lesbo
Incontro a Bologna
Bolognavoglia
20.02.2026 |
5.155 |
12
"“Mmm, hai un sapore così buono, ” mormorò, le dita che scivolavano tra le sue natiche..."
Maria era una donna di 35 anni, nata e cresciuta a Bologna, con i capelli castani ondulati che le incorniciavano il viso affilato e gli occhi verdi che tradivano una passione repressa. Lesbica dichiarata da anni, lavorava come barista in un piccolo caffè sotto i portici di Via Indipendenza, dove serviva cappuccini e sorrisi a turisti e locali. La sua vita era semplice, fatta di serate solitarie con un bicchiere di vino e sogni di un amore vero, ma Bologna, con le sue torri medievali e le strade affollate, sembrava sempre troppo stretta per i suoi desideri.Tutto cambiò un pomeriggio di autunno, quando entrò nel caffè Elena, una donna di 38 anni, con un anello nuziale che brillava al dito. Elena era sposata da dieci anni con un uomo che viaggiava spesso per lavoro, leaving her alone in their apartment near Piazza Maggiore. Aveva capelli biondi lisci, un corpo curvilineo e un sorriso timido che nascondeva un fuoco interiore. Veniva da un piccolo paese emiliano, ma si era trasferita a Bologna per il marito. Quel giorno, ordinò un espresso e si sedette al bancone, chiacchierando con Maria su tutto e niente: il tempo piovoso, i tortellini della nonna, la bellezza nascosta della città.
Maria sentì subito una scintilla. “Sei di qui?” le chiese, pulendo una tazza con finta nonchalance.
“No, ma Bologna mi ha rapita,” rispose Elena, con gli occhi che si soffermavano un po’ troppo a lungo sulle labbra di Maria.
Da quel momento, le visite di Elena divennero regolari. Iniziarono con caffè, poi passeggiate sotto i portici, confidenze sussurrate. Maria si innamorò perdutamente: della risata di Elena, del modo in cui arrossiva raccontando aneddoti banali, del suo profumo di vaniglia. Elena, dal canto suo, era confusa. Il suo matrimonio era stabile ma privo di passione; con Maria sentiva un’elettricità che non provava da anni. “Non so cosa mi stia succedendo,” confessò una sera, mentre camminavano lungo il Reno. “Con te mi sento viva.”
Maria le prese la mano. “Allora lascia che ti mostri cosa significa vivere davvero.”
La prima notte insieme fu inevitabile. Elena mentì al marito, dicendo di una cena con amiche. Si incontrarono nell’appartamento di Maria, un piccolo loft con vista sui tetti rossi di Bologna. L’aria era carica di tensione, il vino rosso sul tavolo dimenticato.
Maria si avvicinò piano, sfiorandole il viso. “Ti voglio da morire,” mormorò, le labbra a un soffio dalle sue.
Elena tremava. “Anch’io… ma ho paura.”
“Non averne. Lasciati andare con me.”
Si baciarono con fame, le lingue che danzavano in un turbine di desiderio represso. Maria slacciò lentamente il vestito di Elena, rivelando la lingerie nera di pizzo che indossava sotto: un reggiseno push-up che accentuava i suoi seni pieni e un perizoma che lasciava poco all’immaginazione. “Dio, sei stupenda,” gemette Maria, le mani che scivolavano sul suo corpo.
Elena arrossì, ma il suo sguardo era infuocato. “Toccami… ti prego.”
Maria la spinse sul letto, sfilandole il perizoma con denti e labbra. La figa di Elena era rasata liscia, morbida come seta, già bagnata di eccitazione. “Cazzo, sei perfetta,” disse Maria, le dita che tracciavano cerchi sul clitoride gonfio. “Voglio leccarti fino a farti urlare.”
Elena ansimò, inarcando la schiena. “Sì… leccami la figa, Maria. Fammela sentire la tua lingua calda.”
Maria si chinò, la bocca che divorava la sua intimità. La lingua saettava sul clitoride, succhiando e leccando con avidità. Elena afferrò i capelli di Maria, gemendo forte. “Oh fuck, sì… proprio lì! Mi fai impazzire!”
Maria inserì due dita dentro di lei, curvandole per colpire quel punto sensibile. Elena si contorceva, i succhi che colavano copiosi. “Vieni per me, troia,” sussurrò Maria, accelerando il ritmo. “Squirtami in bocca.”
Elena urlò, il corpo che tremava violentemente. “Sto venendo! Cazzo, sì… ahhh!” Un getto caldo di squirting schizzò fuori, inzuppando le lenzuola e il viso di Maria. L’orgasmo la travolse come un’onda, lasciandola ansimante e tremante.
Ma non era finita. Maria si tolse i vestiti, rivelando la sua lingerie rossa di seta, la figa rasata e pronta. “Ora tocca a te,” disse, con un ghigno malizioso. “Voglio il tuo dito nel mio culo mentre mi lecchi.”
Elena, ancora in estasi, obbedì. Si mise in ginocchio, la lingua che esplorava la figa di Maria, succhiando il clitoride con fame. “Mmm, hai un sapore così buono,” mormorò, le dita che scivolavano tra le sue natiche. Inserì un dito nel culo stretto di Maria, spingendo piano ma con decisione.
Maria gemette, spingendosi contro di lei. “Più forte, Elena! Fottimi il culo con quel dito… sì, cazzo!”
Elena accelerò, la lingua che leccava furiosamente, il dito che pompava dentro e fuori. Maria si contorse, il piacere che saliva inarrestabile. “Sto per venire… nel culo! Ahhh, sì… squirtami!”
L’orgasmo anale di Maria fu esplosivo: il corpo si irrigidì, un altro squirting bagnò il viso di Elena, mentre le contrazioni intorno al dito la facevano urlare di piacere. “Cazzo, Elena… mi fai morire!”
Crollarono l’una sull’altra, sudate e soddisfatte, i corpi intrecciati. “Ti amo,” sussurrò Maria, baciandole il collo.
Elena sorrise, gli occhi lucidi. “Anch’io… non so come farò senza di te.”
Da quella notte, il loro amore crebbe in segreto, tra incontri rubati e passione travolgente, sotto il cielo di Bologna che sembrava complice dei loro desideri proibiti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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