tradimenti
La fidanzata del mio amico (parte13)
17.11.2025 |
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"M – E tu cosa gli hai risposto?
F – Che stai con il mio migliore amico, e sei anche amica della mia ragazza..."
Fine estate.Decisi di iscrivermi in palestra.
Non che ne avessi realmente bisogno, per fortuna ho sempre avuto un fisico atletico, e di tanto in tanto correvo un po’ prima di cena, ma l’idea di rafforzare la muscolatura non mi dispiaceva.
Ne parlai durante una cena, in pizzeria, in compagnia della mia ragazza e della nostra coppia di amici.
Maria rivelò che anche lei ci stava pensando, ma anche che non aveva voglia di andarci da sola.
Abitavamo troppo distanti, frequentare la stessa palestra era impensabile.
Letizia propose quindi una facile soluzione.
Dato che io abitavo vicino a lei, avrei potuto iscrivermi nella sua stessa palestra garantendomi un prezzo eccezionale.
Allo stesso modo, Maria abitava non lontano da Fabrizio e poteva allenarsi nella sua stessa struttura e motivarsi a vicenda.
L’idea non era male, conveniva a tutti sotto ogni aspetto.
All’inizio della settimana, mi recai in reception per l’iscrizione.
Letizia era già lì, ad aspettarmi.
Conoscendo ogni elemento della struttura, a cominciare dal proprietario, mi fece fare davvero un prezzo irrisorio.
Entrammo nei rispettivi spogliatoi, e ci vedemmo all’ingresso della sala.
Mi ero vestito con un semplice pantaloncino ed una maglietta adatta per l’allenamento.
Letizia invece aveva un leggings azzurrino ed un top blu.
Mi presentò i due istruttori, che mi prepararono una scheda.
Durante l’attesa, osservai Letizia fare il giro della palestra, salutando ogni uomo.
Non ne saltò nemmeno uno. Qualcuno la abbracciò, altri solo con un bacio sulla guancia, un paio si soffermarono a parlarle cercando il contatto fisico.
Ovviamente era nel suo habitat naturale, ossia attorniata dagli uomini.
Iniziai il mio allenamento, Letizia aveva già terminato stretching e riscaldamento.
A volte non riuscivo neanche a vederla, avendo la visuale ostruita dagli uomini presenti in sala e che le stavano parecchio vicina.
Si spostò per utilizzare un macchinario.
Era avanti a me, stava facendo un esercizio che le imponeva di piegarsi in avanti.
Chiaramente il suo bel culetto era una bella attrazione, non persi occasione per guardarla anche se ormai lo conoscevo bene.
La fissai.
Era sudata, dal collo alla schiena, stava alternando attività cardio e esercizi di forza.
Ma mi accorsi che anche il suo interno coscia era bagnato.
E, piegandosi per eseguire l’esercizio, chiunque avrebbe potuto disegnarle la figa.
Era evidente che la zoccola non portava intimo, ed il leggings bagnato faceva in modo che tutti potesse godere di quella bella vista.
Mi avvicinai, le tolsi l’auricolare dall’orecchio: - “Non hai intimo, vero?”.
Letizia sorrise: - “Perché? Si vede?”.
Si vedeva eccome: - “Dai che ormai ti conosco. Sei una rizzacazzi”.
Si avvicinò a pochi centimetri da me: - “Mi piace quando li guardo e cercano di distogliere lo sguardo facendo finta di niente, ed invece mi stavano fissando. Mi piace guardare i ragazzini che non sono abituati e devono nascondere l’erezione. Mi fa bagnare da matti. Per caso ti dispiace?”.
Cercai di non darle troppo peso.
D’altro, non potevo aspettarmi null’altro da lei, che è la più grande esibizionista che conosca.
Mi concentrai sul mio allenamento.
Durante un esercizio, una ragazza si avvicinò a me.
Mi chiese di aiutarla con la panca, accettai per gentilezza.
Si presentò.
Venera era piccolina, più o meno 1,60, mora, con un viso angelico, ad occhio e croce una terza di seno, fianchi un po’ larghi ma era comunque ben allenata.
Iniziammo a chiacchierare, le solite domande di rito.
Nome, età, lavoro, e via dicendo.
Un paio di battute, una bella risata.
Mi chiese il contatto social, non lo negai.
Letizia si palesò davanti a noi, sguardo piuttosto corrucciato: - “Marco, mi potresti aiutare con un esercizio? Scusa, cara!”.
Guardai la mia nuova amica, le sorrisi e la salutai.
Letizia mi tirò per il braccio, mi portò all’angolo della sala: - “Che intenzioni hai?”.
Il mio sguardo interrogativo era palese.
Incalzò: - “Forse non è chiaro che tu sei mio. Parla, scherza, ma guai a te se ti vedo che fai il cascamorto con un’altra. Quella poi è pericolosa”.
Stava uscendo un pizzico di gelosia nei miei confronti?
Piacevole, lo ammetto.
Però no, mica era giusto: - “Pericolosa come te? A parte che non stavo facendo il cascamorto ma stavo solo scambiando due chiacchiere…ma poi mi fai la morale proprio tu che tutta la sala sa com’è fatta la tua figa?”.
Letizia si avvicinò al mio orecchio: - “Nessuna è pericolosa quanto me. Ma non me ne frega un cazzo. Mercoledì quasi quasi prima di allenarci ti svuoto le palle, così non avrai voglia di guardare le altre”.
Così dicendo, si allontanò.
Ultimai l’allenamento, con lo sguardo di Letizia addosso.
Ma non era l’unico.
Mi accorsi che anche Venera lanciava l’occhio verso me di tanto in tanto.
Dopo una bella doccia, prima di uscire, guardai il cellulare.
3 messaggi, due su whatsapp ed uno su Instagram.
Mittenti: Maria, Letizia, Venera.
Tutti inviati negli ultimi 10 minuti.
Lessi dapprima quello di Venera inviato su Instagram, mi incuriosiva:
- Peccato essere stati interrotti. Qualche volta potremmo vederci e prendere un caffè, anche se ho visto ora che sei fidanzato e non so se ti andrebbe.
Guardai velocemente il suo profilo.
Era evidente anche lei non fosse single.
Mi intrigava un po’ questa situazione.
E volevo anche stuzzicare Letizia, che evidentemente non la sopportava, e mal digeriva il fatto che potessi essere l’oggetto del desiderio di un’altra donna.
Risposi a Venera che ero effettivamente fidanzato ma che mi avrebbe fatto piacere, notando come anche lei fosse impegnata.
Aprii il messaggio di Letizia:
- Ci vediamo sotto da me. Prendiamo una pizza e accendiamo il tablet. Ti ricordo che oggi Maria si allenava con Fabry, secondo me ne parleranno. E poi devi scoparmi.
Il mio pollice in su le diede conferma.
Infine quello di Maria:
- Sono distrutta. Ora Fabry mi lascia a casa, ceno e mi sa che crollo.
Le risposi che era normale come primo giorno, e di scrivermi almeno la buonanotte.
Attesi Letizia in macchina, sotto casa sua, perse qualche minuto per comprare due pizze.
Intanto ricevetti un messaggio da Venera:
- Si, sono fidanzata ma vedo che anche per te non è un problema, altrimenti non avresti accettato la mia proposta di un caffè. Troveremo il modo di essere discreti e non dare nell’occhio.
Nel frattempo arrivò Letizia, salimmo insieme.
In ascensore, le nostre lingue si intrecciarono in un bacio infuocato.
La fame però era più forte della voglia di sesso.
D’altronde, dopo un allenamento in palestra, non poteva essere diversamente.
Ci sedemmo sul divano, con i cartoni della pizza sul tavolino.
Letizia accese il tablet, si collegò con l’account Telegram del suo ragazzo.
Non c’era alcun messaggio.
Un po’ delusa, posò il tablet ed iniziò a mangiare.
Spazzolammo tutto in pochi minuti.
Non perse altro tempo, si inginocchiò di fronte a me, liberò la mia asta ed iniziò a maneggiarla per bene.
Mentre leccava e maneggiava, mi disse che in palestra avrebbe voluto portarmi in una sala non utilizzata per farsi sbattere per bene, specialmente dopo che quella troia ha iniziato a provarci con me.
Tolse i pantaloncini e si impalò, era un lago.
La abbracciai, mentre ogni centimetro si faceva strada fra le cosce della mia amante.
Notai con la coda dell’occhio che sul tablet qualcosa si muoveva.
C’erano i primi messaggi, come previsto da Letizia.
Glielo dissi, mi rispose di leggerle ogni comunicazione mentre continuava a cavalcarmi lentamente.
Più leggevo, più si eccitava.
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F – Avevi tutti gli occhi addosso.
M – Esagerato.
F – No no, non sai quanti mi hanno chiesto informazioni su di te, ed anche Salvatore, l’istruttore.
M – Ah si, e cosa ti chiedevano?
F – Dicevano che sei una bomba.
M – Solo questo? Sii sincero.
F – No, dicevano che con quelle labbra farai sicuramente pompini pazzeschi. E che pagherebbero per toccarti le tette.
M – Pagherebbero per toccarmi le tette? Potrei pensarci, invece di farlo fare gratis potrei tirar su un po’ di soldi.
F – E pensi che si accontenterebbero? Poi vorranno anche le labbra.
M – Quelle che hai già provato. Peccato che non puoi dar loro un feedback di come sono sia le mie labbra che il mio seno.
F – No, purtroppo non posso. Mi hanno chiesto anche se sei impegnata.
M – E tu cosa gli hai risposto?
F – Che stai con il mio migliore amico, e sei anche amica della mia ragazza. Quindi off limits.
M – Sicuro? Non mi sembrava poco fa in macchina, quando mi hai infilato la lingua in bocca sotto casa.
F – Non mi sembrava fossi dispiaciuta.
M – No, è stato solo rischioso. Alle 20 c’è ancora parecchia luce. Fosse stato buio non saresti tornato a casa a mani vuote…
F – Io ti ho proposto per la terza volta di venire da me, e hai rifiutato di nuovo.
M – Mia mamma aveva cucinato la cena, cosa avrei dovuto dirle?
F – Si si, tutte chiacchiere. Ormai mi devo accontentare di un bacio, o di qualche foto e video.
M – Accontentare? Vuoi l’elenco? Ti ricordo che, oltre alle foto e video di cui parli, mi hai vista nuda dal vivo, mi hai toccato le tette, ci siamo baciati più di una volta, ti ho fatto un pompino e ho pure assaggiato il tuo sperma. Non mi sembra accontentarsi.
F – Quindi sono a posto così per sempre? Ok va bene. Non te lo chiedo più. Buonanotte.
M – Dai, ora non fare l’offeso! Sembri un bambino capriccioso.
F – Al contrario. I bimbi piangono e non capiscono quando rinunciare. Io lo capisco.
M – E se mercoledì dicessi a tutti che raggiungerò alcuni colleghi a cena dopo la palestra? Cosa ne pensi?
F – Penso che siano belle parole, vedremo se darai seguito.
M – Non sono il tipo che dà buca. O dico si, o dico no sin da subito. Comunque buonanotte.
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Alla lettura della proposta di Maria, Letizia scoppiò in un orgasmo ed anche io esplosi dentro pochi secondi dopo.
Quel messaggio mi aveva dato una scossa che non riuscivo a decifrare.
Eccitato si, ma forse anche un po’ infastidito.
Finora era stato un gioco, anche loro si erano dati da fare, più o meno “alla luce del sole”.
Ora era un po’ diverso, si erano davvero organizzati per scopare alle nostre spalle.
Letizia ancora ansimava: - “Ci siamo quasi. Ormai si sono organizzati. Ora la palla ce l’hai tu. Vuoi mettere un freno a tutto, ed anche a me, o lasci correre e ti godi queste forti emozioni?”.
Mentalmente ero annullato.
Consapevole dell’ipocrisia che mi caratterizzava in quel momento.
Io avevo una amante, che era la fidanzata del mio migliore amico nonché amica della mia ragazza.
Scopavamo già da quasi tre mesi.
Avevo anche iniziato un piccolo flirt con una ragazza conosciuta in palestra.
Eppure, per la prima volta, mi salì una certa gelosia nei confronti di Maria.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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