Sei in punizione! Parte quarta
Carlotta obbedì con un sorriso malizioso, scivolando sul pavimento con una grazia felina. Afferrò l'asta ancora dura di Luca con entrambe le mani, le dita che non riuscivano a chiudersi attorno alla circonferenza, e la guidò verso la bocca. L'accoglienza fu vorace, senza preamboli, la gola giovane che si apriva in modo innaturale per accogliere la lunghezza fino in fondo.
«Cristo...» Luca affondò le dita nei capelli biondi, tirandoli indietro per guidare il ritmo. Guardò quel viso da bambola distorto dal desiderio, le guance che si infossavano per la suzione, gli occhi azzurri che lo guardavano dall'alto in basso senza battere ciglio mentre lo ingoiava tutto. «Così... succhia, piccola.. succhia il cazzo che ti scoperà tutta...»
Carlotta gemette intorno all'asta, la vibrazione che fece drizzare Luca ancora di più. Usava la lingua come un'arma, girandola attorno al glande, succhiando con forza, poi rilasciando per leccare le palle, umide del proprio sapore misto al seme residuo. La saliva le colava sul mento, lucida e sporca, mentre lei si masturbava freneticamente, due dita che affondavano nella figa ancora aperta, raccogliendo il liquido bianco che sgorgava copioso.
«Basta» grugnì lui, tirandole indietro la testa per il ciuffo. «Gira. Appoggiati al muretto.»
Il muretto basso che divideva la cucina dal soggiorno era fatto di mattoni grezzi, coperti da una vernice bianca scrostata. Carlotta vi si appoggiò con i gomiti, spalancando le gambe, offrendo quel culo di marmo che aveva tormentato Luca per anni. Si guardò indietro, il trucco che iniziava a colare sugli occhi, le labbra gonfie e rosse.
«Prendilo» lo sfidò, le dita che si aprivano le natiche. «Prendi il mio culo, Luca. Usa il tuo sborra come lubrificante. Sfondami.»
Luca non esitò. Raccolse con le dita il seme che colava dalla figa gonfia di Carlotta, quella miscela calda e viscosa di lui e di lei, e la spalmò sul buco stretto che pulsava nell'attesa. Poi ne prese di più, un'altra manciata, untuosa e scandalosa, e la infilò dentro con un dito, preparando quella stretta proibita.
«Fa male...» ansimò Carlotta, ma la voce era eccitata, implorante. «Fammi male, Luca. Prenditi tutto.»
Lui la prese per i fianchi e affondò in un colpo solo, la testa del cazzo che scomparve nella stretta morsa del culo giovane. Carlotta gridò, un suono acuto che rimbombò nella cucina vuota, le unghie che lasciavano segni bianchi sul mattone. Luca sentì la pressione infernale, la differenza abissale tra la figa e questo secondo ingresso, più stretto, più proibito, più umiliante.
«Tutto tuo...» gemette lei, la faccia premuta contro il freddo del muretto. «Tutto il mio culo è tuo. Sfondami come una troia. Alla faccia di mia madre sfogati sul mio culo.»
Le parole furono benzina sul fuoco. Luca iniziò a scoparla con una furia incontrollata, i fianchi che sbatterono contro le natiche in colpi secchi e profondi, il suono umido della carne che si univa che riempiva la stanza. Il muretto tremava, i mattoni che cigolavano sotto la spinta violenta. Carlotta veniva spinta avanti e indietro, i seni che ondeggiavano sotto il corpo snello, il viso che si contorceva in un misto di dolore e estasi.
«Più forte...» urlò, la voce rotta. «Più forte, cazzo! Trattami come la puttana che sono! Prendi tutto quello che vuoi! Tutto!»
Luca affondò le dita nella carne del sedere, allargando le natiche per vedere il cazzo che scompariva dentro di lei, sporco del seme che fuoriusciva attorno all'asta, lucido e osceno. La penetrazione divenne selvaggia, un ritmo animalesco che non conosceva pietà, i suoi testicoli che sbatterono contro la figa gonfia a ogni affondo.
«la prossima volta...» ansimò Carlotta, la voce che si spezzava per i colpi. «Quando scoperai mia madre... la prenderai nel culo... e penserai a me... penserai a come mi stai sfondando ora...
«Sì...» ringhiò Luca, sentendo l'orgasmo montare come un tornado. Prendendo a sberle quel culo bianco che in un'istante si fece porpora «Sì, cazzo... penserò a te... al tuo culo stretto... alla tua bocca sporca...» continuando a sculacciare quel culo sempre più rosso.
«Immaginerai che è il mio culo... che stai inculando...» continuò lei, la mano che scivolava sotto il ventre per strofinarsi il clitoride. «E lei non saprà nulla... mentre tu sborri nel suo culo... pensando al mio...»
Fu troppo. Luca affondò fino al fondo, premendola contro il muretto con tutto il peso del corpo, e esplose per la seconda volta. Le pulsazioni furono violente, il seme che riempì il culo di Carlotta in getti caldi e abbondanti, mentre lei veniva contemporaneamente, le pareti anali che si stringevano intorno a lui in spasmi convulsivi, succhiando ogni goccia.
Rimasero così, uniti nella sporca verità del loro tradimento, il respiro affannoso che si mescolava al rumore della pioggia. Luca sentiva il cuore che batteva forte contro la schiena di lei, la consapevolezza di quello che avevano fatto che li avvolgeva come un sudario bagnato.
Carlotta si girò lentamente, ancora impalata su di lui, e sorrise con quel sorriso da gatta sazia.
«Ricordati» sussurrò, leccandosi le labbra gonfie. «quando la prenderai... io sarò qui, a pensare a te. E tu penserai a me. Ogni volta. Per sempre.»
Lascerò la porta socchiusa» mormorò Luca, ancora dentro di lei, il sudore che gli colava sulla fronte. «La prossima volta che verrò a scopare tua madre... lascerò che tu guardi.»
Carlotta sorrise, quel sorriso da predatore che lo fece rabbrividire nonostante il calore residuo dell'orgasmo. «Promesso?»
«Promesso» ansimò lui, senza capire il peso di quella parola.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Sei in punizione! Parte quarta:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
