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La fidanzata del mio amico (parte 16)


di Sicilydoc85
27.11.2025    |    4.210    |    4 9.9
"E cosa stai aspettando?” Fu un gran bello spettacolo, sbattevo il mio bacino con tutta la forza in corpo per vederle ballare il più possibile..."
Mi avvicinai al bagno, senza entrare.
Volevo origliare i loro commenti.

M – “Hai retto bene il pisello di Marco. Pensavo ti saresti fatta male, anche perché spesso è un po’ selvaggio”

L - “Mi piace un po’ di dolore, infatti sono venuta. E poi era più l’eccitazione che il dolore”

M – “Si, ti abbiamo sentita”

Risero.

M – “Comunque è stato pazzesco, ancora non ci credo”

L – “Tu comunque non avrai di questi problemi. Fabrizio non ce l’ha così grosso”

M – “Esagerata! Non è mica messo male. Secondo me ci divertiremo allo stesso modo”

L – “Come vogliamo organizzarci? Stessa cosa ma a parti invertite?”

M – “Direi di si, così non facciamo disparità”

L – “Anzi, potremmo cambiare una cosa”

M – “Tipo?”

L – “Adora le tue tette, ormai lo sappiamo. Anche perché io quasi non ne ho. Potresti metterlo lì in mezzo. Appena si chiederà cosa è, gli sfilerò la benda”

M – “Mh si, si può fare. E come pensi vorrà venire?”

L – “Ce lo dirà lui e vedremo. C’è qualcosa che non vuoi fare?”

M – “In che senso? Potrebbe chiedere cose strane?”

L – “Di solito mi viene dentro il culo, o sulla schiena, o in bocca. No cose strane non credo, non me le ha mai chieste”

M – “Ah ok, per un attimo ho temuto gli piacesse qualcosa di strano. Comunque sulle tette già è venuto, in bocca direttamente no ma come se lo avesse fatto”

L – “E nel culo?”

M – “Non lo so, se me lo chiedesse potrei pensarci”

L – “Dici vero?”

M – “Io lo preferisco davanti ma dietro non è che mi dispiace. Solo che Marco ce l’ha troppo grosso, ci ho provato un paio di volte ma faceva troppo male. Il mio ex ce l’aveva come Fabrizio e non avevo problemi. Di solito, 1 + 1 è uguale a 2”

L – “Io invece proverei con uno più grosso nel culo. Ho un fallo di gomma bello grosso e ci riesco”

M – “Allora dobbiamo dire a Marco che è stato un coglione a non avertelo messo pure lì”

Altra risata.
Che troie.

Sentii il flusso dell’acqua della doccia, la porta scorrevole si aprì.

M – “Vuoi fare una doccia?”

L – “Si ma prima voglio bere, vado in cucina e arrivo”

Letizia uscì dal bagno e mi vide.
Mi spinse spalle al muro, e mi baciò.
Le lingue si intrecciarono, lo prese in mano per farmi una sega.
Si inginocchiò, lo infilò in bocca più moscio che duro.
Adoravo i suoi occhi verdi, lo sapeva.
Mi fissò mentre pompava, ci mise pochi secondi a farmelo tornare duro.
Eravamo nel corridoio, a pochi metri la mia ragazza stava facendo una doccia.
Si tirò su, la afferrai dal culo e la sollevai, facendole mettere le gambe attorno alla mia vita.
La girai, così da appoggiarla al muro, e la penetrai.
Scopammo così per poco, forse un minuto, in silenzio, poi sentimmo il flusso dell’acqua chiudersi.

Letizia scese immediatamente, e mi disse sottovoce di andare in camera e sedermi sul letto.
Così feci.
Lei si mise all’ingresso della camera, appoggiata alla porta.

Non vedendola più arrivare per fare la doccia, Maria chiamò Letizia, che rispose - “Vieni qui un attimo”

Maria si avvicinò, con l’accappatoio aperto.

Letizia fece finta di essersi fermata lì - “Guarda come l’ho trovato? E’ rimasto seduto e ce l’ha ancora duro!”

Maria rise - “Ma non ti è bastato?”

Poi guardò Letizia - “A volte gli succede, finiamo e dopo pochi minuti è già pronto”

L – “A Fabry questo non succede mai, gli serve più tempo. Comunque che vogliamo fare? Ne approfittiamo o no?”

M – “Io ormai mi sono lavata e non voglio sudare di nuovo, ma se vuoi dargli un’altra ripassata…”

L – “Sei seria?”

M – “Ma si, tanto ormai…però mettetevi sul divano, io ora lavo i denti e vado a dormire”

Ero senza parole.
Sembravo un giocattolo, decidevano chi, come e dove poteva giocare con me.

Letizia mi sorrise - “Sono tentata ma anche un po’ stanca. Mi sa che lo lasciamo così. Mi infilo in doccia, va bene così”

Così dicendo, entrò in bagno.

Maria mi fissava - “Mettilo a cuccia, dovrebbe essere già abbastanza soddisfatto”

Una mise il pigiama, l’altra si lavò e rivestì per tornare a casa.

La serata si concluse.
Io non dormii molto.

Il giorno dopo, io e Maria rimanemmo in casa in relax.

M – “Allora, che mi dici di ieri?”

Io – “E’ stato pazzesco. Come ti sei convinta?”

M – “La scorsa settimana siamo uscite per comprarti il regalo, anche lei voleva prenderti qualcosina. Ma a te non manca niente, è diventato complicato regalarti qualcosa. Volevo farti qualcosa di veramente bello. E le è venuta questa idea”

Io – “E come te l’ha posta?”

M – “Mi ha detto che ormai fra noi quattro non ci sono più segreti. Chi più, chi meno, abbiamo già avuto a che fare con il partner dell’altro. Mi ha convinta che sarebbe stato bello, inaspettato, molto forte e che saresti stato contento. Letizia riesce a mettermi a mio agio, mi aiuta a trovare la mia dimensione, a capire ed accettare cosa mi piace. E poi avremmo preso due piccioni con una fava, stesso regalo ad entrambi senza stress, senza spendere soldi”

Io – “Si, due piccioni li prendete in effetti”

Scoppiammo a ridere.

M – “Tu invece cosa pensi ora sapendo che il mese prossimo organizzeremo anche con Fabry?”

Io – “Beh, non è che sia molto contento del fatto che la mia ragazza si scopi un altro”

M – “Però mi hai spinta a fare un pompino a quel ragazzo…cosa cambia alla fine? E’ sempre il pisello di un altro che mi entra dentro, bocca o figa che cambia? E’ sempre un buco”

Io – “In effetti hai ragione. E’ che sapere che stai scopando, e io a casa da solo…non sarà una bella sensazione”

M – “Vorresti compagnia?”

Io – “Non era quello che intendevo, comunque quel che è giusto, è giusto. Cerca solo di non dare il meglio di te”

M – “Mi dispiace deluderti ma io do sempre il meglio di me, a prescindere da quello che faccio e da chi mi faccio. Comunque Letizia è una porca irraggiungibile, non potrei mai scioccarlo. A proposito…che mi dici di lei?”

Io- “Cosa vuoi sapere?”

M – “Dai che mi hai capita. Che ti è piaciuta lo so, eravate in sintonia quasi come se non fosse la prima volta. Spero non ti sia piaciuta più di me”

Mica potevo essere sincero - “Lo hai detto anche tu che riesce a mettere a proprio agio. Devo ammettere che è stato così, è stata brava anche se era la prima volta. Ma il feeling che abbiamo noi non potrà certo raggiungerlo lei con una scopata, noi non abbiamo più segreti né limiti”

Si avvicinò a me, con aria sensuale - “Ah si? E cosa vorresti ora da me?"

Avevo stranamente una gran voglia delle sue tette.
Chissà come mai.

Io – “Voglio sbatterti a pecora e guardare dallo specchio le tette che ballano”

M – “Mmmh cos’altro?”

Io – “Voglio sborrarti sulle tette mentre mi fai una spagnola. E poi prendi tutto con le dita e lo porti in bocca”

M – “Tutto qui? Niente di più facile. E cosa stai aspettando?”

Fu un gran bello spettacolo, sbattevo il mio bacino con tutta la forza in corpo per vederle ballare il più possibile.
Conclusi esattamente come desideravo.

Maria tornò a casa sua.
Ma io non ero totalmente soddisfatto.
Avevo avuto le tette, ora volevo il culo.

Dopo essermi lavato, scesi e bussai a casa di Letizia.
Mi aprì e ne fu felice.
Non la salutai nemmeno.
Chiusa la porta, la spogliai con foga e la posizionai subito a 90.
Nessun preliminare, eppure era già un lago.
Come sempre dopotutto, sembra eccitata h24.
Penetrai senza difficoltà, ma con un colpo secco che le spezzò il fiato.

L – “Mi piace quando fai il porco così!”

Non me lo feci ripetere, sbattuta a ripetizione per bene, arrivò in breve all’orgasmo.
Ma io volevo altro.
Lo puntai sul buchino, mi disse di aspettare perché voleva prendere il lubrificante.

La fermai - “Stai ferma, puttana! Stavolta ti inculo senza aiuti!”

Ero duro come il cemento armato, eppure avevo da poco svuotato le palle.

L – “Vai porco!”

Cercò di aprirsi quanto più poteva.
Il mio cazzo era bagnato, grazie agli umori del suo precedente orgasmo, ma non era abbastanza.
Mi feci male, ma continuai.
Si fece male, ma non mi fermò nonostante i gemiti di dolore.

Affondata la mia mazza fino in fondo, le tirai i capelli - “Questo è per avermi lasciato ieri col cazzo duro ed essertene andata anche se avevi avuto il permesso”

Una scarica di colpi misero a dura prova quel bel culetto che ormai era sfondato grazie alla mia dotazione.
Dovetti tapparle la bocca per non farci sentire da tutto il palazzo, e funzionò parzialmente.
Riversai dentro il poco sperma che avevo accumulato.

Lo sfilai, mi ero anche sporcato di ciò che non è esattamente piacevole.
Ma è anche normale.
Ci infilammo in doccia, e ci accasciammo sul divano.

L – “Mi hai sfondata di nuovo. Fatico di nuovo a sedermi. Ormai ci hai preso gusto”

Io – “E’ quello che si merita una puttana come te”

L – “Sei un maiale. E se non ti dessi più il culo?”

Io – “Impossibile, ti piace troppo farti inculare. Se poi per assurdo non volessi più farlo, me lo prenderei ugualmente”

L – “Ah! La serata di ieri ti ha fatto bene, vedo. Cosa ti ha eccitato? Scoparmi davanti la tua ragazza? Il pompino insieme? O sapere che il tuo amico si sbatterà Maria?”

Io – “Forse un po’ il mix”

L – “Non vuoi raccontato come ho convinto Maria?”

Io – “Me lo ha già raccontato lei. Dimmi la verità. Lo hai fatto per togliervi il pensiero del regalo, o perché volessi farlo?”

L – “Dai che lo sai. Ho colto la palla al balzo, non mi importava del regalo in sè. Poteva essere qualsiasi giorno. Ma non potevo farlo capire, quindi ho dovuto dirle che lo stesso avremmo fatto per Fabrizio”

Io – “Si guarda, sei proprio dispiaciuta”

Rise.

Le chiesi se da Telegram c’erano nuovi sviluppi.
A quanto sembrava, no.
Continuavano a flirtare, ma Maria sembrava non voler “affondare il colpo”.
Tagliava il discorso poco prima di superare il limite.
Probabilmente stava solo aspettando il compleanno…
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