tradimenti
La fidanzata del mio amico (parte 12)
30.10.2025 |
6.202 |
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"Avevo voglia di leccarla, ma prima le chiesi di raccontarmi cosa era successo in bagno..."
Chiesi a Letizia che intenzioni avessero.La risposta fu secca: - “Come se ancora non mi conoscessi…c’è una festa, e pensi ci perderemo l’opportunità di farci guardare?”.
Ovviamente.
Quella notte Letizia dormì da me
Al mattino, prima di andare da Maria, si fece montare per bene.
D’altronde, la fanciulla non inizia mai una giornata senza un orgasmo.
Anzi, per la precisione, fu lei a montarmi.
Ma voleva nuovamente che il centro del piacere fosse il suo lato b.
Prese dalla borsa il flaconcino con il lubrificante, è lo spalmò sulla mia asta dura.
Si voltò, dandomi le spalle. Pian piano, lentamente, riuscì ad accoglierlo tutto.
Che bella visuale.
Ero disteso, e vedevo quel piccolo culetto che si muoveva su e giù, impalato sulla mia mazza.
“Ti piace quello che vedi?“ - mi disse con voce sexy.
Non potevo far altro che rispondere affermativamente.
Non potevo osservare il suo viso, ma i dolorini si trasformarono in gemiti sempre più intensi.
Ecco l’orgasmo anale.
Venni in quel piccolo buco che per l’occasione si allargò con fatica.
Dopo essersi lavata e vestita, scese da casa per raggiungere Maria.
Le ragazze furono impegnate nella scelta dell’outfit, e chissà in cos’altro, non si fecero sentire per tutta la giornata.
Letizia accompagnò Maria da me, così da prepararsi e rimanere poi a dormire.
Dovetti cambiare le lenzuola e fare pulizie profonde.
Se avesse trovato qualche capello biondo sparso qua e là, sarebbe stato difficile da giustificare.
La mi ragazza uscì dal bagno.
Capelli piastrati, leggero trucco.
Un abito bianco, corto, con maniche lunghe, leggero e semi trasparente, parecchio scollato. Perizoma nero che non si nascondeva molto bene sotto la stoffa trasparente.
Che schianto: – “Wow. Stasera, se ti perdo di vista per un secondo, non ti ritrovo più. Non ti ho detto di fare la zoccola, mi raccomando”.
“Mica la faccio solo quando vuoi tu”" - rispose in modo secco, senza diritto di repliche.
Andiamo bene.
Fabrizio e Letizia ci aspettavano sotto casa.
Scendemmo.
Fabrizio sembrava imbronciato, poi si illuminò gli occhi vedendo Maria.
Letizia scese dalla macchina, abbracciò me e diede un bacio sulle labbra alla mia ragazza.
Era vestita con un top corto giallo, ed una minigonna bianca ben più trasparente rispetto al vestito di Maria.
Le ragazze lasciavano poco spazio all’immaginazione, anche se il vestito di Maria era più provocante grazie soprattutto al suo corpo formoso.
F – “Beh direi che ci siamo tutti, possiamo andare”.
L – “Ti vedo pimpante adesso. Chissà come mai ti sei ripreso”.
Io e Maria ci guardammo sperando che l’altro avesse capito.
L – “Semplicemente il mio fidanzato era arrabbiato con me per la minigonna che ho messo. Poi ha visto Maria, che è più nuda di me, e chissà perché gli è passata l’incazzatura. Anzi, facciamo una cosa. Maria, mettiti davanti. Io sto dietro".
Così dicendo, mi prese per mano e mi portò sul sedile posteriore.
Durante il tragitto, era evidente che Fabrizio tentasse di sbirciare nel vestito di Maria.
Letizia non perdeva occasione per riprenderlo, con il sorriso sulle labbra: - “Cerca di non guardarla troppo, non voglio schiantarmi. Hai tutta una serata per guardarla”.
Maria invece rideva.
Arrivati a destinazione, scendemmo dalla macchina.
All’ingresso, ci diedero quattro braccialetti da mettere al polso.
Letizia prese per mano la sua amica, ed entrarono.
Noi uomini le seguimmo.
Il giardino era già pieno, tutti i maschietti si girarono per ammirarle.
Letizia incrociò il padrone di casa che organizzò la festa.
Si abbracciarono, in modo molto affettuoso.
Forse anche troppo.
Lei gli diede due baci di saluto, uno a destra e uno a sinistra, ma molto vicini alle labbra.
Il ragazzo si presentò a Maria, e la squadrò dalla testa ai piedi.
L’aveva già puntata, per cui decisi di farmi avanti e presentarmi a mia volta.
Meglio marcare il territorio, non volevo fare la parte del ragazzo sottomesso.
Iniziò la musica.
L’open bar era a nostra disposizione.
Le ragazze si facevano guardare, con movenze sexy.
L’alcol si faceva sentire.
Letizia prese Fabrizio e Maria per mano, e li avvicinò.
Fece fare una mezza giravolta a Maria, così che Fabrizio potesse posizionarsi alle sue spalle.
Iniziarono a ballare a stretto contatto.
Poi si avvicinò a me, eravamo alle loro spalle.
Appoggiò una mano sul petto, si girò per accertarsi che i ragazzi non si fossero girati verso di noi.
Figurarsi se stavano pensando a noi.
Fabrizio le aveva spostato i capelli e stava baciando Maria sul collo, risalendo pian piano verso il viso.
Lei aveva la testa inclinata dalla parte opposta per facilitargli il compito, ed una mano sulla sua testa lo accompagnava.
Letizia si avvicinò al mio orecchio - “Ho voglia di farti un pompino. Qua. Ora”.
Così dicendo, mi infilò la lingua in bocca.
Cercò di slacciarmi il pantalone.
La fermai, l’alcol le aveva dato alla testa.
Le dissi che non si poteva.
Mi propose di andare dentro.
Al mio tentennamento, Letizia mi guardò storto: - “Se non lo vuoi tu, andrò a farlo al mio amico”.
Stava per andarsene, la afferrai e la spinsi in piscina, che non era adibita per fare il bagno quella sera ma solo come corollario della festa.
Gli invitati alla festa si fermarono.
Letizia uscì fradicia, e mi insultò.
Il pantalone bianco, già trasparente di suo, divenne inesistente.
Mostrò a tutti il suo tanga.
Maria si avvicinò per chiederle se fosse tutto ok, per tutta risposta Letizia la spinse a sua volta in piscina.
Anche lei fradicia, era letteralmente nuda.
Ma non fece nulla per coprirsi.
Le sue tette erano alla mercé di tutti.
Udimmo anche qualche fischio di approvazione maschile, ed un applauso.
Il padrone di casa, il ragazzo conosciuto una volta entrati, si propose di accompagnarle in bagno, dove avrebbe fornito due asciugamani ed un phon per provare ad asciugare un minimo il vestiario.
Accettarono.
Le ragazze mancarono parecchio.
Almeno una trentina di minuti.
Io e Fabrizio tremavamo.
Tornarono verso di noi, i vestiti ancora umidi.
I loro corpi ancora in bella vista.
Notai che non c’era alcuna traccia sotto i loro vestiti dell’intimo inferiore.
Decidemmo di andare via, avvertivano un po’ di freddo ovviamente.
In macchina, due asciugamani per evitare di bagnare i sedili.
In direzione del parcheggio, avvicinai Letizia: - “Scusami, ma avevi bisogno di tornare in te”.
Mi guardò col sorriso: - “Non ti preoccupare, in effetti mi serviva qualcosa per riprendere lucidità”.
Ero curioso: - “Davvero volevi fare un servizietto al tuo amico?”.
Non rispose.
C’era un altro aspetto che mi incuriosiva.
Avevo quasi paura a chiederlo, ma una volta in macchina osai: - “Tutto ok in bagno? Il tuo amico vi ha dato tutto l’occorrente?”
Rispose Maria, ridendo: - “Si, tutto. Voleva darci anche qualcos’altro”.
Fabrizio trasalì: – “In che senso?”
Letizia chiuse ogni discorso: – “Niente, niente. Voleva prestarci anche una maglietta e un pantalone da tuta per coprirci”.
Molto credibile.
I ragazzi ci lasciarono a casa.
Fabrizio scese dalla macchina per salutarci, anche Maria uscì dalla vettura.
Io avevo aperto lo sportello pronto a scendere, Letizia mi afferrò il braccio e si avvicinò all’orecchio per sussurrarmi: - “Si, glielo avrei succhiato. Io ottengo tutto quello che voglio. Quindi la prossima volta non voglio sentire un no come risposta”.
Pensai - “Ottieni sempre tutto quello che vuole.
Non stasera, mia cara.
Il bagno inaspettato, ti ha rovinato ogni piano.”
Salii con Maria, che si spogliò già in ascensore.
Erano le 2 di notte, difficile incontrare il vicino, ma senza pensarci troppo tolse il vestitino ancora umido.
Entrammo in casa.
Lancia Maria sul divano.
Avevo voglia di leccarla, ma prima le chiesi di raccontarmi cosa era successo in bagno.
Ansimando, mi raccontò: - “E’ entrato con noi. Ci ha detto che ci avrebbe dato asciugamani e phon a condizione che ci spogliassimo davanti a lui. Altrimenti ci avrebbe riportate fuori. Non potevamo andarcene in quel modo, e Letizia gli ha risposto di chiudere la porta. Si è spogliata, e lo stesso ho fatto io. Ci siamo avvicinate a lui, e ci ha dato quello che ci serviva. Ci siamo asciugate, ad abbiamo avvolto l’asciugamano attorno a corpo”.
La portai all’orgasmo, per abbeverarmi del suo nettare.
Mi slacciai i pantaloni: - “Quindi vi ha viste nude”.
Allargò le gambe, pronta ad accogliermi: - “Si, ma guardava soprattutto me. E poi Letizia mi ha detto che tempo fa ci è già stata a letto, quindi il mio corpo era una novità da guardare”.
La penetrai senza grossi complimenti, affondando la mia asta fino in fondo.
Lanciò un urlo.
Le piaceva parlare in quei momenti.
Anzi, le piaceva confessarsi: - “I bagni sono diventati pericolosi. Anzi, tu sei diventata pericolosa quando vai in bagno. E volevi anche fartelo?”
“Se il problema è il bagno, lo sostituisco con un altro luogo. Comunque no, non volevo farmelo, non mi piaceva. Però mi piace sapere che lo aveva duro mentre mi guardava”.
Mi fermai un attimo: - “Aveva il pacco gonfio?”
“No, lo ha tirato fuori e si è masturbato mentre noi ci stavamo asciugando. Forse sperava ci saremmo avvicinate. Ma non lo abbiamo fatto, e poi ha smesso deluso”
Mancava solo un ultimo aspetto da indagare: - “Ho visto che andavi d’accordo con Fabrizio”.
Rispose senza neanche pensarci: - “E che sarà mai, per qualche bacio sul collo e un limone…gli ho già fatto ben altro”.
Vediamo fin dove vuole arrivare: - “Mi sembravi sulla rampa di lancio. Dove volevi arrivare?”
Il mio bacino sbatteva contro il suo con violenza.
Alternava lamenti di dolore a forti gemiti.
Eppure mi incitava a sbatterla: - “Chi lo sa, non lo sapremo mai. Ora sbattimi”.
Quella sera non parlammo di altro, un amplesso lungo ci fece accasciare sul letto.
Crollammo senza far altro, abbracciati come due 15enni.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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