tradimenti
La fidanzata del mio amico (parte 36)
29.05.2026 |
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"Lasciai Fabrizio, sconfitto e umiliato dal voto del club, a casa sua, e ripartii con entrambe le donne a bordo in direzione del mio appartamento..."
Sabato sera. Letizia propose ed organizzó una festa in villa, con sfilata.
La serata aveva l’odore pesante dello champagne e del peccato d'élite.
La location scelta dal circolo privato era una villa settecentesca nascosta tra le colline, una struttura di pietra e specchi neri.
All'interno, il salone principale era stato trasformato: una passerella lucida tagliava in due la stanza, circondata da divani di velluto scuro dove sedeva un pubblico selezionato di libertini in abito scuro e maschere.
Eravamo arrivati in macchina tutti e quattro, ma l’atmosfera nel quartetto era satura di una rivalità feroce.
Prima di varcare la soglia, avevamo siglato il patto d’acciaio nel parcheggio.
Le regole del club erano chiare: una sfilata maschile e una femminile per decretare l’uomo e la donna più sexy della notte.
Ma le nostre regole private erano molto più spietate.
Il premio maschile: l’uomo che si fosse piazzato meglio nella classifica del club avrebbe goduto di un triangolo esclusivo con sia Maria che Letizia. Il perdente sarebbe rimasto a bocca asciutta, costretto ad immaginare.
Il premio femminile: la donna vincitrice tra le due avrebbe ottenuto un triangolo con me e Fabrizio, mentre la perdente sarebbe stata isolata, condannata ad immaginare la sua rivale prendersi tutto.
I camerini erano lussuosi, specchi illuminati a giorno e profumo di borotalco e pelle.
Fabrizio si sistemava la camicia nera davanti allo specchio, visibilmente teso.
Voleva quel premio con tutto se stesso.
L'idea di possedere sia Letizia che Maria nella stessa notte lo stava facendo impazzire di bramosia.
F — “Preparati a guardare, amico mio. Stasera mi prendo tutto io.”
Sorrisi in silenzio, finendo di abbottonarmi la giacca sartoriale scura, portata direttamente sulla pelle nuda, senza camicia, a rivelare il petto.
Fabrizio salì in passerella per primo. Giocò di fisicità, ammiccando alle donne in prima fila, sbottonandosi la camicia con mosse studiate per mostrare gli addominali.
Ricevette applausi scroscianti e una pioggia di fiches nere nella scatola dei voti.
Era sicuro di aver vinto.
Poi toccò a me.
Il mio ingresso fu l'opposto: un’eleganza fredda, distaccata, animalesca.
Fisicamente, eravamo molto simile.
Avrei avuto più chances con un atteggiamento diverso.
Camminai sulla passerella senza guardare il pubblico, mantenendo lo sguardo fisso esclusivamente su Letizia e Maria, che sedevano sui divanetti laterali.
Quell'aria di assoluto dominio e totale indifferenza per il resto della sala conquistò la giuria e la platea.
Seguirono gli altri partecipanti.
Non vinsi il premio assoluto della serata contro tutti gli altri uomini del club, ma il verdetto parziale fu spietato: nella nostra sfida interna, ero io ad aver surclassato Fabrizio.
Il mio amico sbiancò, le nocche gli diventarono bianche mentre stringeva il bicchiere di cristallo.
Era fuori dai giochi.
Io avevo appena vinto il diritto di prendermi Maria e Letizia insieme.
La sfilata femminile fu un massacro di sensualità.
In pista c’erano altre sei ragazze del club, tutte bellissime e svestite, ma la vera guerra era tra Maria e Letizia.
La depravazione che avevano respirato durante la settimana le rendeva diverse, più affilate, più feroci delle altre.
Al primo passaggio, in abito da sera, Maria sfilò con un abito nero traforato che, sotto le luci stroboscopiche, rivelava ogni linea del suo corpo.
Si muoveva con una spudoratezza da predatrice.
Ma Letizia era la maestra.
Salì in passerella con un vestito rosso fuoco con uno spacco che arrivava all'anca, muovendosi con la classe e la cattiveria di una pantera che reclama il proprio territorio.
Ci fu un secondo passaggio, in intimo.
Maria arrivò a metà della passerella con un body di pizzo bianco, apparentemente più candido.
Si fermò davanti alla giuria e, con un gesto lento e spudorato, tirò giù le spalline lasciando cadere il pizzo, mostrando il suo meraviglioso seno,
La sala esplose.
Ma Letizia decise di annichilirla.
Si presentò sul palco con un completo bondage fatto di soli lacci di pelle nera che le stringevano i seni e i fianchi, lasciando il pube quasi completamente scoperto.
Arrivata davanti alla giuria, guardò Maria fisso negli occhi e si passò un dito bagnato di saliva sul clitoride, davanti a tutti, con un'eleganza perversa che lasciò la sala senza fiato.
Infine si girò, mostrando le spalle alla giuria, e si piegó perfettamente a 90, mostrando la figa depilata e bagnata.
Il conteggio delle fiches non fu un plebiscito.
Ma il verdetto fu implacabile: Letizia, Prima Classificata assoluta della serata. Maria seconda Classificata.
La mia ragazza si morse il labbro inferiore fino a farlo sanguinare.
La sua ribellione era stata schiacciata.
Letizia aveva vinto il titolo di regina e il diritto al suo triangolo privato, mentre Maria era la grande sconfitta della sfilata femminile.
Ma i patti incrociati della serata stavano per creare un cortocircuito perfetto.
Avendo vinto io la sfida maschile, avevo diritto al mio premio con entrambe le donne.
Salimmo in auto.
Lasciai Fabrizio, sconfitto e umiliato dal voto del club, a casa sua, e ripartii con entrambe le donne a bordo in direzione del mio appartamento.
Trenta minuti dopo, erano entrambe nel mio letto.
Il triangolo durò tutta la notte, una maratona di pura dominazione e lussuria.
Maria provò inizialmente a condurre il gioco, a riprendere possesso della situazione.
Cercava di isolare Letizia, marcando il territorio.
Ma non ero dello stesso avviso.
Ogni suo tentativo di ignorare l'amica, fu reso vano dalle mie attenzioni nei confronti della mia amante.
Letizia, forte della sua vittoria in sfilata, si prese la sua rivincita psicologica su Maria.
La usò, la sottomise ai miei comandi, costringendola a servirmi mentre lei mi cavalcava guardandosi negli specchi della mia stanza.
Io dettavo le regole, ma Letizia era il mio braccio armato.
Maria eseguiva ogni ordine ma nei suoi occhi spenti e fissi sul soffitto potevo intravedere una crepa.
Subiva il piacere e l'umiliazione di essere stata battuta dalla sua maestra, usata come un oggetto di contorno per tutta la notte, fino all'alba.
Per tutta la notte, le nostre carni si fusero.
Il letto fu ridotto una schifezza, bagnato dei miei e loro umori.
Le lenzuola strappate da Letizia mentre affondavo violentemente la mia mazza nel culo.
Il poderoso orgasmo di Maria grazie alle magiche mani di Letizia.
Letizia girò anche un video, che passò di mano in mano per un point of view diverso.
Nei momenti di stanchezza fisica, con un inizio di perdita di erezione, mi bastava gustarmi lo spettacolo saffico per tornare più in forma che mai.
Quando il sole sorse, i nostri corpi erano già crollati, abbracciati, bagnati di sudore e umori.
La prima parte del gioco era chiusa, ma il tabellone delle penitenze della domenica era già pronto a essere servito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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