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Il vento sulla pelle - parte 4 di 4


di DannyeSandy
23.03.2026    |    1.229    |    6 9.7
"Non doveva vedersi troppo, non doveva esserci nulla fuori posto, doveva essere tutto..."
Maya e Vale si scambiarono uno sguardo complice, soddisfatte della trasformazione che stava avvenendo in quella donna che, solo un'ora prima, camminava timidamente sulla riva del mare. Poi Maya si rimise al lavoro e Vale tornò a sdraiarsi accanto ad Ilenia, accarezzandola distrattamente. Carezze giocose, delicate e rassicuranti che però stavano provocando in Ilenia una crescente eccitazione.
Dopo qualche minuto, il trattamento giunse al termine. Maya rimosse con cura l'ultimo residuo di cera e si allontanò di un passo, incrociando le braccia sul petto e ammirando il risultato con un orgoglio quasi artistico. Il sesso di Ilenia, fino a poco prima sepolto sotto un groviglio di peluria incolta, adesso era un’esplosione di vita, potente e luminoso, con le labbra che si stagliavano libere e, notò subito, leggermente ingrossate e con qualche goccia di eccitazione che faceva capolino.
“Perfetta,” mormorò Maya. “Guarda che splendore, Ilenia. Sei una visione.”. Poi, con un guizzo malizioso negli occhi, si chinò di nuovo verso di lei. “Però è stata dura, vero? E sai cosa dicevano le nostre mamme quando eravamo piccole e sentivamo male? Che con un bacino, passa tutto...”. Si scostò i capelli dietro le orecchie e, con una naturalezza disarmante, si chinò tra le gambe di Ilenia, stampando un bacio dolce e prolungato proprio sopra il clitoride, sulla pelle ancora calda e sensibilizzata dal trattamento.
Il cuore di Ilenia saltò un battito. Girò il volto verso Vale, che osservava la scena con un sorriso complice e per nulla geloso, e capì tutto: erano amanti.
Lo shock iniziale fu subito sommerso da una nuova ondata di sensazioni. Maya si rialzò e prese due flaconcini di olio prezioso, passandone uno alla compagna. “Ora passiamo alla parte migliore,” disse Vale, alzandosi, posizionandosi dietro la testa di Ilenia e iniziando a massaggiarle le tempie e le spalle, mentre Maya versava l'olio caldo proprio sull'inguine di Ilenia.
Il massaggio iniziò lì, dove la pelle era stata appena liberata. Le dita di Maya scivolavano su quella superficie liscia come seta, distribuendo l'olio con movimenti circolari che facevano fremere Ilenia. La sensazione di essere toccata su una pelle così esposta, nuova e sensibile era indescrivibile. Ma Maya non si fermò. Risalì lungo i fianchi, poi sul ventre, mentre Vale, dall'alto, faceva scivolare le mani oleose sul petto e sui seni di Ilenia.
Ilenia chiuse gli occhi e si abbandonò completamente. Non c'era più la donna etero e razionale che camminava timida sulla spiaggia solo un’ora prima; adesso il suo corpo nudo vibrava sotto il tocco di quattro mani femminili esperte e calde. Sentiva il profumo dell'olio fondersi con l'odore della pelle nuda delle ragazze che la circondavano.
Le mani di Maya e di Vale iniziarono a incontrarsi e a sovrapporsi sul corpo di Ilenia, in un intreccio di carezze che non distingueva più tra cura estetica e puro desiderio. Ilenia sentiva la morbidezza dei loro corpi nudi che occasionalmente la toccavano. La consapevolezza che fossero amanti, invece di spaventarla, la eccitava profondamente: era come se le avessero aperto il loro mondo privato, permettendole di farne parte per quel pomeriggio di fuoco.
Si lasciò andare a un gemito sommesso, inarcando la schiena mentre l'olio scintillante copriva ormai ogni centimetro della sua pelle, trasformandola in una statua dorata e vibrante tra le braccia delle due ragazze. Si sentiva come fluttuare in un oceano di sensazioni nuove. Vale, che fino a quel momento le aveva accarezzato le spalle e i seni, si sporse lentamente su di lei. Ilenia vide gli occhi di Vale scivolare verso le sue labbra e, per la prima volta nella sua vita, non sentì il bisogno di scappare.
Quando Vale la baciò, fu un bacio dolce, che sapeva di sale e di una libertà che Ilenia non aveva mai conosciuto. Non oppose resistenza; al contrario, Ilenia aprì le labbra e ricambiò il bacio con una fame improvvisa, quasi disperata, lasciando che le loro lingue si intrecciassero in una danza che spazzava via ogni residuo della sua vecchia identità.
Mentre la parte superiore del suo corpo veniva travolta da quel contatto profondo con Vale, Ilenia sentì nuovamente il calore del respiro di Maya tra le sue gambe.
Quello di Maya, stavolta, non era un bacio di conforto. La sua bocca cercò di nuovo quella pelle liscia, candida e profumata d'olio, posandovi baci lenti e caldi che risalivano verso l'inguine. Ilenia inarcò la schiena sul lettino, le mani che cercavano i capelli di Vale sopra di lei trattenendola nel bacio profondo mentre, sotto, percepiva la lingua di Maya esplorare con delicatezza le intimità del suo sesso e quella nudità che lei stessa aveva appena creato. Sentire la propria pelle glabra stimolata in quel modo, senza l'attrito dei peli o l'ostacolo del costume, era un'esperienza di una purezza sconvolgente.
Ilenia si trovava al centro di un cerchio perfetto di piacere femminile e si abbandonò completamente. Si staccò dal bacio di Vale e alzò la testa in tempo per vedere il viso sorridente di Maya alzarsi dal suo sesso, fradicio di umori e di saliva. Le sfuggì una risatina.
“Oddio, guarda come sei conciata…” disse a Maya.
“Ti piaccio?”, rispose Maya ridendo. “Questa sei tu, sai... Vuoi sentire?”. E, senza attendere risposta, Maya si alzò, si distese delicata sopra Ilenia e la baciò.
Ilenia credette di svenire. La sensazione combinata del corpo nudo di Maya adagiato su di lei e del sapore di donna - il suo - che le invadeva la bocca e le narici la trasportò quasi in un’altra dimensione. Iniziò ad esplorare con la lingua ogni angolo della bocca di Maya, assaporando avida quel gusto di femmina che la inebriò immediatamente. Alzò le mani e le posò sul sedere sodo di Maya, tenendola stretta sopra di sé per un attimo che le sembrò tanto infinito quanto meraviglioso.
“Ehi, ehi…” disse Vale in tono giocoso, “Guarda un po’ la nostra Ile…”. Maya si staccò da Ilenia alzandosi e disse a Vale sorridendo: “Mi sembra che sia soddisfatta del trattamento…”. Ilenia sorrise.
“Sì, decisamente,” convenne Vale. “Ma… a questo punto, visto che ti è piaciuto, che ne dici di provare direttamente dalla fonte?”. E, dicendo questo, si sollevò sulle ginocchia e, spostandosi in avanti, iniziò ad abbassarsi sul viso di Ilenia.
Ilenia non ebbe molto tempo per pensare a quello che stava succedendo. Alzò lo sguardo e vide un sesso femminile sopra di sé che si avvicinava. Ebbe giusto il tempo di guardarlo e trovarlo bellissimo prima che l’aroma di donna la invadesse, portando la sua eccitazione ancora più in alto. D’istinto, alzò leggermente la testa ed estrasse la lingua.
Il contatto fu diverso da come se lo sarebbe immaginato, se mai avesse considerato la possibilità che una cosa del genere avesse potuto accaderle. Non ci fu ribrezzo, né scosse elettriche. Mentre vagava con la lingua fra il clitoride e le labbra di Vale, seguendo l’istinto e l’eccitazione, provò una sensazione di piacevole tranquillità. Sentiva la morbidezza del sesso di Vale, e ciò la spinse a trattenere la foga dell’eccitazione e ad esplorare gli anfratti dell’amica con la stessa delicatezza che piaceva a lei. Si insinuò delicatamente fra le labbra, gustò la rigidità del clitoride eccitato, si insinuò delicatamente nella vagina e, passando la lingua su tutta l’area rimase affascinata da quanto fosse liscia e piacevole.
“Ooooh…”. Il gemito di Vale le provocò una scossa. Stava donando piacere ad un’altra donna, e le piaceva. Si stava gustando il momento, distesa ad occhi chiusi, nuda sul letto insieme ad altre due donne, e non aveva nessuna intenzione di smettere. Maya, inginocchiata sul letto accanto alle altre due, si sporse verso Vale e si unì alla sua compagna in un bacio carico di passione. Poi si staccò, tornò verso il basso e si riposizionò davanti al sesso ora glabro di Ilenia.
Iniziò con i baci, prima piccoli, sparsi su tutta la pelle prima ricoperta di peli e ora libera, alternati a brevi leccatine. Poi iniziò a passare la lingua su tutta la superficie, fino ad arrivare al clitoride turgido. Poi si scostò, guardò il sesso di Ilenia bagnato e vibrante, ci passò sopra una mano delicatamente, dal clitoride fino in basso e, girato il palmo verso l’alto, infilò lentamente il dito medio nella vagina.
Ilenia iniziò immediatamente a tremare, e accelerò di reazione i movimenti di lingua su Vale. Maya immerse il dito fino in fondo per poi estrarlo e leccarlo avida, mentre Ilenia gemeva. Poi accoppiò un secondo dito al medio e li reintrodusse in Ilenia, guardando negli occhi la sua compagna. Vale sorrise ansimante, la lingua di Ilenia stava iniziando a portare anche lei verso il limite. Maya, trovato il punto che voleva, iniziò a muovere le dita dentro Ilenia, causando l’esplosione.
Fu come se una bomba le fosse esplosa dentro. Ilenia iniziò a tremare, travolta dall’orgasmo più potente che avesse mai provato in vita sua. Dal suo sesso iniziarono ad uscire umori che colpirono Maya in viso e dappertutto. Vale abbassò la mano sul suo clitoride portandosi anche lei all’orgasmo in pochi secondi. Durò un tempo indefinito, ad Ilenia sembrò di godere tre, una, mille volte, non avrebbe nemmeno saputo descrivere quante e come e cosa e quando. Anche Maya aveva preso a masturbarsi vigorosamente con una mano, mentre passava l’altra fra gli umori di Ilenia che le erano arrivati addosso, leccandosela e, rapidamente, raggiunse il suo orgasmo liberatorio. Lentamente, tutto si placò.
Nel camper era calato il silenzio, si sentivano solo arrivare dall’esterno il canto dei grilli e il frusciare del vento fra i pini. Sul letto, tre ragazze nude abbracciate e ancora ansimanti. Sembrava un luogo fuori da tutto, dal tempo e dallo spazio, dove Ilenia aveva lasciato cadere molto più che un semplice costume da bagno e qualche pelo. Teneva gli occhi chiusi, assaporando il peso rassicurante dei corpi di Maya e Vale accanto a sé. Sentiva su di sé il calore delle loro pelli e la sensazione di quella leggerezza che aveva intravisto in loro sulla spiaggia.
Fu Vale a muoversi per prima, sollevandosi sui gomiti per scostare un ciuffo di capelli umidi dalla fronte di Ilenia. Le diede un bacetto casto sulla punta del naso, sorridendo. “Benvenuta nel mondo dei sensi, Ile,” sussurrò con la sua voce calda e amichevole. “Come ti senti? Sembri... un’altra.”.
Ilenia riaprì gli occhi lentamente, incontrando lo sguardo di Maya, che la osservava con un’espressione tenera. “Mi sento... leggera,” rispose.
Maya ridacchiò piano, facendo scorrere un dito lungo il profilo del fianco di Ilenia e godendosi la perfezione del suo lavoro. “È quello che succede quando smetti di considerare il tuo corpo come un qualcosa da tenere solo in ordine e inizi a viverlo. La depilazione, l'olio, il massaggio... sono solo scuse per ricordarti che sei viva.”.
Le tre rimasero a parlare così, a bassa voce, scambiandosi confidenze che solo la nudità condivisa può favorire. Poi Vale si alzò, mostrando con orgoglio la sua silhouette perfetta e senza veli, e si diresse verso l’armadietto dei trucchi. “Ok, adesso è ora del tocco finale. Maya, passami la trousse... oggi faremo risplendere questa bellezza di donna come merita.”.
Ilenia, che di solito considerava il trucco un'inutile vanità o un fastidio, guardò le due ragazze. Poi scoppiò in una risatina e, visto che facevano sul serio, disse in tono giocoso: “Ok, fate di me quello che volete.”. Si mise seduta, lasciando campo libero alle sue nuove amiche, come tre bambine che giocano a truccarsi e a fare le grandi. Mentre il pennello di Vale le sfiorava leggero la pelle, Ilenia fissava il proprio riflesso nello specchietto. “Sai cosa sto pensando, Vale?” sussurrò Ilenia, quasi timorosa di rompere l'incantesimo.
Vale si fermò un istante, inclinando la testa, il pennello in mano. “Cosa, tesoro?”.
“Che per tutta la vita ho cercato di essere "in ordine" per gli altri. Per il lavoro, per i miei compagni, per la gente in spiaggia, perché doveva essere così. Non doveva vedersi troppo, non doveva esserci nulla fuori posto, doveva essere tutto... accettabile.”.
Maya, che stava sistemando i flaconi di olio alle sue spalle, si fermò ad ascoltare, appoggiando una mano sulla spalla di Ilenia. “E adesso?” le chiese.
Ilenia sorrise. “Sbagliavo. E se essere "in ordine" non volesse dire essere accettabili o invisibili, ma essere splendenti, unici?”.
Vale le passò l'ultimo velo di gloss sulle labbra, un tocco di luce che sapeva di cocco. “Brava, Ile. Tu sei unica,” le disse con un sorriso. E Maya aggiunse, porgendole lo specchio: “E adesso sei anche splendente.”. Ilenia si guardò e, per la prima volta da molto tempo, si vide raggiante.
Si alzarono. Vale le porse il suo costume intero e Ilenia lo guardò per un istante come se appartenesse a un'altra epoca. Lo infilò, senza la solita cura nervosa nel sistemarselo sul corpo; lo lasciò scivolare sulle sue nuove curve lisce, sentendo il tessuto accarezzare la pelle trattata con una sensazione di piacere che la fece quasi rabbrividire.
“Pronta?” chiese Maya, aprendo la porta del camper e lasciando entrare il vento e il calore del sole.
“Prontissima.”.
Uscirono insieme, protette dall'ombra dei pini prima di affrontare di nuovo la luce accecante della spiaggia. Quando scavalcarono l'ultima duna e i loro piedi affondarono di nuovo nella sabbia calda, Ilenia sentì come gli sguardi dei bagnanti su di loro, ma il solito imbarazzo era svanito. Il profumo dell'olio dorato e il ricordo del tocco di quelle due donne che ora le camminavano accanto come vecchie amiche, o forse qualcosa di più, le dava una sicurezza che non ricordava di aver mai avuto. Tornarono verso gli asciugamani di Maya e Vale. Ilenia non proseguì verso il suo ombrellone blu solitario. Si fermò con loro.
Le due ragazze si distesero di nuovo, nude, riprendendo la loro posa regale e libera. Ilenia rimase in piedi un istante, guardando il mare che luccicava all'orizzonte. Poi, con un gesto naturale, si sfilò il costume intero, lasciandolo cadere sulla sabbia, e si sdraiò tra di loro, offrendosi al sole proprio come facevano Vale e Maya.
“Allora, Ile,” sussurrò Vale, voltandosi verso di lei con gli occhi socchiusi per il riverbero. “Com'è stata questa passeggiata?”.
Ilenia chiuse gli occhi, sentendo il calore del sole e, per la prima volta, la brezza marina che le sfiorava la pelle liscia e nuova in punti che non aveva mai esposto prima.
“La più bella della mia vita.”.

FINE
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