bdsm
Storia di un microdotato 2
30.06.2026 |
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"Al primo incontro con il Padrone gli ho raccontato dell’accaduto e della richiesta del tipo..."
Un mese fa ho iniziato a frequentare una palestra, una di quelle grandi che vanno di moda oggi, e tutto andava bene, ma qui ritornava il solito problema, infatti ancora una volta quando era il momento della doccia la vergogna era così tanta che la facevo con il costume indossato e poi facevo di tutto per cambiarmi senza che nessuno vedesse, a costo di dover aspettare anche dieci minuti che si svuotasse lo spogliatoio.Una sera mentre ero legato alla sbarra a casa del Padrone, tra una frustata e l’altra mi ha chiesto come andava in palestra. Gli ho raccontato tutto e soprattutto del problema della doccia e dello spogliatoio.
Il Padrone rideva dicendo: “pensa se ti vedono tutti con quel vermetto, sarebbe proprio una bella umiliazione!”. Io ho confermato che non lo avrei mai fatto proprio per quello, mi vergognavo troppo anche solo al pensarci di restare nudo con gli altri che vedono come sono.
La serata è continuata e dopo due ore di “trattamento” e dopo aver fatto godere il Padrone per due volte, una in bocca con ingoio obbligatorio e un’altra volta facendomi inculare, dopo esserci ricomposti il Padrone mi ha detto: “da domani in palestra ti fai la doccia nudo come tutti, e non ti nascondi con l’asciugamano quando attraversi lo spogliatoio. Voglio che tutti ti vedano. Ti dovrai umiliare così per me, hai capito?”. Io lo ho implorato di non obbligarmi a questo ma Lui è stato irremovibile e ha continuato: “Come ti ho detto farai! Cosa credi di poter decidere tu qualcosa? Ti ricordo che non sei un uomo, guardati, ed è giusto che tutti ti vedano per quello che sei. Capito?”. Ho abbassato gli occhi e gli ho risposto con un sì Signore sottovoce, ma Lui con uno schiaffo mi ha ordinato di dirlo ad alta voce. Allora ho ubbidito ripetendolo ad alata voce.
Prima di andare a casa, mentre uscivo dalla porta di casa Sua mi ha detto: “mi raccomando mandami un messaggio quando hai finito di allenarti e stai per andare in doccia, perché un giorno verrò a controllare entrando per un giorno di prova in palestra. E ricordati di cambiarti nel posto più lontano dalle docce, così farai una bella sfilata! Ora vai a casa e fatti una sega con due dita e ha chiuso la porta ridendo di gusto.”
Il giorno successivo sono andato in palestra, mi sono allenato e poi sono andato in spogliatoio senza avermi dimenticato di mandare il messaggio al Padrone. Sono rimasto seduto sulla panca dello spogliatoio per lunghi minuti pensando a quello che dovevo fare, quasi mi veniva da piangere, ma poi ho tentato di far finta di niente, mi sono spogliato nudo e senza incrociare lo sguardo con nessuno mi sono diretto alle docce nudo con il mio micro pene in bella vista. Mi sono docciato e asciugato senza mai girarmi verso il muro in modo da poter essere visto da tutti. Mi sentivo molto umiliato dall’espormi così ma ho ubbidito agli ordini del Padrone.
Per giorni ho continuato a comportarmi come richiesto, vedevo alcuni che quando passavo si facevano dei cenni e ridacchiavano alle mie spalle ma un po’ alla volta mi sono reso conto che la cosa non mi faceva più tanto male, anzi al pensiero di quello che stavo facendo sentivo che l’umiliazione di mostrarmi diventava ogni giorno più eccitante.
Ho capito che ormai umiliarmi era diventato per me come una maniera di fare sesso, si godevo e mi eccitavo enormemente per il solo fatto che la gente mi additava e mi rideva alle spalle. Avrei dovuto ringraziare il Padrone per avermi fatto fare questo passo verso la consapevolezza di me.
A proposito il Padrone non è mai venuto a controllare ma mi ha confermato che aveva un amico che gli riferiva tutto e perciò era molto soddisfatto da me. Pensando che in spogliatoio ci fosse qualcuno che sapeva della mia schiavitù ho avuto un brivido, non so se di paura o di eccitazione.
Comunque con il passare del tempo il Padrone ha aggiunto altri step al mio percorso di umiliazione. Una mattina mi ha raggiunto a casa mia prima che andassi in palestra e ha voluto segnarmi il culo con la frusta dicendomi: “così dopo aver visto il tuo vermetto, tutti capiranno che sei anche uno schiavo.”. Non mi sono fatto problemi e ho fatto a vedere a tutti anche i segni delle frustate. Cosa che è successa anche altre volte nei tempi successivi. Tanto che un giorno un uomo che si stava cambiando vicino a me mi ha chiesto a bruciapelo: “hai un Padrone fisso?”, io lo ho guardato un po’ sorpreso dalla domanda ma ho risposto di sì. Allora il tipo mi ha detto: “chiedi al tuo Padrone se è disposto a condividerti all’inizio con me e poi se vuole anche con i miei amici”. Lo ho guardato ancor più basito ma poi gli ho risposto: “lo farò.”.
Al primo incontro con il Padrone gli ho raccontato dell’accaduto e della richiesta del tipo. Il Padrone si è fatto una risata dicendomi: “le frustate finalmente hanno avuto successo. Lo sapevo che prima o poi qualcuno vedendoti con il culo a strisce si sarebbe fatto avanti. Ora è tempo di condividerti perché una schiavetta come te è fatta per soddisfare veri maschi!”. A queste parole una sorta di inquietudine mista ad eccitazione mi ha pervaso ma ho detto ugualmente al Padrone che ero pronto se lo desiderava. Lui dicendomi “brava la mia puttanella” mi ha detto di fissare un appuntamento all’uscita della palestra per il mercoledì successivo.
E così ho fatto e il mercoledì finita la palestra e la solita sfilata nudo in spogliatoio sono uscito accompagnato da Francesco, così si chiamava il tipo. Il Padrone ci aspettava in fondo al parcheggio, lontano dal via vai di persone che andavano e venivano dalla palestra. I due si sono presentati e hanno iniziato a parlare di me come se non esistessi. Il Padrone descriveva le mie “qualità” e come mi usava abitualmente, mentre Francesco ogni tanto mi guardava come per dire. “ma vedi che razza di troia senza limiti che è questa”.
Per ribadire il Suo potere su di me il Padrone ad un certo punto mi ha ordinato di aprire la bocca e ci ha sputato dentro ed io ho ingoiato il Suo sputo ringraziandolo come mi aveva insegnato a fare. Francesco era entusiasta e mentre io ascoltavo si sono accordati per un primo incontro dove mi avrebbe provato assieme al Padrone. Ha anche insistito a proporre, nel caso fosse stato contento delle mie prestazioni, di condividermi anche con i suoi amici più avanti. Il Padrone era d’accordo e così si sono dati appuntamento per venerdì sera a casa del Padrone.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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