Lui & Lei

Speranza


di Membro VIP di Annunci69.it Curioso917
14.02.2024    |    5.079    |    2 9.8
", pensavo di piacerti un pochino, quando una donna ti dà il suo numero si aspetta che la chiami”..."
La vita a volte riserva amare sorprese e un destino imprevedibile,mi chiamo Hadi sono un giovane di diciassette anni,da noi nel Niger sei già un uomo fatto , molti miei coetanei sono sposati da tempo e hanno nidiate di figli,i miei sono benestanti per queste terre e grazie a loro ho la possibilità di studiare.
Passo quasi tutto l'anno a Niamey,solo nella capitale c'è l'università,raccimolo anche qualche soldino lavorando la sera in un ristorante gestito da un italiano.
Torno al villaggio solo durante le vacanze estive,il mio è un piccolo villaggio abitato da una comunità cristiana,una domenica mattina l'intera comunità è radunata in chiesa per la messa,io sono uno dei pochi non praticanti e ne approfitto per recarmi nella boscaglia a raccogliere legna, è solo per questo che sono ancora vivo .
All'improvviso vedo spuntare dalla strada sterrata decine di camionette con uomini armati,subito capisco che si tratta di una banda di guerriglieri
boko haram,rimango bloccato dal terrore,poi mi metto a urlare agli uomini più vicini di mettersi in salvo.
È tutto inutile,i bastardi tagliagole in nome di un dio di pace, sparano e sgozzano chiunque si pari sulla loro strada,non contenti entrano in chiesa,io mi nascondo tra i cespugli, è inutile tentare di intervenire, sarei morto all'istante,dalla chiesa provengono urla e spari,poi i banditi portano fuori le giovani ragazze legate tra di loro, alcune forse le meno appetibili per quei mostri vengono infibulate con dei coltelli sporchi e violentate sanguinanti per il piacere di quei porci le poche che cercano di difendersi vengono trucidate a dare l'esempio alle altre povere ragazze.
Non contenti prima di andarsene danno fuoco alla chiesa piena di cadaveri,la mia famiglia brucia in quel rogo,ci salviamo solo in cinque.
Ora sono solo in un paese che non sa proteggere i suoi cittadini,raccolgo da casa poche cose e mi metto in viaggio senza una destinazione .
Come tanti di noi ,inseguo la via della speranza pur sapendo che in Europa non siamo ben accetti,il viaggio è pieno di peripezie, riesco a evitare di finire in mani sbagliate e soprattutto di non finire nei campi di concentramento libici.
Mi imbarco su un piccolo natante con poche persone pagando una cifra astronomica,la barca è in ordine e il mare calmo, sbarchiamo sulla costa calabra,non so cosa aspettarmi ho pochi risparmi in dollari e sono un clandestino, unica speranza è trovare un lavoro che mi permetta di regolarizzare la mia presenza, sperando un domani di concludere la laurea in ingegneria.
Fantasma in una grande città riesco a stento a sopravvivere,una mattina un colpo di fortuna,passo davanti a un grande cantiere sento il capomastro lamentarsi di certi scansafatiche,mi faccio avanti e mi prendono al nero con la promessa che se mi impegno verrò assunto.
Quando un simpatico geometra si accorge che so leggere i disegni mi sponsorizza,in breve ottengo il permesso di soggiorno,il mio sogno è mettere da parte quanto basta per iscrivermi all'università.
In un anno raccimolo una discreta cifra a costo di saltare qualche pranzo,ho portato con me i documenti scolastici,il rettore ha avuto fiducia in me , ora posso continuare gli studi.
Faccio amicizia con qualche studente della facoltà , i prof apprezzano la mia applicazione.
Certo sono pur sempre un diverso e non tutti mi accettano, però piano piano riesco a ricostruirmi una vita.
Una sera in una simpatica taverna festeggio il diciannovesimo compleanno con i miei nuovi amici,si ride e scherza e si parla un po' di tutto, inevitabilmente i discorsi finiscono sul sesso, argomento a me sconosciuto,non ho mai avuto una donna e sono sempre stato timido, non mi è mai piaciuta l'idea di andare a prostitute,unica pratica la masturbazione.
Alice la più sveglia del gruppo inizia a prendermi in giro e provocare:” è vero quel che si dice degli uomini di colore? Mi sa che sono panzane,figurarsi uccelli da venti e più centimetri, l'unico così grosso l’ho dovuto comprarlo a sexy shop, secondo me' ce l'hai piccino piccino “, un po' sotto i fumi dell'alcol le dico che è tutto vero è che il mio sarà circa di 25 cm :” e va beh,fai pure lo sbruffone, vediamo se hai il coraggio di tirar fuori il piccolino”.ho vergogna ma gli amici mi provocano,si mettono tutti in cerchio a incitare e le ragazze con le mani fanno segno che è lungo 10cm, punto nell'orgoglio calo pantaloni e boxer,le ragazze strabuzzano gli occhi,cala il silenzio in sala:”contente?”adesso sono loro in imbarazzo, ritiro l'artiglieria e mi rimetto a bere.
Da quel giorno quando passo nei corridoi dell'università le donne mi guardano ridacchiando, quasi mi sento un fenomeno da baraccone e la cosa non mi piace per niente, certo alcune di loro sono molto belle ma io vorrei farmi conoscere come uomo,non per i miei attributi.
La cosa brutta è che nessuna cerca di attaccare bottone,solo sguardi e risatine ,un giorno vengo chiamato nell'ufficio di una professoressa di un altro corso,e una signora cinquantenne ancora piacente che si veste in modo sexy e disinvolto:”buongiorno Hadi ,lo sai che stai creando trambusto tra le studentesse?tutte parlano…insomma del tuo uccello “,”purtroppo l'ho so, stupidamente a una festa mi sono fatto provocare e così da allora non c'è più pace “.
“Senti a un bel ragazzo come te la cosa non dovrebbe dare fastidio, attento però a non molestare le studentesse, potrebbe finire male “, umilmente confesso che non ho mai avuto una donna:”non dirmi che sei un verginello,da quanto sento sei molto dotato, dà un po' si parla solo di te, ovviamente si esagera, parlano di un pene di 25 cm, l'ho sai che io posso aiutarti,ci sono appartamenti per studenti, certo è difficile aggiudicarseli ma una buona parola… “,sono confuso l'appartamento sarebbe un sogno ma non capisco dove voglia arrivare.
“Senti belloccio giochiamo a carte scoperte,mi trovi bella?”,”signora lei è bellissima una donna di classe “,”mi fa piacere sentirtelo dire, ma sono una donna molto esigente specialmente nel sesso, capisci ,in poche parole ti chiedo di venire a letto con me, è ovvio che nessuno deve saperlo, una parola e sei fuori dall'ateneo, dimmi ti va?” Ho sempre desiderato fare sesso ma la signora mi intimorisce,in cuor mio l'ho desidero e ovviamente accetto:”bene ragazzo , questo è l'indirizzo, vieni questa sera alle dieci,ora vai che ho da fare “.
Ho la testa in confusione, sto per fare sesso con una bella donna e per giunta mi offre la possibilità di vivere in appartamento, non mi sembra vero,il pomeriggio sono in cantiere ma non vedo l'ora di andare in stanza a lavarmi e prepararmi all'appuntamento.
La prof abita in una bella villetta in un quartiere residenziale, dieci minuti prima sono davanti al cancello con in mano un mazzo di rose, dalla grande vetrata illuminata vedo altre donne, ho paura di aver sbagliato indirizzo,rileggo il biglietto,la casa è questa,mi faccio coraggio e suono.
Ciao Hadi vieni la porta è aperta, l'ingresso da direttamente sul salone,la professoressa è con altre tre donne di circa la stessa età,tutte mi sorridono:”saresti tu il fenomeno di cui si parla? bene sei anche carino, vediamo se è vero quel che si dice,mettiti in libertà”,vinco la vergogna e mi tolgo gli abiti restando in mutande ,sono in piedi di fronte a loro,una biondina si alza e mette la mano nelle mie mutande,con la manina cerca di stringere la verga che al suo tocco si irrigidisce:”ragazze questo c'ha sotto un mostro “,gira alle mie spalle e mi cala le mutande,si sente un oooh di stupore ,la prof si passa la lingua sulle labbra: “che bestia ed è ancora a riposo, è più grosso del mio avambraccio,se sei anche resistente questa sera ci divertiamo tutte,ma voi bagascione aspettate il vostro turno ho la precedenza “.
È la prima esperienza di sesso e mi trovo quattro donne assatanate, sono totalmente imbranato,mi abbandono nelle loro mani.
Le quattro si spogliano rapidamente, qualche seno un po' cadente e smagliature di cellulite sulle cosce,ma tutto sommato sono belle tardone,alla vista dei loro corpi nudi la verga diventa marmo, quella notte sono stato svezzato.
Lidia la prof,mi prende per il pene e mi trascina sul letto,le amiche fregandosene del divieto iniziano a palparmi tutto il corpo dal petto ai bicipiti,allungo il collo per baciare Lidia ma lei rifiuta,da me vuole ben altro,mi immagino diversa la prima volta, magari un' po' d'amore,ma il fratello è di altra opinione.
Le signore sono delle furie,chi lecca lo scroto,chi con due mani mi stringe il cazzone,non sarà romantico ma la libido mi assale, Lidia quasi si sloga la mascella ma riesce a fare entrare in bocca tutta la cappella, succhia e insaliva ,una sensazione fantastica mai provata, cerco di spingere col bacino ma la poveretta quasi si strozza, per punirmi mi stringe i coglioni.
Mi rendo conto di essere solo un oggetto nelle loro mani, Lidia si riempie la figa di lubrificante mentre un'amica cerca di calzarmi un preservativo,mi copre solo la metà dell'asta ma tanto basta.
È il momento che attendevo da tanto tempo,la prof mi sale in groppa,una delle altre cosparge di gel la mazza , Lidia inizia la lenta discesa, quando la cappella entra completamente ha smorfie di dolore ma le amiche la incitano,pian piano la verga entra sempre più in profondità,il dolore si trasforma presto in mugolii di piacere.
La sua tana umida e calda mi procura scosse di piacere dritto al cervello,ma questa sera il mio compito è di trattenermi,quando la verga è a metà, Lidia si lascia cadere urlando, è madida di sudore e cola bava sul mio petto ,per un po' resta ferma con gli occhi sbarrati,poi inizia a muoversi prima lentamente poi sempre più forte ,il piacere mi monta al cervello ma reggo lo sforzo e mi trattengo.
Lidia mi cavalca assatanata, dalla bocca escono ansimi e parole sconnesse, cerco di partecipare dando colpi col bacino,lei gode come una vacca ho l'uccello intriso dalle sue secrezioni, prosegue a scoparmi fino a quando le monta in orgasmo devastante che la fa crollare sul mio corpo,io le riempio il collo e il viso di baci non corrisposti, è il turno delle altre,tutte e quattro si fanno montare dandosi il cambio,mi insegnano come mettermi e cosa fare, ora le loro tope sono sbragate e larghe come caverne , finalmente assumo un ruolo attivo,le scopo a pecora,di sponda e alla missionaria,le quattro amiche hanno orgasmi a ripetizione,mi incitano chiamandomi con gli epiteti più offensivi fino a chiamarmi sporco negro.
Dopo ore di orgia o come si dice ora gangbang,non c'è la faccio più a resistere,il pitone si gonfia e pulsa,le prego di farmi venire almeno una volta, Lidia è categorica solo se sono in grado di riprendermi velocemente,se no mi scordo l'appartamento.
La più infoiata chiede alle altre di mettersi di fronte a me e di farsi sborrare in viso, obbedisco mi alzo sfilo il preservativo e inondo di schizzi i loro volti,le maiale si leccano lo sperma a vicenda,io ho le gambe malferme ma so che non è finita.
Le loro bocche mi fanno risorgere la verga in pochi minuti, poi continua la giostra,le soddisfo tutte un altra volta, questa volta a pelle, nessuna si è ricordata del goldone,così è ancora più bello, finalmente sono io che provo piacere nel farle guaire e urlare,la kermesse si protrae fino all'alba poi alla spicciolata se ne vanno, Lidia si ritira in un altra camera,pare che questa è la sala dei giochi,ora mi spiego tutti i giocattoli erotici.
La prof prima di ritirarsi mi dice di riposarmi pure ma per mezzogiorno devo smammare,e che in settimana avrò le chiavi del monolocale,la stanchezza si fa sentire , mi abbandono sul letto e in breve prendo sonno.
Mi sveglia la voce di una donna, apro gli occhi e vedo una ragazza pressoché della mia età,mi accorgo di essere completamente nudo,mi copro come posso e biascicò delle scuse:”non preoccuparti purtroppo sono abituata,quella stronza puttana di mia madre, porta spesso caproni tutto cazzo e niente cervello per giocare con le altre puttane viziate delle sue ricche e insoddisfatte amiche , questi sono i tuoi abiti vestiti e vattene,devo arieggiare questo porcile”.
La ragazza mi fa pena,mi rivesto, guardo l'ora,ho ancora due ore buone prima del lavoro,:”scusami , non è da me ma mi sono trovato coinvolto se rifiutavo potevo trovarmi fuori dall'università,solo ti prego puoi indicarmi un bagno, vorrei farmi una doccia “.
“Finalmente un ragazzo educato, l'ultimo che ha portato a casa ha cercato di saltarmi addosso,vedi questo è uno spray al peperoncino, non sono una puttanella, credo di aver preso tutto dal mio povero padre , il bagno è fuori la prima a destra,fai pure con comodo “.
Vedo che si avvicina al letto e toglie le federe dei cuscini ,mi precipitò a aiutare, lei inizialmente non vuole ma poi la convinco delle mie buone intenzioni,rassettiamo camera e poi vado sotto la doccia,dopo un po' la ragazza bussa e mi porta asciugamani puliti,la ringrazio e finisco di lavarmi .
La saluto scusandomi ancora sto per uscire dalla casa quando lei mi richiama :” senti,ti andrebbe un caffè?”, “grazie lo accetto volentieri,mi chiamo Hadi originario del Niger “ mi dice di chiamarsi Olivia, c'è un certo imbarazzo tra noi, non è senz'altro il modo migliore per conoscersi , sorseggiamo insieme il caffè e poi corro al lavoro.
Passa quasi un mese, Lidia ha mantenuto la promessa e ora vivo in un bel monolocale con vista sul parco,da quella sera non l'ho più vista,un giorno mi recapitato una busta 'venerdì ore 21 ti aspetto ‘ penso di non andare ma temo sue ritorsioni.
Puntuale sono davanti alla villetta, suono e Sonia mi fa accomodare in salotto, questa volta è sola,mi chiede se mi trovo bene nell'appartamento,un chiaro richiamo al fatto che devo tutto a lei,poi con atteggiamento gentile mi chiede se l'incontro mi è piaciuto, confesso di essermi sentito un po' a disagio ma che è stata un esperienza sconvolgente:”bene, avrai sicuramente bisogno di soldi,ti propongo di fare il gigolò per la Bologna bene, unisci l'utile al dilettevole e in poco tempo ti fai un bel gruzzolo”, rifiuto categoricamente,le dico che ho già un lavoro che mi permette di vivere,e che vorrei trovare una persona di cui innamorarmi, Sonia mi ricorda che tra tre mesi ci saranno le nuove assegnazioni e potrei perdere l'uso del monolocale:”senta signora,la ringrazio cercherò di cavarmela in qualche modo,la ringrazio ancora per l'aiuto ma ora è il caso che me ne vada”.
Mi rimetto il giaccone e mi dirigo all'uscio,la prof mi insulta ma ormai ho deciso di non cedere a certi ricatti,la saluto gentilmente e lascio la casa.
Certo è stato bello fare sesso,ma quelle donne mi hanno fatto sentire un giocattolo senz'anima, spero solo in tre mesi di trovare un altra sistemazione,mal che vada torno nella camera nel tugurio dove vivevo.
Un giorno mentre rientro dal cantiere mi sento chiamare,mi volto e vedo Olivia che si sbraccia da lontano, attraverso la strada e la raggiungo nel parco,mi guarda con un sorriso sarcastico:”ciao Hadi, mamma sì è stancata presto di tè”, punto nell'orgoglio gli racconto l'ultimo incontro con Lidia:”bene questo non me l'aspettavo, ora s'è messa a fare anche la maitresse ,di bene in meglio,se ti và raccontami un po' di te”.
Le racconto di me per sommi capi,lei sembra interessata,si commuove per le mie peripezie,improvvisamente arrivano due sue amiche o presunte tali,le classiche ochette figlie di papà,una mi spoglia con gli occhi, l'altra mi guarda con disprezzo e dice:”Olivia non ho niente contro questa gente,ma se ti vedono con un tipo di colore sai i pettegolezzi, l'ho dico per tè meglio evitare certe amicizie “.
Olivia la guarda infastidita:”non abbiamo ancora parlato del suo conto in banca, ti presento Hadi il mio ragazzo”,e mentre lo dice mi infila la lingua tra i denti , credo di svenire, per me è il primo vero bacio,per un attimo sono come bloccato,poi apro le labbra e rispondo al bacio.
Le due alzano i tacchi ma non ci stacchiamo per almeno dieci secondi:”le oche avranno di che parlare, scusa se ho approfittato di te ma certi atteggiamenti mi mandano il sangue al cervello”,io sono in completa confusione,la guardo come una dea ,ci vuole tempo per riprendermi e resto impalato a guardarla:”ok sveglia,questo è il mio numero se ti va fatti sentire,ma se cerchi una per scopare è meglio che stracci il biglietto,ti ho già detto che so difendermi, ciao ci vediamo”.
Cazzo, cazzo, non sono riuscito a dirle niente, Olivia mi ha affascinato dalla prima volta che l'ho vista, non speravo certo di poterla baciare e mi sono comportato come un imbranato imbecille.
Nei giorni a seguire ho rigirato tra le mani quel bigliettino non so quante volte,ma non trovavo il coraggio di telefonare e poi cosa potrei dirle? Una splendida ragazza bianca, con uno come me, è ovvio che non posso avere speranze.
Un giorno esco di casa e me la trovo davanti, jeans e t-shirt che mette in evidenza un seno non grande ma con capezzoli che bucano la maglietta:”ciao Hadi, certo che tu in quanto a iniziativa.., pensavo di piacerti un pochino, quando una donna ti dà il suo numero si aspetta che la chiami”.
Come sempre davanti a lei mi sento in confusione e mi esce uno stupido “non volevo disturbare”mi rendo conto che sto facendo la figura dell’idiota,lei mi sorride:”ho capito sei un ragazzone timido,ma se ti ho dato il numero è perché ho un minimo di piacere a vederti, l'altro giorno l'ho combinata grossa,per tutti ho il ganzo di colore,certe belle persone da allora mi scansano e la cosa mi fa felice “.
Mentre parla passeggiamo, ogni tanto mi tiene per mano , il contatto accelera i battiti del cuore, vorrei stringerla e baciarla ma non ne ho il coraggio, Olivia sembra leggermi nella mente:”cosa aspetti,ti decidi a baciarmi?”in un attimo siamo attaccati come sanguisughe, sento il suo profumo che mi arriva dritto al cervello,il fratellone reagisce ,la stringo a me facendole sentire il mio desiderio, lei quasi sobbalza e si stacca da me.
“Scusami non volevo ma sei troppo bella, è meglio che me ne vada”,”no resta,tu mi piaci ma non voglio farti del male,mia madre ha sentito i pettegolezzi e è andata su tutte le furie, ce ne siamo dette per il porci, finalmente gli ho detto cosa penso di lei e me ne sono andata di casa.
Erano anni che dovevo decidermi, ora ne ho trovato il coraggio, posso dirti solo grazie,sai che a causa mia ti caccia di casa, vorrei farti una proposta “.
In questo momento il mondo non esiste, c'è solo lei,la seguirei all'inferno,mi invita a sederci su una panchina:”ti và di venire a stare da me, mio padre mi ha intestato un grande attico in centro,ci sono tre camere da letto e tre bagni,puoi andare e venire quando vuoi, però da te vorrei una cosa “, “l'idea di starti vicino anche senza poterti sfiorare per me è un sogno, chiedimi tutto,ma sei certa di quello che fai,la gente ti giudica, quando lo sapranno ti fai terra bruciata e per uno che quasi non conosci”.
“È quello che voglio,tu pensa solo a laurearti,uno dei miei pochi veri amici ha uno studio di ingegneria, gli ho parlato di te, è disposto a assumerti più che volentieri, anche Cinzia sua moglie è entusiasta della cosa, hanno un fracco di commesse in Africa e un domani una persona di fiducia che segua i lavori sul posto farebbe comodo, che ne dici?”
“Casa e un lavoro che ho sempre desiderato, è tutto troppo fantastico e io cosa potrei fare per te?”,”ufficialmente il mio fidanzato, voglio smuovere quella banda di meschini figli di papà senza un briciolo di amor proprio,te la senti?in casa coinquilino, è ovvio che devi collaborare alle spese, fuori, per tutti il mio grande amore,se accetti potrai avere solo dei baci e solo in società,in casa solo amici, mi piace la tua compagnia, sei sincero e un bravo ragazzo “.
Mi tremano le gambe per l'emozione, accetto con gioia anche se vorrei stringerla a me e fare l'amore vero per la prima volta, Olivia ha già organizzato tutto,un furgone aspetta sotto casa, facciamo insieme i pochi bagagli e riassettiamo casa per lasciarla in ordine per il prossimo inquilino, Olivia è incredibile potrebbe avere tutto nella vita,una persona di rara intelligenza e modestia,cosa ho fatto per meritare la sua amicizia.
L'appartamento è enorme e bellissimo, una terrazza si affaccia sul centro,il mio angelo mi aiuta a sistemare le mie cose e poi chiede se mi va una pizza,mi offro di cucinare all'italiana,lei in questo è negata a casa aveva la cuoca, naturalmente non sa restare con le mani in mano, è curiosa di tutto,col suo aiuto imbastiamo una cenetta coi fiocchi, ceniamo e chiacchieriamo piacevolmente,poi ognuno nelle proprie camere.
Passo la notte a sognarla,lei che si offre nuda a me poi è solo piacere,mi sveglio inzaccherato di sperma, per fortuna ognuno ha a disposizione un bagno,se no sai la vergogna.
Inizia una nuova fase della vita,l'ingegnere e sua moglie sono eccezionali mi prendono sotto la loro ala e mi insegnano cose mai lette sui testi, Olivia è sempre gentile con me, non vedo l'ora di uscire per tenerle la mano, lei è allegra e gradisce la compagnia,una dea con un povero emigrato, rispetto i suoi desideri anche se fremo dalla voglia di possederla.
Mi racconta della sua vita, potrebbe tranquillamente vivere da nababbo senza fare nulla,il padre le ha lasciato un fondo fiduciario a vita ,lei nonostante la giovane età è una design di moda apprezzata un po' dovunque e insieme a una socia ha un atelier nel centro di Bologna.
Con lei partecipo a feste e ricevimenti,mi sento estraneo a questo mondo, che non mi piace e io non piaccio a loro,una ragazza della società bene con un negro,nei loro occhi si legge disprezzo, preferirei stare nella peggiore delle taverne ma lei è vicino a me e tanto mi basta.
In una serata di gala incontriamo Lidia ,guarda quasi con schifo sua figlia:”sei una povera debosciata come tuo padre e più puttana di tua madre,io mi limito a scoparmeli, non li porto in giro come un trofeo per distinguersi dagli altri del tuo mondo e in quanto a te scordati la laurea, all'ateneo la mia parola conta”,se non fosse sua madre la prenderei a schiaffi, Olivia la guarda con compatimento:”certo mammina sul lavoro conti,ti sei fatta tutti i docenti maschi e anche qualche donna,ma quando sono uscita di casa mi sono portata via una bella collezione di video, chissà cosa potrebbe pensare il ministero delle tue bravate,si vedono tanti tuoi colleghi e diversi stalloni come Hadi e tè che dirigi le orge, c'è n'è uno spettacolare dove chi sai tu ti sta fottendo mentre lo fai inculare da un mandingo ,ci sarà da divertirsi a vederli pubblicati “.
Lidia ha un piccolo mancamento , con odio negli occhi,mi guarda come fossi un animale:”prima o poi Olivia si stancherà di te, ogni bambina si stanca dei suoi giocattoli e poi vedremo che fine farai”.
“Non conosco il mio destino, Olivia potrebbe stancarsi certo,ma io l'amo,se rimarrò solo tornerò in Africa o vado a lavorare in un altra città, ma come le ho detto non finirò a fare il gigolò a costo di patire la fame, l'ho già provata se succede di nuovo pace,ma ho già sbagliato una volta e non ripeterò l'errore,torni pure a divertirsi e faccia a meno di salutarmi le sue care amiche “.
Lidia se ne va a coda dritta, Olivia scoppia a ridere e mi riempie il viso di bacini, usciamo dalla festa tenendoci stretti ,passata la rabbia mi viene da ripensare alle parole di Lidia, forse ha ragione, non è il mio mondo e neanche mi piace, unico scopo è starle accanto,il giorno che si stancherà di me, sarà il giorno più triste della mia vita, certo dopo la mattanza della mia famiglia, forse dovrei cercare di coinvolgermi meno ma è un bel dire con lei vicino.
I mesi passano rapidamente, ormai l'ingegnere si fida a assegnarmi progetti,con Olivia niente è cambiato però vedo che non gli interessa più sfoggiarmi negli incontri con la Bologna bene , usciamo spesso e facciamo di tutto,si corre nel parco,serate al cinema e a teatro, lunghi giri in bicicletta e nuotate in piscina, tutto quello che può fare una giovane coppia,ma tra le mura domestiche tutto torna come prima.
Mi sono accorto che a volte mi spia mentre mi masturbo con in mano una sua fotografia,il pavimento in parquet vicino alla mia porta scricchiola e l'ho sorpresa più volte a guardarmi in un certo modo quando pensa di non essere vista ,ma nulla sembra cambiare nel nostro strano menage.
Finalmente arriva il giorno della tesi con l'abbuono degli anni a Niamey e due anni di esami passati a pieni voti, Olivia è lì con la mia datrice di lavoro a guardare ed è la prima a gioire per il mio risultato 110 con lode ,di questo devo ringraziare lei e l'ingegnere, festeggiamo con il vecchio gruppo di amici miei,ci raggiunge anche Max l'ingegnere, nulla di lussuoso una bicchierata, forse più d'una, con indosso la corona, Max ridendo mi dice di non montarmi la testa che c'è tanto lavoro da fare, Alice è la solita scemotta:”ne hai fatta di strada amico mio, facile con tre gambe”scoppia una risata generale,io sono felice ma nello stesso tempo triste, presto dovrò andare Nello Swaziland a seguire il progetto del nuovo aeroporto e non potrò più vedere Olivia per tanto tempo, sempre che nel frattempo non trovi l'uomo giusto,del resto che pretendevo,mi ha cambiato l'esistenza, l'amo più di me stesso ma è giusto così, via io sarà libera di vivere la sua vita.
Olivia si accorge del velo di tristezza, ormai ci conosciamo e ci capiamo,si mette a farmi il solletico davanti agli amici fino a quando mi torna il buon umore.
Rientriamo a casa in serata, il programma prevede una cenetta solo io e lei in un ristorantino in collina, appena entrati mi avvinghia in un abbraccio passionale e mi forza le labbra,non servono parole è l'istinto a guidarci ,la siedo sul divano e le sfilo la gonna, finalmente vedo la fichetta tanto agognata,mi butto a nutrirmi di lei, della sua essenza, Olivia trema è come in preda a un raptus, dalla sua vagina escono umori dolci come miele,la mia lingua guizza in profondità come a scoparla ,il profumo che emana mi arriva dritto al cervello,il cazzone sembra esplodere,poi con la lingua scosto le grandi labbra alla ricerca del suo clitoride,lo lecco e lo mordicchio con le labbra,lei ansima forte e mi imprigiona la testa sulla sua topina ,poi inizia a sussultare e a biascicare parole sconnesse, fino a raggiungere un orgasmo che fa schizzare liquidi sul mio viso,non smetterei mai il cunnilingio,lei mi alza la testa mi guarda negli occhi e mi dona il bacio più lussurioso della mia vita,con la lingua mi pulisce il viso dalle sue secrezioni e poi torna a baciarmi.
Il mio più grande sogno si sta avverando spero di non svegliarmi mai, è lei a stringermi con due mani la mazza e a portarmi verso il suo lettone,poi si distende e allarga le gambe con fare lascivo,:”ti voglio Hadi è da tanto che lo desidero ,ti prego prendimi, dopo la mia testa riempi anche il mio corpo,ma ti scongiuro di fare piano la tua bestia mi mette paura.
Appoggio il glande su quella viscida entrata,lo sfrego tra le sue labbra, pregustando il piacere nel farla mia,poi lentamente affondo la spada,dopo pochi centimetri lei si irrigidisce e si morde le labbra,mi sembra di sfondare una barriera, forse il mio totem è troppo per la sua fighetta,ma dopo un attimo è lei a pregare di continuare,io ho lo sguardo perso nei suoi occhi e pian piano affondo in lei, Olivia mugula di piacere misto a dolore,ma mi incita a proseguire, ormai è tutto in lei sento il suo vello sui testicoli:”Hadi stai così fermo, dammi il tempo di abituarmi”, mentre lo dice sento che attiva i muscoli interni,una sensazione divina,resterei così fermo in attesa che monti la sborrata,poi mi chiede di muovermi lentamente,a ogni colpetto lancia piccoli urletti che hanno l'effetto di eccitarmi ulteriormente,mi piego su di lei a baciarla e aumento la frequenza e l'intensità dei colpi,lei reagisce piantando le unghie nella mia schiena,un dolce dolore sento il sangue uscire,ma voglio solo darle piacere,ormai la pompo alternando dolcezza a forti affondi, Olivia rivolta gli occhi dal piacere,poi urla di scoparla forte,le monta l'orgasmo finale e vuole godere insieme a me, inizio a cavalcarla come una furia ,il suo corpo si abbandona inerte alla violenza dei miei colpi,urla “cosi, così, ancora “,ormai non riesco a trattenermi le vene della proboscide si gonfiano e pulsano ,do ancora due colpi e esplodo nel suo ventre,mi sembra di svotarmi in lei ,l'uccello continua a schizzare, resto dentro di lei privo di energie:”resta così ti prego voglio sentire la tua bestia che si svuoti e esca naturalmente da me, è stato bellissimo, forse un po' doloroso ma mi hai portata a toccare il paradiso,ho sempre avuto paura di dirlo ma anch'io ti voglio bene, forse ti amo,so solo che con te sto bene come non sono mai stata,ma ora dobbiamo pulire questo disastro il sangue non viene più via”.
Guardo e rimango scioccato:”ma,ma tu eri vergine”,”perché, ti stupisci non tutte le donne sono come mamma,mi sono toccata fin da adolescente ma non ho mai sentito la necessità di un uomo,mi dispiace ma dovrai insegnarmi tutto, avremo tempo in Africa, sempre se mi vuoi con te”,alle sue parole quasi svengo:”ma sei sicura e l'atelier gli amici ,la tua vita “,”se lo desideri sarà la nostra vita,la moglie dell'ingegnere potrebbe provare tanti spunti creativi in Africa ,non voglio obbligarti ne farti preoccupare ma puoi immaginare che fino a oggi non avevo motivo di proteggermi,non è un ricatto,se non ci sarai tu potrebbe esserci nostro figlio”.
Non riesco a proferir parola,la donna che amo mi chiede di diventare mia moglie e di seguirmi in Africa:”Olivia ti amo,ti amo mi hai reso l'uomo più felice del mondo,ma la partenza è tra una settimana”,”non preoccuparti, non ho veri amici da invitare e in quanto ai familiari, lasciamo perdere,se dove andiamo c'è una chiesa ti sposo davanti a un prete ,i documenti possiamo farceli spedire, naturalmente Max e Cinzia li voglio in chiesa”.
Sono giorni frenetici, fervono i preparativi per la partenza,ma ci riserviamo tempo per noi,le notti ci fondiamo in un unico corpo, Olivia,adora giocare con la bocca,a malapena riesce a fare entrare la cappella,ma la sua boccuccia mi porta in paradiso.
So cosa vuol dire perdere i genitori,forse a Lidia è rimasto qualcosa come madre, mentre Olivia è l'atelier, suono alla villetta, Lidia apre senza sapere chi è,:”buongiorno signora”,”a sei tu ,ai un bel coraggio a presentarti qui vuoi vincere su tutti i fronti,ho saputo che sposi mia figlia, spero che non ti aspetti la mia benedizione”,”signora Lidia, non devo per forza piacerle, senza di lei non avrei conosciuto Olivia e di questo le sarò sempre grato, Olivia non sa che sono qui,se parla di lei lo fa con rabbia,ma lo sguardo è triste, in fondo è una madre,io i miei me li hanno uccisi,farei di tutto per averli accanto il giorno delle nozze,ma almeno la mia adorata potrebbe avere accanto sua madre, non voglio una risposta subito,se vuole venire al matrimonio basta che contatti Max, non è detto che sua figlia la odia,pensi all'atteggiamento di sfida a uscire con me, forse da lei vorrebbe un po' di dolcezza non credo che gli importi dei suoi amanti,ci pensi”.
Torno a casa, se mi sgama corro il rischio di perderla,ma sentivo che dovevo farlo, il sabato praticamente lo passiamo in volo, domenica dopo un riposo per assorbire il jet lag, andiamo a conoscere la città,lo Swaziland è una monarchia, per fortuna è un paese almeno per il momento non toccato da guerre, la gente è ospitale e quasi tutti parlano inglese,Mbabane è una cittadina di centomila abitanti posta su un altopiano la temperatura non è torrida anzi la sera è meglio coprirsi,la giriamo in lungo e in largo , scoviamo un ristorantino niente male per lei è il primo impatto con il cibo locale.
Ci hanno assegnato una villetta niente male,di giorno c'è anche il personale di servizio, una signora che si occupa delle pulizie e Joyce una simpatica ragazza che fa la cuoca, è coetanea di Olivia e presto diventano amiche, Joyce è una ragazza con la pelle molto scura, alta almeno 1.90 e longilinea, Olivia ha più o meno la stessa corporatura ma alta circa 1.80, dopo qualche giorno si scambiano gli abiti, fanno spesa e cucinano insieme, sono felice che ha trovato compagnia,io purtroppo sono quasi sempre impegnato tutto il giorno.
La notte però è nostra,ci amiamo con sempre più passione, ormai conosciamo i punti sensibili dei nostri corpi e godiamo come ricci anche solo a toccarci,ora Olivia riceve la mia mazza con piacere senza smorfie di dolore neanche quando cozzo l'utero,ci completiamo l'un l'altra,a pensarci in due anni non uno screzio,al massimo qualche muso lungo, subito rientrato con le giuste coccole.
Del ciclo niente tracce, Olivia si fa accompagnare dalla nuova amica da un ginecologo locale, quando rientro a casa vorrebbe creare un po' d'attesa ma il sorriso parla per lei, avremo presto un figlio, che nascerà circondato d’amore.
Dopo un mese di permanenza siamo perfettamente ambientati,il lavoro procede spedito e la ragazza bianca che gira in città sempre sorridente la conoscono tutti,ormai è in grado di trattare il prezzo in swahili, è solo un gioco ma la fa sentire accettata dalla comunità,con Joyce fanno il giro delle bancherelle delle stoffe e intervistano ogni sarta della città, Olivia fa mille schizzi sentendo il parere della sua amica .
Finalmente arrivano i documenti,sia dal Niger che dall'Italia, quando nel quartiere si sparge la voce dell'imminente matrimonio sembra una festa collettiva, chiunque incontriamo ci fa gli auguri,le anziane signore fermano Olivia per improvvisati riti propiziatori, decidiamo che sarà la festa del quartiere, Joyce ci dà una grossa mano a organizzare tutto.
Ormai mancano solo due giorni, andiamo al vecchio aeroporto a prendere Max e la moglie,io ho il cuore in gola, Cinzia la mia capa mi ha avvisato che ci sarà anche Lidia .
Quando i passeggeri escono dal gateway, vediamo subito Max e Cinzia, dietro c'è Lidia,è quasi irriconoscibile, smagrita senza un filo di trucco,tiene le mani lungo il corpo e lo sguardo basso, Olivia è una statua di sale, guarda la madre senza sapere cosa dire o fare,poi mi guarda:”sei stato tu?","sì amore mio, perdere i genitori è una sofferenza, anche tu hai perso il padre che amavi,ma Lidia è viva e a suo modo ti vuole bene”,”ti prego Hadi non merito il suo amore, da anni ho smesso di comportarmi da mamma,alla morte di mio marito qualcosa in me è scattato,oggi sento che è l'ultima possibilità per non perdere mia figlia, Olivia se non mi vuoi tra i piedi lo capisco e torno in Italia,ma dovevo provarci,da quando sei partita ho capito cosa ho perso, dovevo provare a rimediare “.
Lidia ha il viso rigato di lacrime, Olivia gli occhi lucidi,si guardano per un attimo poi è la mia donna a correre incontro alla madre,le due si abbracciano piangendo, è giusto così,noi ci mettiamo in disparte in attesa degli eventi.
“Hadi, aiuta mamma con i bagagli,sii gentile con tua suocera,e voi non state lì impalati, sarete tutti sconvolti , abbiamo affittato un cottage vicino a noi , per te mamma c'è la camera degli ospiti,vieni ci sediamo dietro sul pulmino “.
A casa anche Lidia ha bisogno di riposare, Olivia mi getta le braccia al collo baciandomi sotto lo sguardo divertito di Joyce:”grazie amore, soprattutto per non avermelo detto , oggi scopro ancora di più che sei l'uomo con cui voglio vivere “,si asciuga le lacrime e si soffia il naso:”su cara amica,questi si sveglieranno affamati come lupi, diamoci da fare “,le ragazze spariscono in cucina,mi sono innamorato di una donna fantastica, sono un uomo fortunato.
Lidia è meravigliata di vedere Olivia tra i fornelli,ci sediamo a tavola, per gustare i manicaretti, Joyce si innamora del vestito di Lidia,le due chiacchierano come se si conoscessero da sempre, conosco certi sguardi di Lidia, sottovoce dico a Olivia di avvisare l'amica che Lidia l'ha puntata, lei sorride annuendo.
Max mi sostituisce in cantiere per permetterci di prepararci al meglio,le quattro donne sono inseparabili, spesso Olivia e Lidia camminano mano nella mano tra le bancarelle del mercato,con la gente che ci saluta e augura buon matrimonio.
Olivia si è fatta fare un abito stupendo,di foggia europea ma ricco di colori vivaci , Lidia piange mentre accompagna la figlia all'altare,la chiesa è strapiena e la gente si accalca anche sul sagrato,ci scambiamo il si e gli anelli e poi parte la festa organizzata ai margini di una radura.
La sera Olivia mi guarda sorniona:”la tradizione dice che la sposa deve donarti la sua verginità,hai qualche idea?”, deglutisco le sue chiappette mi hanno sempre attirato ma ho paura di farle male, Olivia è convinta di voler provarci, come dire no a una moglie così,lei si mette a pecora offrendomi il suo culetto pulito e profumato, accarezzo il forellino grinzoso e colo un po' di saliva,lappo a lingua larga cercando di ammorbidire il buchetto,poi lo forzo con la punta della lingua, Olivia mugola e stringe le lenzuola con le mani,aggiungo altra saliva e inizio a scopare con la lingua quel ben di dio, Olivia sculetta,forzo lo sfintere con un dito lei si ritrae per un attimo ma poi si lascia andare,lo lavoro con movimenti circolari mentre lei si tocca il clitoride, tutti e due siamo imbranati ,sul comodino ha appoggiato un barattolo di margarina,mi ungo bene e appoggio la cappella, lei mi incita ma appena entro qualche centimetro ha smorfie di dolore e morde il cuscino,mi fa cenno con la mano di smettere,con testardaggine vuole riprovare più volte,ma il dolore è troppo, decidiamo di rimandare a un altro momento,ma è egualmente una notte di fuochi d'artificio, all'alba siamo ambedue spompati,e con occhiaie da paura.
Ci alziamo e ci infiliamo subito in doccia,ci passiamo la spugna sulla schiena e poi ci abbandoniamo sotto i getti che ci rimettono a nuovo, passando accanto alla stanza di Lidia sentiamo strani rumori,come miagolii , Olivia mi fa cenno con due dita sulla bocca di stare zitto,si mette in ginocchio per spiare dalla toppa,poi sorridendo mi lascia il posto.
Cazzo il lupo perde il pelo ma non il vizio , Joyce è sdraiata sul letto, tiene le mani schiacciate sulla testa di Lidia che le sta divorando la figa,ci allontaniamo in silenzio in cucina,dopo un po' mentre prepariamo colazione entrano Lidia e Joyce,:”ciao mamma e tu cosa ci fai qua così presto”,la ragazza arrossisce:”ho aiutato la signora a sistemare camera “,”brava,con le faccende domestiche mamma è una frana, insegna lingue e con quello è bravissima,vero mamma “,le due sono in profondo imbarazzo:”dai dopo colazione andiamo tutti a fare il bagno al lago,che ne dite “.mi ringraziano dell'idea, mamma dice di non avere il costume:”bhe' mi hai già visto nudo se ben ricordo e a Olivia hai cambiato i pannolini,se Joyce non si vergogna conosco un posto isolato dove i turisti sudafricani prendono il sole nudi, che ne dite?”
Passiamo una mattinata spensierata, Max e Cinzia si occupano del cantiere, giochiamo in acqua a schizzarci e ci stendiamo al sole, ogni tanto le due si scambiano sguardi non proprio pudici,noi c'è la ridiamo sotto i baffi,poi tutti a pranzo.
“Non credevo che Joyce fosse…”,”l'ho capito da subito,da qualche sguardo sfuggente,ci siamo parlate e gli ho detto che non sono pronta,ma per me è la migliore amica che ho mai avuto “,sorrido alla sincerità di mia moglie:”quindi non escludi questa cosa,lo sai vero che è il sogno di ogni uomo,ma non sarò io a spingerti tra le sue braccia,ma se capita vorrei almeno essere presente”,”bravo il mio sporcaccione, forse è destino che mamma provi prima i miei amanti, che dici le chiedo consiglio”.
Non riusciamo più a smettere di ridere, Olivia è una donna eccezionale,da subito riprende i suoi disegni e manda email alle migliori case di moda europee,il sogno è una linea adatta a Roma e Parigi ma con un tocco d'Africa,le stoffe verrebbero da qui ,quindi lavoro per i locali.
Si avvicina il giorno del rientro dei miei capi in Italia, Max mi chiama in disparte:”senti Hadi ne ho parlato anche a Cinzia, sembra che te e Olivia vi trovate bene qua,in cantiere c'è n'è per un annetto,ma ho sentito i committenti sono entusiasti del tuo lavoro, è un paese che deve svilupparsi e per tè ci sono molte opportunità,se vuoi fermarti qui ,il mio studio ti darà sempre supporto,resta inteso che sono decisioni solo tue, per me sei un collaboratore validissimo e per te ci sarà sempre un lavoro nel mio studio “.
Non ho mai pensato di mettermi in proprio,ma l'idea mi solletica ne parlo con Olivia,lei sarebbe felice di fermarsi qui e crede nelle mie capacità, il penultimo giorno prima della partenza pranziamo solo noi quattro,io, Olivia, suocera e Joyce, c'è un velo di tristezza negli occhi di Lidia, Olivia con la forchetta fa tintinnare un bicchiere per richiamare l'attenzione:”mamma,da quando ti ho rivista mi sembri un'altra persona ,sei dolce e affettuosa,hai perso l'acidità e la supponenza che avevi a casa,sei ancora una donna giovane e attiva,ma potresti andare in pensione “,”si amore ho riscattato gli anni di università potrei lasciare il lavoro da subito ma sai come sono fatta, non ho hobby ne particolari interessi, unica passione la conosci e per quella ho corso il rischio di perdere mia figlia “,”come pensavo, Hadi e io vorremmo starti vicino e mi sembra che sei per così dire cara anche alla mia più cara amica,senza contare che qui è pieno di torelli sensibili al fascino di una bella signora bionda, certo e meglio evitare cose successe in passato,ma noi tre abbiamo un disperato bisogno di tè, non tanto per noi ma per la nipotina che presto arriverà e qual miglior bambinaia della nonna, Joyce ancora è all'oscuro ma pensavo di aprire un ristorante italiano e ho bisogno di una socia che sappia ben destreggiarsi in cucina e magari una bella signora all’accoglienza,magari si ricorderà di essere stata una buona cuoca ai suoi tempi,certi marchi di moda si son detti interessati ai miei progetti e avrò poco tempo da dedicare alla famiglia e non voglio certo trascurare il mio amore, quindi tu non te ne vai,se ci provi ti ripudio definitivamente come madre e come nonna, chiaro “.
Le due restano imbambolate:”guarda Joyce che non ti facciamo un regalo,con i primi guadagni ci restituirai la tua parte,tanto per un anno sei stipendiata dall'impresa e in quanto a te cara Lidia, ho cambiato l'idea che mi ero fatto di tè, vorresti darci un dispiacere?”
Le due scoppiano in lacrime di gioia:”non voglio vedervi piangere se no Olivia si emoziona, andate nella stanza di Lidia,mal che vada gli date un altra sistemata, stasera cena al ristorante per salutare Max e Cinzia vi voglio eleganti,sul letto trovate delle creazioni di mia moglie fatte a pennello per voi,filate di la”.
Le due si prendono per mano e spariscono in camera.io e Olivia ci abbracciamo soddisfatti.
E la verginità? è stata dura ma grazie all'aiuto delle dita e della linguetta di Joyce e di un buon lubrificante, anche quella è un ricordo,se ho scopato l'amica? chiedetelo a mia moglie.





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