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Lui & Lei

Il cerchio - capitolo 5


di DannyeSandy
06.09.2025    |    1.361    |    7 9.8
"Non riusciva a staccarsi da me, continuava a toccarmi come se dovesse riscoprirmi pezzo per pezzo..."
Laura rientrò in punta di piedi, quasi trattenendo il respiro. Si era specchiata mille volte nello spogliatoio del club, accarezzandosi la pelle liscia e nuova come se avesse ritrovato un corpo diverso. Ora, mentre entrava in casa, la paura di essere “scoperta” si mescolava a un’eccitazione sottile. Suo marito era davanti alla TV, mezza partita già finita. Lui alzò lo sguardo distrattamente, pronto a chiederle com’era andata la “serata alla spa”, ma la sua attenzione si fermò di colpo: Laura si stava sfilando con naturalezza il soprabito, rivelando un vestitino leggero che lasciava scoperte le gambe e il décolleté. “Accidenti…” mormorò lui, senza riuscire a staccarle gli occhi di dosso.
Laura gli si avvicinò, si chinò sul divano e lo baciò piano sulle labbra. Poi sussurrò, arrossendo appena: “Sai cosa ho fatto stasera? Una sorpresa per te.”. Si mise in piedi, lasciò cadere il vestito e rimase solo con il perizoma. Lentamente abbassò anche quello, scoprendo la sua nudità liscia, perfettamente depilata. “Ti piace?” sussurrò lei, e nei suoi occhi brillava una luce complice.
Anche Anna, a casa sua e nello stesso momento, viveva una scena speculare. Quando entrò in casa, suo marito stava già dormendo. Lei entrò nella stanza da letto con una sicurezza che raramente mostrava, si spogliò completamente e lo svegliò con un bacio sul collo, un gesto insolito per la sua natura più trattenuta. Lui si girò, ancora assonnato, e si trovò davanti una moglie diversa: occhi brillanti, sorriso malizioso.
Senza dire una parola, Anna gli prese la mano, guidandola verso il suo pube liscio, fresco della depilazione. “È per te” gli sussurrò all’orecchio.
Le due stanze si accesero insieme, come se un filo invisibile legasse le due amiche anche a distanza. Laura venne spinta sul letto da un bacio famelico, sentendo il corpo del marito rispondere con un’urgenza dimenticata, le sue mani che si muovevano incredule sulla sua pelle, la sua bocca che divorava famelica il suo nuovo sesso liscio e libero. Anna, nello stesso momento, si lasciava guidare sotto le lenzuola, gemendo più liberamente di quanto avesse mai fatto, sorpresa della propria stessa intensità e della fame che lei e suo marito avevano ancora l’uno dell’altra. I due si ritrovarono a esplorarsi come se fossero amanti clandestini.
Laura si abbandonò alle carezze, sentendo la pelle liscia accarezzata, baciata, adorata come un dono prezioso. Anna, quasi in parallelo, veniva presa con forza, il respiro caldo del marito sul collo, i corpi intrecciati in una danza che non vivevano da anni.
Era come se in due case diverse si celebrasse lo stesso rito: un ritorno alla passione, una riscoperta del piacere coniugale. La notte delle due coppie si accese di carezze, di risate soffocate, di abbracci lunghi e ardenti che sembravano riportarli a un tempo lontano, quando ogni gesto era scoperta e sorpresa. E in quell’istante, senza saperlo, Laura e Anna stavano vivendo lo stesso pensiero: non si erano mai sentite così vive, così desiderate, così donne.
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La sveglia suonò troppo presto, ma Laura si alzò con un’energia che non provava da tempo. Di solito la mattina era sempre un po’ stanca, quasi svogliata; quella volta invece scivolò dal letto con un sorriso stampato sulle labbra. Mentre si infilava la vestaglia, sentì gli occhi del marito su di lei: non distratti come spesso accadeva, ma rapiti, pieni di curiosità.
“Non so cosa tu abbia fatto ieri…” mormorò lui, stiracchiandosi. “Ma sei… splendida.”.
Laura si voltò, ancora nuda sotto la stoffa leggera. Con un gesto malizioso, aprì un po’ la vestaglia, lasciandogli intravedere la pelle liscia sotto il ventre. “Te l’ho già detto: l’ho fatto per te.”.
Lui rise piano, ma nei suoi occhi brillava un desiderio fresco, giovanile, quasi incredulo. “Allora… grazie.”.
Intanto, in un’altra casa, Anna preparava la colazione. Si muoveva leggera, i capelli sciolti, la camicia da notte che le cadeva morbida sulle cosce. Il marito la osservava da sopra lo schermo del telefono, ma gli occhi non riuscivano a staccarsi da lei.
“Cosa ti è successo?” chiese all’improvviso. “Sei diversa… sembri più giovane, più… sicura.”.
Anna si voltò, posando la tazza sul tavolo. Lo guardò negli occhi e sorrise: “Forse mi sono solo ricordata di essere una donna.”.
Lui lasciò il telefono, la raggiunse e la prese tra le braccia, baciandola con una dolcezza insolita per un mattino qualsiasi. Lei si lasciò stringere, godendo del calore del suo corpo e pensando, in silenzio, che quella nuova sicurezza non era nata per caso, ma che non aveva nessuna intenzione di perderla.
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Il bar era lo stesso di sempre: tavolini di legno chiaro, profumo di cornetti appena sfornati, brusio mattutino della gente di passaggio. Eppure, per Laura e Anna, nulla era più come prima.
Laura arrivò per prima, con quel passo energico che ormai la contraddistingueva. Si sistemò al tavolo d’angolo, quello che usavano da sempre per le loro colazioni, e subito tirò fuori il telefono. Lo schermo le restituì l’ultimo messaggio di suo marito, ricevuto poco prima: “Non so cosa mi stai facendo, ma ti amo come non succedeva da anni.”. Un sorriso malizioso le sfuggì proprio mentre Anna entrava, elegante come sempre, ma con un’aria più luminosa, quasi più leggera. “Allora?” chiese Laura, alzando un sopracciglio complice.
Anna ordinò un cappuccino e si sedette, fingendo calma. Ma il rossore che le saliva alle guance la tradiva.
“Allora… è stato incredibile” ammise sottovoce, chinandosi un po’ in avanti. “Non mi prendeva così da… non so neanche da quanto. Mi guardava come se fossi… nuova.”. Laura rise piano, accarezzando distrattamente la tazza calda tra le mani. “Ma eri nuova, Anna. Tutte e due lo siamo. Io non lo vedevo così selvaggio da una vita. Non riusciva a staccarsi da me, continuava a toccarmi come se dovesse riscoprirmi pezzo per pezzo.”
Anna abbassò gli occhi, ma il sorriso che le si allargava sulle labbra era eloquente. “Sai qual è la cosa più strana? Che non mi sento in colpa. Anzi… mi sento libera, più vera. Come se quello che succede al club non togliesse nulla a casa, ma invece lo aggiungesse. Lo hai notato anche tu?”.
Laura annuì convinta, gli occhi che scintillavano di malizia. “Eccome se l’ho notato. È come se fossimo tornate ragazze, ma con la consapevolezza di adesso. E i nostri mariti… non hanno la minima idea del perché. Ma di certo non protestano.”.
Le due risero, soffocando il suono dietro i cornetti che la cameriera posava sul tavolo. Per un attimo si scambiarono uno sguardo lungo, intenso, che diceva più di mille parole: un patto silenzioso, la conferma che quella doppia vita non era un rischio, ma un dono. “Allora, venerdì prossimo?” sussurrò Anna, quasi timorosa eppure eccitata all’idea.
“Venerdì prossimo” confermò Laura, sollevando la tazzina in un brindisi segreto. “E vediamo cosa ci riserva il cerchio questa volta…”.
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