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Lui & Lei

Una giornata tranquilla -1- Al Mare


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
15.04.2024    |    29.135    |    3 9.7
"Sono seduto davanti al computer e cerco di lavorare, ma come al solito la motivazione è praticamente una sconosciuta..."
La Pasqua è passata da soli 4 giorni. Sono seduto davanti al computer e cerco di lavorare, ma come al solito la motivazione è praticamente una sconosciuta. Tuttavia, il destino, notando la mia mancanza di entusiasmo, mi viene in aiuto.
Sento la melodia di "Lo chiamavano Trinità" che aumenta lentamente di volume: è il mio cellulare che squilla.

«Ciao tesoro, come stai? Hai passato una buona Pasqua? »

La voce roca di Marika risveglia improvvisamente i miei ormoni come un fulmine a ciel sereno.

«Ehi, sì, tutto bene! Ero a passeggio a Cesenatico con la mia compagna. C'era molta gente e, anche se il cielo era coperto, era abbastanza piacevole passeggiare. Com'è andata invece la tua festicciola con Natasha?»

«Purtroppo è stata annullata perché il tempo a Milano era terribile, quindi sono rimasta a casa con mia figlia e i cani».

«Mi dispiace sentirlo. Da quello che avevo letto sulla chat, poteva essere una due giorni intensa ma divertente. Allora, quali sono le novità?»

«Beh, tesoro, ti chiamo perché ho uno spettacolo al Nirvana di San Benedetto questo venerdì e ho pensato di fare una sosta a Ravenna. Arriverò a Bologna oggi alle 11.00. Che programmi hai?»

L'eccitazione cresce in me quando immagino le possibilità di passare del tempo con Marika. Le proporrò un salto al Bolero per ripetere l’esperienza dell’ultima volta. Adesso che ci penso, scriverò anche un messaggino a Lucia e al suo nuovo amichetto, nel caso volessero unirsi.
Ogni volta che io e Marica ci incontriamo è sempre un’esperienza piacevole, stravagante e travolgente. Non programmiamo mai nulla, ci lasciamo trasportare dal momento e dai sensi, nonché dalla latente perdizione delle nostre anime e dei nostri corpi.

«Ho solo una breve call tra dieci minuti di lavoro, poi sono libero tutto il giorno! Ti passo a prendere in stazione e ti accompagno a casa tua al Lido, poi decideremo cosa fare».

«Sembra fantastico, tesoro! Non vedo l'ora di vederti. A presto!»

La voce di Marika è piena di eccitazione e attesa e io la seguo a ruota.

Arrivo al Kiss & Ride giusto in tempo, il treno di Marika sta entrando in stazione. Scendo dalla macchina e mi dirigo verso la colonna 39, il nostro punto di incontro.
Ci sono voluti solo cinque minuti prima di vederla camminare verso di me.
Nonostante la stanchezza per il viaggio, è splendida come sempre. Il suo abbigliamento sempre stravagante consiste in un paio di leggings aderenti con stampa tigrata, un maglione nero con un cuore d'argento che mette in risalto il suo ampio seno e un paio di occhiali Vamp super sexy che completano il look.
Mentre si avvicina, noto il suo trolley rosa e il beauty case abbinato in stile Barbie e subito mi eccito come un bambino davanti ad un barattolo di nutella.
Lei percepisce qualcosa, lascia la valigia e si fionda verso di me, mi bacia e mi abbraccia: prima due bacetti sulla guancia e poi un lungo bacio dove le nostre lingue ritrovano la giusta confidenza.

Il viaggio fino al Lido di Dante è stato veloce e piacevole. Mentre ci incamminavamo, io e Marika abbiamo parlato delle nostre recenti avventure separate e ci siamo aggiornate sulle rispettive avventure. Abbiamo approfondito i dettagli delle ultime imprese di Marika nel mondo del cinema per adulti, discutendo degli attori e delle scene con cui ha lavorato di recente. Dalle luci alle angolazioni delle telecamere, dai lunghi cazzi alle scene Anal senza un domani. Mi ha raccontato del film girato insieme ai figli di Natasha e del loro battesimo nel mondo del porno che avrebbero avuto anche se la madre non gli avesse aiutati. Insomma dei discorsi che delle innocenti orecchie non dovrebbero mai ascoltare.

Sono le 12:30 precise e abbiamo varcato i confini del Lido di Dante. Le strade sono deserte e ci sono solo poche auto in giro. Parcheggio l'auto nel solito punto vicino alla spiaggia e noto subito che tutti i ristoranti e gli stabilimenti sono chiusi. Ovviamente è una situazione normale, visto che la stagione ancora non è iniziata e siamo in mezzo alla settimana, inoltre negli ultimi giorni il tempo ha fatto le bizze e oggi il sole c’è ma dietro alle nuvole e solo ogni tanto si fa vedere, fortunatamente la temperatura è piacevole.

«Ti va una piadina o vuoi qualcosa di più corposo? Nel caso dobbiamo riprendere l’auto e andare da qualche altra parte.»

«No, tranquillo, va bene anche la piadina.»

«L’unica scelta possibile è la piadineria di Michael, speriamo che sia aperta, dai andiamo a vedere.»

Siamo fortunati, la Piadineria di Dante è aperta e veniamo accolti subito dal proprietario, felice di vedere dei clienti.

Ordiniamo il nostro cibo e ci sediamo fuori al sole. Fa caldo, ma non eccessivamente. Il sole gioca a nascondino con le nuvole, tuttavia non c’è nessun vincitore. Io e Marica parliamo e ridiamo, godendo della reciproca compagnia e assaporando il semplice piacere di un pranzo frugale. Le piadine sono come sempre spettacolari e ogni boccone stimola sia le papille che i ricordi della passata stagione balneare.

Tristemente le piadine finiscono velocemente, le abbiamo divorate e ora sono solo un bel ricordo.

«Giorgio ti va di andare a vedere il mare? Mi piacerebbe fare una passeggiata a piedi scalzi sulla sabbia.»

La sabbia è fredda e umida sotto i nostri piedi, l'acqua è ancora gelida, perciò ne rimaniamo lontani, anche se ogni tanto i piedini di Marica la cercano. I nostri telefoni diventano delle macchine fotografiche che immortalano ogni granello di sabbia e ogni nostra beata espressione, felici del luogo e della nostra compagnia.
Fotografiamo, camminiamo e cazzeggiamo fino a che mi rendo conto che siamo arrivati al limite della zona permessa, prima della riserva naturale interdetta alle persone per la nidificazione delle specie protette.

«Tesoro, dai, non c'è nessuno in giro! Continuiamo a camminare»

In realtà un piccolo gruppo di persone sta confabulando, ma non fanno caso a noi, piuttosto ad un uomo completamente nudo che parla con loro e cerca approcci non proprio convenzionali. Penso che l’unica cosa che potrà ottenere sarà un pompino da un pinguino, visto che la temperatura sta calando velocemente.

Cerco la mano di Marica che subito si intreccia alla mia e iniziamo ad addentrarci nella zona proibita con il brivido dell'avventura e l’eccitazione che ci scorre nelle vene. La fresca brezza marina ci inonda e l'odore salato dell’Adriatico ci riempie. Le mie dita avvinghiate alle sue ci trasformano in due ragazzini che hanno fatto sega a scuola per andare al mare e passare del tempo “interessante” insieme. Le nostre mani si separano per l’ennesima foto al panorama e mi allontano un poco per lasciare la mia amichetta unico soggetto della foto.

"Avvicinati, sciocchino. Voglio fare una foto con te", mi dice sorridendo.

Non mi faccio pregare due volte, mi avvicino a lei e con la mano sinistra le avvolgo il braccio intorno alla vita. Con la mano destra, invece, alzo il telefono per scattare un selfie. Mentre sto per scattare la foto, sento la mano di Marica posarsi sul mio inguine, stuzzicando ed esplorando con audacia. I miei occhietti furbi la fissano cogliendo uno scintillio nei suoi e poi sposto rapidamente la mano dalla sua vita al suo sedere, facendola scivolare sotto i suoi leggings tigrati. Ho assaporato immediatamente la sensazione della sua pelle calda e morbida sotto i miei polpastrelli e ho scoperto anche che non porta le mutandine.

Il suono delle onde che si infrangono sulla riva e il richiamo dei gabbiani in lontananza contribuisce a creare un'atmosfera sensuale. I nostri corpi sono vicini e la paura di essere scoperti aumenta la nostra eccitazione, anche se in realtà sono più le nostre mani tentatrici senza limiti che fanno la differenza.
Le nostre labbra si avvicinano e le nostre lingue volteggiano in una danza eroticamente salmastra.
Il sapore di fragola della sigaretta elettronica che Marica aveva fumato pochi istanti prima, entra nella mia bocca e la mia lingua viene risucchiata in un vortice multicolore e multi-sapore.
Il nostro bacio diventa sempre più intenso e passionale, le mie mani lasciano le sue chiappe per trasferirsi sopra i seni caldi e invitanti, stringendoli delicatamente. Le mie dita iniziano così a giocare con i capezzoli gonfi, li strizzano, li pizzicano e ogni tanto li tirano, ma loro rispondono diventando sempre più duri.
La maglietta fa fatica a rimanere composta e al suo posto, si alza e la tentazione è così forte che interrompo il bacio. Lentamente, scendo dispensando e inondando il collo con milioni di piccoli baci, la traiettoria è solo pochi centimetri più in basso, verso i suoi capezzoli in attesa, che aspettano solo di essere mordicchiati e succhiati. I gemiti rochi di Marica si intensificano nelle mie orecchie e mi creano una sudditanza e un’impazienza ancora più grande.
Fossimo due ragazzini sarebbe stata una sessione di petting perfetto, ma visto che non lo siamo, l'azione si trasforma in qualcosa di meno casto e più audace.

«Troviamo un posto più tranquillo», le sussurro mentre lambisco con la lingua le dolci ciliegine.

La mia proposta è semplice, ma le mani di Marica mi afferrarono la testa e costringono le mie labbra a tornare sui suoi capezzoli duri e desiderosi. I nostri corpi sono vicini e un senso di passione e desiderio riempie sempre di più l'aria intorno a noi.
Desidero così tanto il suo corpo che non posso più resistere alla tentazione. Allora abbasso la mano sinistra e la infilo nuovamente nei suoi leggings, questa volta sul davanti. Esploro la sua femminilità e la trovo umida e calda, le mie dita si intrufolano dentro con facilità. Il piacere è reciproco: entrambi godiamo della sensazione delle mie dita che si muovono dentro e fuori di lei.
Man mano che la nostra eccitazione cresce, la mia vena creativa deve trovare il modo di convincerla per lasciare la spiaggia. Fortunatamente, anche lei è altrettanto desiderosa di esplorare altri momenti di intimità con me più intensamente del solo lavoro manuale.
Entrambi scrutiamo la zona girandoci e aguzziamo la vista, troviamo così un posto appartato vicino a una piccola siepe, dove possiamo abbandonarci ai nostri desideri senza temere occhi indiscreti.

Marica si abbassa lentamente i pantaloni e si posiziona a quattro zampe. La vedo difronte a me, aperta e pronta ad accogliermi, non posso fare a meno di provare un'ondata di eccitazione e desiderio.
Mi prendo un momento per assaporare e affinare i sensi, ammiro il suo corpo e il modo in cui si muove e mi attende con leggera impazienza. È come se ogni centimetro di lei fosse stato progettato per compiacermi e soddisfarmi. Con un respiro profondo e intrepida audacia, entro in lei, percepisco il calore e l'umidità del suo abbraccio intimo. Scivolo senza resistenza dentro la sua magia, le pareti lievemente ruvide avviluppano il mio glande sensibile e lo cingono come una sciarpa cinge un collo infreddolito
.
I suoi gemiti riempirono nuovamente l'aria mentre inizio a pompare con sempre maggior vigore. Ogni spinta è accolta da una risposta appassionata, il suo corpo si inarca e trema sotto di me. Sento il mio stesso piacere crescere, l'intensità del momento mi spinge verso nuove vette.
Il suo godere non è un mesto rumore, ma un ruggito.
Il suo culo sbatte contro il mio inguine con forza ad ogni penetrazione. La sua femminilità trasuda e si diffonde ovunque, schizzando ad ogni spinta. Anche i miei testicoli sono attori in prima linea, venendo completamente bagnati, mentre il mio pene affonda come una trivella alla ricerca dell’oro liquido. Il suono dei nostri corpi che si scontrano e si uniscono, si fonde con quello delle onde del mare, creando una sinfonia di piacere.
Il calore sale tra noi, accende un fuoco che brucia con un'intensità unica, la paura di essere visti o interrotti ci ruba le anime e ci tiene stretti.
Le sue curve si modellano perfettamente sul mio corpo, creando un senso di unione che è allo stesso tempo confortante ed esaltante. Ogni nostro movimento è perfettamente sincronizzato, come se fossimo due pezzi di un puzzle che hanno finalmente trovato la loro corrispondenza. Io entro e lei mi accoglie, io esco e lei mi reclama .

Mentre ci muoviamo insieme, percepisco l'attesa crescere dentro di me. Sono consapevole che il momento dell’orgasmo si sta avvicinando rapidamente ed è quasi troppo da sopportare.
Eccomi! Ci Sono! Esco velocemente abbandonando la sua figa e lei capisce esattamente cosa sta per accadere. Senza esitare, si gira e prende il mio cazzo in bocca. La sensazione della sua lingua sul mio glande è come una miccia accesa. Esplodo quasi subito.
La sua lingua, imperterrita continua a torturarmi. Si muove attorno al glande e sull’ asta e senza nessuna esitazione raccogliere ogni goccia del mio seme. Le sue mani avvolgono i miei testicoli come un tubetto di dentifricio che sta per essere spremuto e lei li massaggia delicatamente, creando nuove ondate di piacere. Pompa, beve e ripulisce.
Il mio cazzo però perde lentamente la sua consistenza e lei come una bastarda senza cuore l’abbandona per darmi un ordine fondamentale.

«Io non sono venuta! Ora è il tuo turno, voglio la tua bocca e lingua qui!»

Mentre pronuncia queste parole, si sdraia sulla sabbia, allarga le gambe in modo osceno e mi ordina di tuffarmi nella sua fessura vogliosa. Ovviamente non perdo tempo e non protesto. Inizio e subito l’esplorazione di ogni centimetro della sua femminilità con la lingua e le labbra, godendo del suo sapore unico, come un meticoloso dottore visito ogni curva, i contorni e le gonfie labbra. Il suo clitoride è particolarmente magnifico e lo succhio come un bambino con il suo ciuccio preferito. Il piacere che le procuro è evidente. Le sue mani spingono il mio viso contro la sua figa che sembra volermi divorare.
Un lieve tremore si propaga fino a diventare un terremoto.
I fianchi si alzano e un orgasmo intenso e fradicio che mi inzuppa il viso.

Il corpo di Marica , prima invaso da una scarica elettrica inizia a rilassarsi e soddisfatta mi allontana per rialzarsi e ritornare ad avere un aspetto più consono alla civiltà che ci circonda. Anche io la seguo a ruota, però prima di tornare alla macchina mi devo pulire il viso.
L’unica acqua disponibile è quella del mare. Assaporo il sapore salato sulle labbra e sulla lingua togliendo però quello di Marica, ma almeno non sono più appiccicoso.

L’ambiente, il rumore del mare e dei gabbiani, la tranquillità di una quasi solitudine e la meravigliosa compagnia mi cullano in uno stato di relax unico.
La giornata tranquilla, non è stata proprio tale e la cosa bella è che ancora non è finita.

«Allora, cosa vuoi fare adesso?» chiedo a Marica guardandola.

«Ho bisogno di fare una doccia», risponde lei, «ho sabbia dappertutto e non solo, alcune gocce di sperma sono finite sui miei vestiti e non posso andare in giro conciata così. Mi accompagni a casa?»

«Certo, nessun problema, ma dopo la doccia hai programmi? Vuoi fare qualcos’altro?»

«Se non ti dispiace, vorrei riposare», mi dice lei, «soprattutto perché domattina devo prendere il treno presto e ho promesso alla mia vicina che avremmo cenato insieme. Ti va bene o avevi in mente altro?»

«Assolutamente sì, anch'io sono in disordine e ho un mezzo impegno per la cena al Bolero, sarebbe stato bello andarci insieme, ma non ti preoccupare va bene lo stesso».

«Dai, sarà per la prossima volta, tanto il tuo regalino lo hai avuto e anche io non posso lamentarmi.»

La casa di Marica è a cinque minuti dal mare, quindi arriviamo in un lampo, la saluto con le mani sul culo e con un bacio poco casto. Si sta facendo tardi e da Ravenna per arrivare ad Altedo ci vuole un’eternità, salterò la cena. Preferisco rilassarmi un po' dentro l’idromassaggio, se poi Lucia con il nuovo amico mi raggiungeranno, sarà piacevole scambiare due chiacchere.

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Grazie per aver letto la mia storia fino a questo punto. Spero che ti sia piaciuta. Ti invito a votarla e magari anche a lasciare un piccolo commento se ti va.
Non sono uno scrittore professionista e la mia presenza su questa piattaforma è solo un altro modo per essere un po' esibizionista. Per questo motivo, apprezzo molto il fatto di ricevere un feedback.
Le mie storie sono basate sulle mie esperienze e possono essere considerate come dei diari, ma non sono semplici resoconti. Di tanto in tanto li arricchisco con un po' di fantasia per renderli più accattivanti.

Il racconto è diviso in due parti, in realtà non sono legate tra loro, avrebbero potuto esserlo, ma gli eventi e l'universo hanno remato contro. Domenica prossima, o al massimo lunedì dovrei riuscire a pubblicare la seconda parte.

Mi piace sperimentare e conoscere nuove persone per cimentarmi in nuove esperienze. Prediligo al 99% il mondo femminile, ma l'1% è dedicato ad un altro tipo di femminilità che ovviamente avrete potuto capire leggendo questo racconto. Se vuoi, puoi contattarmi qui su A69 o su Tlgm con lo stesso nickname, giorgal73, per proposte, suggerimenti, commenti o inviti a serate o club per creare la nostra storia.

SONO ALLA RICERCA DI UNA DONNA CON LA QUALE SCRIVERE A 4 MANI UN RACCONTO SU UNA SUA INDIMENTICABILE AVVENTURA.
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