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La fidanzata del mio amico (parte 10)


di Sicilydoc85
27.10.2025    |    5.283    |    3 9.7
"Poi mi ha chiesto qualche consiglio su cosa fare e come, per rendere tutto eccitante ma senza andare oltre..."
Arrivai sotto casa di Maria.

Ero curioso di vedere intanto come si sarebbe vestita.
Rimasi in attesa un po’, almeno una ventina di minuti.
Un po’ strano per lei, generalmente è molto puntuale.
Uscì dal portone, ci rimasi male.
Aveva un vestitino poco appariscente, direi piuttosto normale, ed un piccolo tacco.
Nulla di che.
Entrò in macchina.
Il mio sguardo era inequivocabile.

Mi rispose stizzita: - “Parti!”.

Non dissi nulla.
Entrammo al cinema.

M – “Tu prendi i posti, io vado un attimo bagno”.

Pensai fosse strano questo cambio di atteggiamento nei miei confronti.
Prevedevo una serata noiosa.
Passò qualche minuto, Maria tornò.
Si era cambiata.
Aveva un vestitino nero, inguinale.
Schiena totalmente nuda, fino a pochi centimetri dal culo.
Davanti, due fili a croce tenevano su un top morbido, con scollo frontale ed anche laterale.
Senza reggiseno, chiaramente.
In pratica, le tette erano più scoperte che coperte.
Si sedette accanto a me, le luci erano ancora soffuse.

La guardai.
Mi lanciò un’occhiata: - “Non potevo far vedere ai miei che uscivo da casa così. Ah, dimenticavo…”
Sollevò il bacino, sfilando il perizoma, e lo usò per farsi la coda ai capelli: - “Sarà più utile così”.

Il film iniziò.
Maria sembrava seguirlo, poi allungò la mano sul mio pacco.
Slacciò la cinta, aprì la cerniera.
Lo tirò fuori, si avvicinò con la bocca al mio orecchio: - “Stasera sarò troia come volevi”.
Si infilò il cazzo in bocca e lo succhiò per bene.
La sala era decisamente vuota, in totale forse una ventina di persone.
Cinque posti più in là, nella nostra stessa fila, la penultima, due ragazzi si erano accorti di tutto e ci fissavano.
Maria si sollevò e si ricompose.
Allargò le gambe, non fu necessario dire nulla.
Mi accucciai ed iniziai a baciarle le cosce, fino a concentrarmi e dissetarmi direttamente alla fonte.
La osservai.
Maria, a bocca aperta mentre si godeva la mia lingua, si accorse dei due spettatori, e decise di stuzzicarli.
Scoprì le tette e, fissandoli, iniziò a massaggiarsele.
Avevo uno scorcio di visuale che mi permetteva di allungare lo sguardo lateralmente e vedere entrambe le parti.
I ragazzi tirano fuori il cazzo ed iniziarono a menarselo.
Maria continuava a palparsi, e mi spingeva la testa sulla sua figa.
Uno dei ragazzi cercò di alzarsi, ma lei fece di no con la mano.
Lo fermò per fargli capire “Guardare ma non toccare”.
Riuscii a portarla all’orgasmo.
Mi sollevai per tornare al mio posto.
Maria si ricompose, con grande delusione dei due spettatori.
Si alzò, mi prese per mano e mi condusse nel bagno delle donne: - “Scopami”.
Venni nella sua bocca.
Sollevandosi, si sistemò il vestitino: - “il film è noioso, andiamo a bere qualcosa”.

Ci rimettemmo in macchina, per andare in un locale poco distante.
Entrammo, e Maria catalizzò l’attenzione dei presenti.
Ci sedemmo ad un tavolo.
Il cameriere, chiedendoci cosa volessimo da bere, cercò di sbirciare fra le tette e le cosce della mia ragazza, ignorandomi completamente.
Ma non potevo certo fargliene una colpa.
Accanto al nostro tavolo, due ragazzi ed una ragazza.
I due ragazzi non le toglievano gli occhi di dosso.
Maria lanciava di tanto in tanto qualche occhiata, facendo anche un occhiolino.

M – “Cosa provi sapendo che tutti i maschi nel locale vorrebbero scoparmi?”

Io – “Ti ho chiesto io di essere troia stasera, no? Stiamo giocando”.

M - “Si ma è un gioco pericoloso. L’importante è che non ti lamenti. Comunque i ragazzi alla mia sinistra continuano a guardarmi, ti dispiace se li stuzzico?

Io - “Vai”.

Maria si mosse, spostandosi sulla sx e, facendo salire il vestitino, accavallò le gambe.
I ragazzi strabuzzarono gli occhi.
La ragazza dell’altro tavolo, che evidentemente faceva coppia con uno dei due, si infastidì e gli disse di andare via.
Alzandosi dalla sedia, lanciò una occhiataccia a Maria, apostrofandola a bassa voce come una donna di facili costumi, prese per mano il compagno e se ne andarono.
Rimase solo il loro amico.

Maria mi disse di fare finta di distrarmi.
Perché non reggere il gioco?
Presi il cellulare, per aprire internet e guardare a caso qualche pagina.

Maria fissò il ragazzo, mordendosi il labbro inferiore e infilando in modo sensuale la cannuccia in bocca per bere il cocktail.
Poi spostò il top in modo da far quasi uscire del tutto un seno.
Rivolse lo sguardo a me: - “Vai in bagno e portati il cellulare. Ti dico io quando uscire”.
Così autoritaria, così decisa.
Non dissi nulla, eseguii.
Rimasi in bagno 5 minuti, poi un messaggio mi consentì di uscire.
Il ragazzo era alla cassa per pagare.
Maria seduta al suo posto, stava finendo di bere.

La guardai: - “Quindi?”

M - “Usciamo”.

Entrammo in macchina.
Iniziò lentamente a spogliarsi: - “Non ho sonno, facciamo una passeggiata in macchina fuori città. Prendi la provinciale”

Io - “Ok, ma ora dimmi”.

M - “Niente, il ragazzo ha tentato l’approccio come immaginavo”.

Io - “Tutto qui?”

Allargò le gambe.
Si inumidì due dita, toccandosi, e le portò alla bocca leccandole.

M - “No, si è alzato e si è seduto accanto. Ho visto era aveva un pantalone della tuta. Mi ha detto che sono bellissima, e non capisce come tu possa guardare il cellulare invece che me. Gli ho risposto che siamo in crisi, che ho provato a vestirmi carina per te ma tu non mi caghi. Mi ha chiesto se non volessi andare via con lui. Gli ho detto che non potevo lasciarti qui, ma che potevo dargli un piccolo regalino. Gli ho detto di mettersi accanto a me, spalle al muro e con il tavolo davanti che ci copriva. Mentre guardavo la sala per assicurarmi che nessuno ci vedesse, ho infilato la mano nella tuta, l’ho afferrato e gli ho fatto una sega per…boh…una trentina di secondi. Non era grosso come il tuo ma non era messo male. Poi gli ho detto che a momenti saresti uscito dal bagno e che doveva andarsene, e alla fine mi ha lasciato il suo numero”.

Aveva fatto una sega ad uno sconosciuto mentre ero in bagno: - “Ma sei una puttana davvero allora!”.

M - “Era quello che mi avevi detto tu. Ora non ti lamentare. Piuttosto, cosa vuoi fare con una puttana?”

La provinciale non era illuminata.
Vidi uno slargo,
Mi fermai, le ordinai di uscire.
Maria era già nuda, la piegai con forza sul cofano della macchina e la montai furiosamente.

Io - “Vedo che ti piace farti altri. Fai pompini, fai seghe…io a malapena ho toccato un’altra”

M - “Non è un mio problema, ora sai che non devi sfidarmi. Se continui, la prossima volta mi organizzo per farmi scopare da qualcuno. Ma la cosa non ti dispiace al momento, lo capisco da come mi scopi”

In effetti mi piaceva questo suo lato: - “E dai chi vorresti farti sbattere?”.

M - “Ho l’imbarazzo della scelta. Posso conoscere chi voglio in pochi secondi. Potrei chiamare il ragazzo di poco fa, ho il suo numero. O anche con Fabrizio, così concludo l’opera del bagno”.

Ecco dove voleva arrivare.
Non risposi, le ordinai di inginocchiarsi.
Esplosi direttamente nella gola, tossì perché stava quasi soffocando.
La lasciai a casa, sembrava una prostituta.
Mezza nuda, I capelli scombinati. Il trucco sbavato da un paio di lacrime che aveva versato mentre aveva il mio cazzo in gola. Le dissi che era stata brava.

Chiuse il portone.
Mandai un messaggio a Letizia per avvisarla che la mia serata era finita.
Mi rispose di passare da lei, aveva una sorpresa.

Avevo dolore. Negli ultimi giorni, non so quanti rapporti ho avuto.
La mia prostata era stata messa a dura prova, anche il mio pene chiedeva un po’ di pausa.
Salii incuriosito. Forse un nuovo completino?
Mi accolse con un bacio passionale.
Era vestita normalmente. Le chiesi della sorpresa.
Mi fece sedere sul divano: - “Aspetta, intanto dimmi come si è corportata”.

Le raccontai per sommi capi la serata, e che era stata eccitante.

Letizia mi rispose con aria soddisfatta: - “Bene, allora ha seguito i miei consigli”.
La guardai con sguardo interrogativo.

L - “Quando sei partito, mi ha chiamata. Voleva consigli sull’outfit. Ti è piaciuto il vestitino? Gliel’ho consigliato io. Poi mi ha chiesto qualche consiglio su cosa fare e come, per rendere tutto eccitante ma senza andare oltre. Le ho detto di farti impazzire. Di farsi guardare e farlo diventare duro anche a qualcun altro. E di raccontarti magari che si era fatta toccare o aveva toccato lei qualcuno, anche se non era vero.”

M - “Quindi non è vero che ha fatto una sega a quello?”

L - “Non lo so questo, non ero lì. Io le ho detto che poteva anche inventarselo, era giusto per farti impazzire. Sappi che quello che ha fatto, che ha detto, è merito mio”

Chissà come è andata.
Le chiesi della sorpresa.

L - “Sei arrivato giusto in tempo. Ho chiesto un favore ad un mio amico informatico. Sono riuscita a collegarmi all’account Telegram di Fabrizio. Abbiamo news live”.

Mi diede il tablet.
Fabrizio e Maria avevano ripreso a scriversi, solo cinque messaggi fino a quel momento.
Letizia mi mise accanto a me, eravamo curiosi di leggere.
Fissammo il tablet con attenzione, neanche fosse il film del secolo.

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M – Ciao! Che fai?

F – Sto guardando un film. Tu?

M – Rientrata poco fa, cinema e pub. Parecchio movimentata come serata.

F – Come mai?

M – Oggi pomeriggio ho sentito Marco e ci siamo sentiti per uscire stasera. Mi ha scritto che mi voleva zoccola. Così ho chiamato Letizia e mi sono fatta consigliare. Vuoi vedere come mi ero vestita?

F – Certo

M – [FOTO]

F – Wow. Sei uno schianto! E come è andata la serata? Ti sei comportata come ti aveva detto?

M – Il cinema era quasi vuoto. Prima gli ho fatto un pompino. Poi mi ha leccata. C’erano due ragazzi che se lo stavano menando mentre ci guardavano e io li ho stuzzicati facendogli vedere le tette. Uno dei due si stava per avvicinare, ma gli ho detto di no. Siamo finiti poi in bagno a scopare.

F – Ricordami di invitarti al cinema!

M – Ahahahah potrei accettare… comunque poi siamo andati al pub. Ho stuzzicato un ragazzo che era al tavolo accanto al nostro. Ho detto a Marco di andare in bagno e di uscire solo dopo che glielo avessi detto io.
Il ragazzo mi ha fatto dei complimenti, voleva che andassi via con lui. Gli ho detto che non potevo ma che potevo dargli un regalino.
Mi ero un po’ pentita di aver detto al ragazzo del cinema di fermarsi.
Così l’ho fatto mettere accanto a me, ho infilato la mano nella tuta e gli ho fatto una piccola sega.

F – Ma nel pub????

M – Si, eravamo coperti dal tavolo, le luci non erano forti. E poi chi se ne frega! Nessuno mi conosceva. Mi era stato detto di essere zoccola? Peggio per lui. Poi gliel’ho raccontato, si è fermato e mi ha montata sul cofano della macchina. Si è eccitato dopo che gliel’ho raccontato…E gli avevo fatto solo una sega! Chissà cosa succede se gli dico che mi sono scopata un altro, impazzisce del tutto?

F – Wow…oggi hai dato spettacolo! Ma sei ancora in quel mood?

M – Da troia? Perché me lo chiedi?

F – Per capire se posso approfittarne.

M – Come vorresti approfittarne?

F – Io ci metto poco a scendere.

M – Vorresti anche tu una sega?

F – Pensi potrei accontentarmi?

M – Hai ragione. Però il problema è sempre lo stesso. I miei mi hanno sentita rientrare, non so come giustificare una nuova uscita. E poi sono già a letto.

F – E’ già la seconda volta.

M - Facciamo così. Per stasera accontentati.
[VIDEO]

Fabrizio aprì il video.
Maria era in bagno, con il vestito utilizzato la sera. Lo aveva appena registrato quindi.
Cellulare poggiato. Si spogliò del tutto. Nuda, fece pipì, lavò la faccia, si struccò, lavò i denti e indossò la camicia da notte, interrompendo la registrazione.
5 minuti di nudità quotidiana.

F – Sei uno spettacolo! Ultimamente sei piena di sorprese.

M – Si ma devo ammettere che quello che faccio non è tutta farina del mio sacco. E’ stata Letizia a spingermi stasera, come fa sempre. Io sono un po’ bloccata, poi parlo con lei e a volte riesco a lasciarmi andare. Mi ha fatto capire che mi eccita farmi guardare.

F – Solo guardare?

M – Non solo. Comunque ora dormo. Buonanotte.

F – Buonanotte

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Letizia mi guardò: - “La mia creatura prende forma. Dovresti ringraziarmi”.
Così dicendo, mi slacciò i pantaloni.
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