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La fidanzata del mio amico (parte 11)


di Sicilydoc85
28.10.2025    |    8.228    |    4 9.9
"Se non ti va, magari solo sapere che vorrebbe scoparti ti farà bene psicologicamente e ti fermi lì..."
Fu di parola.
Non voleva mi lavassi, ed infatti gustò quel mix mio e di Maria.
Sicuramente non profumavo, ma l’aspetto mentale per lei era di gran lunga superiore.
Avevo un po’ di dolore.
Non so da quanti giorni avevo almeno un rapporto al giorno, a volte anche due o tre.
La mia asta non era dura come al solito.
Letizia lo capì, e fece leva ancora una volta sull’aspetto psicologico.

L - “Dimmi una cosa. Chi te lo succhia meglio? Io o Maria?”

Dovetti pensarci un attimo.
Entrambe erano delle maestre.
Decisi non solo di reggerle il gioco, ma anche di stuzzicarla: - “Succhiate bene entrambe. Tu sei più zoccola, ti sei messa in ginocchio in vacanza mentre lei era in doccia e Fabrizio dormiva. Però la stai istruendo bene, stai attenta perché rischi il primato”.

L - “La sto istruendo perché voglio una degna avversaria. Potevo averti e ti ho avuto. Ma dopo un po’ mi annoio, ho bisogno di essere stimolata. Renderò Maria una zoccola di prim’ordine. La spingerò oltre i suoi limiti, fino anche a scoparsi un altro, tanto è già sulla buona strada. E quando la riterrò pronta a sfidarmi, vedremo chi riterrai migliore.”

Mi diventò durissimo.
Si posizionò sopra di me, infilandosi la mia mazza.
Ma stavolta cavalcò lentamente, non so se per pietà nei confronti dei miei dolori o perché voleva semplicemente una scopata passionale ma non selvaggia.
Mi parlò ansimando.

L - “Sai che quando vi abbiamo conosciuto, sia io che Maria avevamo puntato te?”

Io - “Ma dai?! Quindi ti ha battuta almeno una volta”.

L - “Stronzate! Nessuna donna è in grado di battermi. Le ho concesso di farmi da parte solo perché al liceo c’era un ragazzo che le piaceva ma me lo sono fatta io. Solo per questo, altrimenti saresti mio”.

Io - “Sarei però pieno di corna se stessi con te”.

L - “Probabile. Ma faresti anche esperienze mai pensate prima”.

Io - “Ad esempio?”.

L - “Non importa”.
Così dicendo, il suo respirò fu interrotto da un orgasmo.
Mi disse di venirle dentro.
Mi concentrai molto, per far terminare quel meraviglioso supplizio.

Letizia mi chiese di rimanere a dormire da lei, ma rifiutai.
Avevo bisogno di un po’ di solitudine, e l’indomani sarebbe iniziata una nuova settimana lavorativa.


Settimana lavorativa che scivolò via, impegnato fra ufficio, palestra, spesa e pulizie varie in casa.
Sentivo ogni sera Maria, che invece aveva ripreso a studiare per gli ultimi esami all’università.
Non sentii Letizia per cinque giorni, né tantomeno Fabrizio.
Quasi mi stupii, la trasgressione sembrava essere quella di tornare alla normalità.
Era strano.
Venerdì sera scrissi sul gruppo Whatsapp, per chiedere se avessero voglia di uscire.
Maria rispose che era troppo stanca, a causa della sveglia molto presto e dell’intera giornata passata sui libri.
Fabrizio e Letizia erano già organizzati per una cena fuori.

Rimasi solo tutta la sera, guardai un film.
Al momento di andare a letto, intorno a mezzanotte, Letizia mi inviò un messaggio per chiedermi se fossi ancora sveglio.
Risposi affermativamente, quindi venne da me.
Salì, un bacio come se fosse la mia ragazza, si sedette sul divano.

Io – “Non è che Fabrizio ti è venuto in bocca, e ora mi baci? La cosa non mi farebbe tanto piacere”.

L – “Ah, se è al contrario va bene? Comunque tranquillo, non abbiamo fatto niente anche perché ho il ciclo. E poi abbiamo litigato”

Dicendo questo, mi diede il suo cellulare mostrandomi una conversazione fra lei e Maria.
Risaliva a due giorni prima.

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L – Come va lo studio?

M – Non ne posso più. Avrei bisogno di staccare il cervello, ma devo resistere.

L – Prenditi un paio d’ore, ti fai una scopata e ricominci a studiare. Vedrai che poi andrai come un treno.

M – Marco è al lavoro.

L – E chi ha parlato di Marco? Non c’era un collega che una volta mi hai detto vorresti farti?

M – Giovanni? Si, ogni tanto ci sentiamo e prova a dirmi di studiare assieme. Ma poi mi sentirei in colpa.

L – Dai, non ci credo che non hai mai avuto davverouna scappatella. Secondo me non me l’hai mai raccontato, ma siamo fatti di carne e non ci credo che mai hai tradito.

M – Marco no. O almeno, non dal vivo. Se escludiamo la nostra vacanza. Virtualmente invece……

L – E cosa cambia? Virtualmente è sempre un tradimento, con l’aspetto negativo che ti rimane la voglia. A questo punto, ti togli lo sfizio e ne benefici mentalmente e fisicamente. Tanto chi lo scopre?

M – Dici? Ma con chiunque? Non è meglio con qualcuno che non conosci?

L – Se non lo conosci, non devi lasciargli il tuo numero di telefono o contatti social. Se lo conosci, l’importante è che sappia che sei impegnata, e che starà zitto. Ascoltami. Ti piace farti guardare. Ti piace mostrarti. Ti piace fare eccitare. Gli angeli stanno in paradiso, non sulla terra. Io penso che tradire ogni tanto ci sta, io mi sento viva. La vita è una, e io voglio godermela al massimo. E se questo significa scoparmi qualcun altro, o infilarmi in qualche situazione eccitante, allora io ci sto. Basta poi tornare a casa e riprendere la vita di ogni giorno. Fidati di me, ti ho mai consigliata male?

M – Direi di no. Ti fai ancora l’istruttore in palestra?

L – No no, poi a lungo andare diventa un’abitudine e non deve succedere quello.

M – Potrei mandare un messaggio a Giovanni e vedere se vuole studiare.

L – Fai così. Sentilo. Vai da lui, ma non ti vestire troppo provocante altrimenti gli fai capire quali sono le tue intenzioni. Metti il reggiseno, non fare come al tuo solito. Studiate. Poi lui proverà a toccarti e capire se può osare. Lì vedi tu come ti senti. Se ti va, te lo fai. Se non ti va, magari solo sapere che vorrebbe scoparti ti farà bene psicologicamente e ti fermi lì.

M – Ok.
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Letizia mi guardò: - “Per tua informazione, ieri è andata a studiare dal suo collega”.

Strabuzzai gli occhi: - “Ah! Non ne sapevo niente. Mi ha detto di essere rimasta chiusa in casa tutta la settimana”

Letizia rise: - “Tu cosa vorresti che abbia fatto?”

Quanto era stronza, si divertiva a prendermi in giro.
Le risposi che non mi sembrava in grado di farlo davvero.

L – “Ne sei sicuro?”

No, non lo ero.

L – “Facciamo un gioco. Ti do quattro opzioni”.
Rise.
Io no, la mandai a quel paese.

L – “Dai, scherzo! Comunque non ci ha fatto niente. E’ andata lì, ha seguito il mio consiglio, si è vestita normalmente. Hanno studiato. Lui poi ha provato ad avvicinarsi ma lei non ci è stata. L’unica cosa forse degna di nota è stata alla fine, si sono abbracciati per salutarsi e gli ha dato un bacio sul collo”.

Ero un po’ sollevato.
Letizia cambiò espressione, mi chiese se In questi giorni mi fossi svuotato in qualche modo.
La risposta fu negativa.
Si mi se in ginocchio, sfilandomi i pantaloncini: - “Bene, quindi sei pieno. Voglio che mi sborri sulla faccia e me la ricopri”.
Eseguì un lavoro di bocca a dir poco magistrale.
Quando sentì il mio respiro affannato, e sentì la mia asta ingrossarsi, lo uscì dalla bocca.
Continuando a menarlo. Lo mise a pochi centimetri da viso.
La mia eruzione fu copiosa, ed il viso di Letizia imbiancato a dovere.

Intenta a ripulirsi in bagno, mi chiese cosa volessi fare quel sabato sera.
Aveva delle opzioni.
Una serata tranquilla in casa noi quattro.
Una festa in villa con piscina, organizzata da un ragazzo conosciuto in palestra.

La festa mi allettava, non avevo fatto granché quella settimana.
E la serata in casa avremmo potuto organizzarla in altro momento, quando volevamo.

Le dissi di mandare un messaggio a Maria, che rispose subito nonostante l’ora tarda.
Ma non era stanca?

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L – Che ne pensi di una festa in piscina domani sera? Organizza un ragazzo che ho conosciuto in palestra, dovrebbero esserci un centinaio di persone. Si paga 20 euro, ed abbiamo open bar.

M – Ma si, ci sta. Dopo una settimana di studio, me la merito una serata movimentata.

L – Saremo noi a movimentarla.

M – In che senso?

L – Domattina vengo da te e decidiamo come vestirci. Anzi, come NON VESTIRCI. Facciamo impazzire i ragazzi, e pure tutti quelli che saranno alla festa. Che ne dici?

M – Ok. Non vedo l’ora
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