tradimenti
La fidanzata del mio amico (parte 8)
17.10.2025 |
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"Questa risposta non me l’aspettavo: - “Ah! Ma scusa, non era fare le cose di nascosto che ti eccitava?”
L – “Si, infatti mi godo questo periodo in cui ci vediamo di nascosto..."
I ragazzi rientrarono alla fine del racconto/confessione, almeno non siamo stati interrotti.Maria si infilò in bagno senza neanche salutarli.
Fabrizio entrò in camera.
Mi avvicinai a Letizia: - “Non è che siamo proprio pari però”.
Mi guardò perplessa: - “Ma di che parli?”
La fissai negli occhi.
Capì: - “Maria te lo ha detto, vero? Avevamo concordato di dirtelo domani e lasciarti nel dubbio tutto oggi per farti friggere per bene”.
In quel momento la rabbia prese il sopravvento: - “C’è chi si fa masturbare, e chi fa pompini ingoiando pure. Trova le differenze”.
Cambiò atteggiamento. Si avvicinò al mio orecchio, mi rispose abbassando il tono della voce: - “Non fare l’incazzato ora. Vorrei ricordarti che noi due abbiamo scopato prima a casa tua e poi a casa mia. E non solo mi hai sborrato in bocca, ma ho pure ingoiato tutto. Solo che questo non possiamo dirlo, ma mi sembra che tu non possa lamentarti. Quindi stai zitto e vai avanti”.
Rimasi senza parole.
Soprattutto perché aveva ragione.
Non ne parlai più.
Era l’ultimo giorno di vacanza, non c’era motivo di farlo andare sottosopra a tutti.
Avevamo trascorso tutti 5 giorni meravigliosi, perché rovinare tutto e soprattutto rischiare di incrinare i rapporti di amicizia?
La giornata trascorse in totale relax tra shopping pomeridiano e cena tranquilla.
Nessuno tirò fuori discorsi ambigui. Le ragazze si vestirono pure in modo più sobrio rispetto alle altre serate.
Forse eravamo tutti stanchi, consapevoli che era meglio fermarsi un attimo dopo aver osato veramente tanto.
La mattina successiva, chiusi i bagagli, ci rimettemmo in macchina per tornare in città.
Lasciai dapprima Maria a casa dei suoi genitori, poi Fabrizio.
Lungo il tragitto verso casa di sua, Letizia non proferì parola. Mi fermai sotto casa sua.
Mi guardò: - “Ora tu fai una cosa. Vai a casa, ti sistemi, dormi un paio d’ore, telefoni a Maria dopo cena, magari la videochiami, le dai la buonanotte, ti vesti e vieni da me. Sono stata chiara?”
Non si può mica controbattere.
Rispettai il programma.
Una cena leggera, una videochiamata, la buonanotte. Lavai i denti, indossai jeans e maglietta, e in 3 minuti mi trovai davanti la porta di casa sua.
Mi aprì.
Intimo bianco. Reggiseno e perizoma totalmente trasparenti. Autoreggenti. Capelli piastrati, rossetto rosso, tacco 10. Leggero trucco in viso.
Che meraviglia.
Chiuse la porta: - “Avevo pensato di dirti di salire quando mi hai accompagnata, ma ti desidero da giorni. Non volevo solo un paio d’ore o fare una sveltina. Stanotte rimani qui, sei mio. Nessun limite di tempo. Nessuno fra i piedi. Nessuna fretta. Non ci daremo limiti.”
Le nostre lingua di intrecciarono in un vortice di passione, la afferrai dal culo e la sollevai, strinse le gambe al mio bacino.
Ci buttammo sul letto, i vestiti saltarono in pochi secondi, ma le chiesi di lasciare autoreggenti e tacchi.
Ne fu contenta.
Si fiondò sul cazzo, ne aveva una gran voglia. Ma anche io avevo voglia di gustarla, e le proposi di girarsi per un meraviglioso 69.
E meraviglioso lo fu davvero. La sua bocca leccava e succhiava come una indemoniata, rallentò solo quando la mia lingua la portò all’orgasmo. Leccai ogni goccia del suo nettare.
Si girò, e si impalò iniziando a cavalcarmi con una gran furia.
Sembrava in astinenza, invece iniziavo a pensare fosse semplicemente una ninfomane, una dipendente dal sesso.
La girai a pecora, volevo farle male. Ma non ci riuscii evidentemente, perché mi incitava a scoparla sempre più forte. Gli orgasmi non si contarono in quell’amplesso…quattro o forse cinque.
Ma dovevo farle male in qualche modo.
Infilai un dito nel buchino posteriore. Volevo cercare di prepararla.
All’ennesimo orgasmo, uscii la mia asta ben lubrificata e la puntai all’ingresso del suo culo.
Mi fermò solo un istante, si allungò aprendo un cassetto del comodino e mi diede un lubrificante, rimettendosi in posizione: - “Fai piano, non sono abituata. Fai piano o mi rompi”
E in effetti non potevo essere troppo rude. Entrai con delicatezza, fermandomi qualche secondo e affondando poi centimetro dopo centimetro.
Letizia stringeva le lenzuola, cercava di resistere. Alternava lamenti di dolore alla raccomandazione di fare piano. Senza lubrificante non sarebbe stato possibile.
Pian piano arrivai fino in fondo, le si spezzò il fiato per un attimo.
Lentamente iniziai a muovermi, si stava abituando. I lamenti di dolori si trasformarono poco dopo in gemiti.
Trovai un ritmo che le piaceva: - “Così, così è perfetto, non ti fermare, non ti fermare!”
Dovetti tapparle la bocca per evitare che tutto il palazzo sentisse l’orgasmo che la travolse.
Si stava accasciando, ma io volevo sborrarle dentro.
Aumentai il ritmo, che le fece sicuramente male, ma mi servì per riversarle tutto dentro il culo.
Rimase distesa, mentre il mio liquido le colava lungo la figa e le cosce.
Le chiesi se avesse dei fazzoletti lì vicino.
Mi rispose ansimando: - “No ma tanto cambio le lenzuola domani, noi non abbiamo finito. Ormai finiamo di sporcarle. Oddio, non avevo mai avuto un orgasmo anale. Quando Fabrizio mi scopa il culo, mi piace ma per venire devo anche masturbarmi. Con te invece…”
Volevo sentirmi dire una cosa: - “Quindi è meglio il mio?”
Non esitò: - “Senza dubbio. Pensi ancora che non siete pari? Vuoi paragonare un pompino con quello che abbiamo fatto noi?”
Beh, sarebbe ipocrita dire il contrario, ma volevo stuzzicarla: - “Certo che no, ma ha fatto una cosa che a me manca”.
Sbuffò: - “Sei incontentabile. Non mi posso sdoppiare, mi dispiace. Prova con qualche altra fantasia, che sia fattibile per me che sono una”.
Le dissi che ci avrei pensato.
Le dissi che intanto volevo sapere se quello che è successo in vacanza lo avesse pianificato.
Mi rispose senza freni.
L - “Come ti ho già detto un po’ di tempo fa, non sono una puritana”.
Io - “Ma va? Non lo avrei mai detto…”
L – “Scemo, sono seria. Ho sempre amato il sesso, ma farlo sempre con la stessa persona mi annoia e quindi mi cercavo svaghi momentanei. Però alla fine se ci pensi sono sempre le stesse cose. Faccio pompini, mi leccano la figa, mi scopano, vengono. Poi da tempo ti osservo, Maria mi raccontava certe cose, ed è cresciuta la voglia di averti. Ho pensato tanto, poi mi sono decisa quella sera. Ti volevo come amante fisso. Il miglior amico del mio ragazzo, il compagno della mia migliore amica. Ma non sai quanto mi è piaciuto…ho capito che è il proibito che mi eccita. Fare quello che non si potrebbe, quello che è fuori dalla norma. Le situazioni strane.
Se devo essere sincera, volevo arrivare a fare uno scambio durante la vacanza. E poi osare ancora di più col tempo. Tanto a Maria non dispiace Fabrizio, e lui…vabbè, le sue tette se le sogna pure la notte dato che io non ne ho. Quindi pensavo che si potesse fare.
Io – “Maria ti ha detto che gli piace Fabrizio?”
L – “Tempo fa mi ha detto che se fossimo single se lo farebbe”.
Io - “Secondo me se lo farebbe anche da fidanzata”.
L – “Ok te lo dico. Ieri durante lo shopping abbiamo avuto modo di parlare un po’, tanto voi uomini vi annoiate e vi alienate in quei momenti. Le ho chiesto se quel pompino le fosse piaciuto, e mi ha risposto di si. Mi ha detto che un cazzo più nella norma riesce a succhiarlo meglio, e che mentre era seduta sul water aveva già pensato di entrare in doccia mentre Fabry era ancora dentro, poi l’ho messa io in ginocchio ma era già propensa. Se avessi saputo che era intenzionata ad agire, li avrei lasciati soli e io sarei rimasta con te. Secondo me in due minuti te l’avrei fatto diventare di nuovo duro e avremmo potuto giocare. Sono andata vicina al mio obiettivo, ma è questione di tempo. Devo solo creare la giusta occasione”.
Io – “Aspetta, cosa intendevi poco fa con “osare ancora di più col tempo”? Cosa vorresti fare dopo uno scambio di coppia?
Letizia sospirò: - “Tanto siamo in fase confessione. Voglio arrivare ad una vera e propria relazione a quattro. Cioè, ufficialmente io con Fabrizio e tu con Maria, ma ogni tanto scopare con il partner dell’altro, passare weekend a coppie invertite, come fossero delle piccole parentesi nelle nostre relazioni.
Questa risposta non me l’aspettavo: - “Ah! Ma scusa, non era fare le cose di nascosto che ti eccitava?”
L – “Si, infatti mi godo questo periodo in cui ci vediamo di nascosto. Poi, se tutto va secondo i miei piani, sarà una cosa del tutto nuova. Immagina… noi due siamo a cena in un ristorante, loro due in un altro, io seduta in sala mi tolgo il perizoma e lo uso per legarmi i capelli, lei è con le tette in bella vista, poi te lo succhio in macchina al ritorno ma non ce la fai più e ti fermi per scoparmi sul cofano della macchina, loro invece scopano nel parcheggio del ristorante. Passiamo la notte con queste formazioni, al mattino dopo ci vediamo per fare colazione e rientriamo a casa ognuno con il proprio partner. Magari poi ci raccontiamo tutto a vicenda.
Mi fa quasi paura, ma mi ha eccitato.
Mi guarda compiaciuta.
L – “Andiamo a lavarci”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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