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Lui & Lei

La seconda volta - parte 2 di 3


di DannyeSandy
19.12.2025    |    916    |    3 9.6
"Il ragazzo si alzò, tolse l’asciugamano alla ragazza lasciandola nuda e la fece sdraiare di traverso e a pancia in su sulla parte restante del divanetto, con la testa che era così finito quasi..."
Si avvolsero nei loro asciugamani e si diressero verso il bar. Fabio le chiese, distrattamente: “Come mai hai voluto uscire?”.
Martina scrollò le spalle e rispose: “Non c’era nessuno che mi interessava…”.
Fabio sapeva già la risposta, ma aveva fatto lo stesso la domanda. Conosceva bene sua moglie e i suoi standard e, anche se un po’ rimpiangeva di aver lasciato una situazione che poteva diventare interessante, apprezzava anche che Martina non avesse intenzione di scendere a compromessi. Bevuto qualcosa, Fabio propose di andare a dare un’occhiata in giro e, mano nella mano, i due si avviarono verso l’area privé.
Dopo aver sbirciato un po’ qua e là, sentirono inconfondibili rumori provenire da una stanza in fondo al corridoio e, girato l’angolo, si trovarono in un ambiente vasto, illuminato da luci soffuse. L'aria qui era diversa: densa, satura di profumi muschiati e di un calore umano che non veniva dall'acqua, ma dai corpi in movimento.
Al centro della sala dominava infatti un enorme letto rettangolare bianco circondato da piccole cordicelle nere sottili che creavano un effetto vedo-non vedo. Tutto intorno, lunghi divanetti bassi dove alcune persone, in asciugamano o anche nude, sedevano in silenzio, osservando con un misto di devozione e desiderio.
Sull'enorme letto centrale, la distinzione tra individui era svanita. Era un groviglio ipnotico di arti, schiene inarcate e capelli sciolti. Almeno sei o sette persone si muovevano con una lentezza coreografica, uniti in un'unica entità pulsante. Il suono era un tappeto sonoro di sospiri profondi e gemiti intensi.
Martina si fermò. Non era come un film; era reale, carnale, vicinissimo. Vide una donna bionda, distesa al centro, le cui mani guidavano contemporaneamente due uomini, mentre un'altra donna le baciava con insistenza l'incavo del collo. Vide la luce riflettersi sul sudore che rendeva i corpi lucidi, come fossero una scultura vivente in movimento.
Fabio attirò Martina a sé, facendola sedere alla sua sinistra su uno dei divanetti liberi. Rimasero lì, vicini, trasformati in spettatori di un rito che fino a poche ore prima avrebbero giudicato impossibile. Martina aveva portato le gambe sul divano ed era accovacciata di traverso sul divanetto, rannicchiata alla sinistra del suo uomo e protetta dal suo braccio che la avvolgeva. Sentiva la mano di Fabio scivolare sulla sua coscia, sotto l'asciugamano e anche lei muoveva il braccio all’indietro, con la mano che cercava il contatto con la pelle di Fabio, qualsiasi pelle. Il suo sguardo, però, rimaneva fisso sul letto. Cercava tra quei corpi le linee che aveva appena imparato ad apprezzare: la morbidezza di un fianco femminile, la forza di una spalla, la bellezza di un gesto senza inibizioni.
Fabio si spostò leggermente anche lui di traverso, in modo da far quasi distendere Martina sopra di sé e poterla accarezzare con entrambe le mani. E Martina, sempre con lo sguardo fisso sul letto, sentiva le mani calde di Fabio aprirle l’asciugamano e vagare sul suo corpo, stringere un seno, stuzzicare un capezzolo, accarezzarle ripetutamente il ventre, stimolarle il clitoride già gonfio come solo lui sapeva fare…
Si stava godendo i sapienti tocchi del marito ad occhi chiusi quando sentì sedersi qualcuno proprio alla sinistra vicino a lei. Aprì gli occhi e vide una coppia, giovane, forse trentenni. Lui aveva un fisico asciutto cinto alla vita dall’asciugamano; lei, seduta immediatamente accanto a Martina, aveva capelli scuri e un viso dai tratti dolci che tradiva eccitazione. Osservavano lo spettacolo sul letto ma, certamente, anche quello che stava accadendo sul divano in cui si erano appena seduti. Il ragazzo della coppia girò lo sguardo verso di loro e si incrociò con quello di Martina. Era nuda, completamente esposta a gambe aperte e con la mano di suo marito che la stava sfacciatamente masturbando a pochi centimetri da due sconosciuti che la fissavano con evidente interesse, e la cosa non fece che aumentare la sua eccitazione.
Il ragazzo della coppia spostò la mano sul sesso della sua ragazza, iniziando a masturbarla. La ragazza portò la testa indietro socchiudendo gli occhi e lasciando sfuggire un gemito di piacere. Il ragazzo tornò a girare lo sguardo su Martina e Fabio che, da dietro, continuava a masturbare dolcemente la moglie. Avrebbe potuto accelerare il ritmo ma voleva che quel momento durasse il più a lungo possibile. Martina invece era come ipnotizzata dai due giovani e in cuor suo pregava che Fabio decidesse di rompere gli indugi e portarla a quell’orgasmo di cui, dopo quello che era successo nell’idromassaggio, ormai aveva bisogno.
Il ragazzo si alzò, tolse l’asciugamano alla ragazza lasciandola nuda e la fece sdraiare di traverso e a pancia in su sulla parte restante del divanetto, con la testa che era così finito quasi in mezzo ai piedi di Martina. Poi si inginocchiò per terra e affondò la faccia nel sesso rasato della sua ragazza, che subito prese a gemere più forte. E tornò subito a guardare fisso Martina negli occhi.
Martina sentì che non ce la poteva più fare, con la testa di una ragazza a pochi centimetri dal suo sesso, che suo marito stava stuzzicando con un ritmo quasi sadico, e gli occhi del ragazzo fissi su di lei. Si mise una mano sul sesso, scostando quella di Fabio, e iniziò a masturbarsi con ferocia. Il ragazzo notò il cambio e intensificò il lavoro di lingua, infilando anche due dita nel sesso della sua ragazza e iniziando a penetrarla ritmicamente. La ragazza iniziò ad ansimare e a gemere più forte. Fabio, spiazzato da quella accelerazione improvvisa, posò entrambe le mani sui seni della moglie e prese a stuzzicarle i capezzoli, strappando anche a Martina dei gemiti di piacere intenso. Quasi insieme, le due donne raggiunsero l’orgasmo: prima Martina, urlante e avvinghiata alle braccia di Fabio e poi la ragazza, scossa dagli spasmi e con la testa del suo ragazzo stretta fra le cosce.
Il rilassamento fu breve ma profondo. Nel letto di fronte l’attività non era cessata, anzi, le persone nel letto erano anche aumentate rispetto a prima, ma per le due coppie era un dettaglio. I ragazzi si alzarono per primi, mentre Fabio e Martina erano ancora abbracciati nella stessa posizione di prima. Si scambiarono due parole fra di loro e poi il ragazzo si avvicinò e disse sorridente:
“Ciao, scusate se ve lo chiedo: vi va di fare, tipo… due parole, dopo? Ci sembrate una coppia… normale”.
Fabio e Martina si guardarono. Forse quella era una delle poche cose che non avevano messo in preventivo e a cui non erano preparati. Si guardarono un attimo e Fabio rispose: “Ehm… certo, sì, va benissimo…”.
“Ottimo, grazie. Noi allora andiamo un attimo in bagno, ci vediamo dopo nella terrazza?”.

(2/3 - segue)
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