Loredana, Marta e Roberta la sottomissione 4
Il sudore si era raccolto in modo abbondante nelle pieghe della sua pelle calda, sotto la fascia elastica dei pantaloncini e lungo l'interno delle cosce vigorose. Entrando in casa, l'odore che la accompagnava era ancora più denso, caldo e avvolgente rispetto a quello delle altre ragazze.
Roberta, leggermente in imbarazzo per la propria mole e per la quantità di sudore accumulato, si guardò intorno mentre Marta la guidava verso il centro della stanza.
«Marta mi ha raccontato tutto,» disse Roberta con la voce un po' affannata, passandosi una mano sulla fronte per asciugarsi le gocce lucide che le scendevano sul viso. «Io però peso parecchio e oggi ho sudato davvero tantissimo... sei sicura di farcela?»
Loredana, non appena avvertì nell'aria la potenza di quell'aroma così ricco e concentrato, si fece avanti senza il minimo esitazione. Sotto lo sguardo divertito di Marta, che si andava già a accomodare sulla sua solita poltrona per godersi la scena, Loredana si mise subito in ginocchio ai piedi di Roberta.
Senza dire una parola, Loredana afferrò con entrambe le mani le cosce piene dell'atleta, affondando il viso tra le sue forme generose per iniziare a pulire ogni singola goccia di sudore con una devozione ancora più intensa e appagata.
Roberta, vedendo l'incredibile dedizione con cui Loredana si dedicava alle sue forme, lasciò cadere ogni imbarazzo. Con un sospiro di sollievo, appoggiò le mani sulle spalle di Loredana per bilanciare la sua mole imponente e iniziò a guidarla verso i punti dove il sudore si era accumulato di più.
«Se ti piace così tanto, non fermarti qui,» mormorò Roberta con la voce sempre più profonda e ansimante. «Ho corso per due ore e sotto la fascia dei pantaloncini è dove fa più caldo. Voglio che ti infili proprio lì sotto.»
Roberta allargò leggermente la presa e guidò il viso di Loredana verso l'interno delle cosce piene e la piega dell'inguine, pretendendo passaggi di lingua sempre più profondi e decisi per liberarla del tutto dalla calura e dalla stanchezza della partita.
Loredana, totalmente sopraffatta e appagata dalla ricchezza di quell'aroma intenso, accolse ogni indicazione con entusiasmo, intensificando il suo lavoro per soddisfare ogni singola richiesta di Roberta.
Roberta affondò le dita nei capelli di Loredana, bloccandole la testa con una presa solida e decisa. La sua stazza e la sua forza da atleta non lasciavano margine di movimento, imponendo un contatto totale e senza via di fuga.
«Rimani lì,» le ordinò Roberta con la voce rotta dal fiato corto, spingendo leggermente il bacino in avanti per far aderire ancora di più il proprio corpo alla bocca di Loredana. «Non staccarti finché non ho finito. Voglio sentire ogni singolo passaggio.»
Incastrata tra le cosce piene e calde di Roberta, Loredana si ritrovò completamente immersa in quel vapore denso e concentrato. Invece di opporsi, accolse quella costrizione con un brivido di pura estasi: la pressione sulle sue tempie le impediva qualsiasi distrazione, costringendola a concentrare ogni fibra del suo essere su quel sapore forte e sulla pelle bollente dell'atleta.
Loredana, esattamente accanto alle due bottiglie di birra.
Loredana, visibilmente al limite, cercò di stabilizzare il respiro per non far muovere né le bottiglie né il posacenere, pur continuando a dedicarsi devotamente ai piedi di Roberta.
Marta tirò fuori un pacchetto di sigarette, ne sfilò due e ne porse una a Roberta. Dopo averle accese entrambe, il soggiorno si riempì lentamente di una scia di fumo denso che andò a mescolarsi all'aroma acre di sudore e fatica già presente nella stanza.
Roberta fece una lunga tirata, espirando il fumo verso il soffitto con un sospiro di puro godimento.
«Non sono mai stata così comoda dopo un allenamento,» mormorò Roberta, lasciando cadere un primo granello di cenere direttamente nel posacenere posizionato sul corpo di Loredana.
Marta, seduta sul bracciolo con la sigaretta tra le dita e lo sguardo fisso sulla sua amica completamente domata, socchiuse gli occhi con espressione pensierosa e complice.
«Sto già pensando a domani,» disse Marta con una voce calda e sornione, facendo fare un piccolo cerchio di fumo al suo respiro. «In squadra ci sono altre sette ragazze che non vedono l'ora di scaricare la stanchezza della settimana. E direi che Loredana ha dimostrato di avere ancora un sacco di spazio da offrire.»
Roberta ridacchiò, accarezzando la caviglia di Loredana con la pianta del piede mentre la ragazza, sotto il peso del posacenere e delle birre, continuava a tremare ed estasiarsi a ogni parola delle due donne.
Marta e Roberta scambiarono uno sguardo d'intesa, lasciando che il fumo delle loro sigarette si disperdesse lento sopra il corpo di Loredana. Vedendo la rigidità del suo addome e il tremore costante delle sue gambe, decisero di spingere quel gioco ancora più a fondo.
Roberta, senza rimuovere i piedi dal petto di Loredana, iniziò a muovere lentamente le dita, strofinandole con forza controllata sulla sua bocca e sulle sue guance, guidando ogni suo movimento con imperiosa precisione. Allo stesso tempo, usava il peso dei suoi talloni per esercitare una pressione ritmica e costante sul suo torso, alternando spinte decise a brevi pause che lasciavano Loredana quasi senza fiato.
Marta, dal suo angolo sul bracciolo del divano, allungò la mano libera. Mentre con una teneva la sigaretta accesa, con l'altra passò le dita fredde lungo il collo e i fianchi di Loredana, scendendo con lentezza esasperante verso il ventre bollente, sfiorando la pelle proprio dove la condensa della birra aveva lasciato una scia d'acqua.
«Guarda come trema,» mormorò Marta con tono basso, facendo un'altra tirata e lasciando che un filo di fumo accarezzasse il viso dell'amica. «Basta un piccolo tocco nei punti giusti per farla impazzire del tutto.»
Loredana, stretta tra la pressione fisica di Roberta e le carezze calcolate di Marta, non aveva più alcun modo di contenersi. Con il posacenere e le bottiglie ancora in perfetto equilibrio su di lei, continuava a servire i piedi dell'atleta mentre il suo corpo veniva travolto da stimoli continui e contrastanti, spingendola a un passo da un'esplosione inevitabile.
Marta e Roberta si bloccarono all'istante, ritirando le mani e immobilizzando i piedi proprio un secondo prima che Loredana perdesse del tutto il controllo. Il corpo di Loredana rimase teso come una corda di violino, sospeso in un'agonia di piacere incompiuto, con il respiro spezzato e gli occhi sbarrati nel vuoto.
«Aspetta,» disse Marta con una risata bassa, fermando il movimento di Roberta. «Niente da fare. Non stasera.»
Senza curarsi del posacenere ancora appoggiato sul ventre di Loredana, le due ragazze picchiettarono le sigarette con noncuranza: la cenere grigia e calda cadde dove capitò, finendo in parte sul pavimento e in parte direttamente sulla pelle nuda e sudata dell'addome e del collo di Loredana.
Subito dopo, l'accumulo di tensione fu troppo forte per il corpo di Loredana che, pur senza essere stata toccata nei punti intimi, ebbe una reazione involontaria e violentissima: un'eiaculazione femminile improvvisa ed abbondante schizzò verso l'alto, bagnando le gambe di Roberta e finendo sul pavimento circostante.
Roberta guardò la scena sorseggiando l'ultimo sorso di birra, del tutto indifferente e divertita da quel disastro improvviso.
«Guarda che casino che ha fatto,» mormorò Roberta scuotendo la testa con un sorriso sornione. «Adesso le tocca pure pulire tutto prima di andare a dormire.»
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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