lesbo
Il patto di sangue
Bolognavoglia
08.07.2026 |
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"Vennero quasi insieme, corpi scossi da spasmi, fighe che schizzavano umori misti a sangue sulle cosce dell’altra..."
Martina era distesa sul letto, le gambe leggermente aperte, con il corpo che pulsava nonostante il ciclo da due giorni. Il dolore era lì, ma la voglia di sesso era più forte. Si sfiorava il clitoride gonfio e sensibile con le dita, piano all’inizio, poi sempre più decisa. Il suo respiro si faceva affannoso. Con un gemito basso si tolse l’assorbente interno, lo tirò fuori lentamente, sentendo il filo scivolare tra le sue labbra bagnate di sangue. Lo avvicinò al naso e lo annusò profondamente: quell’odore metallico, caldo, intimo la fece impazzire.«Cazzo… quanto mi eccita…» mormorò tra sé, mentre ricominciava a toccarsi, spalmando un po’ di quel sangue misto ai suoi umori sul clitoride turgido. Occhi chiusi, testa rovesciata all’indietro, dita che entravano e uscivano dalla figa già scivolosa.
Non sentì la porta aprirsi.
Luisa entrò in camera in silenzio, anche lei con il ciclo da un giorno, le mutandine già macchiate. Vide la sua compagna di 25 anni che si masturbava come una troia in calore, con l’assorbente usato ancora in mano. Il suo ventre si contrasse per l’eccitazione immediata.
«Martina… porca che sei» sussurrò Luisa con voce rauca, avvicinandosi al letto.
Martina aprì gli occhi di scatto, ma non si fermò. Anzi, sorrise maliziosa e allargò di più le gambe, mostrando la figa rossa e lucida.
«Vieni qui, Luisa… anche tu sei in quei giorni, vero? Sento l’odore dalla porta.»
Luisa non se lo fece ripetere. Si tolse i pantaloni della tuta e le mutandine in un secondo, rivelando la sua passera pelosa con il tamponcino ancora dentro e una striscia di sangue che le colava lungo la coscia. Si buttò sul letto e baciò Martina con violenza, lingue che si intrecciavano mentre le mani si cercavano i seni.
Luisa afferrò l’assorbente usato di Martina e se lo strofinò sulla propria figa, sporcandosi le dita di sangue. Poi le infilò due dita nella bocca dell’amante.
«Assaggia il tuo sangue, troia…»
Martina succhiò avidamente, gemendo. Si girarono in posizione 69, teste tra le gambe dell’altra. Luisa tolse il proprio tampone con un gesto deciso e lo schiacciò contro il naso di Martina, mentre la sua lingua iniziava a leccare la figa sanguinante dell’amica. Leccava forte, sporcandosi tutta la bocca di rosso, succhiando il clitoride gonfio e infilando la lingua dentro quel calore umido e ferroso.
Martina urlò di piacere e fece lo stesso: divorò la passera di Luisa, leccando il sangue fresco che colava, mescolandolo alla saliva, infilando due dita dentro e scopandola mentre la succhiava. I loro gemiti erano bagnati, osceni. I visi delle due ragazze di 25 anni erano completamente imbrattati di sangue mestruale, colava sul mento, sulle guance, mentre si divoravano come animali in calore.
«Più forte, Luisa… leccami tutta la figa sporca!» ansimava Martina, spingendo il bacino contro la faccia della compagna.
Luisa rispose infilando tre dita nella figa di Martina, scopandola con forza mentre le succhiava il clitoride. Il rumore era osceno: schiocchi bagnati, sangue e umori che colavano sul lenzuolo. Poi si girarono di nuovo, figa contro figa, e iniziarono a strusciarsi come due cagne in calore. Le loro passere sanguinanti si sfregavano violentemente, clitoridi che si toccavano, sangue che si mescolava tra loro in una poltiglia calda e viscida.
«Sto per venire… cazzo, Luisa!» gridò Martina.
Vennero quasi insieme, corpi scossi da spasmi, fighe che schizzavano umori misti a sangue sulle cosce dell’altra. Si baciarono di nuovo, condividendo il sapore metallico delle loro mestruazioni, le dita ancora dentro le rispettive fiche a prolungare l’orgasmo.
Ma non era finita. Luisa prese il dildo più spesso che avevano dal cassetto e lo infilò nella figa di Martina ancora pulsante. Lo spinse dentro con forza, scopandola mentre le mordeva i capezzoli. Martina urlava di piacere, il sangue che colava lungo il giocattolo a ogni affondo.
«Scopami anche tu, puttana… voglio sentirti dentro mentre sanguino» ringhiò Luisa.
Si scoparono a vicenda per quasi un’ora, cambiando posizioni, leccandosi, mordendosi, sporcandosi completamente di sangue e succhi. Due lesbiche di 25 anni che si trattavano come le più sporche troie, godendo del loro ciclo invece di nasconderlo.
Alla fine crollarono abbracciate, corpi appiccicosi, visi sporchi, sorridenti e soddisfatte.
«Domani lo rifacciamo» sussurrò Martina, leccando un’ultima goccia di sangue dal collo di Luisa.
«Ogni giorno, amore mio porca.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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