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Il cerchio - capitolo 8


di DannyeSandy
12.09.2025    |    1.481    |    6 9.8
"Le mani si muovevano dappertutto: un seno stretto tra le dita, un fianco accarezzato, un bacino sfiorato con audacia crescente..."
Sul letto, le due ragazze erano completamente assorbite l’una dall’altra. La mora, sdraiata sulla schiena, gemeva piano mentre la compagna, bionda e sinuosa, si muoveva tra le sue cosce. Michela poteva vedere chiaramente la lingua che indugiava lenta sulle labbra lucide, il movimento ritmico del bacino che si sollevava a ogni affondo, le dita che aprivano la fessura bagnata per mostrarla meglio.
Il suono umido e caldo di quel piacere riempiva la stanza, mescolandosi ai sospiri spezzati, e Michela ebbe la sensazione che le vibrazioni le attraversassero il corpo. Senza accorgersene, aveva portato una mano tra le proprie gambe, sfiorandosi appena con le dita. Non serviva altro: il contatto con quelle immagini, il profumo della pelle e del desiderio attorno a lei bastavano a incendiarle i sensi.
Laura la osservava con un sorriso complice, notando il rossore delle sue guance e i capezzoli tesi che tradivano la sua eccitazione. Anna, più diretta, le scivolò dietro, le baciò la spalla e le sussurrò all’orecchio: “Guarda come gode… immagina che sia la tua lingua lì, Michela.”
Le parole la fecero fremere. Continuò a fissare la bionda, che ora aveva infilato due dita nella compagna, spingendole dentro con lentezza, mentre la lingua non smetteva di lavorare sul piccolo bottone gonfio e pulsante. La mora gemeva più forte, stringendosi il seno, piegando la testa all’indietro.
Michela sentì le cosce bagnate, il cuore accelerato, e capì che non riusciva più a staccarsi da quella scena. La stava risucchiando, come se le ragazze non fossero più solo davanti a lei, ma già dentro di lei, pronte a trascinarla nel vortice. Ma all’improvviso sentì un contatto caldo e deciso sulla spalla nuda: una mano che si era posata leggera, ferma. Trasalì̀, il respiro mozzato, e si girò di scatto.
Alle sue spalle, quasi a pochi centimetri dal suo volto, c’erano Laura e Anna. Nude e bellissime, i seni che si sfioravano, le mani che scorrevano lente sui corpi, le cosce intrecciate in un abbraccio che si stringeva sempre di più. Si stavano baciando con una lentezza sensuale, le lingue che si cercavano e si mescolavano senza alcuna fretta, come se volessero assaporare ogni secondo.
Gli occhi di Michela rimasero incollati a quella visione. Era abituata a vedere le sue amiche vestite, composte, immerse nella quotidianità… non così: pelle contro pelle, i corpi che si muovevano appena, ma con un’intensità capace di scatenarle dentro una tempesta.
“Non… non ci credo…” mormorò, con un filo di voce che tradiva allo stesso tempo stupore ed eccitazione.
Laura si staccò un attimo dal bacio, le labbra ancora umide, e la guardò con un sorriso che Michela non aveva mai visto prima: sicuro, disinibito, fiero. “Adesso capisci, Michela?” le sussurrò.
Anna, ancora appoggiata al collo dell’amica, aggiunse: “Non serve spiegare altro… basta sentirlo.”
Michela si rese conto che la mano di Laura non si era staccata dalla sua spalla: era salita piano sul collo, sfiorando la pelle con la punta delle dita. E lei non trovava la forza di allontanarsi. Al contrario, tutto il suo corpo reclamava di avvicinarsi ancora di più, di entrare in quel bacio, in quell’abbraccio, di lasciarsi andare finalmente. Tremò per un istante, ma non di paura. Era desiderio puro, concentrato in ogni fibra del suo corpo. Guardò ancora una volta le labbra di Laura e Anna, così vicine, lucide di saliva e piacere, e non resistette più.
Con un gesto deciso, si sporse in avanti e si infilò tra loro due. Le sue labbra cercarono quelle di Laura, baciandola con una foga che la sorprese lei stessa, mentre una mano si posava già sulla coscia nuda di Anna. Le sentì entrambe accoglierla, senza esitazioni: Laura ricambiò il bacio aprendole la bocca, Anna le afferrò il fianco e la tirò a sé. Le tre lingue si intrecciarono, i respiri si mescolarono in un vortice caldo e umido. Michela gemeva piano, un po’ sopraffatta dall’intensità, ma incapace di fermarsi. Le mani si muovevano dappertutto: un seno stretto tra le dita, un fianco accarezzato, un bacino sfiorato con audacia crescente.
“Dio, non avrei mai pensato…” riuscì a sussurrare Michela, prima di essere di nuovo zittita da un bacio profondo di Anna.
Laura le prese la mano e la guidò lenta tra le cosce, facendole sentire quanto fosse già bagnata: “Vedi cosa mi fai, Michi?” mormorò.
Le tre si lasciarono cadere sul letto dove poco prima giocavano le altre due ragazze. Michela, spinta dall’adrenalina, si trovò subito al centro, con Laura e Anna ai lati. Le mani di entrambe iniziarono a esplorarla come se stessero scoprendo un nuovo corpo da adorare.
Laura le baciava il collo e le mordicchiava il lobo dell’orecchio, mentre Anna, più audace, scese subito verso il seno. La lingua di Anna tracciò cerchi attorno ai capezzoli di Michela, già tesi, e li succhiò con forza, strappandole un gemito alto e incontrollabile.
“Oh sì… continuate…” ansimò Michela, ormai persa.
Le dita di Laura, nel frattempo, si erano infilate fra le gambe di Michela, scoprendola già umida e accogliente. La carezzava con movimenti circolari, sempre più rapidi, mentre la teneva stretta a sé. Michela spalancò le cosce senza pensarci, offrendo il suo sesso al piacere delle sue amiche.
Anna sollevò lo sguardo, un sorriso malizioso sulle labbra lucide: “È pronta…” disse, e senza aspettare scivolò più in basso, tra le gambe di Michela.
Il primo tocco della sua lingua fu come una scossa elettrica: Michela arcuò la schiena, gemendo forte, mentre Laura la teneva ferma baciandola di nuovo sulla bocca. La bocca di Anna lavorava con precisione, lambendo, succhiando, giocando con ogni piega intima, e le dita di Laura accompagnavano il ritmo, penetrandola lentamente.
“Goditi tutto, Michela… lascia andare…” le sussurrò Laura, mordendole le labbra.
Le dita di Laura la penetravano a ritmo con la lingua di Anna, e ogni spinta faceva fremere tutto il suo corpo. Michela gemeva forte, senza più pudore, muovendo il bacino per incontrare ogni carezza. Intanto la sua mano, libera, si era infilata tra le gambe di Laura, trovandola calda e pronta: la sfiorava, la penetrava, sentendo la sua amica inumidirsi sempre di più.
Era un circolo vizioso di piacere: Michela godeva, ma al tempo stesso faceva godere Laura, e sotto di lei Anna gemeva piano, eccitata dall’atto di dare piacere, muovendo i fianchi per cercare il contatto con Michela e Laura.
“Oh Dio, sì… non fermarti!” urlò Michela, mentre un’onda violentissima la travolse. Il suo corpo si irrigidì, le cosce tremarono, e un orgasmo la investì con tale intensità da farla quasi piangere. Anna continuava a succhiarla, a berne ogni goccia, mentre Laura la stringeva forte, gemendo a sua volta per la mano di Michela che non aveva smesso di lavorare fra le sue gambe.
Il piacere si propagò come un contagio. Laura venne subito dopo, bagnando le dita di Michela con un orgasmo caldo e abbondante, il volto contratto in un’espressione di pura estasi. Anna, nel frattempo, strusciandosi sul letto mentre continuava a leccare Michela, raggiunse il suo apice quasi in simultanea: un gemito strozzato, il corpo che sobbalzava, le cosce che si stringevano spasmodiche.
Le tre si abbandonarono una sull’altra, esauste e sudate, con i respiri che si inseguivano e le mani ancora intrecciate in carezze lente. Un silenzio dolce, interrotto solo dai battiti accelerati che pian piano si calmavano.
“Siamo… pazze…” riuscì a dire Michela ridendo piano, con la voce roca.
Laura le accarezzò i capelli, sorridendo: “No, tesoro… adesso siamo libere.”
Anna le strinse entrambe: “E insieme.”
Restarono lì, nude, strette, i corpi ancora caldi e il profumo di sesso nell’aria, consapevoli che nulla sarebbe più stato come prima.
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