lesbo
Il cerchio - capitolo 9
12.09.2025 |
1.449 |
7
"Mani diverse, calde, morbide, presero a esplorarla, a passare sul suo ventre, sulle cosce, sul viso..."
Si erano rivestite solo in parte, avvolte nei teli morbidi che il club lasciava a disposizione. Sedute una accanto all’altra su un divanetto, i capelli ancora umidi e la pelle arrossata dal calore, le tre donne sorridevano, ridacchiavano, si baciavano di nuovo, incapaci di staccarsi del tutto.Fu Michela, dopo un lungo silenzio, a parlare.
“Devo dirvi una cosa…” disse, abbassando lo sguardo.
Laura le accarezzò la coscia: “Che c’è, amore?”
Michela si schiarì la voce, il respiro corto: “Quello che è successo oggi… io… io lo avevo sempre sognato. Sempre. Anche quando eravamo ragazze. Ho sempre avuto fantasie su altre donne, su di voi, su momenti come questo. Ma non ho mai avuto il coraggio di ammetterlo. Nemmeno a me stessa. Ho sempre pensato che fosse sbagliato, che non fosse… normale.”
Anna le prese la mano con delicatezza, stringendola forte: “Non c’è nulla di sbagliato. Non dopo quello che ci siamo donate.”
Michela sospirò, il volto acceso, gli occhi che brillavano: “È come se avessi tenuto tutto rinchiuso per anni. E adesso che è uscito… non so come gestirlo. Mi sento esplodere, sento di volerlo ancora e ancora, e ho paura di non riuscire a fermarmi.”
Laura sorrise, spostandosi ancora più vicina, la fronte contro quella dell’amica: “E perché dovresti fermarti? Guarda noi… anche noi abbiamo creduto per anni di doverci trattenere. Poi abbiamo deciso di lasciarci andare, e guarda cosa abbiamo trovato. Non è distruzione, Michela. È libertà.”
Anna annuì, seria ma dolcissima: “Forse questa è la parte più bella di tutte: non siamo sole. Ci siamo l’una per l’altra. Se ti senti travolta, se temi di perdere il controllo… ricordati che ci siamo noi a tenerti stretta.”
Michela sorrise, gli occhi lucidi ma colmi di luce nuova. “Allora non è follia? Non sono io che sto impazzendo?”
“No, amore” disse Laura baciandola sulle labbra, lenta. “Stai solo diventando finalmente te stessa.”
-----
Il rientro fu silenzioso. La casa era buia, il marito dormiva già. Michela si infilò piano sotto le lenzuola, pensando di non riuscire a prendere sonno: il cuore ancora accelerato, la pelle che sembrava bruciare di desiderio. Eppure, quando si avvicinò al corpo caldo di lui, sentì un’ondata improvvisa di coraggio. Non più la Michela timida, compassata, attenta a non disturbare. Questa volta prese l’iniziativa.
La sua mano scivolò decisa sotto la maglietta del marito, accarezzandogli il petto, poi più giù, fino a svegliarlo con un tocco che non usava da troppo tempo.
“Michela…?” mormorò lui, ancora assonnato. Ma lei non rispose: si era già abbassata, baciandolo, succhiandolo con una voracità che lo lasciò senza fiato. Era un gesto che non aveva mai osato fare con tale intensità, eppure le veniva naturale, come se il suo corpo sapesse finalmente cosa voleva.
Lui si riscosse subito, incredulo ma eccitato dalla nuova versione di sua moglie. La prese per le braccia, la fece sdraiare sotto di sé, ma Michela lo fermò: “No. Stasera guido io.”
Si mise a cavalcioni su di lui, spingendolo dentro con un gemito lungo, profondo. Le onde di piacere la scossero subito, come se ogni centimetro del suo corpo fosse diventato più vivo. Non c’era più esitazione, non c’era più pudore: solo la fame di sentirsi donna, pienamente.
Il marito la guardava con occhi spalancati, quasi spaesati dalla trasformazione: la Michela che conosceva, quella riservata, dolce ma contenuta, stava ruggendo sopra di lui come una leonessa. Lei si muoveva senza freni, affondando sempre più, ansimando, spingendo le proprie mani sui suoi polsi per tenerlo fermo.
Il primo orgasmo arrivò come un’esplosione, improvviso e irrefrenabile. Michela gridò, senza preoccuparsi dei figli che dormivano. Ma non si fermò: continuò a muoversi, cavalcando fino a sentirne un altro, più forte ancora, e un altro dopo.
Quando finalmente cadde sul petto del marito, sudata e scossa, lui la strinse come se non la riconoscesse più. “Michela… ma cosa ti è successo?”
Lei sorrise, baciandogli il collo, ancora ansante. “Mi sono solo ricordata di chi sono.”
-----
Nei giorni che seguirono, qualcosa in Michela cambiò in maniera evidente. Non fu solo il sesso travolgente con il marito a segnarla - anche se lui non smise di guardarla con un misto di sorpresa e adorazione - ma soprattutto la nuova energia che sembrava scaturire da ogni suo gesto.
Al lavoro, i colleghi notarono che sorrideva più spesso, che parlava con una sicurezza che prima non aveva. Perfino il suo modo di camminare era diverso: non più guardinga e timida, ma con un passo fluido, naturale, quasi sensuale senza che lei se ne rendesse conto.
Quando si ritrovò al bar con Laura e Anna, furono proprio loro a notarlo per prime. “Michela, ma sei… raggiante!” disse Laura, stringendole la mano.
Anna, sempre più attenta ai dettagli, aggiunse con un sorrisetto malizioso: “Direi che hai dormito bene, ultimamente.”
Michela arrossì, ma non abbassò lo sguardo come avrebbe fatto in passato. Anzi, lo tenne dritto negli occhi delle due amiche, lasciando trasparire un filo di sfida. “Diciamo che… ho scoperto che certe fantasie che mi portavo dentro non sono più fantasie.”
Laura rise piano, complice. Anna si chinò un po’ in avanti, abbassando la voce: “E come ti senti?”
Michela fece un respiro profondo, poi rispose con sincerità: “Viva. Più viva di quanto mi sia mai sentita. È come se avessi tolto un velo da davanti agli occhi. Mi guardo allo specchio e vedo me stessa, finalmente. E… non ho più paura.”
-----
La settimana successiva, quando Michela varcò di nuovo la soglia del club, sapeva che qualcosa di importante l’attendeva. Laura e Anna l’avevano preparata con poche parole, senza anticipare troppo, ma il modo in cui le avevano sorriso era bastato per farle intuire che non sarebbe stata una serata qualunque.
Appena entrata nella stanza del cerchio, sentì l’aria carica di attesa. Candele, vapori profumati e il mormorio delle donne già raccolte la avvolsero. Laura e Anna la presero per mano, guidandola al centro. Michela, nuda, sentiva la pelle che le pizzicava di emozione, i capezzoli duri, il cuore che batteva forte.
Una delle donne anziane, la stessa che aveva guidato Laura e Anna al loro rito, le sorrise con calore: “Sei pronta a liberarti di ogni barriera, a lasciare che il tuo corpo diventi segno di appartenenza e desiderio?”
Michela deglutì. “Sì.”
Fu fatta distendere su un lettino basso, morbido. Attorno a lei, le amiche si disposero in cerchio. Laura e Anna rimasero vicinissime, stringendole le mani mentre la cerimoniera preparava gli strumenti. Michela si rese conto con un brivido che stava davvero per spogliarsi dell’ultima traccia di pudore.
La cera calda venne stesa lentamente sulla sua pelle intima. Michela sussultò, gemendo piano: non solo per il calore improvviso, ma per la consapevolezza che decine di occhi la stavano osservando, accarezzandola con gli sguardi.
Quando la prima striscia venne rimossa, il dolore fu minimo, subito dissolto da un’ondata di eccitazione. Michela gemette più forte, e Anna le accarezzò i capelli, bisbigliando: “Brava… lascia andare… è bellissimo, vedrai.”
Striscia dopo striscia, ogni lembo di pelle si scopriva, liscio, vulnerabile, ma anche sensuale e fiero. Michela sentiva crescere l’eccitazione, il respiro che si faceva corto. Ogni volta che la cera veniva strappata, un gemito più profondo le sfuggiva dalle labbra. Quando tutto fu finito, la cerimoniera passò un olio profumato, massaggiandole piano il pube completamente glabro. Michela tremò, incapace di trattenere il piacere che l’attraversava, e le sue cosce si spalancarono da sole.
A quel punto Laura e Anna si chinarono su di lei, nude anch’esse, baciandola e toccandola, davanti a tutte. Le altre donne, una dopo l’altra, si avvicinarono, accarezzandole la pelle nuova, liscia, ammirandola come se fosse un’opera appena compiuta. Il pube di Michela brillava sotto la luce calda delle candele, completamente glabro, morbido e liscio. L’olio profumato aveva reso la sua pelle setosa, e ogni tocco, ogni sfioramento, le mandava brividi lungo la schiena. Non c’era più nulla che potesse nascondere: era nuda, esposta, eppure mai si era sentita così desiderata, così al centro del mondo.
Le donne del cerchio si avvicinarono, una dopo l’altra. Mani diverse, calde, morbide, presero a esplorarla, a passare sul suo ventre, sulle cosce, sul viso. Una bocca estranea le rubò un bacio appassionato, mentre altre due mani la accarezzavano insieme a Laura e Anna. Era come essere immersa in un mare di corpi femminili, tutte per lei, tutte decise a celebrarla.
La cerimoniera le prese un braccio, guidandolo sul corpo nudo di una delle ragazze del cerchio: “Ora dai anche tu, Michela… appartieni a noi.”. E Michela, senza esitazione, si gettò.
Le sue dita esplorarono il sesso caldo e bagnato della ragazza accanto, la lingua trovò il collo di un’altra. Nel frattempo, tre bocche si alternavano sul suo sesso liscio, leccandola, succhiandola, fino a strapparle gemiti sempre più forti. Il ritmo diventò vorticoso. Laura cavalcava il viso di Michela, gemendo forte, mentre Anna si faceva penetrare da due dita di un’altra donna proprio davanti a loro, baciando Michela senza staccarsi. Le lingue, i gemiti, i corpi si confondevano. L’olio rendeva la pelle lucida, scivolosa, i movimenti sempre più liberi e sfrenati.
Michela venne la prima volta urlando, stringendo il seno di Laura e graffiando la schiena di Anna. Ma non le fu concesso di fermarsi: subito altre mani la aprirono di nuovo, altre lingue la assaggiarono, altre bocche la baciarono. Fu trascinata in un vortice di piacere collettivo, dove non c’erano più nomi né confini, solo corpi che godevano insieme.
Quando finalmente il cerchio si placò, sudate, esauste e sazie, Michela rimase distesa tra Laura e Anna, il respiro ancora spezzato. Si guardò: la pelle arrossata, il pube liscio e luccicante, le gambe che ancora tremavano. Ma soprattutto sentì dentro di sé una verità nuova e assoluta: non era più spettatrice, non era più “l’amica curiosa”. Ora era parte del cerchio, fino in fondo.
club privé cerimonia cera epilazione intima lesbo multa persona massaggio intimo doppia penetrazione
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il cerchio - capitolo 9:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
