incesto
Meno male che Mamma (NON) c'era
15.07.2026 |
1.896 |
2
"Mi accasciai su di lui, mischiando il sudore che mi imperlava il corpo al suo sperma caldo..."
Ci vollero solo pochi minuti per cancellare le tracce di quello che era appena accaduto. Una sciacquata veloce nel lavandino del garage, una sistemata ai vestiti e un profondo respiro per ritrovare il contegno.“Vai a metterti un paio di slip…” suggerii a mio figlio, allungandogli una pacca sul culo.
Ci separammo, mentre davo un’ultima controllata all'allestimento prima di essere prontamente raggiunto da quel segugio di mia moglie.
All'ora convenuta, i primi ospiti varcarono il cancello accolti da sorrisi e strette di mano. Il barbecue entrò subito nel vivo. Tra il fumo della carne sulla griglia, il tintinnio dei bicchieri e il chiacchiericcio dei vicini, io e Ale ci muovevamo con assoluta disinvoltura, come due perfetti attori. Mia moglie e le amiche commentavano fiere la riuscita dell’evento e, un po’ invidiose, lodavano ‘l’efficienza di tuo marito, ma soprattutto di tuo figlio...’
Era divertente ed eccitante constatare che, sotto quella facciata di ordinaria vita familiare, nessuno immaginasse l’adrenalina che mi attraversava. Ogni volta che incrociavo lo sguardo complice di Ale dall'altro lato del giardino iniziavo ad eccitarmi; così come ogni volta che mi passava davanti e il suo culetto si appoggiava per un istante di troppo alla mia zona pelvica, sentivo il cazzo premere di nuovo contro i boxer. La sfrontatezza che avevo scoperto quella mattina in bagno si stava trasformando in una sfida silenziosa, giocata proprio sotto gli occhi di tutti.
Venne il momento del dolce: il nostro vero obiettivo, seppi poi da mio figlio, aspettava già dalla sera prima nel frigo della taverna, ma mia moglie lo ignorava. Così, alla sua richiesta di andare a prenderne uno in pasticceria…
“Ci pensiamo noi, Ma’,” scattò subito Ale.
Mi lanciò un'occhiata di fuoco che non ammetteva repliche.
Lo seguii in casa. Silenziosamente mi condusse nella mia camera da letto. Richiudendo la porta alle sue spalle, si voltò di scatto: “Qui non ci sentirà nessuno!” La stanza e il garage (dove si trovava l’auto per andare in pasticceria) si trovava infatti in posizione opposta rispetto al luogo della festa.
Senza aggiungere altro mi spinse con la schiena contro il muro, spogliandomi alla velocità della luce. Aveva il respiro corto, gli occhi lucidi per l'eccitazione mentre ammirava la mia erezione marmorea. Anche lui si spogliò rapidamente. Restando solo con gli slip si avvicinò al letto, mettendosi carponi. Volgendosi a guardarmi, iniziò dapprima a ondeggiare i fianchi, poi si fece scivolare lentamente l’intimo lungo i glutei, disegnandone la rotondità perfetta. Si allargò le chiappe con le mani, mettendo in evidenza il buchino fremente.
“Non posso più aspettare…” sussurrò, girando la testa all'indietro per cercare la mia bocca e baciarmi con una foga selvaggia, mentre montavo sopra di lui.
“Direi che, oltre alla disinvoltura, stiamo acquisendo un buon livello di troiaggine… E tutto in un solo giorno!” esclamai, soddisfatto e incredulo davanti a quella trasformazione.
Mi avvicinai per annusarlo: le attività della mattina avevano lasciato il segno nell'afrore mascolino che emanava. Non c'era tempo per ulteriori esitazioni; il rischio di essere scoperti a pochi metri dalla festa rendeva tutto maledettamente più eccitante.
Inumidii il buchetto con la saliva e l’azione delle mie dita fece il resto, ammorbidendo le pareti.
“Pronto?” chiesi, mentre la mia cappella mirava all’orifizio già provato e le sue mani stringevano il copriletto immacolato.
“Pronto!” deglutì, mentre la cappella iniziava la sua corsa lenta insieme al resto della canna. Con una mano gli coprii la bocca, soffocando il grido di dolore e piacere che emise mentre lo penetravo a fondo.
Il mio uccello era ora ben piantato nel suo culo. Lentamente Ale sollevò la schiena per farla aderire al mio petto, gettando al contempo le braccia all’indietro per cercare la mia testa e accarezzarla.
“È… è incredibile – sussurrò con voce strozzata – …Tu… Tu sei dentro di me! Completamente…” “Sì…” replicai, spegnendo quella sillaba tra i suoi capelli, che annusai intensamente.
Le mie dita iniziarono invece a scorrere lungo quel corpo scultoreo per tutta la sua lunghezza. Gli massaggiai i pettorali sodi, imprigionai tra indice e medio i capezzoli turgidi allungandoli leggermente, e con l'indice descrissi la linea dell'addome per arrivare ad accarezzare il soffice pelo pubico.
“Ma che florida aiuola abbiamo qui…” ironizzai, mentre afferravo la sua erezione percorrendola fino alla cappella. E infine passai ai suoi coglioni, lisci e accuratamente depilati, che soppesai per pochi istanti.
Lo invitai a riposizionarsi a novanta gradi. “Ora inizierò a spingere avanti e indietro per scoparti… Potrebbe farti un po' male. Se vuoi, posso ancora fermarmi”. “Sono pronto! – dichiarò deciso – Non aspettavo altro!”
Iniziai a muovermi dapprima lentamente, senza far uscire mai il mio bastone da quel buchino ancora stretto. Assestai colpi via via più forti e più decisi, sotto i quali lui gemeva come un agnellino, mentre il suo anello si spanava ogni volta un poco di più.
“Voglio provare diverse posizioni…” dichiarò ansimando. Non potei che accontentarlo.
Mi fece sdraiare supino, divaricò le gambe, artigliò saldamente il pelo dei miei pettorali e si lasciò cadere sull'enorme randello in tiro. “Ooohhh – sospirò – Cazzo… Cazzo, cazzo, cazzo!” Era in estasi. “Vacci piano! Non sei ancora abituato!” “Lascia decidere a me cosa è meglio fare!” rispose malizioso. E cominciò a salire e scendere sempre più velocemente, dondolandosi avanti e indietro, godendosi ogni centimetro dell’uccello che stava cavalcando. “Rallenta, o mi farai venire in pochi secondi…” lo pregai. “Concesso!”
Si dispose perciò sul fianco; gli sollevai una gamba e di nuovo lo inculai. Questa volta ero io a ritmare le mie spinte di bacino all'interno delle sue viscere squassate, al pari di quel piccolo anello oramai non più vergine. Anche questo trattamento parve soddisfarlo eccome.
“Non smettere. Ti prego, non smettere!” mi supplicava. E io, per quanto fossi prossimo al fine corsa, cercavo di regalargli quanti più momenti di piacere potevo.
Volevo che mi guardasse in viso in quell’istante, così lo sdraiai supino e terminammo l’amplesso nella posizione del missionario. Assestai gli ultimi colpi in modo brutale per godermi completamente la sua espressione e il dimenarsi del suo corpo sotto la mia furia, mentre la mia mano gli masturbava un uccello duro come il marmo.
“Vengo, Ale… Oh mio Dio, Ale, sborro… Sborro…” “Ti prego, pa’, vienimi dentro… Tutto… Tutto dentro…!”
Non ci fu tempo di prendere decisioni diverse: i fiotti del mio seme inondarono copiosamente i suoi intestini. Contemporaneamente anche lui schizzò sul proprio petto. Mi accasciai su di lui, mischiando il sudore che mi imperlava il corpo al suo sperma caldo.
“Non uscire ancora, per favore… Non…”
Disubbidii solo per raccogliere un po’ della mia sborra colata attorno alla sua cappella e ricacciarla all’interno insieme al resto di me. Sobbalzò dal piacere.
Rimanemmo così ancora per qualche istante ad accarezzarci, a baciarci, a godere di quell'inaspettata sequenza di coincidenze grazie alle quali si stavano offrendo nuove, incredibili opportunità alla nostra routine quotidiana. Per una volta, pensai, potevo ritenermi soddisfatto del fatto che mia moglie non ci fosse stata.
Ci rivestimmo in fretta e tornammo a prendere parte al banchetto tra la curiosità degli invitati.
“Ma dove diamine vi siete cacciati, si può sapere?” chiese mia moglie indispettita mentre serviva generose porzione di dolce.
“Oh mamma te lo racconto dopo… Ma avresti dovuto esserci!” fu la risposta di Ale.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Meno male che Mamma (NON) c'era:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
