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Il cerchio - capitolo 6
08.09.2025 |
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6
"Una delle tre ragazze si avvicinò e baciò Anna sul collo, mentre un’altra prese il seno di Laura e lo succhiò avidamente..."
Laura si osservò allo specchio prima di uscire. Indossava solo un soprabito leggero, sotto nulla, come previsto dal cerchio quella sera. Aprì la stoffa e ammirò la pelle liscia del pube, la fessura lucida che sembrava risplendere. Si passò un dito piano, sorridendo al pensiero che di lì a poco non sarebbe stata lei sola a godere di quella vista.Anna la raggiunse all’ingresso, avvolta anche lei in un soprabito simile che lasciava intravedere le curve ma che, come Laura ben sapeva, nascondeva una totale nudità. Quando i loro sguardi si incontrarono, ci fu un lampo di complicità: non erano più due amiche incerte, erano due iniziatrici, due donne consapevoli.
All’ingresso del club, le accolse una delle custodi. “Bentornate, sorelle. Stasera sarete voi a guidare una parte del cerchio.”. Laura e Anna si scambiarono uno sguardo carico di eccitazione: per la prima volta non erano solo spettatrici, ma protagoniste. Si spogliarono insieme nello spogliatoio, lasciando i soprabiti. Entrarono nude, fiere, nella sala principale. La luce soffusa rendeva i corpi ancora più belli, il vapore dell’idromassaggio e l’odore dolce di oli aromatici avvolgevano tutto. Mentre camminavano, molte donne si voltavano a guardarle. Alcune lanciavano sorrisi maliziosi, altre sguardi desiderosi. Laura si sentì fremere: il suo corpo era diventato calamita di attenzioni, e lei non voleva sottrarsi.
Le due furono condotte in una stanza con un grande letto a cerchio, già occupato da tre ragazze intrecciate in un bacio profondo. Le giovani si scostarono appena, facendo loro spazio. Anna si sdraiò per prima, con una naturalezza che solo poche settimane prima sarebbe stata impensabile. Laura le si accostò, sfiorandole i seni con le mani nude. Un mormorio di approvazione si levò dalle donne che osservavano.
“Mostrateci” disse una delle custodi.
Laura abbassò il volto sul sesso di Anna, completamente depilato e già umido. La leccò piano, con lentezza quasi cerimoniale, e Anna gemette, aprendo le gambe per offrirsi di più. Una delle tre ragazze si avvicinò e baciò Anna sul collo, mentre un’altra prese il seno di Laura e lo succhiò avidamente. Le mani si intrecciavano, le lingue scivolavano, i corpi nudi formavano un nodo vivo e pulsante.
Il rito del venerdì non era più una scoperta: era la celebrazione della loro nuova identità. Laura e Anna, una volta spettatrici imbarazzate, ora erano al centro di un’orgia sensuale, accolte e adorate, e si sentivano finalmente parte di una confraternita segreta di piacere.
Il letto circolare sembrava vivo: corpi che si sfioravano, mani che cercavano altre mani, lingue che scivolavano in ogni direzione. Laura era al centro, inginocchiata, mentre due donne le baciavano i seni con avidità, succhiando i capezzoli duri e mordendoli piano. Un’altra le si avvicinò da dietro, e con due dita la penetrò lentamente, facendola gemere.
Anna, sdraiata di fianco a lei, aveva il viso sepolto tra le cosce di una giovane dalla pelle scura e setosa, il sesso depilato che luccicava di umori. La stava leccando senza sosta, guidata da due mani che le tenevano la testa premuta contro quel pube caldo. Intanto un’altra ragazza, distesa accanto a lei, si chinava sul suo sesso rasato e lo divorava con la stessa foga.
Il ritmo dell’orgia cresceva, le voci femminili riempivano la stanza con gemiti, sospiri, urla soffocate. Le custodi osservavano, nude anche loro, e di tanto in tanto si avvicinavano per partecipare: un bacio sulle labbra a una, una carezza profonda a un’altra, dita che si infilavano là dove i corpi erano già in fiamme.
Laura, trascinata da una di loro, si sdraiò sulla schiena. Subito due donne si posizionarono su di lei: una a cavalcarle il viso, il sesso completamente depilato e lucido, l’altra abbassandosi sul suo pube per succhiarla e penetrarla con la lingua. Laura sentì il sapore intenso sulla bocca, il calore della lingua che la penetrava, e gemette forte, le mani che stringevano i fianchi della donna sopra di lei.
Anna la guardava, estasiata e invidiosa, e senza pensarci si avvicinò strisciando sul letto. Una delle ragazze la prese per i capelli e la guidò tra le proprie gambe, mentre un’altra la penetrava con due dita veloci, facendola urlare di piacere.
Non erano le amiche, quella sera: erano sacerdotesse di un rito antico e carnale, una celebrazione della carne femminile senza limiti né vergogna. Ogni gemito si univa all’altro, ogni orgasmo ne accendeva un altro. Alla fine, sfiniti, i corpi rimasero intrecciati in un groviglio caldo e sudato. Laura e Anna, distese una accanto all’altra, si cercarono con lo sguardo: gli occhi lucidi, le labbra ancora sporche di piacere. Si sfiorarono le mani e sorrisero.
Non c’era più ritorno. E non lo desideravano affatto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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