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La fidanzata del mio amico (parte 5)


di Sicilydoc85
12.10.2025    |    7.951    |    5 9.9
"Lo guardò, si chinò e lo infilò in bocca gustandosi il mix del mio sperma e degli umori di Maria..."
Al mattino mi svegliai parecchio stonato, mi sa che avevo esagerato con l’alcol la sera prima.
Ma senza l’alcol non so se la serata avrebbe preso quella eccitante piega.
Se Maria non si fosse mossa per alzarsi, probabilmente avrei dormito tutta la mattina.
Non avevo la forza di fare nulla, avevo bisogno di tempo per accumulare le energie prima di abbandonare il letto.
Con gli occhi leggermente aperti, vidi Maria nuda intenta a cercare qualcosa.
Trovò la camicia da notte e la indossò uscendo dalla camera, chiudendo la porta delicatamente.
Sicuramente credeva stessi ancora dormendo.

Ero sul punto di appisolarmi nuovamente, quando sentii le voci di Letizia e Maria provenire dalla cucina.
Mi ero già reso conto che il muro che divide la camera e la cucina non era granché.
Probabilmente cucina e camera erano un unico grande ambiente in origine, e fu stato costruito il muro in cartapesta per sfruttare lo spazio e creare una camera in più.
Riuscivo a sentire ogni frase in modo distinto, anche perché le ragazze parlavano senza curarsi del tono.

L – “Buongiorno”
M – “Buongiorno! Dormito bene?”
L – “Sono crollata. Ho bisogno di un litro di caffè per riprendermi”
M – “Fabrizio dorme ancora?”
L – “Si, stanotte era infoiato e ne ho approfittato, l’ho messo a dura prova ed ha risposto bene. La vista delle tue tette l’ha reso un animale”
M – “Eh addirittura! Con un culo come il tuo, sarà sempre un animale”
L – “Mh, si e no. Ma ci sta dopo anni di relazione, la monotonia è sempre dietro l’angolo e bisogna trovare il modo di riaccendere la passione. Ieri ha funzionato.
M – “Ammetto che in effetti è stato bello. Mai avrei immaginato che avrei guardato il mio uomo segato da un’altra.”
L – “E pensa che lo hai proposto tu!”
M – “E’ vero!”

Risero.

L- “Avevi ragione, è proprio grosso comunque…più di quello di Fabry. Non riuscivo a chiudere la mano”
M – “E’ bello da toccare, è vero. Però, se potessi scegliere, preferirei uno un po’ meno grosso. A volte mi fa male quando è selvaggio.”
L – “Io, se ne trovassi uno così, non me lo lascerei sfuggire. Più grosso è, meglio è”
M – “Lo so come la pensi. Infatti quando ieri eri seduta nuda sulle sue ginocchia e lo tenevi in mano, ho pensato per un attimo che volessi indietreggiare per impalarti”
L – “Chi ti ha detto che non l’ho fatto?”

Qualche secondo di silenzio.

M – “No perché, quando vi siete alzati e si è messo accanto a me, gli ho dato una leccata e non sapeva di figa. E poi, se lo avessi fatto, ce ne saremmo accorti. Non riesci ad essere silenziosa.”
Letizia rise: - “Hai ragione. E se lo avessi fatto?”
M – “Chi lo sa, dovremmo trovarci nella situazione e vedere che reazioni abbiamo. Finora nessuno si è lamentato, mi pare”
L – “Direi di no. I ragazzi erano duri come il marmo, io ero un lago, e tu avevi i capezzoli che potevamo usare come appendiabiti. Eri eccitata”.
Ma - "Si, parecchio".
La - "Vedo che ti stai lasciando andare come ti avevo detto, finalmente. Atteggiamento, vestiti... Ti piace, vero?

Maria non rispose.

M – “Dai sbrighiamoci e andiamo in spiaggia. I ragazzi ci raggiungeranno se e quando si sveglieranno”

Pochi secondi dopo, sentii la porta del bagno chiudersi.

Chissà di cosa parlava Letizia quando le disse che finalmente si stava lasciando andare come le aveva detto...

Decisi di alzarmi. Ascoltare le ragazze mi aveva eccitato nuovamente.
Indossai i boxer, che non riuscivano a contenere l’erezione, e mi diressi in cucina.
Letizia era seduta sul divano, quindi in bagno c’era Maria.
I suoi occhi si illuminarono non appena mi videro.
O forse si illuminarono notando il rigonfiamento prepotente nei boxer.

L – “Ma buongiorno! Vuoi mangiare qualcosa?”
Così dicendo, aprì le gambe mostrando la figa.

La guardai. Che voglia di saltarle addosso e farle male.
Mi voltai verso la sua camera ed il bagno, per accertarmi che le porte fossero ancora chiuse.

Risposi a bassa voce: – “Mangerei volentieri ma non si può ora”.

Il getto della doccia si aprì.
Letizia si alzò dal divano, si diresse verso di me.
Una mano poggiata sul mio petto, una sul cazzo.
Un bacio sul collo, una leccata.
Un sussurro all’orecchio – “Aspetta un attimo”

Si diresse verso il bagno, aprì leggermente la porta, vide Maria in doccia e la richiuse.
Aprì lentamente anche la porta della sua camera, diede una occhiata dentro e la richiuse.
Io ero appoggiato al tavolo, in piedi.
Tornò da me, inginocchiandosi – “Sta dormendo”
Lo tirò fuori, menandolo qualche secondo, per infilarlo quindi in bocca.
Non potevo crederci. Che limiti aveva questa ragazza?
Che bocca calda.
Che lingua morbida.
Un pompino durato poco purtroppo, forse 30 secondi.

L – “Riesci a venire subito?”
Io – Non così presto”
L – “Peccato”.

Altre 2 o 3 pompate.
Lo mollò di punto in bianco, sollevandosi.
Mi diede un bacio sulle labbra: – “Buongiorno! Ora rimettilo a cuccia, abbiamo già rischiato abbastanza”.
Tornò, quindi, in camera.

Metterlo a cuccia.
Facile a dirsi…erano passati alcuni minuti, ero ancora duro come il marmo.
Provai a bere un caffè, mangiare qualcosa.
Feci un piccolo giro per cucina e camera.
Non funzionava.
Maria uscì nuda dal bagno.
Mi vide.

M – “Dove sono i ragazzi?”
Io – “In camera penso”

Mi spinse sul divano, si mise a cavalcioni e si impalò sul mio cazzo duro che pochi minuti prima era nella bocca della sua amica.
Già bagnata, scivolò senza ostacoli.
La pelle profumata, ancora umida.

M – “Dimmi che sono la tua puttana”
Io – “Sei la mia puttana”
M – “Dimmelo più forte”
Io – Se la mia puttana”
M – “Oddio si! Come è duro! Hai il cazzo più bello del mondo! Ed è mio!

Bugiarda. L’avevo sentita ammettere alla sua amica che lo vorrebbe un po’ meno grosso.

Ansimava e godeva come fossimo soli in casa.
Ma soli non eravamo.
I nostri amici uscirono dalla camera.
Letizia sorrise.
Fabrizio non tanto, forse ancora sveglio non del tutto.

F – Ma come fate ad essere così attivi?
Letizia lo guardò: - “Sei tu l’unico non attivo”.

Fabrizio sbuffò, e si infilò in bagno.
Maria continuava a cavalcarmi, esplose in un orgasmo.
Letizia continuava a guardarci.
Guardò la porta del bagno chiusa.
Decise di avvicinarsi. Si sedette sul divano alla nostra destra, un po’ distante.
La sua mano entrò dentro il costume, iniziò a masturbarsi mentre ci osservava scopare.
Iniziò ad ansimare anche lei.
Si avvicinò ancora di più, a pochi centimetri da noi.
Allungò le mani su Maria, che continuava a muoversi.
Una sua mano sul culo della mia ragazza, una sulla coscia.
Le mie mani erano entrambe sulle tette.
Maria non ragionava più, quattro mani sul suo corpo erano da estasi.
Le mani di Letizia scorrevano sul corpo nudo di Maria, lungo la schiena, il culo, la coscia.
I suoi gemiti erano inarrestabili.
Mi prese una mano, e la allungò su Letizia che rimane di stucco.
Non me lo feci ripetere.
Spinsi Letizia con la schiena sulla spalliera del divano, feci scivolare la mano lungo petto e pancia, per insinuarmi dentro il costume.
Iniziai a masturbarla mentre la mia ragazza continuava a cavalcarmi imperterrita, non ne aveva abbastanza.
Maria scoppiò in un secondo orgasmo, Letizia la seguì a ruota, anche io non riuscii a trattenermi a venni dentro Maria.
Rimanemmo alcuni secondi fermi per riprendere fiato.

Maria si sollevò e scappò verso il bagno, correndo buffamente e cercando di stringere le cosce.
Bussò alla porta chiedendo a Fabrizio se potesse entrare, lui rispose che era in doccia.
Maria allora entrò, per sedersi sul wc e poter fare uscire il mio sperma.

Nel frattempo Letizia era ancora accanto a me.
Il mio cazzo ancora mezzo duro, si stava lentamente ammosciando.
Lo guardò, si chinò e lo infilò in bocca gustandosi il mix del mio sperma e degli umori di Maria.
Poi mi baciò con la lingua, ed anche lei si diresse il bagno.
Ma stranamente entrò e, dopo avermi lanciato uno sguardo malizioso, chiuse la porta.
Fabrizio, Letizia e Maria erano dentro.
Ed io fuori.
Improvvisamente tutto questo mi sembrò non piacermi più.
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