tradimenti
La fidanzata del mio amico (parte 30)
02.04.2026 |
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"Maria con i pantaloncini, non potendo più mettere il perizoma strappato di netto, ed una canotta prestata dal collega, lui in mutande..."
Quella sera, scambiai altri messaggi con Maria. M - “Sei ancora sveglio, detective? Scommetto che stai ancora guardando quelle foto…”
Io - “Sono sveglio…si, le ho riguardate e sono sempre più convinto che c'è molto più di quello che mi hai detto! Ti diverti, vero?”
M - "Non fare l'ipocrita! Sei stato tu a chiedermi di essere così, o sbaglio? Mi hai spinta tu a tirare fuori questa parte di me, a essere provocante, a non avere filtri in pubblico…Volevi la donna che faceva voltare tutti?
Io - “Si…”
M - ”Eccola! Ora non ti va bene? Non puoi accendere un fuoco e poi lamentarti se scotta!”
Io - “Ma poi sei tornata in autobus senza reggiseno?”
M - “Si, fuori faceva ancora caldo! A proposito, l'ho dimenticato dal collega…”
Io - “Cosa?”
M - “Il reggiseno!”
Io - “No vabbè… E quindi?”
M - “E niente, gli ho detto di portarmelo domani ma non vuole!”
Io - “in che senso non vuole? Vi vedete di nuovo domani?”
M - “Si, però in biblioteca che almeno sarà più fresca di casa sua, sto scirocco sembra durerà anche domani…ho ripreso i vestitini estivi!”
Io - “Almeno in biblioteca non puoi stare mezza nuda…”
M - “Sei proprio ingenuo! Comunque sono a pezzi, vado a nanna… Notte amore!”
Ebbi il tempo di prepararmi il pranzo per l'indomani, con il pensiero della mia ragazza nuda a casa di un altro.
Avevo un rigonfiamento nel pantalone del pigiama.
Vibró nuovamente il cellulare.
Chiamata da parte di Letizia.
L - “Ancora sveglio?”
Io - “Fra poco provo a dormire…hai qualcosa da dirmi?”
L - “Si, so tutto… anche se ho promesso che non ti avrei detto nulla!”
Io - “Ma tu mi dirai, giusto?”
L - “Ad una condizione… devi fare finta di non sapere nulla, altrimenti io e lei litigheremo e non mi racconterà più nulla in futuro!”
Io - “OK!”
L - “Si, hanno scopato!”
Io - “Eh, era palese e lo ha fatto apposta a farmi vedere le foto e raccontare quelle cose…”
L - “Si, lo ha fatto apposta! Ha fatto tutto lei.vuoi sapere nel dettaglio come è andata? So ogni cosa…”
Certo che volevo.
Le parole di Letizia crearono le immagini davanti I miei occhi.
Maria aveva già deciso di provocarlo.
Con la scusa del caldo, si tolse il reggiseno, mentre il collega era girato impegnato a preparare il caffè, e lo poggió sul tavolo.
Giovanni tornò sul tavolo con le due tazzine, vide il pezzo di intimo e rimase a bocca aperta.
Maria rise, dicendo che aveva troppo caldo.
Poco dopo, sempre con la scusa del caldo, non sopportando più il pantalone, gli chiese un paio di pantaloncini.
Essendo lui decisamente più alto e robusto, sapeva che sarebbero stati enormi addosso a lei.
Studiarono effettivamente per un po’, anche se Maria stava piegata in avanti quando lui ripeteva, così da mostrargli il davanzale e distrarlo.
Quando ripeteva lei, girovagava e fece davvero scivolare il pantaloncino, fingendo di cadere per rimanere a terra a pecora con il perizoma in bella vita.
Quando lui non riuscì a trattenersi, la sollevó di peso e la lanció sul divano.
Ci fu un bacio passionale, lui le strappó il perizoma ed infiló due dita fra le cosce.
Senza troppi altri preliminari, lei gli disse di prendere un profilattico, e pochi minuti dopo il letto fu messo a dura prova.
Ben messo, ci seppe fare e mise a dura prova Maria, che apprezzó l'amplesso.
Nel pomeriggio, studiarono mezzi nudi.
Maria con i pantaloncini, non potendo più mettere il perizoma strappato di netto, ed una canotta prestata dal collega, lui in mutande.
Prima di andare via, secondo round.
Stavolta però senza alcuna protezione, Giovanni aveva il desiderio di terminare in bocca e la mia fidanzata non si defiló.
Maria lasció il rossetto sulla labbra e la mazza del suo amante.
Il mascara era sbavato per un paio di lacrime che versó tentando di ingoiarlo.
Non solo.
Scoprii che Giovanni Le aveva scattato foto al seno di nascosto mentre era piegata sul libro, mostrando tutto il davanzale, ed una foto mentre era a terra a pecora prima di lanciarla sul letto.
Ma, soprattutto, le fece un video prima di inondarle la bocca, e Maria guardó l'obiettivo senza fare una piega.
L'indomani Maria aveva in programma uno studio in biblioteca, con lo stesso collega, ed aveva intenzione di stuzzicarlo fino a portarlo in bagno.
Ero eccitato.
Sapevo avesse avuto più di un incontro con Fabrizio, ma faceva parte di un gioco nel quale eravamo tutti piuttosto consapevoli.
Stavolta invece mi aveva tradito con un altro.
Forse avrei dovuto ufficializzare una sorta di relazione aperta, ma questa tensione era elettrizzante ed eccitante.
L - “Ti fidi di me?”
Io - “In che senso?”
L - “Rispondimi! Ti fidi di me?”
Io - “Si, certo!”
L - “Ti porterò in un posto dove queste foto e questi video sembreranno giochi per bambini…Ti farò vedere cosa significa davvero essere posseduti e possedere, esibirsi, senza schermi, senza pudore, senza freni... Sei pronto a lasciare che io prenda il controllo della tua vita per una notte?"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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