tradimenti
La fidanzata del mio amico (parte 28)
30.03.2026 |
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"Iniziai a muovere la mano con ritmo regolare, Letizia guardava Maria dritto negli occhi..."
Maria era incazzata.Letizia altezzosa.
M - “Io darei un voto alle prove, non mi sta bene!”
L - “Va bene! Iniziamo! Prima prova, io ho fatto un pompino a Marco. Tu cosa hai fatto?"
M - “Fabrizio mi ha masturbata in pubblico, non è da meno!”
L - “Ok, diciamo allora un 8 per noi e 7 per voi… Proseguiamo! La seconda prova nemmeno l'avete terminata, è durata pochi secondi! Bella, per carità, ma troppo breve… Marco invece mi ha montata nel camerino, mentre la cassiera mi chiedeva se fosse tutto ok… Noi 10 punti, e andiamo a 18, voi 6 per l'impegno e andate a 13!”
M - “Sei poco generosa! Poi però noi l'abbiamo fatto a ridosso delle scale, non ci siamo fermati nemmeno quando ci è passata accanto una famiglia, quindi ci meritiamo un 10! E andiamo a 23! Voi invece ci avete copiati, originalità 0. Come il vostro voto! Quindi vinciamo noi!”
L - “Forse originalità 0, ma l'ho cavalcato a lungo dove tu non sei riuscita… Diciamo un 6 politico? Andiamo a 24, vinciamo noi!”
M - “Stronza!”
L - “Conosco un bel ristorante dove si sta benissimo, ora li chiamo e vedo se possiamo andare!”
F - “Ma hai comprato pure qualcosa? Cosa c'è in quel sacchetto?”
L - “Ah si, eravamo entrati in quel camerino con la scusa di provare una cosina… dopo che mi ha sbattuta, l'ho provato davvero e mi stava divinamente, quindi me lo ha regalato… Amore, poi lo indosso e mi scopi con questo regalino del tuo amico, magari ti eccita sapere da dove viene…”
Che puttana!
Chiamò il ristorante - “Perfetto, ci hanno riservato il tavolo nella sala che conosco e che sarà perfetta per noi stasera!”
Io - “Perché perfetta?”
L - “Lo scoprirete! Andiamo, dai… C'è una mezz'oretta di strada!”
Arrivammo alle auto nel parcheggio.
Letizia propose inizialmente di proseguire con le stesse coppie, ma ci ripensó ipotizzando che Maria non sarebbe rimasta inerme in macchina con Fabrizio.
Voleva accertarsi che rimanessero a bocca asciutta per tutta la serata.
Salimmo in auto.
M - “Che intenzioni ha la tua amica stasera?”
Io - “E io che ne so? Dovresti chiederlo a lei, no?”
M - “Potresti convincerla ad interrompere la penitenza…”
Io - “Perché dovrei?”
M - “Perché ormai è chiaro che ti piace vedermi con altri! Con Fabrizio, ma anche con altri…potrebbe piacere anche a te questa serata se fossimo tutti liberi!”
Io - “Mi dispiace, ma chi perde deve pagare pegno!”
M - “Ma non hai negato quello che ti ho detto!”
Eravamo fermi al semaforo.
Mi sporsi verso di lei, la afferrai dai capelli - “Si, ti voglio puttana! Sempre di più! Ma non starò fermo a guardare!”
Così dicendo, le infilai la lingua in bocca e due dita nella figa che si allagó in pochi secondi.
La masturbai così, iniziò a gemere.
Stava per venire subito, era davvero eccitata, ma un clacson ci fermò.
Semaforo verde, dovevo ripartire.
Maria si ricompose - “Vaffanculo, oggi non me ne va bene una!”
Arrivammo al ristorante.
Entrammo, ci accolsero con un flute di prosecco.
Ci accompagnarono in una sala in fondo, riservata ed appartata, con un separé che ci isolava dal resto del ristorante.
Luci a bassa intensità, musica soft in sottofondo.
Quattro sedie spaziose e comode, con un grande tavolo rotondo al centro, già apparecchiato, una tovaglia bianca lunga, fino a terra, due candele al centro.
Ci sedemmo.
L - “Brindiamo a questo bel gioco!”
Fece il brindisi solo con me, la coppia perdente non volle unirsi.
Ci confrontammo in merito al menù, chiaramente decidemmo di chiedere tutto ciò che era più costoso.
In fondo, Fabrizio se la passava bene, e non avrebbe mai fatto pagare Maria.
Eravamo in attesa del cameriere per l'ordine.
Letizia intanto avvicinò la sua sedia a me.
Poggió la mano sulla mia coscia, passando sul pacco.
Si rivolse ai nostri avversari - “Voi dovete tenere le mani sul tavolo, non voglio vedere braccia allungate…”
Così dicendo, slacció con una sola mano la cinta, infiló la mano e lo tiró fuori.
Mi guardó - “Tesoro, mettiti più avanti che puoi…”
Lasciò la mia asta dura, prese una forchetta, ci giocó qualche secondo, e poi la fece cadere sotto il tavolo - “Ops! Scusatemi, la recupero!”
Si infiló sotto il tavolo.
Intuii.
Scivolai leggermente lungo la sedia, in modo da essere coperto dalla tovaglia fino alla pancia.
Sentii la sua bocca lavorare lentamente.
Che sensazione meravigliosa.
Arrivó il cameriere, non vide Letizia.
Si rivolse a me - “Vuole attendere che torni la sua ragazza per ordinare?”
Guardai Maria, era nera.
Fabrizio distolse lo sguardo.
Dissi al cameriere che potevamo procedere, sapevamo già cosa ordinare.
Fu una strana sensazione colloquiare mentre la mia mazza era oggetto delle attenzioni di Letizia.
Concluse le nostre richieste, mentre il ragazzo stava riassumendo le nostre scelte, Maria diede un calcio alla sua amica da sotto il tavolo.
Si sentì una piccola lamentela di dolore.
Il cameriere si fermò e mi guardó.
Impiegó qualche secondo, poi fece un piccolo sorriso - “Inoltro la comanda alla cucina, chiamatemi pure per qualsiasi richiesta!”
Ritirò i menu, ed andó via.
Letizia tornò al suo posto - “Stronza, mi hai fatto male!”
M - “Scusa, non l'ho fatto apposta… avevo le gambe accavallate, le ho spostate ed inavvertitamente ti ho dato un calcio… scusami tanto!”
La guerra era in atto.
Letizia incassó il colpo, consapevole che era stata una reazione ad una situazione di dominazione che aveva creato e che stava cavalcando.
E ne godeva.
F - “Comunque hai fatto un pessima figura!”
L - “E sti cazzi? Non credo che quel ragazzo si sia scandalizzato…”
M - “No, ma ti ha presa per zoccola, e tanto bello non è!”
L - “Vuoi farmi la morale proprio tu?”
Io - “C'è qualcosa che mi sono perso?”
L - “No, niente…scherzavo, non farci caso!”
Arrivarono le portate.
Piatti abbondanti, con ottima presentazione, servizio eccellente.
Il cameriere mi fece l'occhiolino prima di andar via.
Letizia non perdeva occasione per stuzzicare tutti i presenti.
Mi sporcai a ridosso delle labbra, stavo per prendere un tovagliolo ma girò il mio volto verso il suo, e leccó l'angolo sporco, ed una seconda leccata per pulirmi.
Il vino scorreva veloce, alimentando l'audacia di Letizia e il mutismo rabbioso di Maria.
Fabrizio fissava il piatto come se volesse perforarlo.
Letizia si diede una rapida occhiata intorno, poi, con una naturalezza disarmante, si alzò leggermente sulla sedia.
Fece scivolare le mani sotto il suo vestitino di seta, armeggiò un istante e ne riemerse con un sottile pezzo di pizzo nero tra le dita.
Senza dire una parola, usò le sue mutandine per legarsi i capelli in una coda alta, prima di voltarsi verso di me.
L - "Fa un caldo terribile qui dentro, non trovi Marco? Almeno così ho il collo libero per i tuoi baci!"
Maria posò le posate con un rumore metallico che rimbombò nel separé.
M - "Sei patetica, Letizia. Non hai un minimo di decoro!"
Letizia rise.
Mi prese la mano e se la portó tra le cosce nude sotto il tavolo.
L - "Il decoro non mi ha mai fatto godere come stasera! Senti, Marco...senti come sono ridotta per colpa tua!"
Affondai le dita, sentendola bagnata e calda. Fabrizio strinse il tovagliolo fino a farsi sbiancare le nocche.
Non resistetti.
Iniziai a muovere la mano con ritmo regolare, Letizia guardava Maria dritto negli occhi.
Con un gemito soffocato, mi fermó - "Marco... basta così! Ho bisogno di te, ora! Il bagno dei disabili è in fondo al corridoio, l'ho visto entrando! È grande, abbastanza per quello che ho in mente…"
Ci alzammo insieme.
Guardó la coppia perdente.
L - "Ordinate pure il dolce. Noi torniamo tra poco... E ricordate, le mani sul tavolo!”
Entrammo in bagno.
Fu un rapporto rapido, violento, forse cinque minuti.
Letizia mi disse di farle male, di apostrofarla per quello che era.
Volevo venire, ma non potevamo proseguire a lungo.
Quando rientrammo, l'aria era elettrica. Letizia aveva il trucco leggermente sbavato e un sorriso di trionfo assoluto.
Ma Maria era cambiata.
Non era più imbronciata.
i suoi occhi brillavano di una luce febbrile, pericolosa.
M - "Spero vi siate divertiti…Perché ora tocca a me!"
Senza preavviso, Maria afferrò Fabrizio per la nuca e lo baciò con una ferocia mai vista, poi, con un gesto repentino, sparì sotto la tovaglia.
Letizia si irrigidì - "Che stai facendo? Sei in penitenza!"
Dalla tovaglia arrivò solo la voce ovattata e provocatoria di Maria:
M: "Fanculo tu e la penitenza! Se tu puoi usare il mio uomo, io posso distruggere il tuo!"
Vidi Fabrizio inarcare la schiena, il piacere che gli spezzava il respiro.
Letizia strinse il pugno sul tavolo, i lineamenti contratti.
La guerra proseguiva.
Tornó su dopo un paio di minuti, nel silenzio tombale.
Letizia era rimasta immobile, le dita conficcate nella tovaglia, gli occhi che emettevano fiamme.
Fabrizio cercava intanto di ricomporsi.
Il cameriere portò il conto.
Fabrizio lo pagò senza fiatare.
Uscimmo dal ristorante
Letizia e Fabrizio salirono sulla loro auto.
Io e Maria restammo soli nel parcheggio.
Salimmo poi in macchina.
Si rannicchiò contro la portiera, fissando il vuoto fuori dal finestrino mentre imboccavo la strada verso casa dei suoi genitori.
Io - "Tutto ok? Sei incazzata con me o con Letizia?”
Maria si voltò lentamente.
M - "Ma si, tutto ok! Non ce l'ho con nessuno! Lei pensa di aver vinto perché ti ha portato in bagno e ti ha fatto fare il suo gioco…Ma quello che non capisce è che lei è solo un mezzo! Tutto quello che ho fatto stasera... l'ho fatto per te. Per farti vedere che posso essere molto peggio di lei se decido di lasciarmi andare!"
Avevo un dolore ai testicoli sempre più pressante.
Avevo bisogno di svuotarmi, ero in l'erezione dal pomeriggio.
Allungai una mano sulla sua coscia, ma la scostò con un gesto secco.
Si sporse verso di me, sussurrando.
M - "No! Stasera non mi tocchi più! Devi restare con la voglia! Sappi che la mia vendetta non sarà un video al centro commerciale o una sveltina in un bagno pubblico…vuoi vedermi sempre più puttana? Sarà quello che avrai"
Mi diede un bacio sulle labbra.
Scese dall'auto senza voltarsi, camminando con una falcata sicura verso il portone.
La guardai sparire dentro, sentendo il peso di quella minaccia.
Maria non stava più subendo.
Ed io avevo ancora un dolore clamoroso…
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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