tradimenti
La fidanzata del mio amico (parte 9)
18.10.2025 |
5.405 |
6
"Voglio succhiarti il cazzo sporco di sperma, che sa ancora della sua figa”
Rise..."
Ebbi appena il tempo di lavarmi sul bidet, pochi secondi dopo era già in ginocchio.Quella notte ci addormentammo alle 4, dopo altri due amplessi.
La montai in bagno in piedi appoggiata al lavandino, mentre le dicevo di guardare allo specchio quanto è bello il suo viso da zoccola mentre gode.
Mi cavalcò sul divano, poi di nuovo sul letto.
Utilizzammo il suo fallo in gomma, per simulare una doppia penetrazione.
Le sborrai sul viso, successivamente in bocca.
Io con tre orgasmi all’attivo, non avrei retto un quarto round.
Lei perse il conto. Il letto in particolare era ridotto una schifezza.
Capii che era estremamente narcisista.
Riuscivo a stimolarle la mente continuando a chiamarla puttana, zoccola.
Ma, soprattutto, amava sentirsi dire quanto fosse bella, quanto fosse brava, quanto fosse la migliore a baciare, succhiare, cavalcare.
Ci addormentammo abbracciati, sembravamo davvero fidanzati.
Talmente distrutti, che ci svegliammo nella stessa posizione solo quando squillò il mio cellulare.
Parecchio intontito, lo afferrai e vidi che era Maria.
Per un attimo, un brivido di paura mi pervase.
E se avesse scoperto tutto?
Dissi a Letizia di fare silenzio.
Risposi.
M – “Ma buongiorno! Ti sei svegliato ora?
Io – “Si, proprio ora”
M – "Ma se ieri sei andato a letto presto! Sei un dormiglione. Dai non dormire tutta la mattina. Sbrigati e andiamo a fare colazione al bar".
Io – "Ok però dammi il tempo di sbrigarmi. Passo a prenderti?"
M – "Non c’è bisogno, ho la macchina di mia madre. Viene pure Fabrizio, l’ho già sentito e passo a prenderlo fra mezz’ora."
Io – “Ah ok, E Letizia?"
M – “Non risponde a messaggi e telefonate, forse sta dormendo. Fabrizio sta provando a sentirla ma non risponde. Se si sveglia, bene. Altrimenti saremo noi 2 e Fabrizio farà il palo. Ci vediamo fra un’ora al bar di piazza Cavour."
Si, un palo che vorresti farti.
Io – “Va bene, intanto mi sbrigo. A dopo".
Posai il cellulare, Letizia mi guardò: - “Che succede?”
Io – “Ti troverai chiamate e messaggi di Fabrizio, vogliono andare a fare colazione. Già si sono messi d’accordo loro due, Maria passa a prenderlo. Chiamalo e digli che ora mi chiami e mi chiedi di passarti a prendere”
Così fece, dicendo però al suo ragazzo che aveva bisogno di un pochino di tempo in più.
Chiuse la chiamata. Mi guardò: - “Abbiamo un po’ di tempo. Io non esco mai da casa senza un orgasmo, decidi tu se aiutarmi o se devo fare da sola”.
Senza perdere tempo, si mise a pecora e mi posizionai dietro.
La montai in modo selvaggio, non avevamo molto tempo.
Dovevo trovare il modo di stuzzicarla e farla venire in fretta. – “Quanto ti eccita pensare che fra poco li vedremo dopo la notte che abbiamo passato?”
Aumentò i gemiti: - “Da morire!”
Continuai: - “Farai finta di niente, e invece ti sei fatta sbattere come una troia”.
Ecco il culmine del piacere mattutino.
Io dovetti concentrarmi parecchio per venire, dovevamo sbrigarci.
Uscimmo da casa direzione bar.
Maria mi abbracciò, mi diede un profondo bacio con la lingua.
Fabrizio e Letizia erano dentro per guardare il bancone e decidere cosa mangiare.
Io e Maria, sapendo già cosa ordinare, eravamo seduti al tavolo.
Le dissi di mandarmi le foto che aveva scattato durante la vacanza.
Sbloccò il cellulare, aprì la galleria per selezionarle.
La prima foto però non era scattata in vacanza.
Era lei, di fronte lo specchio, nuda nella sua camera.
Ed era la prima foto della galleria, quindi l’ultima scattata in ordine cronologico.
Scorse velocemente la foto, forse sperava non l’avessi vista.
Invece le chiesi.
M – “Te la volevo mandare ieri sera dopo che ci siamo sentiti, ma all’ultimo ho deciso di non mandartela. Sapevo che eri stanco e avevi bisogno di dormire. Ho dimenticato di cancellarla”.
Ammazza che supercazzola!
Lasciai cadere il discorso, come se me la fossi bevuta.
Al rientro, dopo la colazione, in macchina lo raccontai a Letizia.
Ci pensò qualche secondo: - “Sappiamo entrambi che era una cazzata. Però facciamo una cosa. Fabrizio stasera dormirà da me, e io ho la password del suo cellulare. Si fida di me perché non gliel’ho mai controllato, ma per una volta posso fare un’eccezione”.
Il pomeriggio successivo, mi arrivò un messaggio da Letizia per chiedermi cosa stessi facendo in quel momento.
Ero a casa, stavo sistemando un paio di cose in casa. Maria era fuori città per un impegno famigliare.
Mi scrisse che stava venendo da me.
Le aprii la porta, mi diede un bacio sulle labbra.
Soliti convenevoli, quattro chiacchiere, un baio di baci infuocati.
Stavo per “accendermi”, ma si fermò: - “Pronto a sapere cosa ho scoperto?”
Deglutii.
Sorrideva: - “Mentre era in doccia, ho preso il suo cellulare. Ho guardato whatsapp, ma nella loro chat non c’era nulla di particolare. Solo i messaggi per la colazione di ieri.”
Mi fermai un attimo a pensare: “Quindi non era come pensavo. A meno che non abbia cancellato la chat prima di ieri mattina”.
Letizia scosse la testa: - “No perché c’erano messaggi precedenti, stronzate più che altro. Gli auguri di compleanno, consigli per un regalo, ecc. Ma secondo te, io sono stupida o sono più sgamata di lui?”
La guardai, come a farle capire che non c’era bisogno di risponderle.
Proseguì: - “Telegram! Era lì la chat. Lo stupido non l’ha cancellata, ma come ti dicevo non gli ho mai controllato il cellulare quindi ci può stare che fosse tranquillo. E sai cosa ho fatto? Me la sono inviata. Mettiti comodo”.
Prese il cellulare, e me lo diede.
Lessi ogni frase, ogni parola.
Il primo messaggio era di Maria, intorno alle 23. Fu lei quindi ad iniziare, dopo la nostra videochiamata.
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M – Che fai?
F – Uscito dalla doccia, e ora mi butto a letto. Tu?
M – Doccia soddisfacente?
F – Abbastanza, ma è il post che è un po’ “morto”…
M – Ah si? E cosa ci vorrebbe per ravvivarlo?
F – Se potessi scegliere, quello che c’è stato nel bagno quando eravamo assieme.
M – Eh, a distanza è complicato replicare. E poi per fare la stessa cosa servirebbe anche Letizia.
F – Infatti ho detto “se potessi scegliere”. Ma non hai bisogno di Letizia…anche se fossi sola, il risultato sarebbe eccitante allo stesso modo. Peccato che non si può fare niente.
M – Proprio niente no, qualcosina potrei fare per ricreare parzialmente lo stesso clima.
F – Tipo?
M – [FOTO]
Era in canotta, piuttosto larga, un selfie ripreso lateralmente con il seno sx che stava quasi per uscire.
F – Mmmh, la via è giusta per ricreare quel clima.
M – Non ci sono ancora riuscita? E così invece? [FOTO]
Selfie del busto, senza la canotta, con il braccio che copriva a malapena i seni.
F – Già va molto meglio. Ma potresti anche fare di meglio.
M – Ah si? E io che ci guadagno?
F – Troverò il modo di sdebitarmi.
M – E devo fidarmi?
F – [FOTO]
Ma la foto era sfocata, evidentemente l’aveva cancellata dalla sua rubrica. Non si capiva molto, ma bastarono i messaggi successivi.
M – Mmmh, intravedo qualcosa ma c’è un paio di mutande di troppo.
F – Ora sai che sei sulla strada giusta.
M – Cosa vorresti?
F – Come eri nel bagno.
M – Così? [FOTO]
Era la foto che avevo visto sul cellulare di Maria, dove era in piedi, nuda, di fronte lo specchio.
Nella sua rubrica non c’erano le altre, aveva dimenticato evidentemente di cancellarla.
F – Che meraviglia che sei! Che tette che hai!
M – Solo quelle ti piacciono?
F – No, anche la faccia e lo sguardo da porca.
M – Quindi ho raggiunto il mio obiettivo?
F – Me lo hai fatto diventare durissimo.
M – Se non vedo non credo.
F – [FOTO]
Anche in questo caso sfocata, quindi cancellata, ma era intuibile cosa fosse.
M – Mmmh lo vedo in forma, mi ricorda qualcosa.
F – Cosa ti ricorda?
M – Ricordo che stava bene nella mia bocca.
F – Non posso darti torto. Secondo me starebbe bene anche da qualche altra parte.
M – Potresti avere ragione. Dovremmo provare per averne la certezza.
F – E se passassi a prenderti?
M – L’idea è allettante ma ora non posso, non saprei cosa direi ai miei se uscissi a mezzanotte. Però potresti videochiamarmi e farmi vedere l’effetto che hai ora.
[VIDEOCHIAMATA – 18 minuti, 27 secondi]
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Guardai Letizia.
Si riprese il cellulare: - “Quindi, mentre noi scopavamo da me, loro facevano videochiamata e sicuramente si sono masturbati. Non si sono ancora visti da soli, ma mi sa che è solo questione di tempo".
Eh già. Quel “Dovremmo provare per averne la certezza” e “ora non posso” lasciavano poco spazio a dubbi.
L - “Che ne pensi se continuo a spiare le loro chat?”
Squillò il mio cellulare. Era Maria.
Io – “Amore!"
M – “Ehi amò, che fai?”
Io: - “Ma niente, stavo sistemando casa. Tu a che punto sei?”
M: - “Abbiamo mangiato bene, anche se non tantissimo, e ora stiamo rientrando. Siamo per strada, un’oretta e torniamo”
Letizia si accese.
In pochi secondi si spogliò, mi abbassò i pantaloncini ed i boxer, e si impalò.
Le tappai la bocca, facendole segno di non emettere alcun suono.
M: - “Senti, ci vediamo stasera? Andiamo al cinema o beviamo qualcosa?"
Io: - “Si può fare! Vedi quali film proiettano, se c’è qualcosa di interessante ci andiamo.”.
Letizia faceva su e giù. Mi mordicchiava il lobo dell’orecchio, mi leccava il collo. Cercò anche di baciarmi sulla bocca, ma le tirai i capelli per portarle la testa indietro ed evitare che ci facesse scoprire.
M: - “Va bene, ora controllo. Ti scrivo fra poco. A dopo”.
Rimproverai Letizia: - “Sei impazzita? Bastava un minimo rumore e si sarebbe insospettita!”
Letizia tolse la modalità silenziosa, iniziò ad ansimare: - “Zitto che ti piaceva! Non è quello che dici, ma il tuo cazzo duro che è veritiero”
Mi cavalcò per bene, mentre le nostre lingue non riuscivano a staccarsi.
Arrivarono dei messaggi sul cellulare.
Lo afferrò, mi chiese la password per sbloccarlo.
Erano messaggi su whatsapp di Maria, che mi avvisava di non aver trovato film interessanti al cinema.
Letizia si alzò, si mise a pecora: - “Scopami, ti organizzo io la serata”.
Avevo paura, ma di fronte quel culetto non riuscivo a dire di no.
Le diedi uno schiaffo sul culo che ancora rimbomba nella casa.
Lanciò un urlo di dolore, ma non si scompose.
Mi piazzai dietro, per sbatterla.
Ansimava, gemeva, e scriveva.
Si fermò solo per l’orgasmo, poi ricominciò a scrivere.
Mi diede il cellulare: - “Leggi, ma non ti fermare”.
Lessi, mentre il mio bacino sbatteva lentamente contro il culo di Letizia.
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M – Non ci sono film interessanti. Che facciamo? Andiamo a bere qualcosa?
Io – Andiamo al cinema e poi a bere qualcosa. Scegli un film, quello dove pensi che non sia tanta gente. Voglio che scendi da casa mezza nuda. Niente reggiseno, neanche il perizoma. Metti un vestitino da disco. Ci mettiamo in ultima fila, defilati.
M – Sei impazzito? E che vuoi fare?
Io – Stasera ti voglio troia. Al cinema prima. Al pub dopo.
M – Sei sicuro di quello che stai dicendo? Hai visto cosa è successo in vacanza?
Io – Perché? Cosa è successo di particolare?
M – va bene. C’è un film che inizia alle 21.30. Ti aspetto alle 21.
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“Sei pericolosa” – Le dissi tornando a sbatterla con violenza.
Mi rispose inarcando ancora di più la schiena: - “Non ti lamentare, oggi ci scopi entrambe”.
Esplosi sulla schiena.
Si alzò per infilarsi in doccia, mi trascinò dentro.
Ci lavammo a vicenda.
L - “Sono curiosa di sapere cosa farete”.
Io – “Domani ti racconterò tutto”
L – “Domani? No no! Appena la lasci a casa, vieni da me. Voglio succhiarti il cazzo sporco di sperma, che sa ancora della sua figa”
Rise.
Rimasi incredulo.
Mi vestii.
Letizia uscì da casa insieme a me.
In ascensore, non perse l’occasione per infilarmi la lingua in bocca.
Ci salutammo, ed entrai in macchina per andare a prendere Maria.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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