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Il vento sulla pelle - parte 3 di 4


di DannyeSandy
22.03.2026    |    939    |    4 9.6
"Ilenia osservava i corpi nudi di Maya e Vale intorno a lei, ammirando la loro sicurezza, e iniziava a desiderare quella stessa libertà per se stessa..."
Maya e Vale condussero Ilenia oltre la duna dove all’ombra dei pini marittimi, era parcheggiato un camper bianco dall’aspetto un po' vintage ma ben tenuto. Appena varcata la soglia, Ilenia non notò molto di diverso da un normale camper, tranne per una sezione del tavolo da pranzo allestita come un piccolo salone di bellezza. “Però…” disse Ilenia in tono basso.
“Te l'avevamo detto che siamo professioniste,” rispose Vale con un sorriso complice. “Però per quello che dobbiamo fare a te dovremo adattarci al letto, qui non c’è altro dove ti puoi stendere. Accomodati, adesso ti facciamo vedere come lavoriamo, così capisci che non c'è nulla di cui preoccuparti.”
Vale si stese sul letto, mentre Maya si infilava con gesti rapidi e precisi un paio di guanti in lattice trasparente. “Vale ha bisogno di un piccolo ritocco, proprio lì,” spiegò Maya, indicando con un cenno del capo l'inguine della compagna. “Guarda pure da vicino, se vuoi.”.
Ilenia si sporse, il respiro corto, avvicinandosi come mai nella sua vita al sesso di un’altra donna. Davanti a lei, Vale aprì le gambe con una disinvoltura che la lasciò di sasso. Maya accese una piccola lampada orientabile, che illuminò a giorno quella zona che a Ilenia sembrava già perfetta così. Prese una spatolina di legno e stese un velo di cera tiepida, color oro, sulla pelle di Vale.
Ilenia osservava ogni minimo dettaglio: la cera che aderiva, il respiro calmo di Vale, la mano ferma di Maya. Con un movimento rapido e deciso - straaac - Maya rimosse la cera. Vale non fece una piega, emise solo un piccolo sospiro di sollievo. “Fatto. Senti qui,” disse Maya, prendendo la mano di Ilenia ed appoggiandola sull’inguine di Vale.
Con le dita che le tremavano visibilmente, Ilenia toccò per la prima volta un inguine femminile diverso dal suo. La pelle non era solo liscia; era fresca, vellutata, priva di qualsiasi imperfezione. Era come toccare un petalo di rosa appena colto.
“Visto? Niente arrossamenti, tutto liscio,” disse Vale, sollevandosi leggermente sui gomiti e guardando Ilenia dritto negli occhi. “È solo pelle, Ile. Non sei stanca di quel costume che pizzica e di sentirti sempre un po' in disordine?”.
Ilenia ritrasse la mano, ma il calore di quel contatto le era rimasto sui polpastrelli. Guardò Maya, che stava già preparando una nuova spatolina pulita, e poi guardò Vale, che le sorrideva invitante dal lettino. “Dai, vieni qui,” le disse Vale, invitandola a stendersi sul letto al suo fianco. “Quando uscirai da qui, ti sentirai una donna nuova.”.
“D’accordo,” sussurrò Ilenia, la voce appena un soffio. “Proviamo...”.
Con gesti lenti e un po' impacciati, iniziò a sfilare le spalline del costume. Un brivido la percorse, in parte per la sensazione dell’aria fresca sulla pelle nuda della schiena e del seno e in parte per l'emozione di essere esposta davanti a loro. Quando il costume scivolò via del tutto, lasciandola completamente nuda al centro della piccola cabina, Ilenia d’istinto portò le mani a coprirsi.
“Non farlo,” disse dolcemente Vale, alzandosi dal lettino per farle posto. “Sei bellissima, Ile. Hai una pelle splendida, ha solo bisogno di essere liberata da tutto quel…” e indicò con la mano la folta peluria scura fra le gambe di Ilenia.
Ilenia si distese sul letto a fianco di Vale mentre Maya si posizionava ai suoi piedi. “Prima di tutto,” spiegò Maya, “dobbiamo pulire e ammorbidire la zona. Questo è un olio alla calendula e camomilla. Serve a calmare la pelle e a creare una barriera protettiva”. Si versò qualche goccia di olio sui palmi delle mani, scaldandolo per qualche secondo. Poi, con una delicatezza estrema, posò le mani sull'inguine di Ilenia.
Ilenia sussultò al primo contatto, ma le dita di Maya iniziarono a muoversi in piccoli cerchi lenti, distribuendo l'olio profumato sulla peluria e sulla zona circostante. Vale, dall'altro lato, le prese una mano, intrecciando le dita alle sue per rassicurarla. “Respira, Ilenia. Lasciati andare,” sussurrò, mentre con l'altra mano iniziava ad accarezzarle lentamente la coscia.
Il profumo dei fiori e il tocco esperto di Maya iniziarono a fare effetto. Ilenia sentì la tensione sciogliersi. “Ecco fatto, siamo pronti,” disse Maya, prendendo la spatolina e immergendola nella cera dorata. “Sentirai un calore piacevole, come un abbraccio. Sei pronta?”.
Ilenia guardò le due donne. Erano lì per lei, nude come lei, unite in quel momento di cura estrema. Annuì, chiudendo gli occhi. Maya stese con precisione la prima striscia lungo la linea dell'inguine di Ilenia. “Respira ora... uno, due e...”.
Straaac!
Ilenia emise un piccolo grido, un "oh" di sorpresa più che di dolore. Sì, aveva sentito del dolore, ma non era stato affatto terribile come aveva immaginato; anzi, c'era stato qualcosa di quasi catartico in quel gesto. Ma prima ancora che il pizzicore potesse diffondersi, sentì il palmo di Maya, fresco e liscio, posarsi con decisione sulla zona appena trattata, attutendo il bruciore. “Visto? È un attimo,” le sussurrò Vale vicino all’orecchio, continuando ad accarezzarle la coscia con l'altra mano per tenerla rilassata. Ilenia poteva sentire il calore del corpo nudo di Vale quasi attaccato al suo, steso di lato.
Man mano che Maya procedeva la tensione di Ilenia svanì del tutto. Invece di tenere gli occhi chiusi, Ilenia iniziò a sollevare leggermente il capo, osservando affascinata i gesti sicuri di Maya. E, essendo tutte e tre nude, la differenza fra "estetista" e "cliente" si era fusa in una pura complicità femminile. Ilenia osservava i corpi nudi di Maya e Vale intorno a lei, ammirando la loro sicurezza, e iniziava a desiderare quella stessa libertà per se stessa.
A metà dell'opera, quando un lato era già perfettamente glabro e l'altro ancora naturale, Maya si fermò. “Aspetta un attimo,” disse Maya, sorridendo, “voglio che tu veda cosa sta succedendo.”. Vale aiutò Ilenia a sollevarsi sui gomiti e, nello specchio che Maya stava reggendo davanti a sé, guardò il suo sesso rimanendo senza fiato. Il contrasto fra le due metà era netto: da una parte, l'immagine familiare e un po' confusa a cui era abituata; dall'altra, una striscia di pelle candida, luminosa e levigata, di una bellezza che non sapeva di possedere.
“Oh mio dio...” mormorò Ilenia, sfiorando con cautela la parte liscia con le dita. “È… è bellissima. Sembra marmo…”. Guardò le ragazze con una luce nuova negli occhi, senza più imbarazzo ma con orgoglio: “Finitemi, vi prego,” disse con voce ferma e carica di desiderio. “Voglio essere tutta così. Voglio sentirmi come voi.”.

(3/4 - continua)
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