Loredana, Luca e... Aslan 2 parte
Ma non voleva che finisse così in fretta. Voleva godersi ogni secondo di quel quadro surreale e provocatorio.
Con un movimento deciso ma delicato, Luca le afferrò le spalle e la tirò verso l'alto, interrompendo il ritmo della bocca proprio mentre le strappava un verso di sorpresa.
«Non ancora piccola lussuriosa», le sussurrò con la voce spezzata dall'affanno, lo sguardo fisso nei suoi occhi lucidi. «Se continui così finisce subito, e io voglio vedere dove ti porta la tua fichetta che cola.»
Loredana sorrise, capendo al volo. Senza staccare la mano dal pelo corto di Aslan, fece scivolare una gamba sopra il fianco di Luca, salendo a cavalcioni su di lui. Invece di accoglierlo dentro di sé, rimase sospesa, facendo combaciare le loro pelli e iniziando a strusciarsi con lentezza sul nuovo arrivato.
Il contatto pelle contro pelle, amplificato dall'attrito e dal calore del corpo del cane premuto contro le loro gambe, creò un corto circuito di sensazioni. Loredana inarcò la schiena, lasciando andare un sospiro profondo mentre continuava quel movimento lento e tormentoso. Con la mano libera continuava ad accarezzare il collo di Aslan, che socchiudeva gli occhi godendosi le attenzioni, del tutto ignaro dell'elettricità che stava saturando la stanza.
Luca le afferrò i fianchi per guidarne il ritmo, godendosi la vista di lei che si abbandonava a quel gioco audace, sospesa tra il piacere puro e la presenza imponente del bestione al loro fianco.
Loredana aumentò la velocità del movimento, guidata da un’urgenza che non riusciva più a frenare. L'aria nella camera si era fatta densa, pesante, completamente satura dell'odore forte e selvaggio di Aslan. Quell'aroma di muschio e pelliccia, misto al calore dei loro corpi spinti al limite, agiva su di lei come un potente afrodisiaco, spazzando via ogni residuo di controllo.
Luca le teneva le mani salde sui fianchi, incantato dal modo in cui lei si abbandonava a quella dinamica. Sentiva il bagnato caldo e abbondante che Loredana lasciava scivolare su di lui a ogni sfregamento, un vero e proprio lago di piacere che rendeva ogni contatto incredibilmente fluido e scivoloso.
«Guarda cosa mi fate...» ansimò lei, chinandosi verso il suo orecchio mentre la mano continuava a affondare freneticamente nel pelo del cane. Aslan lasciò andare un altro sospiro profondo, muovendo appena la coda contro le lenzuola, sordo alla tensione erotica che aveva travolto la stanza.
Loredana chiuse gli occhi, guidando lo sfregamento con sempre più decisione. Sentire la solidità del corpo di Luca sotto di sé, la presenza imponente dell'Alano al suo fianco e quell'odore primordiale che le riempiva i polmoni la portò direttamente sull'orlo del precipizio.
Con un ultimo movimento accentuato e un gemito roco che gli morì sulla pelle del collo, Loredana venne con forza, lasciandosi andare completamente contro il petto di Luca, mentre lui la stringeva forte a sé, ormai incapace di trattenersi a sua volta.
Aslan, attirato dal fermento e dai movimenti concitati, si era girato del tutto verso di loro, spingendo il muso umido e pesante proprio sul corpo nudo di Loredana. Il suo respiro caldo e affannato portava con sé una zaffata ancora più intensa: non più solo l'odore di pelle e pelliccia, ma l'aroma forte, denso e inconfondibile della sua saliva di Alano, che a ogni sospiro pareva impregnare le lenzuola e saturare l'aria già immobile della stanza.
Loredana, ancora scossa dai brividi dell'orgasmo girò il viso di lato. La bocca del cane era a pochi centimetri dalla sua guancia, e un filo di bava densa si staccò dal labbro di Aslan, cadendo con un piccolo schiocco sul lenzuolo, proprio accanto alla spalla di lei.
«Dio mio...» sussurrò Loredana, arricciando il naso per l'impatto di quell'odore penetrante di saliva calda, che le fece salire una vampata al viso.
Invece di ritrarsi, lasciò andare una risata roca e soffocata, nascondendo il viso nell'incavo del collo di Luca. Quella mescolanza di fluidi, tra il proprio bagnato e la presenza così fisicamente invadente del cane, creava un ambiente talmente primordiale e privo di filtri da farle girare la testa.
Allungò di nuovo la mano, strofinando con le dita le labbra flosce del cane per pulirgli il muso, per poi passare la stessa mano umida sulla sua pancia calda .
«È tremendo...» ansimò lei con un sorriso malizioso, guardando Luca negli occhi mentre sentiva il cuore di lui battere ancora a mille. «È un odore fortissimo, quasi insopportabile... eppure mi sta facendo impazzire.»
Luca la strinse a sé, divertito e completamente travolto dall'audacia di Loredana.
«Sei completamente irrecuperabile, lo sai?» mormorò Luca, facendole scivolare le dita tra i capelli scompigliati.
«Può darsi ma questa puzza mi fa perdere la ragione e colare la fica», rispose lei, piegando la testa per guardare Aslan. Il doge sbadigliò rumoreggiando, spalancando le fauci e rilasciando un'altra zaffata calda che fece arricciare di nuovo il naso a Loredana. Lei lasciò andare una piccola risata, senza però allontanarsi. «Ma devi ammettere che non abbiamo mai avuta un'intesa così... selvaggia.»
Allungò un dito verso il muso del cane
tracciando la linea delle sue labbra flosce ancora umide, per poi sfiorare le sue labbra imbrattandole di bava di cane. Luca avvertì la provocazione sottile, quell'assenza totale di inibizioni che aveva trasformato del tutto il loro modo di cercarsi.
«Mi stai dicendo che d'ora in poi questo bestione sarà il nostro terzo inquilino fisso?» le chiese lui, alzando un sopracciglio con un sorriso divertito.
«Fisso e insostituibile», confermò Loredana, calandosi di nuovo su di lui per baciarlo con lentezza con la bocca sporca e puzzolente.
Luca le afferrò i fianchi, accogliendola mentre lei si sistemava di nuovo sopra di lui.
Loredana inarcò la schiena, lasciando che i capelli le cadessero all'indietro. La sensazione di quell'atmosfera così densa — un intreccio di pelle, profumo, l'odore muschiato della pelliccia e la scia umida della saliva del cane ancora percepibile nell'aria — non le dava più alcuna nausea. Al contrario, agiva come una spinta costante, un elemento ruvido che rendeva ogni tocco ancora più viscerale.
Con la mano sinistra si appoggiò con forza sulla spalla di Luca per darsi il ritmo, mentre con la destra cercò cieca il fianco del cane. Le dita affondarono di nuovo nel pelo denso di Aslan, stringendolo a ogni spinta come per ancorarsi a quella realtà così assurda e travolgente. Il doge lasciò andare un basso brontolio di gola, un verso gutturale che vibrammo direttamente contro le gambe di Luca.
«Senti quanto è caldo...» ansimò Loredana, abbassando lo sguardo su Luca con gli occhi lucidi dalla fatica e dal piacere. «Mi sembra di impazzire, Luca... non riesco più a fermarmi.»
Luca alzò le mani, fermando i suoi fianchi per un secondo per guardarla. Il contrasto tra la grazia di Loredana e la rozza imponenza del bestione al loro fianco era la cosa più erotica che avesse mai visto. Senza dire una parola, la tirò giù verso di sé, annullando la distanza per baciarla con una foga rabbiosa, assaporando il sapore caldo della sua pelle e la passione incontrollabile che l'aveva completamente trasformata.
Il ritmo si fece serrato, scordinato, guidato solo dal desiderio puro. Il letto scricchiolava a ogni movimento, e Aslan, quasi contagiato da quella frenesia, alzò la testa e cominciò ad ansimare pesantemente a pochi centimetri dai loro visi, aumentando la concentrazione di quell'odore selvaggio che saturava ormai ogni singolo millimetro d'aria.
Loredana chiuse gli occhi e si lasciò andare del tutto, accarezzando la muscolatura del cane con una frequenza sempre più rapida, finché una nuova ondata di piacere travolgente non la prese in pieno, strappandole un grido soffocato che si perse tra le pieghe del cuscino. Luca la seguì a ruota pochi istanti dopo, stringendola a sé con quanta forza aveva in corpo, mentre la stanza sembrava finalmente fermarsi attorno a loro.
Rimasero immobile per minuti interi, i petti che salivano e scendevano all'unisono e i cuori che cercavano lentamente di ritrovare un ritmo umano. Loredana era completamente crollata sopra Luca, la testa affondata nell'incavo del suo collo, un braccio abbandonato sul fianco massiccio di Aslan. Il cane, appagato dal silenzio improvviso, appoggiò il suo enorme muso ruvido sulla coscia di Loredana, rilasciando un ultimo, profondo sospiro che fece vibrare le coperte.
L'aria nella stanza era densa, pesante, impregnata di quell'odore inconfondibile e senza filtri che ormai sembrava fare parte della loro nuova intimità.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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