Loredana, Luca.... e Aslan
Il nuovo arrivato, un Alano fulvo di proporzioni imponenti battezzato "Aslan", aveva preso possesso del letto non appena Loredana e Luca avevano aperto la porta della camera. Con la delicatezza di un bulldozer, si era accovacciato tra le lenzuola pulite, sospirando profondamente come se avesse affrontato una giornata estenuante.
Loredana e Luca si scambiarono un'occhiata complice. Il desiderio rimandato per giorni era palpabile.
"Beh," mormorò Luca, avvicinandosi a Loredana e circondandole la vita con le braccia, "pare che ci sia un terzo incomodo."
Lei ridacchiò, appoggiando la testa sulla sua spalla. "È enorme. Più di quanto immaginassi."
Iniziarono a baciarsi, un bacio lungo e profondo che riaccese subito la scintilla. Loredana sentì la mano di Luca scivolare sotto la sua maglietta, accarezzandole la schiena. Con un movimento fluido, si spogliarono a vicenda, i vestiti che cadevano sul pavimento in un ammasso disordinato.
Luca la guidò verso il letto. Loredana si sdraiò, e Aslan, disturbato dal movimento, alzò la testa, osservandoli con i suoi grandi occhi scuri e un'espressione perennemente seria.
Luca si posizionò sopra Loredana, ma lo spazio era ridotto. Aslan occupava la maggior parte del materasso. Riuscirono a incastrarsi tra il corpo del cane e il bordo del letto, con le gambe di Luca che sfioravano la schiena di Aslan.
Quando iniziarono a fare l'amore, l'atmosfera si fece subito calda e intensa. Ma non erano soli. Aslan, a pochi centimetri dai loro visi, continuava ad osservarli, il suo respiro pesante che si mescolava ai loro ansimi.
"Oddio," ansimò Loredana a un certo punto, allontanando leggermente il viso da quello di Luca. "L'odore..."
Un'ondata di muschio, terra e cane bagnato l'aveva colpita in pieno. Aslan, come se avesse capito, fece un verso sommesso e si strofinò contro la sua spalla.
"Lo so, lo so," sussurrò Luca, continuando il suo movimento. "Ma ammettilo, c'è qualcosa di... diverso."
Loredana cercò di concentrarsi sul piacere, sulla sensazione del corpo di Luca contro il suo, ma l'odore era persistente. Era un odore forte, primordiale, quasi fastidioso, eppure... C'era qualcosa di strano, qualcosa che, nonostante la sua istintiva repulsione, le solleticava una parte recondita e selvaggia.
Mentre il piacere aumentava, l'odore sembrava quasi intensificare le sensazioni. Non era più solo un odore fastidioso, ma una componente dell'esperienza, un elemento che aggiungeva una nota ruvida e inaspettata alla loro intimità.
Le lamentele di Loredana si trasformarono in gemiti rochi, i suoi baci si fecero più urgenti. L'odore di Aslan, unito al calore dei loro corpi e al ritmo dei loro movimenti, creava un'atmosfera unica, strana e incredibilmente eccitante.
Aslan, dal canto suo, continuava ad osservarli, la testa appoggiata sulle zampe, come un guardiano silenzioso e un po' perplesso.
Quando raggiunsero l'apice insieme, Loredana si strinse forte a Luca, il viso nascosto nel suo collo, mentre l'odore di Aslan la avvolgeva completamente.
Rimasero abbracciati per lunghi minuti, il respiro affannoso che lentamente tornava alla normalità. Aslan, come se avesse capito che la performance era finita, fece un altro verso sommesso e si accovacciò di nuovo, appoggiando la testa sulla gamba di Loredana.
"Allora," sussurrò Luca, baciandole la tempia, "come è stato? Nonostante l'odore?"
Loredana sollevò la testa, guardandolo negli occhi con un sorriso stanco ma felice. "È stato... intenso. Diverso. E l'odore..." Fece una pausa, accarezzando la testa di Aslan che si era appisolato. "Sì, era forte. Ma, ad essere onesta... in un certo senso, mi è piaciuto."
Luca ridacchiò, stringendola più forte. "Lo sapevo che saresti stata una ricercatrice scientifica coraggiosa."
La presenza di Aslan in camera da letto era diventata una costante a cui nessuno dei due voleva più rinunciare. Quella che era nata come una curiosità un po' bizzarra si era trasformata rapidamente nel catalizzatore di una nuova complicità, spingendo Loredana a superare ogni vecchia inibizione e a prendere spesso l'iniziativa.
Una sera, non appena Luca varcò la soglia della stanza, la trovò già a letto. Era sdraiata di schiena, completamente svestita, con Aslan accucciato proprio accanto a lei. Il bestione, con la sua stazza imponente, occupava metà del materasso, mentre Loredana gli accarezzava il pelo corto con una lentezza studiata e provocatoria. L'odore selvaggio del cane e il profumo di lei riempivano già l'aria.
«Vieni qui», disse lei con una voce bassa, senza staccare gli occhi da Luca. «Aslan ha già preso il suo posto, manchi solo tu.»
Luca sorrise, colpito da quella sicurezza così sfacciata. Si spogliò velocemente e si infilò sotto le coperte dall'altro lato, stringendosi a lei. Loredana non aspettò che fosse lui a guidare il gioco: si voltò, lo spinse a pancia in su e gli salì a cavalcioni, senza curarsi dello spazio ridotto. Aslan sollevò la testa pesante, appoggiando il muso a pochi centimetri dal fianco di Luca, osservandoli con il suo solito respiro lento e profondo.
«Sei diventata decisamente più audace», le sussurrò Luca, afferrandola per i fianchi mentre lei cominciava a muoversi sopra di lui con un ritmo deciso.
«È colpa dell'atmosfera», rispose lei d'un fiato, chinandosi per baciare Luca sulla bocca mentre il calore del corpo del cane le premeva contro le gambe. «E di questo bestione che ci fa sentire completamente liberi da ogni regola.»
L'odore forte e primordiale di Aslan, unito al contatto fisico con la sua pelliccia calda e al ritmo sempre più incalzante della loro intesa, creava un cortocircuito di sensazioni che travolse entrambi. Loredana guidò la danza con una passione travolgente, godendosi la sensazione di controllo e l'assurdità intrigante di quella presenza al loro fianco, fino a quando il piacere non le strappò un verso soffocato nel collo di Luca, mentre Aslan lasciava andare un lungo e profondo sospiro di approvazione.
La luce soffusa della abat-jour tagliava la stanza, illuminando i tre profili sul letto. Aslan si era steso di traverso, la pancia calda premuta contro le gambe di Luca e la testa pesante appoggiata a pochi centimetri dai fianchi di Loredana. L'odore forte e selvaggio del cane si mescolava al profumo della pelle, creando quell'atmosfera densa e primordiale che ormai accendeva subito la fantasia della stanza.
Senza dire una parola, Loredana scivolò più in basso tra le lenzuola. Il suo sguardo sfidò quello di Luca per un istante, sfacciato e privo di qualsiasi esitazione, prima di chinarsi lentamente su di lui.
Luca lasciò andare la testa all'indietro sul cuscino, un sospiro profondo che gli sfuggì dalle labbra non appena il calore della bocca di lei lo avvolse. Il ritmo di Loredana era lento, avvolgente, guidato da una padronanza nuova che la rendeva magnetica.
Mentre le sue labbra lavoravano con devozione e malizia, la sua mano destra scivolò sul fianco di Aslan. Le dita si affondarono nel pelo corto e fitto dell'Alano, accarezzandolo con movimenti lunghi e cadenzati, quasi a seguire il ritmo del suo stesso gesto. Il contrasto era ipnotico: la morbidezza calda della bocca su Luca e la ruvidezza quasi ruvida della pelliccia del cane sotto le polpastrelli.
Aslan socchiuse gli occhi, rilasciando un lungo e profondo sospiro di gratitudine per quelle carezze, completamente a suo agio al centro di quel momento. Luca aprì gli occhi e la guardò dal basso: la figura di Loredana, immersa in quell'atto d'intima dedizione mentre accarezzava il bestione con una disinvoltura disarmante, gli diede una scossa improvvisa.
Il calore della stanza si fece soffocante. Il respiro di Luca diventò sempre più affannoso e cadenzato, scandito dal movimento costante delle dita di Loredana sul pelo di Aslan. L'odore del cane, il contrasto delle tessere tattili e l'audacia di Loredana spinsero la tensione al limite, fino a quando Luca le afferrò rudemente i capelli, trattenendo il fiato mentre la complicità tra loro toccava un altro picco insuperabile.
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