Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > Il Tagliateste 1
bdsm

Il Tagliateste 1


di freddy15
23.07.2025    |    1.723    |    4 9.6
"Anch’io ho guardato il mio cazzo così costretto dentro quella gabbia che quasi mi faceva male e mi sono sentito per la prima volta in vita mia impotente e non solo fisicamente..."
Il giorno successivo in perfetto orario sono tornato da Angel. Appena entrato mi ha ordinato di spogliarmi nudo e di inginocchiarmi davanti a lei seduta sul divano. In quella posizione vedevo bene il suo gran cazzo che la sera prima avevo succhiato così avidamente e speravo vivamente che me lo desse ancora, invece lei mi ha chiesto se avevo pensato a quello che era successo la sera prima. Le ho subito raccontato che nonostante quello che era successo e nonostante per me fosse stata la prima volta, mi sentivo meno sporco di quando mi comportavo come uno stronzo nel lavoro. Lei allora mi ha detto: “stasera inizierai a pagare per quello che hai fatto. Sei sicuro di volerlo fare? Pensaci bene perché se sarai d’accordo non dovrai fermarti. Se vorrai che smettiamo dovrai dire la parola di sicurezza che è “banana”, e se lo farai dovrai rivestirti e sparire per sempre. Sei d’accordo?”. Ho esitato qualche istante e poi soggiogato da quella Venere ambrata e dalla visione del suo cazzo ho risposto che lo desideravo.
Lei ha sorriso, mi ha dato uno schiaffo in pieno viso e mi ha detto “si comincia”.

Ha preso delle corde di varie misure e mi ha ordinato di mettere le mani dietro la schiena e mi ha legato le mani, poi è venuta davanti al mio viso con il suo cazzo e mi ha detto: “annusalo solo, so che lo vorresti in bocca ma guai a te se ci provi se non ti ho dato il permesso”. Mi sono ritrovato a rispondere con un Si Signora mentre annusavo il cazzo e morivo dalla voglia di iniziare a leccarlo e sentirlo in bocca caldo e pulsante.
Mi ha fatto andare indietro con la schiena in modo da esporre i miei genitali e con un cordino elastico mi ha legato le palle dividendole. Le sue mani erano molto esperte e in meno di un minuto avevo le palle separate e legate strettamente così da fare già un po’ male. Poi mi ha ordinato di alzarmi e di seguirla. Siamo entrati nella stanza attigua che altro non era che un dungeon ben attrezzato. Mi ha fatto appoggiare con il petto su di una panca e mi ha legato le caviglie alle gambe della stessa. Poi mi ha bloccato con una cinghia il petto alla panca e ha preso una frusta e dicendomi: “ora con immensa soddisfazione ti farò pagare per le tue malefatte, e ti farò capire che non sei poi così forte ed importante. Puoi gridare se vuoi.” Ed è partita la prima frustata che mi ha colpito le natiche. Ho emesso un grido dal bruciore che subito ho sentito ed istintivamente ho contratto i muscoli delle natiche. Angel mi ha dato altre due frustate consecutive facendomi gridare ancor di più dal dolore e dicendomi: “vedi merda di uomo, ora tocca a te piangere. Ti do un consiglio non contrarre i muscoli che fai peggio” ed è partita con altri due colpi. Non so nemmeno spiegare il dolore, mi sembrava che mi strappasse le carni e non potevo non piangere. Lei si è fermata e ha iniziato ad accarezzarmi dove mi aveva colpito dicendo: “poverino hai già dei bei segni in rilievo e belli rossi” per poi colpirmi con altri due colpi.

Il dolore era fortissimo e quando la ho vista appoggiare la frusta al tavolino di fianco ho tirato un respiro di sollievo. Lei si è messa in piedi di fronte al mio viso e prendendomi per i capelli ha sollevato un po’ la mia testa e mi ha piantato in bocca il suo cazzo durissimo ordinandomi di succhiare. Nonostante la posizione scomoda e il dolore alle natiche poter succhiare ancora il suo cazzo mi faceva impazzire e lei mi ha detto che ero una vera troia e mi spingeva sempre più in fondo il cazzo fino a quasi soffocarmi. Poi si è staccata e mi ha chiesto se volevo ancora un po’ di frusta, le ho detto che mi faceva ancora tanto male e allora lei ha detto: “poverino, hai il culetto che brucia! E abbiamo appena iniziato”. Si è spostata dietro di me e la sentivo trafficare con qualcosa sul tavolo e poi si è avvicinata a me da dietro. Mi aspettavo ormai con timore altre frustate ed invece ho sentito una punta appoggiarsi alle mie palle e una scossa intensa che mi ha fatto agitare come un pesce appena pescato per quel poco che le legature mi permettevano. Le scosse sono susseguite a volte sulle palle e volte, ancor più dolorosamente sulla cappella e poi sull’interno cosce. Io gridavo e piangevo dal dolore e lei mi parlava: “dimmi stronzo. Come ci si sente a non aver scelta e a dover accettare tutto da chi comanda?”, “ti piace e ti senti un verme profanato”, visto che io continuavo solo a lamentarmi ha alzato la voce “Parla stronzo” e mi ha colpito le palle con un pugno. Appena ripreso il fiato dal dolore del colpo, piangendo le ho detto: “mi sento una merda a pensare a cosa ho fatto a quelle persone e a come mi piaceva umiliarle”. “Bravo, ora inizi a capire ma non credere di salvarti con così poco” e presa la frusta ha iniziato a colpirmi la schiena con una serie di colpi. Dopodiché si è fermata, come se stesse prendendo il respiro o per calmarsi. È tornata davanti a me e mi ha dato il cazzo da succhiare e mentre lo facevo mi ha detto: “Allora ti piaceva tanto sverginare il culo a quelle ragazze vero?”. Ho fatto segno di sì mentre continuavo a succhiare e lei: “ora proverai ad essere tu in quella situazione e vedremo poi se ne avrai ancora voglia”. Mi ha tolto il cazzo dalla bocca e dal tavolino ha preso un tubetto di gel. Capivo bene cosa stava facendo e le ho detto: “piano per pietà, non lo ho mai fatto” e lei per risposta mi ha dato uno schiaffo dicendomi: “non credo che tu avevi pietà per loro, preparati a pagare le tue malefatte perché non avrò pietà di te”.

Si è messa davanti a me a spalmarsi un po’ di gel sulla cappella, e ora mi rendevo conto quanto fosse grossa e una paura fortissima mi ha assalito, per un attimo ho pensato di dire la parola che mi poteva salvare ma poi ho desistito e non so perché. Lei si è sistemata dietro di me, ho sentito la cappella appoggiarsi al mio sfintere vergine e poi ha iniziato a spingere finché con un forte dolore mi ha penetrato con una spinta lenta e continua. Il dolore era intensissimo e ormai piangevo a dirotto lamentandomi, ma lei non ha avuto pietà e alla fine ho sentito il suo corpo appoggiarsi alle mie natiche e ho capito che me la aveva messo dentro tutto. Dopo qualche secondo di pausa ha iniziato a pomparmi aumentando di un poco alla volta il ritmo, più mi lamentavo e gridavo e più accelerava e spingeva più in fondo. La sensazione di dolore e bruciore intensa era accompagnata da quella di essere letteralmente spaccato in due e poco alla volta mi sono lasciato andare e ho rinunciato di resistere. Per non so quanto tempo mi ha inculata, ogni tanto prendendomi per i capelli da dietro ed ho pensato a quando lo facevo io e ho capito che quello che stava succedendo lo meritavo.
Dopo una serie di sbattutte veloci e potenti ha tirato fuori il cazzo dal mio culo che ora sentivo pulsare dal dolore ma che anche lo percepivo come un vuoto. Con le mani mi ha allargato le natiche dicendomi: “Ma guarda il verginello come è ridotto ora, potrai andare a battere con questo culo sfondato” e si è fatta una risata. Per ricominciare ad incularmi ancora. Il dolore era sempre tanto, ma risentire quel cazzo enorme entrarmi ancora una volta in culo, per la prima volta mi ha dato anche qualche brivido e sentivo che sebbene schiacciato sulla panca il mio cazzo reagiva. Per un momento ho pensato a cosa stavo facendo e mi era difficile riconoscermi. Tra i lamenti ho iniziato anche a sospirare e allora Angel si è subito fermata dicendomi: “Eh no merda di uomo, non hai il diritto di godere!” Ha tolto di colpo il cazzo dal culo e venuta davanti a me mi ha preso per i capelli e ha iniziato a scoparmi la bocca. Ora il sapore di quel favoloso cazzo era diverso, sapeva di culo e sangue ma non potevo liberarmi per come ero bloccato. Angel spingeva quasi con rabbia il suo cazzo fino in fondo alla mia gola quasi soffocandomi, sbavavo saliva dalla bocca e dal naso, a momenti mi sembrava di soffocare ma Lei esperta com’era al momento giusto mi lasciava il tempo di respirare. Ogni tanto mi dava degli schiaffi sul viso mentre continuava a pomparmi fino a quando con una specie di ruggito mi ha detto: ecco il tuo premio” si è scaricata dentro e non ho potuto far altro che ingoiare tutto.
Si è seduta su di una sedia la davanti a me a rifiatare dicendomi: “e ora come ti senti stronzo, ti piace essere trattato come una puttana?”. “Pensa a quello che hai fatto passare a quelle donne, che sicuramente non hanno goduto come invece godi tu a farti trattare così. Perché lo so che in fondo ti è piaciuto.” Io con il poco fiato rimastomi e la bocca impastata di sborra le ho risposto che aveva ragione, avevo sofferto tanto ma anche mi era piaciuto per poi dire un “grazie Signora” senza nemmeno volerlo.
Angel mi ha slegato e prima di farmi alzare con una salvietta inumidita mi ha pulito il culo e l’interno coscia, per poi mostrarmi la salvietta sporca di merda e sangue dicendomi ridendo: “poverino ha il culo rotto lo stronzo”. Poi mi ha ordinato di pulirmi il viso e di raggiungerla nel living e se ne è andata.

Mi sono ripulito, ma prima ho approfittato di uno degli specchi per guardarmi, la faccia stravolta, le natiche e schiena con dei segni rosso violacei in rilievo e poi mi sono piegato per guardarmi il culo, era tutto arrossato e come slabbrato. Pensando a quanto appena successo ho raggiunto Angel che era seduta sul divano.
Mi ha fatto cenno di inginocchiarmi davanti a Lei, e ha iniziato a parlare dolcemente: “Allora come ti senti? Hai dolori?”. Con completa onestà le ho etto che si mi faceva male quasi tutto il corpo, ma soprattutto dove ero stato fustato e poi le ho chiesto se mi sarebbero rimasti i segni. Lei ha sorriso e mi ha dato una carezza sul viso: “solo per qualche giorno piccolino, sono una professionista anche se devo dire che ti ho punito con cattiveria come non mi succede quasi mai”. “E il culo come va?”. Lo sento bruciare e come se avessi preso una botta ma non è insopportabile. “Bene e psicologicamente invece come ti senti?”. Ho riflettuto un attimo e poi le ho confessato che nonostante la punizione così dura, o forse per merito di quella mi sentivo sollevato, come se avessi pagato per quello che avevo fatto anche se sapevo che questo non avrebbe fatto stare meglio le mie vittime, queste parole mi sono uscite con la voce un po’ rotta e Angel ha sorriso dicendomi: “si è vero, ma quello che è stato è stato, non si torna indietro, ma l’importante è che ora stai diventando un altro uomo e sicuramente presto starai meglio anche con te stesso.”

Poi mi ha cambiato discorso e mi ha detto: “oggi è venerdì, noi ci rivediamo lunedì ti va bene?”. Ho risposto di sì. “Ottimo, allora anche oggi non hai goduto e fino a lunedì non dovrai farlo. Ti voglio mettere una gabbietta di castità lo accetti? Ci terrei.” Ormai la mia volontà era annullata e quasi provavo piacere ad accontentarla per cui le dissi: “Si Signora, lo farò per Lei”. Angel ha sorriso di nuovo e si è alzata e da un cassetto ha tirato fuori una scatolina ancora imballata nel suo cellophane e si è rimessa seduta davanti a me. Ha parto la confezione e ha tirato fuori una gabbia nera in materiale plastico, e poi degli anelli dello stesso materiale e ha iniziato a spiegarmi come funzionava, non prima di avermi fatto alzare e avvicinare a Lei.
Vedi ora mettiamo questo anello attorno alle palle, ti stringerà un po’ ma niente di che, ho scelto apposta questa in materiale plastico che è più confortevole di quelle in acciaio. Poi all’anello verrà agganciata la gabbia e chiusa con questo sigillo numerato. In caso di emergenza potrai tagliarlo con una forbice ma è chiaro che io lo capirò.
Mentre parlava mi aveva già stretto attorno le palle l’anello e poi ha collegato la gabbietta dopo avermi leggermente lubrificato il cazzo. Mi ha quasi sgridato perché al solo tocco delle sue mani il cazzo ha iniziato a gonfiarsi dicendomi: “se fai così ti farò male per inserire la gabbia, stai calmo.”. Con un po’ di calma e pazienza e forzando alla fine è riuscita ad infilare la gabbietta sul cazzo e ad agganciarla per poi mettere il sigillo. Poi si è appoggiata con la schiena al divano e mi ha osservato e sorridendo ha detto “Si è proprio come volevo”. Anch’io ho guardato il mio cazzo così costretto dentro quella gabbia che quasi mi faceva male e mi sono sentito per la prima volta in vita mia impotente e non solo fisicamente. Poi Angel mi ha detto di rivestirmi e mi ha messo in mano un sacchettino dicendomi: “dentro ci sono due creme, una lenitiva per le frustate e quella in tubetto con il beccuccio la metti nel culetto rotto così lunedì sei pronto.” Mi ha sorriso e mi ha dato un bacio sulla guancia e mi ha fatto segno di andare.

Arrivato a casa mi sono fatto una doccia e mentre mi lavavo ho osservato il mio cazzo costretto dentro la gabbia, al solo pensiero di doverla portare per tre giorni ho iniziato ad eccitarmi nonostante l’acqua della doccia bruciasse non poco sulle ferite causate dalle frustate. Naturalmente appena il cazzo tentava di indurirsi la gabbia provocava dolore. Un gioco sadico, averla mi eccitava, ma appena mi eccitavo iniziava il dolore!
Finita la doccia per mettermi le creme mi sono messo di fronte allo specchio, la visione dei miei glutei e della schiena segnati a sangue dalla frusta è stata forte. Ora i segni non sanguinavano ma stavano per assumere una colorazione rosso scuro tendente al viola e il dolore e bruciore erano ancora intensi. Ho spalmato la crema con cura ed in effetti immediatamente ne ho ricavato un sollievo. Poi ho preso la rema con il beccuccio per incremare il culo, nella mia mente avevo paura che inserirlo nel mio buco mi avrebbe fatto un po’ male, ma dimenticavo a cosa mi aveva fatto Angel, infatti appena ho appoggiato il beccuccio allo sfintere è entrato tutto, anzi credo sarebbe entrato anche il tubetto! Mi sono reso conto che non avrei mai più avuto il buco del culo normale, ero sfondato nel vero senso della parola. Ho estratto il beccuccio e siccome molta crema era uscita con un dito ho fatto per spalmarla ma il dito è entrato dentro al culo senza alcun sforzo. Pensare che qualche giorno prima ero vergine, ma non ero preoccupato, anzi mi sentivo bene.

Il sabato mattina sono rimasto un’ora combattuto se andare in palestra o no. Poi ho deciso che dovevo andare, ormai avevo fatto una scelta e la mia nuova condizione non doveva limitarmi. Arrivato in spogliatoio ho aspettato che non ci fosse troppa gente per cambiarmi, prima ho cambiato la maglia dando le spalle al muro in modo da nascondere la schiena e poi mi sono girato e sfilati i pantaloni e mutande mi sono messo i pantaloncini da allenamento. Nel girarmi per andare fuori ho notato che un ragazzo alla mia destra mi stava osservando. Mi sono vergognato, forse aveva visto, ma ho fatto finta di niente e sono uscito.

Il weekend è passato velocemente, con le creme sia la schiena che il buco del culo stavano notevolmente meglio. Alla gabbia ormai ero abituato e mi faceva piacere aver soddisfatto il desiderio di Angel. Il lunedì mattina appena alzato ho mandato una mail di dimissioni al lavoro giustificandole con motivi personali molto importanti ed in effetti era la verità, non avrei fatto per niente al mondo ancora quel lavoro. Appena inviata mi sentivo già sollevato.
...continua
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.6
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il Tagliateste 1:

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni