, avevano visto le foto dell’epoca e letto qualche storia. Massimo aveva lanciato la proposta e la moglie aveva accettato: Es Cavallet sarebbe stato il posto da provare.
Alla fine, la strada da asfaltata diventava sterrata e Max procedette con attenzione, per non rischiare di rompere l’auto proprio all’inizio della vacanza. Arrivarono ad un parcheggio polveroso ma abbastanza pieno di auto e, lasciata lì la macchina, si incamminarono verso la spiaggia e poi lungo la linea del mare.
Man mano che si allontanavano dal chiringuito e dagli ombrelloni, la densità dei vestiti diminuiva. Il sole picchiava e il riverbero del sole sulla sabbia bianca era quasi accecante. Si fermano in un punto un po’ sopraelevato dove una duna e alcuni cespuglietti offrivano un po' di riparo dal vento.
“Ok, stiamo qui,” disse Massimo, posando lo zaino. Francesca guardò il litorale: corpi di ogni età, nudi, distesi al sole o intenti a camminare sul bagnasciuga con una naturalezza disarmante. Poi guardò Max proprio nell’istante in cui lui si stava già abbassando il costume rimanendo in piedi nudo guardando il mare, fiero ed orgoglioso come un condottiero vittorioso. Le venne da ridere, ma pensò che non sarebbe stato carino nei confronti di Max e, concentrandosi sulle cose pratiche, iniziò a stendere l’asciugamano sulla sabbia.
Sistemata la postazione, sì alzò in piedi e con un gesto rapido si sfilò il prendisole. Poi, portata la mano dietro la schiena, sciolse il nodo del reggiseno sfilandoselo infine dalla testa. Il senso del vento sul seno le diede subito un piccolo brivido. Abbassò le mani sui fianchi e sciolse anche i laccetti laterali dello slip, che cadde a terra, lasciandola nuda sotto il sole. Massimo, braccia larghe e un sorriso di pura libertà, le disse: “È… incredibile! Senti l'aria sulla pelle, Franci? È un’altra cosa...”.
Sentivano il calore del sole su parti del corpo che non avevano mai visto la luce, una sensazione di vulnerabilità che si trasformava lentamente in un piacere sottile. Francesca iniziò a spalmarsi la crema, muovendosi con una disinvoltura nuova. Osservò i passanti: un uomo atletico che correva sulla riva, una coppia di donne che chiacchieravano immerse nell’acqua fino alla vita. Non ci misero molto a capire la regola di Es Cavallet: nessuno stava davvero guardando. O meglio, tutti guardavano ma nessuno giudicava: era una semplice osservazione estetica, libera dal peso del tabù.
“Guarda là,” sussurrò Francesca, ora un po' più coraggiosa. Indicò una coppia di uomini poco distante: erano bellissimi, sembravano due statue greche scolpite, completamente nudi e impegnati a leggersi un libro a vicenda, senza curarsi minimamente del mondo circostante. “Sembrano così... sereni.”.
“Sarà perché non hanno nulla di cui vergognarsi,” commentò Massimo, osservando a sua volta. Francesca si distese sulla schiena e chiuse gli occhi, offrendo il suo corpo ai raggi del sole, mentre il rumore delle onde iniziava a cullare i suoi pensieri. Si sentiva strana nella sua nudità, ancora un po’ contratta ma, nello stesso tempo, libera. E il calore e la brezza marina che sentiva sul seno e sull’inguine iniziavano a trasmetterle anche un leggero senso di eccitazione.
“Ti va di fare due passi in giro?”. Il suono della voce di Max la ridestò improvvisamente. Non sapeva quanto tempo fosse passato, ma si era piacevolmente assopita. Si mise seduta mentre la sua mente si riavviava. “Sì… certo… dammi un secondo che mi sveglio…”.
Si incamminarono verso sud, lungo la costa, per poi dopo un po’ deviare all’interno, verso la parte più selvaggia della spiaggia, dove la macchia mediterranea si faceva più fitta. Camminavano vicini, i piedi che affondavano nella sabbia calda. Il vento di Ibiza soffiava costante, portando con sé l'odore dei pini e il sale del mare. Francesca stava apprezzando la sensazione di camminare completamente nuda, in un luogo così vasto e aperto, noncurante della presenza di altri; e adesso che si erano addentrati fra le dune, lontani da tutti e nel silenzio, sentiva le sensazioni come amplificate: il fruscio del vento sulla pelle, il calore della sabbia, lo sfregamento impercettibile delle cosce a ogni passo.
“È pazzesco quanto ci si senta... bene,” esordì Massimo, guardando l'orizzonte. Cercava di mantenere un tono casuale, ma il suo sguardo non riusciva a stare lontano dal profilo nudo di Francesca, che camminava con una grazia nuova, quasi primordiale. Lo spettacolo iniziava ad eccitarlo.
Francesca si fermò un istante, si scostò i capelli dal viso e lo guardò. “Sai, Max...”, esordì lei, abbassando la voce. “Pensavo che mi sarei sentita in imbarazzo, o che avrei passato il tempo a coprirmi. Invece... mi sento quasi eccitata da tutto questo.”.
Massimo si fermò a sua volta, sorpreso dalla sincerità della confessione. “Davvero?”.
“Sì,” continuò Francesca, facendo un passo verso di lui. “Questa cosa che non c’è niente tra noi e il resto del mondo. Il fatto che tutti gli altri ci abbiano visto così, e che noi abbiamo visto loro... È come se fosse caduto un velo. Mi sento... elettrica. Ogni colpo di vento mi sembra quasi una carezza…”.
Massimo le si avvicinò, l’eccitazione che iniziava a farsi visibile. Guardò Francesca, la pelle dorata e i piccoli granelli di sabbia che brillavano sui suoi fianchi. “Sì, anch’io”, ammise lui con la voce più profonda. “Guardarti così, come ti muovi nuda, senza problemi... mi sta facendo impazzire”. La loro nudità, in quel momento, stava smettendo di essere una condizione naturale e stava tornando ad essere una carica erotica.
Il silenzio tra le dune era rotto solo dal vento e dal rumore delle onde. Non c’era nessuno nel raggio di metri. Si abbracciarono, e il contatto pelle contro pelle fu come una scossa elettrica. Si strinsero forte mentre le mani esploravano, un incastro di corpi che non avevano più la protezione del cotone o della lycra. Francesca sentì il calore del petto del suo uomo e l'odore che emanava ma, soprattutto, sentì contro il proprio ventre il membro eretto di Massimo provarle inequivocabilmente il suo desiderio.
Sollevò lo sguardo e vide nei suoi occhi una fame di lei che non aveva mai visto prima, accesa dalla libertà di quella spiaggia. Non esitò un attimo, lasciando esplodere quella eccitazione che aveva confessato pochi istanti prima. Con un movimento fluido si lasciò scivolare sulle ginocchia nella sabbia calda.
Massimo ebbe un sussulto. Francesca lo guardò per un istante da sotto, i capelli mossi dal vento, prima di schiudere le labbra e accoglierlo in bocca. Lui le posò le mani sui capelli, accarezzandola, mentre la testa di lei si muoveva ritmicamente avanti e indietro sulla sua asta pulsante.
Francesca aveva gli occhi chiusi, completamente persa nel momento. Sentiva il vento di Ibiza scorrerle sul corpo e fra le gambe, le sembrava quasi una piuma che la accarezzasse sul sesso esposto e la cosa la stava eccitando terribilmente. Assaporava il sapore del cazzo del marito, lasciando che le invadesse le narici e la gola. I suoi sensi erano concentrati sul sapore di sale e sulla consistenza del membro che le riempiva la bocca, mentre le ginocchia affondavano nella sabbia tiepida.
Massimo stava guardando l’orizzonte, ancora incredulo per quello che stava succedendo e dove stava succedendo, quando tra i rami contorti di un ginepro, a pochi metri di distanza, scorse una figura. Era un uomo, sulla cinquantina, la pelle scurita dal sole di chi vive l'isola tutto l'anno. Era completamente nudo, li osservava con calma e non faceva molto per nascondersi.
“Francesca...” sussurrò Max. «C'è... c'è uno. Ci sta guardando…”.
Si aspettò che lei scattasse in piedi, cercando un asciugamano che non c’era, che provasse quella vergogna e quell’imbarazzo che sarebbe stato normale nella loro vita di tutti i giorni in città. Ma Francesca non si fermò. Anzi, emise un gemito soffocato e strinse con più forza la carne che le riempiva la bocca. Poi aprì gli occhi e guardò fisso Massimo, con un’espressione lucida e selvaggia che lui non le aveva mai visto, quasi di sfida. Invece di interrompersi, accelerò il ritmo, muovendo la testa con una determinazione nuova, con un contatto ancora più profondo e più udibile nel silenzio delle dune.
Massimo sentì una scarica di adrenalina. Il rischio, la nudità e l'estraneo che li stava osservando erano già tanto, ma la reazione sfrontata e totalmente inattesa di sua moglie che stava usando lo sguardo di uno sconosciuto come carburante per la propria eccitazione, facendole saltare le inibizioni, stavano creando un mix esplosivo.
L’uomo, come intuendo la situazione, iniziò ad avvicinarsi camminando lentamente sulla sabbia soffice, tenendo in mano un'erezione potente. Massimo lo guardava avanzare, con il cuore che gli esplodeva nel petto, sentendo dentro di sé la paura del proibito mescolarsi ad una eccitazione viscerale, violenta. Francesca, inginocchiata nella sabbia, percepì la nuova presenza lì, a un passo. Eppure, in un atto di sfrontatezza assoluta, non si staccò da Massimo. Continuò il suo movimento, ma i suoi occhi, ora spalancati, erano fissi su quelli di suo marito.
L'uomo arrivò loro accanto. Francesca avvertì l’ombra del corpo dell’uomo sopra il suo. L'estraneo non disse una parola, ma emise un respiro profondo di approvazione mentre con la mano continuava a masturbarsi lentamente. Poi, con un gesto lento, allungò l'altra mano verso la testa di Francesca accarezzandola dolcemente, sfiorandole appena i capelli spettinati, come se stesse chiedendo con delicatezza il permesso di partecipare al loro folle momento di piacere.
Lo sguardo di Massimo si spostò dal volto dell’uomo alla mano dell'estraneo su Francesca. Guardò il membro dell'uomo a pochi centimetri dal viso di lei, e poi guardò sua moglie. “Franci...” riuscì a malapena a emettere, un rantolo che era metà avvertimento e metà incitamento.
Francesca, a quel punto, si tolse il membro di Massimo dalla bocca con un gemito di soddisfazione. Ma non si alzò. Lentamente, sollevò il viso verso suo marito continuando a tenergli il cazzo stretto nella mano sinistra. Massimo vide il viso di sua moglie, le labbra lucide e lo sguardo di chi ha appena superato il punto di non ritorno e capì che lei aveva deciso. Francesca guardò l'uomo sconosciuto, guardò la sua erezione che vibrava a un palmo dal suo viso e poi, con lentezza, spostò leggermente le ginocchia sulla sabbia, aprendo lo spazio per il nuovo arrivato.
Francesca allungò la mano destra e gli afferrò il membro, sentendone la consistenza dura e calda, così diversa ma altrettanto vibrante di quello di Max che intanto continuava a stringere nella mano sinistra. Poi, con un movimento sapiente, lo inghiottì, assaggiandone prima la punta per poi accoglierlo lentamente tutto nella sua bocca, fino in fondo. Il sapore la invase subito, un sapore di maschio selvaggio, pieno di sole e di salsedine, diverso da quello del suo Max ma profondamente eccitante, un sapore dal quale non riusciva a staccarsi. Lo teneva stretto nella mano destra, solleticandolo dolcemente, mentre la sua mano sinistra continuava a muoversi lenta sul cazzo del marito.
Iniziò ad alternare le sue attenzioni tra i due uomini con una fame che sembrava inesauribile. Passò dall’estraneo a suo marito, per poi tornare dall’altro e poi ancora, unendo le due erezioni con le mani e con le labbra, creando un ponte di piacere che li legava tutti e tre. Il contrasto era totale: il corpo familiare di suo marito e quello selvaggio dello straniero; il sapore di Max e quello più aspro dell'uomo di Ibiza.
Massimo era in estasi e agonia allo stesso tempo. Si appoggiò con una mano alla spalla dell'estraneo per non cadere e l'uomo ricambiò la presa, stringendogli l'avambraccio in una presa che testimoniava il comune desiderio nei confronti della donna che avevano davanti. Massimo la guardò, vedendola mentre faceva sparire e riapparire due cazzi nella propria bocca, i capelli biondi che brillavano nel sole, una fame e un desiderio finora sconosciuti che si stavano saziando di loro due.
L'uomo emise un gemito basso, la testa rivolta al cielo, mentre la mano di Massimo scivolava sulla sua schiena muscolosa. Francesca si staccò da lui e intensificò il movimento con la mano. In un attimo, il membro dell’uomo iniziò a schizzare, spruzzando lunghi getti di sperma caldo che colpirono Francesca prima in viso, poi sul collo e sul seno, colandole verso il basso. D’istinto Francesca estrasse la lingua e assaporò il sapore di quello che le era finito sulla bocca, leccandoselo via. Poi, mentre con la mano destra continuava a spremere lentamente su di sé il cazzo dell’uomo, si rituffò famelica su quello di suo marito muovendo la testa con un vigore nuovo.
Massimo vide gli schizzi dello sconosciuto adornare il corpo della moglie e gocce di sperma dell’uomo cadere dal viso di Francesca sul suo cazzo, inghiottite da lei nel suo su e giù inesorabile. Non ce la fece più, ed esplose nella bocca della moglie in un orgasmo che gli piegò le gambe facendolo quasi cadere.
Francesca inghiottì il seme del marito per quanto potè, poi lo lasciò fluire fuori dalla bocca e scivolare sul suo corpo mescolandosi su di sé col seme dello sconosciuto. Si abbandonò sedendosi sulle caviglie, lasciando andare i due sessi maschili che la avevano inondata e guardò davanti a sé i due uomini dei quali sentiva gli odori ed i sapori mischiati ancora vivi su di sè. Massimo si lasciò andare anche lui sulle ginocchia e marito e moglie si ritrovarono a guardarsi negli occhi. Si scambiarono un sorriso che diceva tutto, mentre le loro mani si univano in una stretta familiare. L’uomo li guardò e, sorridendo, borbottò un “gracias” a mezza voce prima di allontanarsi silenzioso come era apparso.
Massimo si alzò in piedi per primo, porgendo la mano a Francesca per aiutarla ad alzarsi. Avrebbe voluto prenderla e baciarla, stringerla forte, farle capire quello che stava provando per lei in quel momento, ma il viso e il corpo della moglie erano ancora pieni di sperma. Francesca lo guardò e, capendo subito tutto, scoppiò in una risata.
“Bagnetto?” propose.
Si presero per mano ed iniziarono a correre come due bambini fino al mare. Si tuffarono insieme nel mare cristallino di Ibiza, riemergendo abbracciati e uniti in un bacio appassionato, davanti ad una spiaggia che non avrebbero dimenticato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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