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Racconti Erotici > Scambio di Coppia > Al Villaggio Naturista part 2
Scambio di Coppia

Al Villaggio Naturista part 2


di robydany54
09.03.2019    |    4.779    |    3 9.9
"Incuriosito per l’argomento papabile lo esortai a continuare il discorso..."
L’indomani di buon ora ci levammo e dopo una ricca colazione ci avviammo verso la spiaggia. Arrivati nel posto assegnato ci preparammo per una uova giornata di vacanza. Eravamo tutti e quattro tranquilli a prendere il sole quando d’un tratto fummo disturbati da un annuncio proveniente da una grossa imbarcazione poco distante dalla riva : si trattava di una gita in mare per fare visita ad una serie di isole vicine partenza ore 9,00 ritorno ore 18,00 nella visita guidata era compreso il pranzo per un costo veramente irrisorio. Subito i ragazzi si misero ad insistere per parteciparvi; non avendo nulla in contrario presi solo due biglietti dato che ne io e né Luisa avevamo intenzione di muoversi. Contenti indossarono i costumi e si diressero sul natante. Per ingannare il tempo ce ne andammo sul meraviglioso patio del bar ed osservammo l’allontanarsi dell’imbarcazione . Voltandoci ci accorgemmo dei nostri amici che quali stavano dialogando con un signore . Nel vederci dopo aver salutato il loro amico ci vennero subito incontro proponendoci una bella gita con la barca del loro amico. Con gioia accettammo e subito ci dirigemmo verso il porto a pochi minuti di macchina dal villaggio. Luisa tirò fuori dal borsone un pareo per lei ed un ampio camicione per me una sorta di kaftano ; eravamo pronti per la nuova avventura. Arrivati , i due ci presentarono il proprietario della imbarcazione Mirko il tizio con cui stavano parlando al bar. In quel preciso momento e non prima, mi balenò per la testa la remota possibilità di far assaggiare alla mia bella mogliettina il sapore e la consistenza di un cazzo diverso dal mio; in fin dei conti non mi sembrava giusto che lei non potesse verificare il suo rapporto confrontandosi con altri .
Essendogli mancate esperienze complete prima del matrimonio era giusto che si rendesse conto acui aveva rinunciato o quanto meno si era persa. Sul ponte della barca seduti in terra accennai la mia ipotesi coinvolgendo anche gli altri amici : un discorso condiviso aperto ad ogni tipo di argomentazione , un buon modo di passare del tempo evitando di annoiarsi poi parlare di sessso stimola tutti a partecipare confrontandosi . Da subito mi accorsi di aver avuto il plauso dei partecipanti,ansiosi e desiderosi di farsi la mia bella consorte; lei che come diretta interessata temeva di sbilanciarsi, intuendo non essendo scema quale sarebbe stata la logica conseguenza. Senza ombra di dubbio la materia prima non mancava, quindi un suo assenso l’avrebbe catapultata immediatamente in una situazione particolare ed allo stesso tempo intrigante. Al medesimo discorso , intavolato un mese prima , si sarebbe alzata ingiuriandomi e perché no mandandomi al diavolo; i tempi erano cambiati, nella fattispecie ci si trovava in una situazione fuori da tutti gli schemi , lontano anni luce dai retaggi culturali ereditati dal passato. Guardandomi fisso negli occhi con uno sguardo languido in tacita attesa di un’ approvazione da parte mia, diede inconsciamente il suo beneplacito . Marisa afferrandola teneramente per mano la fece alzare e dopo averle sciolto il nodo esiguo del pareo lo lasciò cadere ai suoi piedi, inginocchiandosi ai suoi piedi ,divaricandole le cosce aveva iniziato a leccarla profondamente affondando le labbra nella calda ed ansiosa vagina. La gradevole vista eccitò i due estranei entrambi attratti dalla mia consorte fin dal primo momento, ad affiancarsi per sottoporre alla sua attenzione i turgidi cazzi smaniosi di essere smanettati o quanto meno accarezzati. Furono subito accontentati e dopo averli soppesati e stretti tra le mani iniziò le danze con lenti ma precisi movimenti, concesse loro pure di essere baciata sulla bocca gustandosi le lingue golose dei suoi amanti . Io di fronte mi godevo la scena masturbandomi come un babbuino in preda ad una foga senza pari: Luisa di fronte a me se la stava spassando alla grande concedendosi contemporaneamente adue uomini ed una donna. Non accontentandosi i due dopo averla distesa sulla pavimentazione lignea consentendo a Marisa di continuare a leccarla , le fecero assaggiare i loro cazzi per via orale, prima uno poi l’altro ed infine tutti e due assieme; a stento lei spalancando la bocca riusciva a tenerli entrambi tra le sua fauci. Di fronte ad una simile performance mi venne immediatamente il desiderio di scoparmi Marisa. Sdraiato supino sul pontile la invitai a farsi impalare ; dopo essersi accasciata su di me aiutandosi con una mano dopo avermi fatto calzare un condom se lo fece scivolare tutto dentro urlando di piacere a penetrazione completata. Subito i due si accinsero emulando il mio atto scopandosi a turno mia moglie ma non prima pure loro di essersi muniti di preservativo . Provavo una strana sensazione, una vera e propria carica emotiva differenziata tra gioia e gelosia , dove non riuscivo a capire chi predominasse. Lei che fino ad ora non aveva conosciuto altri cazzi all’infuori del mio si concedeva a due emeriti estranei, assecondando tutti i loro più reconditi desideri sessuali, al pari di una puttana di strada, facendosi penetrare a rotazione dai famelici cazzi . Assillato da un turbinio di pensieri mi godevo sottecchi l’espressione compiaciuta della mogliettina mentre si godeva i due poderosi cazzi. Colto da nostalgia mi alzai e dopo aver scostato il maschio di turno , entrandole tutto dentro ravvivandole il ricordo del cazzo primordiale. Lo accolse con gioia e superandosi si aggrappò alle cosce di Mirko e dopo aver spalancato le labbra lo accolse di nuovo in lei iniziando voracemente a spompinarlo. Stremato da cotanta bravura, le scaricò tutta la sua sborra facendola quasi soffocare; non fece in tempo ad uscire che subito l’altro già le stava dentro; bastarono pochi movimenti con la testa che pure il secondo capitolò svuotandosi completamente i coglioni. Pochi secondi e fu la sua volta , Marisa con dovizia le aveva donato un esuberante orgasmo, facendola arrivare a toccare il cielo con un dito Con la bocca straripante di sperma, abbracciò Marisa e con un appassionato bacio le fece ingurgitare tutto il bianco liquido accumulato dai due maschi. Non era ancora finita, ora era il turno di Marisa, agognante di assaporare la lingua dell’amica: dopo averla presa per il capo la accolse amorevolmente tra le sue cosce e spalancandole, le offrì la sua rosea e prominente fichetta, evidenziata dalla totale assenza di pelo, alle sue delicate attenzioni e desiderosa di assaggiare il suo dolce sapore. Come un fiore Luisa si era principalmente dedicata con estrema dovizia ai petali le labbra vaginali , poi continuando si era diretta verso il pistillo la clitoride e come un insetto ape o vespa che sia ne aveva assimilato tutto il suo nettare lattiginoso miscelandolo nella bocca ancora intrisa di sborra. Con ostentazione roteando la lingua tutta attorno alla zona sensibile si era dilettata ad infierire alla femmina delle vere e proprie sferzate con la lingua facendola sobbalzare ogni qual volta le ripeteva. Lentamente con dolcezza deglutendo tutti i suoi umori dilaganti, dopo essersene abbeverata si era dispensata nel farla arrivare al traguardo provocandole vari stati emotivi che la rendevano ancora più bella e desiderabile. A questo punto dopo esserci sporti dal pontile tutti e cinque ci concedemmo una ricca e sana pisciata in mare, seguita da un bel tuffo per un corroborante bagno nelle chiare e profonde acque del Mediterraneo di colore blu notte. Invertendo la rotta ce ne tornammo sulla terra ferma anche perché si avvicinava l’ora di pranzo. Per l’occasione decidemmo di invitare gli amici da noi per una bella spaghettata. Finito ci trasferimmo in giardino per goderci il fresco al riparo del sole schermato dalla fitta vegetazione di alberi di eucalipto. Le ore trascorsero velocemente si fecero così le 18, dovevamo andare a prendere i ragazzi al molo. Lasciai Luisa con i nostri ospiti raccomandandomi in modo ironico di non strapazzarmela ulteriormente e mi diressi verso la meta. Ritornato alla dimora trovai solo Luisa i nostri ospiti se ne erano andati. Seduti al fresco godendoci un meraviglioso tramonto con il cuore in gola per quello che era successo sulla barca ci facemmo raccontare la gita dai giovani . Distrutti dalla giornata alquanto intensa dopo cena io e Luisa ce ne andammo a letto a dormire evitando inutili stress.I figlioli al contrario essendo giovani ci chiesero il permesso di uscire, cosa che accordammo a patto che non si fossero ritirati ad un orario improponibile. Dopo essersi messi in ghingheri i due scarzilletti si avviarono verso il locale per incontrare gli amici. Disteso nel letto contemplando al mio fianco il corpo seminudo della mia metà, ripensavo alla piacevole esperienza del pomeriggio , non riuscivo a togliermi dalla mente Luisa impegnata a soddisfare due maschi ansimanti ed una donna ; lei fino al giorno prima, moglie riservata dai sani principi morali , integerrima madre di famiglia ,coinvolta in una situazione al limite della decenza e lontano anni luce dal suo essere; i miei sensi di colpa per averla resa protagonista assoluta della vicenda , aumentavano cagionandomi spiacevoli sensazioni e malumori. Amavo molto mia moglie e per nulla al mondo avrei voluto ferire i suoi sentimenti ; dovevo assolutamente appurare se si fosse trattato di un coinvolgimento spontaneo o al contrario un modo gentile di assecondare le mie voglie per gratificarmi. Assillato dall’atroce dubbio la svegliai con la precisa intenzione di chiarire l’accaduto. Con forte imbarazzo arrossendo mi confessò il suo più totale beneplacito in merito all’accaduto ribadendo la sua sfrenata voglia di rifarlo al più presto : accertatomi dei suoi sentimenti tirai un respiro di sollievo e prima di riprendere il sonno mi feci fare una portentosa sega. Lei non se lo fece dire due volte e prendendomelo con la mano iniziò il soave movimento, non trascurando però di farsi toccare la smaniosa fica ,avida di sesso ; ben presto mi ritrovai con il cazzo avvolto tra le sue prosperose e tonde poppe, serrato nella soave morsa; questa volta giungemmo il piacere all’unisono in un portentoso orgasmo. Con le tette fradice di sperma andò diretta in bagno per ripulirsi e subito ritornò nel letto . Finalmente ci riaddormentammo serenamente con la mente libera da qualsiasi pensiero.
Il giorno seguente, andammo alla ricerca del mio caro amico di gioventù incontrato in discoteca anche per ringraziarlo della sera prima; lo vedemmo al bar e subito lo raggiungemmo per offrirgli qualcosa. Dopo avergli presentato Luisa ci mettemmo a parlare dei bei tempi passati di quando eravamo giovani , del liceo della maturità; con lui il giorno prima degli esami stanchi di ripassare le materie eravamo andati al cinema a vedere Un americano a Roma con Alberto Sordi. La cosa ci aveva portato bene tutti e due fummo promossi o meglio licenziati. Avendo altro da fare Luisa ritornò al cottage lasciandoci alle nostre chiacchiere. Mentre si parlava l’amico mi prospettò un invito ad una festa un pochino alternativa di gente disinibita a detta sua una specie di colossale orgia . Incuriosito per l’argomento papabile lo esortai a continuare il discorso. La festa si svolgeva in una villa poco distante dal villaggio ed era riservata esclusivamente a coppie disinibite, desiderose di fare sesso liberamente con estranei e non ; unica richiesta tutti partecipanti dovevano vestire elegantemente uomo cravatta nera e donna in lungo e non ultimo tutti dovevano indossare una maschera uguale per tutti e fornita il giorno prima dagli organizzatori dell’evento, con la promessa di non toglierla mai durante lo svolgimento della festa. Aggiunse che lui era stato profumatamente pagato da un gruppo di persone eccentriche, molto facoltose per realizzare l’evento; il prezzo d’ingresso per coppia non era a buon mercato ma a detta sua ne valeva veramente la pena. Dato la nostra amicizia e per il fatto che avessi la moglie bona, parole sue, mi regalò due biglietti. Dopo averlo salutato e ringraziato per il cortese omaggio ed essermi fatto dare l’indirizzo, il giorno e l’ora dell’evento me ne tornai alla dimora, dove trovai Luisa sotto la doccia che intonando un motivetto si stava sciacquando; senza perdere tempo la misi al corrente del simpatico invito omettendo però il piccolo particolare della probabile orgia; radiosa e felice si preoccupò subito di tirare fuori dalla valigia i nostri abiti scuri per una rinfrescata ; per fortuna ce li eravamo portati per andare al casinò dato che ve ne era uno in zona ed essendo entrambi attratti dal gioco d’azzardo, avevamo pensato di farci una puntatina ; l’ultima volta avevamo vinto talmente tanto da ripagare il viaggio per intero e riportare una cospicua sommetta a casa. L’unica cosa che la lasciò perplessa fu l’uso di una maschera. Ora dovevamo solo organizzarsi per sistemare in qualche modo i ragazzi ma avevamo ancora molto tempo la festa era per la settimana dopo. I giorni trascorsero tranquilli dato la presenza dei ragazzi non potevamo sbilanciarci più di tanto quindi sovente dovevamo rinunciare ad uscire con i nostri amici di ventura o meglio di letto. Per caso li rincontrammo nella sauna e liberi da impegni , decidemmo di cenare da loro dato che i ragazzi erano stati invitati al ristorante per la festa di compleanno di un amico e quindi si sarebbero ritirati tardi. I due figlioli senza freni se la spassavano alla grande, grazie agli spazi circoscritti ed alla costante vigilanza degli agenti di sicurezza del villaggio che reprimevano i facinorosi, ed ogni tipo di manifestazione anomala, impedendo l’ingresso agli estranei . Si stava come in una grande famiglia . La sera stessa ci recammo dai due nel loro cottage onde evitare rientri anticipati o qualsiasi altro imprevisto. Erano felicissimi di rivederci e forse anzi toglierei il forse avevano una voglia matta di stringerci tra le loro braccia voglia chiaramente corrisposta anche con insistenza e specialmente da Luisa , avendoci provato gusto e per il detto che due è meglio di uno, catturata dalla novità spasimava per ripetere l’esperienza al più presto . I nostri amici sempre alla ricerca di cose esclusive e stimolanti, ci proposero di andare a fare l’amore sul lungomare approfittando della luna piena che rischiarava tutta la spiaggia deserta rendendola simile ad un paesaggio lunare. Praticamente si trattava di scopare sulla luna. L’idea non era male , molto suggestiva. Giunti in prossimità del arenile ci sdraiammo sui teli ed iniziammo ognuno con la propria donna ad amoreggiare con ritmo serrato ma crescente. Poste le due femmine alla pecorina lentamente ma intensamente, le stavamo scopando facendole urlare liberamente a squarciagola dato la totale assenza di anima viva nel raggio di chilometri. Ci osservavamo presi nel turbine del piacere desiderando ognuno la donna dell’altro ; poco dopo Antonio mi scostò ed in un battibaleno prese il totale possesso della fica di mia moglie trovandola pronta e vogliosa ad accoglierlo al suo interno, subito approfittai della fica già aperta e disponibile di Marisa . Assorti a scoparci le due femmine non ci accorgemmo della presenza poco distante da noi di un gruppetto di ragazzi che eccitati ci osservavano a distanza. Antonio ci rassicurò subito, affermando di conoscerli e di non aver nessun timore sulle loro intenzioni; se ne sarebbero stati buoni a guardare non intervenendo se non a richiesta, al massimo si sarebbero masturbati . Insomma una sorta di gigolò che se chiamati avrebbero provveduto a mettere un poco di pepe nel rapporto. Antonio si alzò uscendo per un attimo da Luisa e dopo aver preso per mano la sua consorte invitò i giovani a soddisfare ogni suo desiderio. I tre si scagliarono sulla donna riempiendola di tenere attenzioni che sfociarono inevitabilmente in una prodigiosa ammucchiata; Marisa si districava tra i grossi cazzi accontentandoli equamente tutti. Guardando Luisa mentre veniva presa di nuovo con foga da Antonio e Marisa tra i tre giovani, mi venne la smania di sottoporre mia moglie alla foga animale dei tre. Presa per la mano la offrii ai giovani i quali non persero tempo e dopo averla sdraiata sul telo , uno alla volta si introdussero in lei, facendola sussultare ogni volta ; osservandoli entrare ed uscire dalla fica di mia moglie ormai completamente dilatata dal continuo andirivieni, ripiegai sulla bella Marisa per concedermi con il marito una bella doppia penetrazione culo fica. Uno dopo l’altro vidi gli sconosciuti sborrare sulle tette e sul volto di mia moglie. Tutta impastata di sperma colante si diresse senza fiatare verso il mare e sculettante come una ninfa fu inghiottita tra i suoi flutti. Noi ,dopo essere venuti fummo presi per mano da Marisa e ci tuffammo raggiungendola. Finalmente era giunto il fatidico giorno per recarci alla festa; trovata una consona sistemazione per i ragazzi per fortuna i compleanni non erano finiti ci preparammo per il notturno evento mondano. Già vestito di tutto punto come da indicazioni ,osservavo Luisa mentre si preparava con estrema cura optando per capi più sexy in suo possesso: per l’occasione indossò un paio di coulottes biache con merletto e delle calze velatissime sorrette da un formidabile reggicalze retrò che s’intonava al reggiseno del tipo autoreggente privo di qualsiasi spallina o allacciatura ; completava il tutto una scarpa scura chiusa con tacco da 12 che la innalzava ad un metro 85; completava il tutto un abito nero con una poderosa scollatura sul retro che metteva in risalto la sua schiena ed una stola trasparente sulle spalle , qualche goccia di profumo sul collo e sul pube ed eravamo pronti per uscire. Percorremmo la strada come indicato fino ad un bivio ; da lì una fiaccolata ai lati della carreggiata ci condusse a destinazione. Pochi metri dell’arrivo al parcheggio come da disposizioni impartite indossammo le maschere,entrambe identiche, che coprivano fino al naso lasciando libera la bocca ,raffiguranti un volto inespressivo di colore bianco pallido. All’ingresso il vasto salone arredato con gusto era gremito di gente, che si muoveva attorno ad un enorme tavolo imbandito con ogni tipo di leccornia a completa disposizione degli ospiti , tutti con le stesse caratteristiche in comune, sia uomini che donne vestiti elegantemente di scuro e nessuno escluso con la singolare maschera bianca. Financo le ragazze in toplex che servivano su dei vassoi le varie vettovaglie indossavano la maschera. Fino a quel momento non mi ero ancora chiesto il perché della maschera non dando assolutamente peso alla faccenda ma ora come in una visione tutto mi era chiaro ero stato investito da un fascio di luce che aveva completamente rischiarato la mia mente tenebrosa. La maschera per soddisfare la qualsivoglia trasgressione poter dietro una maschera liberarsi da tutti i pregiudizi e le turbe psichiche che ci opprimono nel quotidiano imponendoci le loro ferree leggi da rispettare per il decoro e la decenza. L’apporre una maschera era abbattere una barriera ed oltrepassarla beatamente infischiandosene del resto ; una libertà di parola e di espressione essere finalmente liberi di fare quello che più ci conviene non oltrepassando assolutamente determinati limiti che ci porterebbero inesorabilmente a commettere dei reati, come sovente avviene in queste circostanze, quando non sono sotto controllo . Ma tutto questo è un altro discorso forse neppure attinente al continuo della storia. Giravamo attoniti per l’enorme salone e tutto attorno a noi sembrava fantastico probabilmente, non avendo dimestichezza con tali eventi eravamo disorientati ma nello stesso tempo rapiti dalla novità. Seduti su di un comodo divanetto laterale limitrofo al grande buffet. Lentamente gli ospiti iniziarono ad alleggerirsi di alcuni capi di vestiario arrivando in breve tempo a rimanere seminudi ; le donne in maggior parte erano rimaste in slip e reggiseno solo qualcuna si era tolta il sopra mostrando le tette a tutti. Invitai Luisa ad emularle rammentandole che nessuno l’avrebbe potuta riconoscere qualunque cosa avesse fatto. La maschera la proteggeva celando a tutti la sua identità ed a breve forse neppure io l’avrei identificata tra le tante donne seminude nel salone. Anche noi mezzi nudi ci alzammo e subito fummo catturati dalle cortesi attenzioni di una coppia che all'istante ci manifestò la voglia di unirsi a noi per esplorare i piaceri del sesso. Entrambi di bel’aspetto , lei con un corpo statuario unico neo le tette un pochino cadenti appesantite oltre che dal notevole volume , sicuramente dalla non più giovane età, però per il resto non si poteva assolutamente dir nulla L’estranea afferrò il mio cazzo facendolo immediatamente aumentare di volume e alternativamente prendendo la mano di Luisa la pose in modo imperativo sul cazzo del suo compagno. Assistevo nuovamente alle performance di mia moglie che avvinghiata all’uomo si faceva stringere e baciare dappertutto; rimasi basito nel vederla cacciar fuori la lingua per congiungerla con il suo amante; spiavo i due mentre si masturbavano senza battere ciglio quasi fiero delle doti straordinarie della mia consorte però nel medesimo momento ero perplesso nel vederla baciare sulla bocca lingua a lingua lo sconosciuto. Stranamente non ebbi nessun risentimento quando ad un certo punto la vidi staccare la mano dal cazzo per accoglirlo voracemente in bocca per portarlo di lì a poco in una esuberante sborrata. Non mi fece neppure effetto vederla deglutire tutto il liquido seminale non facendone uscire neppure una goccia.
Tutto attorno a noi stava progredendo assumendo la parvenza, di una colossale orgia. In qualsiasi angolo si guardasse la situazione era la medesima corpi nudi con il volto bianco che si univano in voluttuosi intrecci. Donne alla pecorina che si facevano penetrare da più maschi contemporaneamente ed altre che si gustavano tra le loro fauci fiche spalancate e grosso cazzi in erezione. Continuammo il nostro connubio con i due fino a tarda notte cambiando posizioni ed alternandoci le femmine . Alle prime luci dell’alba ci rivestimmo e ce ne tornammo a casa. In auto durante il tragitto esposi le mie perplessità sul bacio appassionato a cui avevo assistito poco prima a Luisa la quale semplicemente accennando un sorriso mi disse le testali parole: non capisco cosa ci sia di male nel baciare un uomo sulla bocca se poco dopo gli stavo facendo un pompino deglutendone tutta la sborra. Forse aveva ragione lei chissà cosa mi aveva preso ? Cosa però ancora più buffa avevamo amoreggiato tutta la notte con due sconosciuti che tali erano rimasti; potevano essere chiunque, questo non lo avremmo mai saputo.
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Commenti per Al Villaggio Naturista part 2:


Membro VIP di Annunci69.it santana01, singoli Sardegna
Un racconto carico di tanto eros, complimenti.
1 settimana fa
fabann16, coppie Trentino
Sempre al top ...complimenti
1 settimana fa
Membro VIP di Annunci69.it biondapelleliscia, coppie Veneto
Racconto eccitante.. Ma troppo lungo nei particolari
6 giorni fa


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