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La fidanzata del mio amico (parte 42)


di Sicilydoc85
27.07.2026    |    4.691    |    2 9.6
"Senza dire una parola, si strinse il membro e le eiaculò sulla schiena e sul fondoschiena, con getti caldi e distaccati..."
Venerdì sera.
Letizia organizzó una cena a casa sua.

Poco prima di uscire di casa, il mio telefono vibrò.
Era un messaggio privato da parte sua, breve e glaciale.

L - "Stasera dovrai solo guardare..."

Quando arrivammo nell'appartamento, l'ambiente sembrava apparentemente disteso.
Letizia aveva preparato tutto nei minimi dettagli, con un'eleganza studiata per far abbassare le difese a Maria.
Ma dietro quella facciata si nascondeva la riprogrammazione che Letizia aveva portato avanti per un'intera settimana di attenzioni, condizionamento psicologico e ricostruzione del controllo su Fabrizio.

Attorno al tavolo, la conversazione prese subito una piega provocatoria.
Maria, forte dei successi delle settimane precedenti e ringalluzzita dal clima di libertà, iniziò a pavoneggiarsi con spudoratezza.
Sorseggiando il vino, cominciò a vantarsi apertamente delle sue doti di seduttrice, citando senza filtri le sue esperienze passate.

M - "Diciamoci la verità... quando una donna sa come muoversi, non esiste maschio che riesca a resisterle. L'ho visto con Giovanni, quel mio collega di studio, che ancora mi scrive quando vuole ricordare cosa sia il sesso vero... e l'ho rivisto a Venezia con Alex. Certe cose non si imparano, ci si nasce. Io sono in grado di avere qualsiasi uomo desideri, quando voglio e come voglio. Anche ora... "

Mentre pronunciava quelle parole, Maria lanciò uno sguardo di sfida a Fabrizio.
Lui, anziché innervosirsi o abbassare gli occhi come al solito, le rispose con un leggero, enigmatico occhiolino.

Per Maria fu la conferma definitiva: credette di aver aperto una breccia nella sua corazza, convincendosi di avere di nuovo la situazione sotto il totale controllo.

Finito il secondo calice, Maria decise di affondare il colpo con una battuta a doppio senso, guardando Fabrizio dritto negli occhi.

M - "Certo che stasera vedo qualcuno un po' troppo rigido a capotavola... Chissà se è solo una questione di postura o se hai bisogno che qualcuno venga lì a darti una rinfrescata per farti sciogliere le gambe..."

A quel punto, Letizia intervenne con un sorriso enigmatico, appoggiando calmo il calice sul tavolo.

L - "Sei sempre molto sicura della tua carne, Maria. Ma ti sbagli di grosso. Pensi di poter piegare chiunque con due mosse, ma la verità è che Fabrizio ha sviluppato un autocontrollo che tu non ti sogni nemmeno. Potresti metterti nuda qui davanti e lui non proverebbe assolutamente nulla per te..."

Maria rise di gusto - "Ma per favore, Letizia! Vuoi scommettere? Dammi due minuti e lo trasformo di nuovo nel mio cagnolino!"

L - "Accetto la sfida! Fammi vedere cosa sai fare. Ma ti avverto: quello che toccherai stasera non è quello che pensi tu!"

L'arroganza di Maria toccò il punto di non ritorno.
Si alzò da tavola con lentezza calcolata.
Si sfilò il vestito sottile rimanendo completamente nuda di fronte a noi, al centro del salotto.
Si avvicinò a Fabrizio, si girò e si piegò a pecora sul bordo del divano, esponendo il suo fondoschiena e guardando Letizia con uno sguardo di trionfo assoluto.

M - "Vieni a prenderti la tua rinfrescata, Fabrizio. Fammi vedere questo autocontrollo!"

Fabrizio si alzò.
Non c'era fretta nei suoi movimenti, né l'affanno della brama erotica.
Si sbottonò i pantaloni con una calma inquietante.
Si posizionò dietro Maria e si spinse dentro di lei con un unico affondo profondo e deciso.
Maria mandò un gemito ad alto volume, convinta di aver incassato l'ennesima vittoria - “Ecco... lo sapevo che non resistevi...Ora sbatti questa troia di fronte ai due cornuti”.

Ma nel giro di pochi secondi, la realtà delle cose iniziò a manifestarsi per quella che era.
Fabrizio continuò a spingerla con colpi duri, ritmici, cadenzati, ma il suo atteggiamento era completamente distaccato.
Non le appoggiava le mani sui fianchi per cingerla; le sue braccia rimanevano stese lungo i fianchi.
Non ansimava, né mugugnava.
La penetrava come una macchina, senza fretta, senza passione, senza emettere un singolo respiro affannato.
Soprattutto, la sua testa non era rivolta verso Maria.

Fabrizio manteneva lo sguardo fisso, alto e immobile verso il divano opposto, dove io assistevo alla scena.
Per tutto il tempo in cui la scopava, i suoi occhi cercavano solo quelli di Letizia.

Maria, sentendo la mancanza di calore, provò a girare il collo all'indietro per cercargli le labbra, per incrociare il suo sguardo o sentire il suo fiato.

M - "Fabrizio... guardami... baciami..."

Fabrizio, con una freddezza glaciale, le afferrò la testa per i capelli e gliela riposizionó in avanti, costringendola a guardare il pavimento.
Non pronunciò una singola parola.
Continuò la penetrazione con la regolarità di un pistone meccanico.

Fu in quel preciso istante che in Maria scattò qualcosa.
Capì che non stava dominando affatto: non c'era seduzione, non c'era desiderio verso di lei.
Fabrizio la stava usando semplicemente come un pezzo di carne privo di anima.

Mentre Maria era bloccata in quella posizione, sottomessa dai colpi sordi e impersonali di Fabrizio, Letizia si alzò dal divano.
Con gesti lenti e felini, si sfilò l'abito e rimase completamente nuda di fronte a loro.
Si avvicinò alla parte anteriore del divano, posizionandosi esattamente all'altezza del viso di Maria, che era piegata in avanti con i gomiti appoggiati ai cuscini.

Letizia la guardò dall'alto in basso con una smorfia di divertita commiserazione.

L - "Questa scopata è veramente triste e fredda, Maria... Guarda Fabrizio: sembra che stia collaudando un motore, non che stia scopando la regina della perversione. Vediamo se riusciamo a dare un minimo di brio a questo amplesso..."

Senza attendere risposta, Letizia avanzò di un passo e le piantò il sesso a pochi centimetri dalle labbra.
Maria alzò gli occhi, smarrita, mentre dietro di lei Fabrizio continuava a spingerla con la stessa cadenza automatica.

L - "Lecca, Maria. Apri quella bocca da grande seduttrice e leccami. Vediamo se almeno così riesci a servire a qualcosa stasera!"

Maria provò ad accennare un'esitazione, ma Letizia le afferrò i capelli con una mano ferma, tirandole la testa verso il proprio pube, mentre con l'altra le accarezzava la pancia per mantenerla ferma.

Schiacciata tra i colpi ritmici di Fabrizio nel retro e l'ordine perentorio di Letizia davanti, Maria cedette.
Apri la bocca e iniziò a leccare Letizia.

Il contrasto erotico nella stanza era devastante: Maria lavorava con la lingua sulla figa di Letizia, bagnandosi delle sue mucose, mentre l'uomo che pensava di aver sottomesso a Venezia la sbatteva da dietro senza guardarla, tenendo gli occhi incollati sul viso di Letizia che si godeva la scena.

Letizia ansimava lentamente - "Ecco... così va meglio. Guarda quanto sei brava quando smetti di fare la spavalda e fai semplicemente quello che ti viene detto. Fabrizio ti scopa per mio ordine, tu mi lecchi per mio ordine. Chi è che comanda la stanza?"

Maria non poteva rispondere: aveva la bocca occupata dal sesso di Letizia e la gola scossa dai gemiti per i colpi di Fabrizio.

Era ridotta a uno strumento di piacere doppio, svuotata di ogni dignità di dominatrice.

Dopo dieci minuti di quel doppio supplizio carnale, Letizia si staccò dal viso di Maria con un sospiro d'appagamento.
Fece un leggero gesto con la testa verso il suo fidanzato - "Può bastare, amore. Svuotati pure e finisci questo spettacolo!"

Fabrizio obbedì all'istante.
Aumentò il ritmo degli ultimi colpi per qualche secondo, poi si sfilò bruscamente da Maria.

Senza dire una parola, si strinse il membro e le eiaculò sulla schiena e sul fondoschiena, con getti caldi e distaccati.
Poi si voltò, andò in bagno a lavarsi le mani senza degnarla di un secondo sguardo e tornò in salotto per ricomporsi.

Maria rimase piegata sul divano, nuda, ansimante, sconvolta, con la schiena sporca dello sperma di Fabrizio e le labbra ancora bagnate degli umori di Letizia.

Letizia si sedette nuda accanto a me sul divano e guardò Maria con il sorriso di chi ha ripreso la corona in modo definitivo.

L - "Ti ringrazio per la dimostrazione, Maria. Stasera hai dimostrato a tutti noi che non sei una padrona... sei soltanto un ottimo giocattolo quando decidiamo di usarlo insieme!"
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