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Scambio di Coppia

Primo sole - parte 2 di 3


di DannyeSandy
16.10.2025    |    2.652    |    3 9.8
"Aveva sognato a lungo di vedere sua moglie così priva di inibizioni e adesso ce l’aveva improvvisamente davanti, nuda ed eccitante come non l’aveva vista mai..."
“Mi chiamo Elena,” disse la donna con un sorriso mentre Alice continuava a massaggiarle il sedere nudo. Il tono di voce era normalissimo, come se si stessero presentando al supermercato. “E questo qui è mio marito, Riccardo” disse indicando l’uomo disteso alla destra di Alice.
Alice girò appena lo sguardo e notò Riccardo disteso a pancia in su, completamente nudo, il sesso ben visibile sotto il sole. Il cuore le saltò un battito: era chiaro che il contatto con Elena non era l’unico elemento di seduzione in gioco, eppure Alice sentiva di essere come attirata da quella situazione. “Io sono Alice e mio marito Massimo… beh… sta dormendo anche lui”. Una risatina delle due donne in contemporanea suggellò la frase.
Elena continuò a parlare mentre Alice continuava ad indugiare sui glutei, le parole morbide e amichevoli che facevano da contrasto alla tensione fisica.
“Voi venite spesso qui?” chiese, senza mai distogliere gli occhi da Alice.
“In verità è la prima volta che proviamo… beh… la spiaggia nudista,” rispose Alice, cercando di mascherare il tremito lieve che le percorreva le gambe.
“Ah, capisco… e vi state godendo la giornata?” domandò Elena, con un tono che lasciava trasparire curiosità e complicità.
Alice annuì, continuando a massaggiare la schiena e le natiche di Elena. Ogni parola, ogni respiro, ogni piccolo movimento creava un gioco sottile: Elena guidava, Alice si lasciava guidare, e intanto le conversazioni leggere rendevano tutto ancora più surreale e intrigante.
“Non è male, vero?” aggiunse Elena, con un sorriso che non chiedeva risposta ma che invitava Alice a sentirsi a suo agio.
“No, è molto bello. Tranquillo e rilassante…” annuì Alice, cercando di concentrarsi sulle parole, ma il contatto delle mani sulle natiche la stava già eccitando più di quanto volesse ammettere. E poi Elena, senza nemmeno voltarsi, fece un gesto appena percettibile: divaricò leggermente le gambe, come se fosse un movimento naturale per sistemarsi meglio, ma sufficiente perché Alice capisse cosa stesse facendo.
“Così va meglio, no?” aggiunse Elena, il tono casuale e leggero, quasi scherzoso.
Alice sentì un brivido percorrerle la schiena. Non era solo un gesto fisico: era un invito sottile, delicato, a scendere ancora più giù. Si abbassò lentamente, le mani che seguivano la curva delle cosce di Elena, lisce e calde, mentre il corpo della donna rimaneva rilassato, quasi a indicare che tutto era sotto controllo.
Elena, senza smettere di parlare, continuava con le domande, piccole curiosità sulla vita di Alice e Massimo, facendo sembrare tutto normale e naturale, mentre Alice si muoveva sempre più vicino alle zone più sensibili. E sentiva crescere dentro di sé un mix di eccitazione e curiosità: mai si sarebbe aspettata di lasciarsi sedurre così, senza fretta, senza urgenza. Sentiva di essere quasi in trappola, ma in una trappola dalla quale non sapeva se voleva fuggire.
Mentre Alice continuava a massaggiarle le cosce, Elena sospirò piano. Poi si alzò sui gomiti e si voltò lentamente su un fianco, lanciando ad Alice un nuovo sguardo languido.
“Ti dispiace se ti chiedo di passarmi la crema anche davanti?” chiese con voce morbida, quasi maliziosa. “Hai delle mani meravigliose…”.
Alice sentì il cuore batterle più forte. Sarebbe stato facile dire di no, scusami ma non me la sento, tornare da Massimo, uscire da quel turbinio di emozioni che stava provando. Ma la verità è che non riusciva a tirarsi indietro: nonostante tutti i contrasti e i timori che aveva dentro, la donna davanti a lei la stava guidando e Alice si lasciava condurre.
“Certo… va bene,” rispose con un filo di voce, cercando di mantenere la calma mentre iniziava a versare altra crema tra le mani.
Elena si girò lentamente, lasciando che Alice contemplasse bene il suo corpo, poi si distese sulla schiena e socchiuse gli occhi, offrendosi completamente alle mani di Alice. Alice la fissò per un lungo attimo, trovandola quasi più bella di quando, solo pochi minuti prima, l’aveva vista da lontano per la prima volta e posò le mani alla base del collo, iniziando a spalmare la crema sulle spalle e sul collo, scendendo verso le braccia. Le sue mani scorrevano su Elena attentamente, piano, assaporando il contatto con la sua pelle calda e liscia. La donna si muoveva appena, spostando il corpo con grazia e sicurezza, come per indicare il ritmo senza costrizioni.
“A te piace giocare, Alice?” chiese Elena senza preavviso, come fosse una domanda come tante altre.
“Sì… certo”.
“Sai…” continuò Elena con tono casuale ma uno sguardo malizioso negli occhi, “io a volte mi diverto a vedere come reagiscono le persone a certe… situazioni più… particolari. Tipo giochi un po’ trasgressivi, piccole sfide di coraggio…”.
Alice sentì un altro brivido. “Intendi… giochi di seduzione, o… cose più… audaci?” chiese, cercando di mascherare il tremito che le percorreva le mani e le gambe.
“Oh, un po’ di tutto… dipende dalla situazione… e dalla voglia di lasciarsi andare,” rispose Elena, il sorriso appena accennato che prometteva molto senza dire nulla. “A volte basta solo guardarsi, capire i segnali… altre volte, ci si spinge un po’ oltre…”
Alice annuì lentamente, il respiro più corto, ormai completamente immersa nel gioco della seduzione. Il sorriso malizioso di Elena non accennava a diminuire e la conversazione scivolava sempre più su argomenti trasgressivi, facendo crescere dentro ad Alice un misto di eccitazione e timore.
“Devo chiedertelo, scusa…” disse Elena, la voce morbida ma decisa. “Tu e tuo marito siete… per caso… scambisti? Perché io e Riccardo lo siamo, e… beh, certe cose… non le facciamo da soli.”
Il respiro di Alice si bloccò un istante, le mani sospese sulla pelle calda di Elena. “Ehm… no… non ancora…” rispose Alice con un filo di voce, cercando di mantenere il controllo. Deglutì prima di continuare: “Ne abbiamo… parlato… abbiamo fatto qualche piccolo gioco… ma nulla di serio. È solo…” esitò, un sorriso incerto sulle labbra, “…che sto ancora imparando a lasciarmi andare del tutto…”. Quelle parole le uscirono di getto, e Alice stessa fu la prima a sorprendersi di come avesse appena ammesso una cosa che ancora non aveva del tutto interiorizzato lei stessa. Cosa mi sta facendo questa donna?
Elena inclinò la testa, come per valutare la risposta, e un sorriso complice le illuminò il volto. “Capisco… Allora adesso ti senti pronta a esplorare un po’ di più?” chiese, senza fretta.
Alice sentì il cuore battere più forte. Guardò Elena negli occhi e per un istante si rese conto che forse… non voleva fermarsi.
“Non devi avere fretta,” mormorò Elena, la voce calda e morbida come seta. “Basta lasciarti guidare… piano, piano.”. Elena mosse una mano, andando a posarla sul ginocchio di Alice e carezzandolo dolcemente.
“Ti piace toccarmi?” chiese Elena, un filo di sorriso sulle labbra, mentre Alice si chinava un po’ di più, le dita che continuavano a scorrere sulla pelle calda.
“Sì… molto,” rispose Alice, quasi senza fiato, lasciandosi trasportare dal mix di curiosità e eccitazione.
Elena inclinò leggermente il corpo. “Sai,” continuò con tono suadente, “alcune persone pensano che certe esperienze debbano essere veloci o affrettate… ma il bello sta proprio nel lasciarsi sedurre lentamente. Capire cosa ti piace, cosa ti fa reagire… e lasciarsi sorprendere.”
Alice abbassò lo sguardo sul corpo di Elena, senza dire nulla. Elena le prese le mani delicatamente e, con un movimento lentissimo, se le posò sui seni, iniziando a guidarle in un movimento circolare. Alice eseguì, quasi in trance, ed Elena prese il tubetto della crema e se ne spruzzo un po’ sul seno e sulle mani di Alice, che presero a distribuirla con movimenti delicati. La pelle reagiva al tocco delle mani di Alice e allo stesso tempo le guidava, creando un’intimità intensa e sottile.
“Sì… così… piano…” mormorò Elena, senza bisogno di alzare lo sguardo. “Non avere fretta…”.
Alice si sentì completamente immersa nel momento, consapevole di ogni contatto e del brivido che le percorreva il corpo: Elena stava conducendo il gioco, lei si stava lasciando sedurre da una donna, e la cosa la stava eccitando sempre di più. Sentì che il suo sesso stava iniziando ad inumidirsi.
Un’ombra improvvisa si stagliò sulle spalle di Alice.
Alzò lo sguardo e, con un piccolo sussulto, vide Massimo: il suo sguardo ancora assonnato si ridestò di colpo nel momento stesso in cui vide la scena: sua moglie, nuda sulla spiaggia, stava massaggiando le tette di un’altra donna, nuda anch’essa. Per un attimo ebbe l’impulso di stropicciarsi gli occhi, ma era come pietrificato dalla sorpresa.
Elena si girò leggermente, sorridendo con naturalezza: “Ah, tu devi essere il marito di Alice… io sono Elena, e lui è mio marito Riccardo,” disse, indicando con un gesto elegante l’uomo disteso più in là. “Accomodati pure, mettiti qui”, disse facendogli cenno di inginocchiarsi vicino a lei, dal lato opposto rispetto ad Alice, all’altezza di quel seno che le mani di sua moglie stavano ancora percorrendo avide.
Alice sentì il cuore accelerare. Era tutto strano ed eccitante al tempo stesso: Massimo era lì, a pochi centimetri, a osservare quello che stava succedendo, eppure Elena si stava comportando come se fosse tutto incredibilmente naturale e sicuro, rendendolo così tale anche per lei.
Continuò a spalmare la crema sul seno di Elena, le mani leggermente più tremanti, mentre sentiva il calore dello sguardo di Massimo su di sé. Ogni suo gesto era percepito da suo marito che, passato lo sbigottimento iniziale, ormai non poteva più nascondere l’eccitazione montante: lo sguardo fisso su Alice, la respirazione più rapida, un filo di desiderio evidente nei lineamenti del volto. E ovviamente, una erezione sempre più in mostra.
“Non preoccuparti…” mormorò Elena con un sorriso soave, rivolgendosi ad Alice, “lascia che finiamo con calma, a lui intanto basta guardare…” e girò lo sguardo verso Massimo, lanciandogli un occhiolino scherzoso.
Massimo, accovacciato accanto all’asciugamano, osservava senza muoversi, completamente affascinato: non solo da ciò che vedeva ma anche da come Alice reagiva, dal modo in cui si lasciava guidare, lenta e sicura, pur sotto il suo sguardo. Aveva sognato a lungo di vedere sua moglie così priva di inibizioni e adesso ce l’aveva improvvisamente davanti, nuda ed eccitante come non l’aveva vista mai.

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