Lui & Lei
La seconda volta - parte 3 di 3
19.12.2025 |
1.202 |
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"Eppure, nonostante la banalità dei discorsi, la connessione nata sul divanetto era ancora lì, sospesa tra di loro come un filo invisibile..."
Quando Fabio e Martina salirono sul terrazzo del club, un’area sul tetto dell’edificio arredata in pieno stile giardino estivo, i due ragazzi erano già lì che li aspettavano, seduti su uno dei numerosi lettini prendisole. L'aria in quella serata estiva era piacevole, calda ma fresca, un contrasto benedetto con il calore saturo e l'umidità dell'idromassaggio e delle stanze interne del club e che consentiva di restare senza problemi avvolti solo nel telo di spugna o, magari, di farne anche a meno. Ciononostante, in quel momento non c’era nessun altro, a parte loro quattro. Si salutarono e Fabio e Martina si sedettero sul lettino a fianco dei due ragazzi.Ci fu un attimo di esitazione, un piccolo imbarazzo probabilmente inevitabile fra chi ha condiviso un'intimità fisica senza essersi nemmeno scambiato il nome. Fu il ragazzo a rompere il ghiaccio con un sorriso cordiale: “Comunque io sono Matteo,” disse, allungando una mano verso Fabio. “E lei è Giulia.”.
“Fabio e Martina,” rispose lui, stringendo la mano a entrambi. Martina accennò un sorriso, sentendo la tensione sciogliersi un po'.
“Piacere nostro,” intervenne Giulia. Aveva una voce dolce, meno aggressiva di quanto Martina avesse immaginato guardandola dentro. “Di dove siete? Non mi pare di avervi mai visto qui. Ci venite spesso?”.
“No, veniamo da fuori, più o meno un'ora di macchina da qui,” spiegò Fabio, sistemandosi meglio l'asciugamano sulle gambe. “E no, è solo la seconda volta che veniamo qui. Lo abbiamo trovato in rete, ci piacciono le spa in generale, è un po' fuori dalla nostra zona abituale... quindi, per discrezione, è perfetto. E poi è bello…”.
“Certo, capiamo benissimo,” rise Matteo. “Noi abitiamo proprio in città, ma anche noi veniamo qui raramente. Ce lo teniamo come fuga da tutto quando la settimana al lavoro è stata oltre i limiti. Io lavoro nel marketing, lei in uno studio di architettura... a volte abbiamo solo bisogno di staccare da tutti e lasciarci andare...”.
“Siete sposati?”.
“No. Voi?”.
“Sì, da un bel po’ di anni… e, beh, diciamo che siamo qui per questo, per sperimentare qualcosa di nuovo...”.
Giulia guardò Martina con un'espressione comprensiva. “Beh, un esperimento coraggioso, non è da tutti farlo. Come vi state trovando? Al di là di... beh, di tutto il resto.”
“A dir la verità, l'inizio è stato un po' scioccante,” ammise Martina con onestà. “Ma c'è qualcosa di liberatorio nel vedere che nessuno ti giudica. È come un mondo con altre regole.”.
“È vero,” annuì Giulia, sistemandosi il nodo che le teneva su l’asciugamano. “Noi abbiamo iniziato per gioco un paio di anni fa, lui insisteva e alla fine io ho ceduto…”. Fabio e Matteo sorrisero contemporaneamente e Fabio alzò scherzosamente la mano, riconoscendo che anche per loro era andata allo stesso modo. “All'inizio ero gelosa”, proseguì Giulia, “poi ho capito che condividere certe sensazioni ci rendeva più uniti, non meno. Ma ci vuole tempo. E le persone giuste. Non capita spesso di trovare persone con cui si sta così bene anche solo a parlare, dopo... dopo quello che è successo dentro. Come voi.”.
Fabio sorrise, quasi imbarazzato per il complimento che lui e Martina avevano appena ricevuto e che lui considerò bellissimo. “Voi cercate qualcosa in particolare?”, domandò.
“No, ma del resto non è che abbiamo mai avuto chissà che esperienze.”, rispose Matteo. “Per dire, non abbiamo mai scambiato, lei non si sente ancora pronta, e va bene così.”.
La conversazione continuò per un po' su binari tranquilli. Eppure, nonostante la banalità dei discorsi, la connessione nata sul divanetto era ancora lì, sospesa tra di loro come un filo invisibile. Fu Matteo a rompere l'equilibrio. Senza dire una parola, si voltò verso Giulia e le prese il viso tra le mani, baciandola con un'intensità che spazzò via ogni residuo di conversazione civile. Giulia rispose con un gemito soffocato, le sue dita che si intrecciavano tra i capelli di lui.
Matteo si distese sul lettino, sciogliendo il nodo dell’asciugamano. Giulia si alzò in piedi per un istante; con un movimento fluido e lento si sciolse anche lei l’asciugamano e lo lasciò cadere a terra, rivelando la sua nudità sotto la luce della luna. Era bellissima, una scultura di pelle e curve che sembrava brillare nel buio.
Si distese sopra di lui, pelle contro pelle, e i due iniziarono a fare l'amore con una naturalezza disarmante. I loro movimenti erano lenti, ritmici, accompagnati solo dai rumori ovattati della città in lontananza e dai loro respiri che si facevano sempre più profondi. A pochi centimetri di distanza, Fabio e Martina rimasero immobili per qualche minuto, spettatori rapiti dalla passione dei due giovani.
Martina sentiva il cuore battere forte. Guardare Giulia e Matteo non era come guardare gli sconosciuti sul letto centrale: adesso conosceva i loro nomi, le loro voci, qualcosa di loro e delle loro vite. Non era più il totale anonimato che aveva sempre pianificato di conservare, solo corpi senza nome e storia, nessun rischio. Quell'intimità fisica, ora preceduta da un contatto umano, era ancora più potente. Si voltò verso Fabio ordinandogli “Vieni qui”.
Fabio si girò verso di lei e con un gesto rapido le sciolse il nodo dell’asciugamano, gettandolo a terra. Sentire l'aria fresca della sera sulla pelle nuda per un secondo, prima di tuffarsi nel calore del corpo di suo marito, fu una sensazione inebriante. Martina si lasciò andare sul lettino, accogliendo Fabio sopra di lei con una fame che quelle nuove trasgressioni avevano riportato all’intensità dei loro primi anni insieme. E quando sentì il suo sesso riempirla, reclinò la testa all’indietro e si abbandonò alle sensazioni.
Dopo un po’, Fabio si sfilò da Martina, la attirò verso il bordo del lettino, lasciandola distesa, si inginocchiò a terra e rientrò in lei. Martina guardò in alto, vide il cielo sopra di lei e sentì il vento fresco della sera sulla pelle. Girò la testa verso i due giovani incrociando lo sguardo di Giulia che la guardava, la testa appoggiata sopra la spalla di Matteo. Le due donne videro nello sguardo dell’altra lo stesso desiderio che sentivano in loro stesse.
Fabio spostò le mani dai fianchi di Martina sui suoi seni, pizzicandole i capezzoli fino a farli indurire. Lei gemette piano, alzando e aprendo ancora di più le gambe per lui, per sentirlo fino in fondo, ma senza distogliere gli occhi da quelli di Giulia, sull'altro lettino. Giulia si era alzata sul corpo di Matteo, e lo stava cavalcando con passione e trasporto, i capelli sciolti che le incorniciavano il viso arrossato, mordendosi il labbro inferiore.
I lettini erano così vicini che potevano sentire il calore dell'altra coppia. Martina avvolse le gambe intorno ai fianchi di Fabio, tirandolo più a fondo, mentre osservava Giulia che si dimenava sopra Matteo e i suoi seni che ballonzolavano ritmicamente. "Sì, così", mormorò, la voce rotta dal piacere, i suoi occhi che bruciavano in quelli di Giulia, come se stessero condividendo un segreto proibito.
Fabio accelerò, scopando Martina con colpi ritmici e potenti mentre il sudore iniziava a colargli lungo la schiena. Sentiva gli sguardi dell’altra coppia su di loro, e questo lo eccitava di più. Martina allungò una mano, sfiorando quasi quella di Giulia, ma si fermò, tornando a stringere Fabio. Dall'altro lato, Matteo afferrò i fianchi di Giulia, iniziando a spingere dal basso in sincronia con la cavalcata di Giulia, spingendole dentro il cazzo ancora più profondamente, schiaffeggiandola pelle contro pelle.
Fabio cedette per primo, la tensione accumulata in tutta la serata era divenuta insostenibile. Quando sentì arrivare l’orgasmo si sfilò e iniziò a schizzare sperma sul corpo di Martina. Il primo spruzzo caldo la raggiunse sul collo, poi sui seni e sul ventre. Non appena Martina sentì uscire suo marito portò una mano sul suo sesso e iniziò a masturbarsi, esplodendo dopo pochi secondi in un potente orgasmo.
Anche Giulia e Matteo vennero praticamente assieme. Matteo le esplose dentro e la sensazione dell’orgasmo di Matteo dentro di sé portò anche Giulia all’apice, con il corpo scosso ad ondate mentre continuava a muoversi sul membro ancora duro del compagno. Rimase così, seduta su di lui, i capelli sfatti e lo sguardo soddisfatto, il sesso di Matteo che si sgonfiava lentamente ancora dentro di lei, fino a quando lo sperma non iniziò a colarle lentamente fuori. Poi tornò ad abbassarsi ed a rannicchiarsi sdraiata sul petto di Matteo.
Le due coppie rimasero distese per diversi minuti, con i ritmi della respirazione che tornavano lentamente normali. Poi, con movimenti lenti e quasi rituali, ognuno riprese il proprio asciugamano e si riavvicinarono per l'ultimo saluto. L'aria era ancora fresca, ma nessuno di loro sembrava sentirla.
“Grazie. È stata una bellissima serata,” disse Fabio, stringendo la mano di Matteo con una sincerità che andava oltre la cortesia.
“Anche per noi,” rispose Matteo, ricambiando la stretta. “Magari ci reincontreremo qui, un’altra volta…”.
“Chissà, hai visto mai…”.
Si separarono con un cenno della mano e un ultimo sorriso complice, imboccando direzioni diverse verso gli spogliatoi.
FINE
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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