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La venere di scienze politiche
17.02.2026 |
1.822 |
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"Isa, nascosta, non provò dolore, ma un'eccitazione travolgente, toccandosi nell'ombra mentre guardava il marito possedere brutalmente la vicina..."
Marika è una studentessa di ventidue anni, iscritta a Scienze Politiche. È bruna, con occhi di un blu profondo e un fisico minuto: alta 1,60 m per 56 kg, con una terza di seno che non nasconde con timidezza. Marika non cerca solo approvazione; lei cerca il potere. Il suo abbigliamento provocante e l’atteggiamento spregiudicato sono strumenti precisi, usati per testare il proprio impatto sul mondo.Disprezza i coetanei, percependoli come privi di spessore, "mollicci". In Massimo, il suo vicino di casa di cinquantotto anni, trova invece quella mascolinità grezza e rassicurante dell'uomo che sa lavorare con le mani. Massimo è un imbianchino stuccatore che non chiede permesso per un complimento audace. Le sue allusioni non offendono Marika; al contrario, alimentano il suo narcisismo, facendola sentire una divinità nel grigiore del contesto quotidiano.
Massimo rappresenta l'uomo "fatto di fatica". Le mani callose e il fisico possente sono i segni di una vita concreta, lontana dalle astrazioni accademiche di Marika. Il suo lavoro consiste nel coprire, rifinire e abbellire superfici, ma con lo sguardo Massimo cerca costantemente di "spogliare" la realtà per arrivare all'essenza provocante della ragazza.
Il suo corteggiamento è esplicito ma verbale, una valvola di sfogo per una routine matrimoniale che non gli offre più brividi. Egli è il catalizzatore della trasformazione di Marika: senza il suo sguardo, lei sarebbe solo una studentessa carina; sotto i suoi occhi, diventa una femme fatale.
Sulla scena incombe Isa, la moglie di Massimo. Cinquantacinque anni portati bene, un fisico procace con una quarta di seno, Isa è una donna complessa e un po' trascurata, ma ancora desiderosa di mettersi in gioco. La sua non è una gelosia d'amore, bensì una "gelosia di stato".
Marika è lo specchio di ciò che Isa non è più o di ciò che non si è mai concessa di essere. Più che l'interesse del marito per la vicina, a Isa dà fastidio la libertà della ragazza di esporre la propria sessualità senza filtri.
Il caldo umido del pomeriggio ristagnava nell'androne, mescolandosi all'odore di vernice fresca che Massimo portava sempre addosso. Marika scendeva le scale con il passo cadenzato di chi sa di avere un pubblico. Indossava un top a fascia minimo e shorts in denim sfilacciati.
Massimo era lì, intento a pulire un rullo. Quando la vide, si fermò con le mani sporche di bianco a mezz'aria.
"Marika... vuoi farmi venire un infarto prima di cena?" esclamò con voce roca. "Sei più luminosa della vernice fresca."
Marika si fermò a un gradino di distanza, lasciando che il profumo di vaniglia invadesse lo spazio di lui. "Sempre esagerato, Massimo," rispose con un sorriso complice.
"Tu sei un incendio," ribatté lui, fissandole il fianco senza vergogna. "I ragazzi di oggi non sanno cosa si perdono. Se avessi la loro età... beh, non saresti ancora arrivata al portone."
"Fortuna che non hai vent'anni di meno, allora," scherzò lei, ondeggiando il bacino mentre scendeva. "Forse non saprei come gestirti."
Proprio allora apparve Isa con un cesto di panni. Il contrasto era netto: la vestaglia di Isa appariva pesante di fronte alla leggerezza elettrica di Marika. Isa studiò la pelle soda della ragazza con un'osservazione quasi clinica. Marika la salutò con un cenno vittorioso, accelerando il passo. Isa sentì una fitta al petto: non per paura del tradimento, ma per la consapevolezza di aver perso quella spensierata fame di essere guardata.
Quella sera, nel seminterrato, l'atmosfera cambiò. Marika era scesa per posare uno scatolone, indossando leggings neri aderenti e una canotta bianca senza biancheria intima. Massimo era nel suo laboratorio improvvisato.
"Marika... il buio mette strane idee in testa a un uomo," sussurrò lui avvicinandosi.
"E che tipo di idee, Massimo?" lo sfidò lei, inarcando la schiena.
"Vedere non è come toccare," rispose lui, sovrastandola con la sua mole.
Mentre i due cedevano alla tensione, Isa osservava tutto dall'oscurità del corridoio, attirata da una curiosità morbosa. Vide Massimo afferrare Marika con una rudezza che non conosceva più, e vide Marika abbandonarsi a quel desiderio primordiale.
Massimo spinse Marika sul bancone da lavoro. La passione fu animalesca, lontana dalla timidezza dei coetanei della ragazza. Tra gemiti e parole spinte, il potere di Marika si trasformò in totale sottomissione al piacere. Isa, nascosta, non provò dolore, ma un'eccitazione travolgente, toccandosi nell'ombra mentre guardava il marito possedere brutalmente la vicina.
Quando la violenza dell'atto giunse al culmine, il rumore di un mazzo di chiavi caduto rivelò una presenza. Massimo si ritrasse bruscamente, tornando a fingere di sistemare una mensola, mentre Marika si ricompose con un sorriso malizioso. Sapeva di essere stata guardata, e quello era il brivido finale che cercava.
Isa risalì velocemente in silenzio, frastornata dal piacere e dalla rabbia. Massimo congedò Marika con un'ultima, volgare provocazione: "Alla prossima, quando vuoi godere così sai dove trovarmi, mia dolce studentessa..."
L'aria in cantina restò carica di segreti, mentre l'equilibrio della palazzina veniva riscritto per sempre.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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