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La fidanzata del mio amico (parte 7)


di Sicilydoc85
14.10.2025    |    5.539    |    3 9.9
"Tanto io l’ho già visto nudo, lui mi ha già vista nuda, non avevo motivo di non entrare..."
Faticai ad addormentarmi.
Considerato in questo ultimo periodo quanto sia esploso il suo lato disinibito.
Si è fatta palpare da uno sconosciuto in pubblico.
Perché non fare un pompino a Fabrizio?
Si fa già vedere totalmente nuda…

Potrebbe non essere successo nulla.
Ma era dentro anche con Letizia, e quella donna è pericolosa.
Dovevo scoprirlo già l’indodomani, non volevo aspettare che confessasse di sua spontanea volontà.
Mi addormentai.
Il giorno dopo ci svegliammo con calma.
Stranamente, durante la colazione tutti insieme Maria indossava un pantaloncino ed una canotta.
Aveva trascorso gli ultimi due giorni senza vestiti in casa, si era forse ravveduta?
Forse aveva capito che stava esagerando?
Il cielo non era dei migliori, andare in spiaggia non era nei nostri desideri.
Letizia e Fabrizio andarono ugualmente.
Noi invece rimanemmo in casa a cazzeggiare, era il penultimo giorno di vacanza ed un po’ di riposo ci stava.
Maria era affettuosa quella mattina.
Baci, carezze, abbracci.
Desideri d’attenzione.
Ci ributtammo sul letto, accoccolati.
Le chiesi subito: - “Allora?" Quest’ultima opzione la eliminiamo?”
Mi rispose seccata: - “Ancora? È inutile che continui a chiedermelo. Quando vorrò, te lo dirò, tanto cosa ti cambia? Ora fammi le coccole".

Eh no!
Hai fatto la troia? Ed ora ti tratto così.
Iniziai a baciarla con passione sempre maggiore.
La spogliai. Mi alzai dal letto, tirai fuori dalla valigia un paio di manette.
La spalliera del letto si prestava benissimo.
Sorrise: - “E queste da dove saltano fuori?”
La ammanettai, non fece nessuna resistenza.
Frugai ancora all’interno della valigia.
Tirai fuori una benda.
Scoppiò a ridere: - “Ah proprio deciso!”
Ora non poteva muoversi, né vedere.
Lentamente, le mie mani scivolarono sul suo corpo.
Lo baciai delicatamente, senza fretta.
Il suo respiro iniziava a farsi più profondo.
Le dita si intrufolarono nella figa già bagnata, cominciai a masturbarla.
Le chiesi di dirmi cosa aveva fatto il giorno prima nel bagno.
Mi rispose che non me lo avrebbe detto.
Continuai fino a portarla ad un passo dall’orgasmo, poi mi fermai.
“Che cazzo fai? Perché ti sei fermato?" – Mi rimproverò.
"Tu parla ed io non mi fermo" – Le risposi.

Mi mandò a fanculo, ma non parlò.
Decisi di usare la lingua.
Mordicchiai le grandi labbra, per poi passare alle piccole.
Risalii fino al clitoride, che torturai con movimenti circolari.
Le rivolsi nuovamente quella domanda, nuovamente mi disse di no.
Lo disse ansimando, sapevo come leccarla per bene.
Sapevo anche che due dita nello stesso tempo l’avrebbero fatta esplodere.
Mi giocai questa carta.
Le urla non lasciavano dubbi, c’era quasi.
Ma anche stavolta mi fermai.
Mi insultò in ogni modo, dandomi dello stronzo.
Con fermezza mi disse che più facevo così, e più allungavo i tempi di quella risposta. E che me l'avrebbe fatta pagare.

Altra carta.
Le massaggiai il buchino posteriore.
Infilai un dito prima, poi puntai un plug-in.
Non se lo aspettava, era freddo.
Poggiai il cazzo sulla figa. Lentamente lo infilai, facendolo scorrere centimetro dopo centimetro.
Iniziai a scoparla furiosamente.
Ci volle poco per farla arrivare nuovamente sull’orlo dell’orgasmo.
Non solo mi fermai, ma uscii.
Maria non ce la faceva più: - “CAZZO PERO’! VUOI SAPERLO? GLI HO FATTO UN POMPINO INSIEME A LETIZIA, OK? SEI CONTENTO?!"
“E basta?” – Le chiesi
“E basta! Che altro doveva succedere? ORA SCOPAMI, STRONZO”
Era nuda, distesa, polsi legati alla spalliera del letto, bendata, gambe aperte, figa gocciolante, e quelle parole urlate mi resero eccitato e furioso.
Il letto fu messo a dura prova, le urla di Maria al primo orgasmo furono sentite senza dubbio anche dai vicini. Non era tendenzialmente silenziosa, ma mai aveva lanciato un urlo del genere.
Ma non ero totalmente soddisfatto, qualcosa mi diceva che mancava ancora un pezzo.
La liberai dalle manette, si tolse la benda.
Provò a cambiare ruolo, ed a mettersi sopra, ma non glielo permisi.
La buttai con forza a terra, girandola e ordinandole di mettersi a pecora.
Obbedì.
Mentre la sbattevo con forza, dopo due sonore sculacciate, le misi i polsi dietro la schiena che tenevo con una mano, con l’altra le tirai i capelli.
Era in estasi, due orgasmi in sequenza le fecero tremare le gambe ma non avevo intenzione di fermarmi.

Le chiesi: - “Ieri sul divano mi hai detto che sei la mia puttana, non è vero?”
Mi rispose di si.
“Però in bagno quindi hai fatto la puttana alle mie spalle”
Rispose affermativamente di nuovo: - “Una puttana rimane una puttana”
“E alla fine del pompino cosa hai fatto? Dove lo hai fatto venire?”

Maria non ragionava più, rispose senza alcun freno alle domande: - “E’ venuto sulle tette”.

“E poi?” – continuavo a sbatterla senza tregua.

“Letizia mi ha leccato le tette e raccolto tutto, e mi ha baciata” – disse prima di avere l’ennesimo orgasmo.
Quell’ultima frase fu il colpo di grazia anche per me, la girai e feci schizzi molto più potenti e abbondanti del solito che la imbrattarono dalla pancia al viso.
Ci accasciammo col fiatone.
Maria raccolse una parte del mio sperma dal suo corpo, e portò le dita in bocca: - “Comunque il tuo è più buono”.

Non dissi nulla.
Maria si preoccupò: - “Ma sei arrabbiato?”
Un po’ lo ero in effetti, ma anche mentalmente stimolato per questa nuova sensazione.
La guardai: - “No, ma voglio sapere tutto. Come è iniziata, come è andata, cosa vi siete detti, come siete arrivati in quella situazione. E voglio sapere pure del tipo della festa. Prometto di non arrabbiarmi”.

Mi guardò: - “Ok, da quale comincio?”

Non cambiava molto. Le risposi di procedere in ordine cronologico, e di non lesinare dettagli.
Maria iniziò a raccontare.

“Allora…intanto quando sono uscita dal bagno e ti ho visto in mutande eccitato, non so perché ma mi è venuta una gran voglia di cavalcarti. E volevo essere guardata dai ragazzi. Credevo che avrebbero iniziato anche loro, non sarebbe stato eccitante guardarsi?
Ma Fabrizio non era dell’umore giusto, forse si era alzato da poco.
Quando Letizia poi ha iniziato a masturbarsi accanto a noi, sentirla godere mi ha eccitata ancora di più.
Poi ha iniziato a toccarmi, e non ho capito più niente. Non so neanche io cosa mi è passata per la testa, ricordo a malapena di averti preso la mano e di averla portata su Letizia. Ho avuto uno degli orgasmi più forti della mia vita.

La interruppi – “Ok, questo lo so perché c’ero pure io. Vai avanti a quello che non so”.

Riprese: - “Sentivo che mi colava tutto, ho bussato solo perché non sapevo se fosse seduto sul cesso. In quel caso non sarei entrata, non ci tengo proprio a vederlo in quel momento. Ma era in doccia. Tanto io l’ho già visto nudo, lui mi ha già vista nuda, non avevo motivo di non entrare. E mi sono seduta per fare cadere quello che ancora non mi era colato lungo le cosce.
Poi Letizia è entrata, ed ho notato che ha chiuso la porta a chiave.
E’ venuta da me e all’orecchio mi ha detto che il gioco è bello se nessuno rimane escluso, e che anche Fabrizio si meritava qualcosa. Io non ho risposto, ma era una sorta di silenzio assenso. Non aveva tutti i torti, no?
Nel frattempo Fabrizio è uscito dalla doccia ed ha iniziato ad asciugarsi. Letizia gli ha chiesto di aprire il flusso in doccia, e poi gli ha raccontato quello che avevamo fatto sul divano. La sua faccia non era molto felice. A quel punto Letizia gli ha detto che eravamo pronte a farci perdonare. Prima si è tolta il costume, così da essere entrambe nude. Mi ha presa per mano, mi ha fatta alzare, gli siamo andate incontro. Non sapevo cosa avesse in mente di preciso Letizia, ma l’ho capito quando si è messa dietro di me, ha messo le mani sulle mie spalle e mi ha spinta verso giù. Appena mi sono messa in ginocchio, gli si è drizzato subito. Guardandolo negli occhi, l’ho afferrato e l’ho infilato in bocca. Poi si è unita anche Letizia, non avevo mai fatto un pompino insieme ad un’altra. Ci alternavamo, un po’ succhiavo io, un po’ lei. Quando stava per venire lo aveva in bocca lei, ma l’ha uscito ed ha indirizzato gli schizzi sulle mie tette. Non era tantissimo ma neppure poco, come ti ho detto poi lei ne ha raccolto un po’ con la lingua e mi ha baciata, ha raccolto il resto con le dita e me le ha portate in bocca. E poi mi sono infilata in doccia".

Ok, non ha tralasciato proprio nulla: - “Ed è meglio il mio o il suo? Ti è piaciuto?”

Rise: - “Ma perché voi uomini pensate di essere sempre in competizione con l’uccello? Comunque il tuo è più grosso, ed è più bello da vedere, toccare e leccare.”

Mancava un pezzo: - “E da scopare no?”

Mi fissò un paio di secondi prima di rispondere: - “Non lo so, il suo l’ho avuto solo in bocca. Dovrei scoparmelo per risponderti. E si, mi è piaciuto. Avevo il tuo sperma dentro, e il suo sulle tette e in bocca. Questo si che mi ha eccitata. Ma non volevi sapere pure di quel ragazzo?”

Annuii.

“Quando siete andati via, Si sono avvicinati due ragazzi ma erano bruttini e non li ho cagati. Poi è arrivato questo che non era niente male. Si è presentato, era spagnolo ma parlava abbastanza bene in italiano. Mi pare Jorge. Mi ha presa per mano, mi ha fatta roteare un paio di volte, e si è piazzato alle mie spalle. Si è eccitato subito, lo sentivo che me lo premeva sul culo. Abbiamo ballato attaccati, mi ha detto che ero uno schianto.
Con una mano si è infilato nello scollo del vestitino, e mi ha dato tre o quattro palpate. Gli ho tolto la mano, ma con l’altra è risalita verso l’interno coscia. Ti ho detto che l’ho bloccato subito, ma non è proprio così. Mi ha toccata in realtà, lo ha sentito che ero senza mutande. Mi ha masturbata per qualche secondo, poi l'ho fermato e gli ho rimesso la mano sulla coscia. Mi ha chiesto se volessi fare un giro con lui in macchina, e poi siete arrivati voi. Io stavo venendo da te, ma Letizia ha deciso dare un bacio a te e così io l’ho dato a Fabrizio. E penso non ci sia altro”.

Ok, ora è ufficiale. Ho una fidanzata zoccola che mi ama, ma sempre zoccola rimane. E la vicinanza di Letizia peggiora tutto.
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