Loredana, Marta e Giulia la sottomissione 3
Marta rovesciò il contenuto della borsa direttamente sul letto: magliette impregnate, calzini scuri e top aderenti, tutti saturi di aromi differenti, forti e sconosciuti.
«Vediamo quanto ti piacciono davvero gli odori forti,» disse Marta, incrociando le braccia e osservandola con curiosità provocatoria. «Questi non sono miei. Sono delle mie amiche, freschi di palestra. Dimmi cosa provi adesso.»
Loredana si avvicinò lentamente al letto. L'aria della stanza si era rapidamente riempita di un mix acuto e penetrante di profumi corporei e sudore accumulato. Sotto lo sguardo attento di Marta, Loredana allungò una mano e prese uno dei capi, portandolo al viso.
Un fremito la attraversò non appena aspirò quell'aroma sconosciuto e intenso: la reazione fu immediata, confermando che la sua fascinazione non era legata unicamente a Marta, ma alla natura stessa di quegli odori primordiali e concentrati. Marta assistette alla scena con un sorriso divertito, constatando come la scoperta di Loredana fosse ormai completa e priva di inibizioni.
Il sabato successivo, Marta volle chiudere il cerchio. Portò Loredana con sé al palazzetto dello sport, facendola sedere in prima fila proprio a ridosso del campo da gioco.
Per tutta la durata della partita, Loredana rimase ipnotizzata. Osservava le compagne di squadra di Marta muoversi, scattare e lottare su ogni pallone under le luci calde dei riflettori. Vedeva il sudore bagnare le loro maglie, raccogliersi sulle loro coperte e impregnare i tessuti scuri che, solo qualche giorno prima, aveva imparato a conoscere a occhi chiusi nel chiuso della loro stanza.
Adesso ogni volto, ogni nome e ogni sforzo fisico avevano un'identità precisa.
A fine partita, con la squadra vittoriosa e ancora accaldata dall'agonismo, Marta si avvicinò alla transenna prima di rientrare negli spogliatoi. Fece un cenno verso il gruppo delle sue compagne che festeggiavano ridendo poco distanti.
«Ecco da chi arrivavano quei vestiti,» le mormorò Marta con un sorriso complice e ironico, asciugandosi la fronte con il dorso della mano. «Ora che le hai viste tutte in azione... sai esattamente di chi è ogni singolo aroma che pulisci.»
Loredana incrociò lo sguardo di un paio di ragazze del gruppo, avvertendo un brivido sottile e un'emozione intensa nel collegare la presenza di quelle atlete con l'esperienza intima e sensoriale dei giorni precedenti.
Marta si sporse oltre la transenna del campo, avvicinandosi al viso di Loredana mentre le sue compagne di squadra si avviavano verso la porta degli spogliatoi, ancora accaldate e ridenti.
«Allora?» le mormorò Marta con un tono basso, carico di malizia e divertimento. «Ora che le hai viste muoversi, sudare e dare tutto in campo... che ne dici? Ti piacciono le mie amiche?»
Loredana mantenne lo sguardo fisso sul gruppo di atlete che scompareva oltre la porta, sentendo ancora il ricordo nitido di quegli aromi forti e penetranti provati pochi giorni prima. Il contrasto tra l'energia pubblica di quelle ragazze e il ricordo intimo dei loro indumenti impregnati le fece salire un calore improvviso alle guance.
Marta se ne accorse e ridacchiò piano, dandole un piccolo colpetto sulla spalla.
«I loro vestiti ti sono piaciuti parecchio,» incalzò Marta con uno sguardo complice, godendosi l'imbarazzo e la reazione evidente dell'amica. «E a giudicare da come le stavi guardando poco fa, direi che l'effetto è ancora più forte adesso che sai a chi appartengono.»
Loredana abbassò lo sguardo per un istante, per poi rialzarlo verso Marta con una sincerità disarmante, del tutto svuotata da ogni residuo di vergogna.
«Sì...» ammise con la voce roca e spezzata dall'emozione. «Guardarle giocare, sapendo già che sapore hanno i loro vestiti... mi fa un effetto incredibile. Non posso più negarlo.»
Poi, facendosi più vicina all'amica e sfiorandole la mano appoggiata alla balaustra, azzardò la sua richiesta con gli occhi lucidi di attesa.
«Marta... ogni tanto, ne porteresti qualcuna a casa nostra dopo l'allenamento? Vorrei... vorrei prendermi cura di loro nello stesso modo. Pulire anche la loro pelle direttamente, se a te va bene.»
Marta la fissò per qualche secondo, sorpresa dalla devozione e dall'audacia che Loredana stava dimostrando. Poi, una risata soda e compiaciuta le uscì dal petto.
«Sei diventata davvero insaziabile,» mormorò Marta accarezzandole il mento con orgoglio. «Va bene. Sceglierò le più stanche e sudate dopo le partite più dure e le porterò a casa. Ma ricordati sempre chi ti ha insegnato questo gioco: io sarò sempre la prima della lista.»
Marta mantenne la parola. La sera del giovedì successivo, al termine di un allenamento particolarmente duro e intenso, la porta di casa si aprì rivelando Marta insieme a Giulia, una delle schiacciatrici più atletiche e fisiche della squadra.
Giulia era visibilmente provata: la maglietta da allenamento era scura e completamente aderente per il sudore, i capelli ancora raccolti in una coda disordinata e una patina lucida le copriva il collo e le braccia.
«Ecco la sorpresa che ti avevo promesso,» disse Marta chiudendo la porta a chiave e facendo cenno a Giulia di accomodarsi al centro del soggiorno.
Giulia sorrise con una mescolanza di curiosità e compiacimento. Marta le aveva già spiegato le "regole" della casa e il particolare trattamento riservato agli ospiti d'onore.
«Loredana è pronta per te,» continuò Marta, incrociando le braccia e appoggiandosi alla parete per godersi la scena dall'alto. «Ha detto che vuole prendersi cura di te nel modo più completo possibile.»
Giulia si sfilò le scarpe da ginnastica, lasciando le calze impregnate sul pavimento, e fece un passo verso Loredana, che era già ferma al centro della stanza con il respiro corto e gli occhi fissi su quel corpo ancora caldo e carico dell'aroma dell'attività fisica.
L'aria del soggiorno si saturò immediatamente di quella nota intensa e pungente. Loredana, senza esitare un solo secondo, si inginocchiò ai piedi della nuova ospite, pronta a iniziare il suo lavoro sotto lo sguardo vigile e trionfante di Marta.
approvante di Marta, Loredana si chinò in avanti, pronta a soddisfare ogni singola richiesta della sua nuova ospite.
Giulia sgranò gli occhi per l'eccitazione, sentendo che nella stanza non c'era più alcun freno né pudore. Guardò Loredana in ginocchio davanti a lei, totalmente devota e pronta a tutto, e decise di spingersi fino all'estremo limite.
«Visto che vuoi andare fino in fondo...» mormorò Giulia con la voce rauca e ansimante per la stanchezza e la passione.
Con un movimento deciso, si sfilò anche i pantaloncini e lo slip sportivo da allenamento, completamente intrisi dal sudore di ore di partita. Invece di metterli da parte, li piegò e li premé con forza direttamente sul viso di Loredana, coprendole il naso e la bocca con quel tessuto denso, caldissimo e saturo del suo aroma intimo più puro.
«Voglio che respiri solo il mio odore mentre mi fai godere,» gli ordinò Giulia con tono perentorio, spingendo il proprio bacino ancora più avanti. «Usa la lingua da sotto la stoffa, lecca il tessuto e me contemporaneamente. Non staccare il viso da lì finché non mi senti urlare.»
Loredana accolse quella richiesta estrema con un brivido violento. Inspirò a pieni polmoni l'aroma concentrato del capo umido, sentendosi completamente travolta ed estasiata, e intensificò la spinta della lingua attraverso la stoffa, guidando Giulia verso un'esplosione di piacere devastante.
Dalla poltrona, Marta socchiuse gli occhi con un piccolo sorriso d'approvazione, godendosi nel totale relax la resa assoluta della sua compagna di squadra ai desideri di Loredana.
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