bdsm
Lena, il sogno: sottomessa e schiava cap.1
14.07.2025 |
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"La mia donna esegue e con quel movimento il suo seno risale, mettendo ulteriormente in evidenza la sua bellezza con i capezzoli già dritti e duri..."
-“M. mi ha chiesto di te, desidera sapere come stai e mi ha detto quanto gli siamo mancati.-“E tu cosa hai risposto?”
-“Che stai recuperando e che ci vuole poco a tornare la puttanella di sempre.”
-“Sei il solito porco. Ma devo confessarti una cosa; una gran scopata con te e lui insieme la farei molto volentieri, anzi devo ammettere che la desidero proprio tanto.
-“Troia, lo so bene che ti faresti sbattere da me e lui insieme; soprattutto da lui, non vedresti l’ora di farti sottomettere, di essere la sua schiava e farti umiliare in ogni modo. Ma rigorosamente sotto i miei occhi, come una cagna in calore.”
-“Sai bene che l’ho sempre desiderato e non solo nella nostra fantasia, ma io vorrei realmente vivere questa esperienza da gran troia, come dici tu.”
-“Certo è già solo parlarne, per quanto scontato, ti fa bagnare come una porca.”
-“Sei solo un lurido porco bastardo e da sempre ami immaginarmi e trattarmi come una troia.”
-“Ho toccato un nervo scoperto, ma in questo caso è come se ti avessi toccato la fica perché quando mi insulti lo fai perché sei eccitata e con la fica già fradicia.”
-“Ahahahaha… cazzo se mi conosci bene amore! Oggi pomeriggio sarò da sola e siccome non possiamo vederci, rileggerò queste righe e mi masturberò come una puttanella alle prime voglie.”
Ride di gusto come se, in fondo, stesse scherzando. Ma, conoscendola bene, so che lo farà e la sola idea di immaginarla mentre rilegge e gioca con le dita nella sua fica, accarezzandola e penetrandola senza riguardo fino a sborrare come un torrente, urlando senza ritegno il suo piacere, me lo fa venire duro.
-“Troia, ti amo.”
-“Porco, mio; ti amo anch’io.
Sembra una delle nostre tante schermaglie amorose sempre molto cariche di sesso, ma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, ho definitivamente capito che Lena è pronta e che ha “diritto” a mettere in atto quel suo “sogno nel cassetto” che ha sempre desiderato realizzare e che ultimamente è sempre più vivo nel suo immaginario erotico. Pertanto, ho deciso che le riserverò un trattamento speciale che non si aspetta ma che merita ampiamente.
Faccio lo screen della nostra conversazione in chat e lo giro a M. con questo messaggio.
-“Ora non puoi dire che non sia pronta”!
La sua risposta non si fa attendere ed è lapidaria:
-“Condivido. Quindi, diamole ciò che si desidera e sogna da tempo. Resta inteso che tutto si svolgerà come abbiamo sempre stabilito.”
-“Naturalmente. Controlla i voli e fammi sapere quando potrai qui essere da noi.”
In serata mi arriva un suo messaggio in cui mi comunica che conta di essere da noi per le 17.00 e in hotel per le 18:00, già pronto per la nostra “sessione segreta”.
Comunico a Lena di rendersi libera perché il fine settimana sarà dedicato a uno dei nostri eventi di sesso sfrenato e ci incontreremo, direttamente, alle 18:00 al nostro abituale rifugio.
Dalla voce la percepisco un po' sorpresa per un preavviso così breve, ma anche molto intrigata tant’è che mi conferma la sua totale disponibilità e che non vede l’ora di essere insieme al nostro solito “nido d’amore”.
Mancano due giorni all’appuntamento, ma so che già sin da adesso lei sarà in una sorta di mood erotico, carico di libidine e voglia repressa perché fino al momento del nostro incontro coltiverà questo suo stato d’animo fatto di sfioramenti e carezze lascive e lussuriose ma attenta a non darsi piacere per arrivare al nostro incontro in uno stato da vera e propria cagna in calore, disposta a tutto.
È il suo personale modo di prepararsi a questi nostri eventi speciali!
Sabato, arrivo mezz’ora prima dell'ora del nostro appuntamento e trovo M. già nella suite con tutto il suo armamentario di fruste, frustini, palette, collari completi di guinzaglio, pinze, plug, falli e vibratori di diverse fogge e dimensioni. Mi riceve a torso nudo vestito solo con un pantalone di lino bianco, scalzo.
Fisico asciutto e abbronzato che insieme al bianco dei suoi capelli e della sua barba gli conferiscono a prima vista un aspetto rassicurante, ma, poi, concentrandosi su alcune espressioni del suo viso e del suo sguardo, si nota un cambiamento nella fisiognomica del suo volto, facendogli assumere un aspetto estremamente inquietante.
A questo aggiunge la sua notevole capacità dialettica a volte affabulante, spesso severa e quasi minacciosa, ma che attrae proprio per queste sue caratteristiche.
In molti scambi nella nostra chat in comune con Lena, M. ha spesso giocato su queste sua capacità camaleontica di cambiare atteggiamento, passando da toni pacati ad altri sferzanti e impetuosi, conquistando Lena al punto di eccitarla, facendola sciogliere in pochissimo tempo, liberandola da ogni freno inibitore.
Spesso M. tra un gioco e un ordine dato da perfetto Master l’ha costretta ad eseguire consegne che prevedevano alcune sue performance che lei non ha esitato ad eseguire tanto l’hanno eccitata smodatamente. E, infatti, l’abbiamo potuto ammirare anche mentre faceva spese in giro, mostrando di essere senza intimo così come le era stato ordinato; oppure sempre mentre era a fare compere, appartarsi per sistemare un plug nel suo bel culo o le famigerate palline cinesi vibranti, facendoci notare quanto la sua fica fosse bagnata fradicia a seguito dei nostri ordini.
Ma ciò che ha fatto capire a Lena che M. era in grado di farle raggiungere alti livelli di perversione, è stato quando, a seguito di un ordine di questo gran porco, perverso, l'ha costretta a masturbarsi con una carota e un cetriolo nella fica e nel culo, mentre si trovava in casa a cena con altri ospiti. Seduta a tavola, nascosta agli occhi di tutti i presenti, ci ha mostrato in video come ha raggiunto un orgasmo devastante al punto di bagnare il pavimento con la sua sborra. A quel punto, memore di altre volte in cui M. L'aveva obbligata a raccogliere tutto con la lingua, rischiando di essere scoperta, si è inginocchiata e, nascosta sotto il tavolo, ha leccato tutto come una cagna, tutto registrato su video. É evidente che Lena lo desidera da sempre umiliarsi fino a quel punto e non è la sola cosa che la eccita tra le mortificazioni che è disposta a subire pur di godere.
Non ancora sazia, è andata in bagno e, in videocollegamento con entrambi, ha iniziato a penetrarsi la fica con le dita, raggiungendo ancora una volta un godimento straordinario, rantolando per il piacere e imprecando contro sé stessa per quanto si sentiva troia, una laida puttana, una lurida cagna in calore. Assistere a quella scena ci ha eccitati oltre ogni immaginazione e in suo onore ci siamo fatti apprezzare, segandoci il cazzo come due maiali e sborrando come idranti.
Credo che quella sia stata la svolta per la quale M. per lei è diventato la sua "reale tentazione" a cui cedere e per la quale eccitarsi ed eccitarci durante le nostre meravigliose e appaganti maratone di sesso.
Questa consapevolezza, quindi, di voler provare una esperienza in cui lei si ritrovi ad essere sottomessa e schiava mia e di M. ormai è radicata da tempo nel suo immaginario sessuale e, quindi, questo appuntamento va a suggellare una sorta di patto tacito tra me e lei che era quello di realizzare quanto prima questo esperimento.
Alle 18:00 in punto sono nella hall dell’hotel e vedo entrare Lena. È stupenda. Un vestitino lungo, appena sotto le ginocchia, abbottonato sul davanti, ma che lascia aperto una sorta di spacco che ad ogni passo fa intravedere una buona dose di coscia fin quasi all’inguine. Lei nota il mio stupore e allunga il passo in modo che l’abito si apra ancora di più fino a che non intravedo una “fetta” della sua fica da adolescente, depilata e con upavimentona parte delle labbra che fanno già capolino. Una fitta al basso ventre sveglia subito il mio cazzo. La mia troia sotto quel vestito è totalmente nuda, ma soprattutto pronta. Mi sorride provocante e mentre ci dirigiamo in ascensore, la mia mano si attacca al suo culo sodo e alto, tentando, vanamente, di stringerlo tutto nel palmo. Appena entrati, sposto un lembo del vestito e raggiungo la sua fessura. La accarezzo delicatamente con il polpastrello del dito medio. È già bagnata e la sento gemere a quel contatto. La guardo e sorrido perché ancora non sa cosa l’aspetta.
Appena arrivati al piano con la key card apro la porta e, inserita la scheda per attivare l’interruttore per l’illuminazione, la scena che ci si para davanti la lascia senza fiato.
Al centro del letto con i suoi pantaloni di lino bianchi e a torso nudo c’è M. seduto con le spalle appoggiate alla testiera, le gambe raccolte e le braccia incrociate sui ginocchi. Ci guarda e poi sorride.
Guardo Lena che sta ancora trattenendo il respiro. Poi si gira verso di me come a chiedere spiegazioni, ma è a quel punto che interviene M.
-“Lena, non guardare lui, devi guardare me e dirmi se sei contenta che io sia qui, se devo rimanere o vuoi che vada via?
Lo guarda, fissandolo con intensità e desiderio, resasi conto che è tutto reale, con voce roca per l'eccitazione, ma anche con convinzione esclama.
-“Non voglio che tu te ne vada, anzi ti prego di restare, ne sarei felice.”
La vedo già calarsi nel suo ruolo, infatti, abbassa gli occhi e dà come messaggio di aver capito quello che l’aspetta.
-“Guardami e ascolta bene.”
Le dice M. con decisione.
-“Quello che succederà oggi in questa suite sarà molto diverso da quello che abbiamo sempre immaginato o realizzato durante i nostri giochi a distanza o virtuali. Se ti senti pronta ad affrontare tutto, sappi che da questo momento sarò io a condurre il gioco per tutti e tre. E questo perché il tuo uomo spesso è anche il tuo signore e padrone e il rapporto che avete confidenziale, complice, da persone che si amano, può non assicurare il giusto distacco che è necessario in una sessione di BDSM come quella che andremo ad affrontare.
Io, non ho questo tipo di legame con te e ciò mi permetterà di avere quella necessaria separazione dei ruoli al fine di trattarti da sottomessa, da schiava o da troia e puttana fino a farti sentire come una cagna in calore, in qualsiasi momento lo riterrò utile per il nostro appagamento; almeno fin quando saremo tutti e tre insieme in questo luogo. Se sei consapevole di tutto ciò e lo accetti, rispondi solo: “Sì, mio padrone, sono pronta”. Perché da adesso in poi e per tutto il tempo che decideremo io e P., il tuo padrone sarò io".
Lena abbassa lo sguardo, congiunge le mani davanti al ventre e risponde:
“Sì, mio padrone, sono pronta”.
M. scende dal letto e si pone davanti a Lena, con in mano un coltello non molto grande, con la lama sottile, affilatissima e le dice.
-“Avvicinati, guardami fisso negli occhi e non muoverti per nessun motivo, hai capito?”
-“Sì, mio signore.”
Lena risponde con la voce rotta dall'emozione, ma soprattutto la percepisco in ansia, ma già eccitatissima.
Poi M. guarda me e con un cenno del capo mi fa capire che devo spogliarla. Sbottono lentamente l’abito sul davanti e lo faccio scivolare lungo le braccia sul pavimento, lasciandola nuda e solo con il suo tacco 12.
-“Le mani sopra la testa".
Le ordina M. La mia donna esegue e con quel movimento il suo seno risale, mettendo ulteriormente in evidenza la sua bellezza con i capezzoli già dritti e duri.
M. fa scorrere sul suo palmo la lama del coltello, poi si avvicina e la lascia scivolare dal collo, al centro dei suoi seni mentre con la punta disegna i contorni attorno al capezzolo e poi sotto, alla attaccatura della piccola mammella. Un movimento appena più deciso che Lena percepisce come una puntura e un gemito anticipa una microscopica gocciolina di sangue che si forma sulla sua carne candida. M. la fissa negli occhi, poi si piega con la testa e con la lingua larga, prima la lecca e poi con le labbra succhia, provocandole la prima fitta di piacere alla fica. È tutto così talmente osceno e perverso che il mio cazzo è duro da un po'.
Anche M. reagisce e sotto il suo pantalone di lino, si nota un notevole rigonfiamento del suo cazzo che conosciamo bene sia io che Lena.
-“Guarda cosa hai fatto, cagna!”
Le ordina, facendo segno sui nostri due cazzi.
Lena esegue e si morde le labbra perché quella nostra reazione insieme al gesto di M. sul suo seno l’ha eccitata tantissimo.
M. prosegue e con la punta della lama sfiora appena la pelle candida della mia femmina, fermandosi sul monte di venere bianco e depilato. Geme e il suo respiro si fa pesante. Un altro piccolo movimento e altra puntura e appena sopra la fessura appare un'altra piccolissima goccia di sangue. Questa volta il gemito di Lena è quasi un grido strozzato. Come prima M. si china, lecca con la lingua larga più volte e poi succhia, leccando fino a raggiungere la fessura e a sfiorare il clitoride già duro e sensibile.
Altro forte gemito e questa volta la vedo fremere di puro piacere.
-"In piedi!"
Le ordina M., poi con il frustino da cavallerizzo le percuote due volte la fica al centro della fessura e aggiunge al suo ordine precedente:
-"Allarga le cosce, cagna!"
Non appena Lena esegue, la colpisce due volte con moderata violenza seguita da un altro comando:
-"Mantienile larghe e scopri con le mani la fica, voglio vedere se sei bagnata, troia vogliosa."
La mia femmina non perde tempo e con le dita separa le labbra, esibendo una vulva rosea, fradicia di umori che iniziano a colare all'attaccatura delle cosce e un clitoride già duro e scappucciato.
-"Guardati, sei un lago e non vedi l'ora di farti sottomettere e umiliarti; eppure, ne godi. Vero, puttana?"
Lena interpreta quella domanda come una ulteriore mortificazione e questo non fa che eccitarla ancora di più. Infatti, chiude gli occhi e risponde:
-"Sí, mio signore. Lo desidero con tutta me stessa, sai che puoi fare di me ciò che vuoi e io eseguirò e se me lo ordinerai ne godrò".
Pur avendo consapevolezza del fatto che la mia donna avesse questa natura da sottomessa, tuttavia, assistere a questa sua schiavizzazione per mano di un altro maschio dominante è una vera rivelazione perché mi convinco che ancora non abbia espresso il massimo della sua capacità di farsi umiliare e mortificare nella mente e nella carne.
Tutto questo mi eccita enormemente e il mio cazzo ne porta già i segni. Vedere la mia donna cosí dominata da un altro uomo e soprattutto eccitata al pari di una cagna in calore é uno spettacolo irrinunciabile. M. Si rende conto del mio stato e solo al fine di infliggere un'ulteriore punizione alla dignità della mia donna le fa osservare:
-"Guarda, troia, col tuo comportamento da cagna in calore hai fatto eccitare anche il tuo uomo e ha il cazzo duro.
Mi trovo a fianco a lei appena più indietro, Lena lentamente volge il capo nella mia direzione e nota il rigonfiamento all’altezza del mio ventre e, sperando che M. non lo noti, sussurra:
-“Sei un gran porco, bastardo, perverso.”
Il tono è più di compiacimento che di rabbia o rimprovero e lo dimostra il fatto che mentre lo dice comprime la fica, procurandosi altre fitte di piacere.
Ad M. non sfugge questo suo atteggiamento e le infligge due colpi di frustino proprio sulla fica aperta, interessando anche la sensibilissima zona del clitoride e, intanto, l’apostrofa:
-“Si, è un gran porco, un bastardo ed è perverso come il tuo padrone, ma a te piace troppo, vero, lurida troia?”
Lena urla per il dolore, ma il piacere che ne ricava è palese, perché la sua fica si comprime, più volte come in preda agli spasmi del godimento ma non è ancora orgasmo; le sue gambe tremano, ma le sue mani tengono aperta la fica senza proteggerla, segno che quasi lo desidera. M. la incalza, colpendola ripetutamente.
-“Rispondi, troia. Dillo che sei arrapata come una lurida puttana proprio perché lui è qui e tu ti stai comportando da cagna sotto i suoi occhi, RISPONDI!
Lui é a pochi centimetri dal suo viso, glielo urla addosso e Lena non resiste e risponde.
-“Sì, Sì, Sì! mi eccita come una vacca, mi arrapa essere umiliata qui, adesso, da te mio signore e ancora di più sotto lo sguardo del mio maschio.”
M. inizia a colpirla con rinnovato ardore sul ventre, sulle cosce ma soprattutto tra le gambe, sulla fica e sul clitoride, insultandola.
-“Troia, puttana, zoccola, succhiacazzi, bocchinara, cagna, vacca da monta!”
Lena urla e dopo quelle percosse in particolare sulla fica, urla il suo piacere, godendo con un orgasmo devastante. Trema e a stento si tiene in piedi mentre dalla sua fica esce sborra e umori misti a urina, allagando il pavimento.
Continua...
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