Prime Esperienze
CI HA PRESO GUSTO
22.12.2025 |
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"Quando l’amplesso finì, andai in bagno ed al ritorno entrambe le donne si stavano facendo un bel 69..."
Da quella prima e stupenda esperienza di threesome del maggio 2011 (vedi «IL PRIMO PASSO»), mia moglie Elena, parlando di quello che era successo, specie della prima tripletta con un cazzo in figa ed uno nel culo e da certi film dove delle super troie, prendevano cazzi grossissimi di giovani ragazzi di colore, era sempre più desiderosa di fare nuove esperienze. Gli domandai se anche lei voleva fare ciò che aveva visto fare nei filmini con donne bianche scopate, in gang bang infuocate, da numerosi ragazzi neri…Lei mi disse che, se io ero d’accordo, lo avrebbe fatto molto, ma molto volentieri, perché voleva sentirsi riempita fino a svenire e nel solo dirlo, mi confessò che era già tutta bagnata. Due mesi dopo, era il mese di luglio 2011, contattai nuovamente Roberto che conosceva Samuel, un suo collega di colore, disposto a partecipare al gioco. Elena, nel guardare le foto del cazzo dell’uomo di colore, fece un’esclamazione di stupore mista a libidine, confessandomi che era già tutta bagnata al solo pensiero di essere sfondata da quel cazzo così grande. Non era certa che sarebbe riuscita anche a prenderlo nel culo per quanto era spaventosamente grande. Insieme alle foto, aveva mandato anche le misure di un cazzo di 25 cm per 20 di circonferenza. A questo punto, tramite Roberto e, dopo un incontro preliminare, ci trovammo il sabato successivo, nello stesso posto dove andammo la prima volta con Alice e dove ero sicuro che non ci avrebbero chiesto i documenti. Mia moglie, quella sera si vestì da troia: tacco a spillo 12, una minigonna inguinale e una bella camicetta di seta trasparente, senza nulla sotto, con la bella vista delle sue bellissime tette da quarta misura, con due capezzoli grandi che si vedevano benissimo. Appena entrati, Roberto e Samuel, la trascinarono immediatamente in camera da letto, denudandosi, mentre mia moglie rimase totalmente nuda con i soli tacchi a spillo. La guardavano, chiamandola da subito: «vacca, troia sfondata, adesso ci divertiremo sfondando la tua figa ed il tuo culo stretto…».
Così passarono ai fatti e Samuel glielo mise immediatamente in bocca, mentre Roberto iniziò a leccargli la figa. La mia soddisfazione più grande era vedere mia moglie che iniziava a godere e Roberto se ne accorse, allargò le sue gambe per mettere il suo cazzo dentro la figa, che entrò tutto dentro, visto che era già lubrificata dai suoi umori di godimento. Vedevo quella figa dilatata con quel cazzo dentro di lei, che aveva dei sussurri di piacere. La prendeva con forza per poi girarla sopra di lui, facendosi cavalcare. Vedevo mia moglie che lo cavalcava sempre più forte e, quando lo spingeva dentro, lui si alzava per spingerlo in profondità, mentre Samuel si portò dietro di lei e la fermò per leccarle il culo ed introducendo il suo cazzo.
Elena a questo punto strillava di fare piano, che gli faceva male, facendo fermare Samuel per un pochino per poi spingerlo di nuovo dentro, fino a farglielo entrare tutto dentro. Mia moglie, dopo un minuto non strillava più dal dolore, ma da vacca in calore, li incitava a spingere con più forza, più veloce e di non fermarsi. In tutta sincerità non avevo mai visto mia moglie cosi infoiata e capii che questa gang bang, sarebbe stata la svolta per far diventare Elena una lurida cagna in calore, pronta a tutto pur di farsi sfondare da questi due cazzoni. Io dalla mia poltrona, osservavo che Elena aveva raggiunto uno stato di goduria talmente alto che vedevo in lei dei spasmi in tutto il suo corpo, tanto che per alleviare la mia potente erezione, mi misi davanti a lei e glielo misi in bocca. Elena, che nonostante avesse dentro quei cazzi che la stantuffavano senza fine, cominciò a succhiare il mio cazzo, infilandoselo fino in gola.
Erano più di trenta minuti cha la scopavamo ed ancora non godevamo fino a che, sia Samuel che Roberto, la riempirono di sborra come lei voleva. Era esausta ma non appagata ed infatti, dopo aver continuato a spompinarmi, mi chiese di scoparla e di sfondarle la figa ed il culo. Non ci volle molto per farmi venire e le inondai il culo con tanta sborra. Dopo circa una mezz'oretta, riprese a masturbare e spompinare Samuel e Roberto, fino a che diventarono di nuovo duri e questa volta si fece penetrare dal cazzo più grande nella figa, mentre l’altro in culo. Entrarono senza nessun sforzo, visto da come le avevamo allargate per bene i due buchi prima, ma questa volta e stata sotto di loro per quasi tre quarti d’ora, avendo un orgasmo dietro l’altro, fino a che rimase alla mercé dei due che la scopavano.
Anche questa volta, io ebbi un’erezione durissima e, quando godettero, io sborrai in bocca ad Elena che ingoiò tutto, leccandosi le labbra e restando poi sul letto, senza forze. Una volta ripresasi, nel frattempo Samuel e Roberto erano andati via, rimanendo d’accordo di sentirci al più presto per ripetere la scopata. Mentre facevamo ritorno a casa, Elena disse: «amore grande, sei un tesoro: mai stata meglio, mi hanno sfondato alla grande, ma sono super appagata». Arrivati a casa, la spogliai per vedere meglio e aveva sia la figa che il culo doloranti e ancora belli aperti dai quali usciva ancora della sborra. Questo non gli toglieva la voglia di rifarlo di nuovo con loro ed io le risposi che era diventata una puttana ed una vacca da monta e che ero contentissimo di vederla godere, usata da un maschio di colore e dal nostro amico. Mi aveva eccitato e appagato al massimo, quindi andò in bagno a farsi dei lavaggi e nello stesso tempo mi mostrò la sua figa che era tutta arrossata e gonfia, cosi anche il suo culo.
Da quel famoso giorno ci incontrammo altre volte con Samuel e Roberto e mia moglie, anche per farmi eccitare se li faceva mettere in tutte le parti, dicendomi di guardare come li prendeva, questo mi eccitava e lo andavo a mettere in bocca a mia moglie mentre Samuel e Roberto la scopavano sia nel culo che in figa. Parlando con Elena, le confessai che mi piaceva vederla scopare e lei mi rispose che era felice di farmi star bene, visto che anche a lei le piaceva farsi sfondare e bere tanta sborra. Era felice di sapere che essere diventata una troia e che questo mi faceva eccitare al massimo. Il giorno dopo, mi confessò che le sarebbe piaciuto avere delle nuove esperienze anche molto strane per farti eccitare di più. Dopo aver parlato a lungo con quella che era diventata la mia troia, ci accorgemmo di quanto fossimo eccitati al pensiero di vedere lei fare la vacca sfondata con Samuel e Roberto, facendomi partecipare ai giochi sessuali in cui godevo anche io. Più si andava avanti e più avevo capito che adoravo vederla come una vera mangiatrice di cazzi… una vacca alla quale piaceva farsi sfondare sia la figa che il culo e che ormai erano slabbrati. Impazziva a fare pompini con l’ingoio per la mia felicità e quella dei porci alla quale cedevo la troia…
Ripensavo a quando facevamo sesso: Elena era una normale moglie che, quando la scopavo, aveva la figa ed il culo, belli stretti. Dopo quegli incontri, quando la scopavo, sentivo il mio cazzo che ci sguazzava dentro!!! Elena decise così di prenderci una pausa da quegli incontri di gruppo e continuare con la nostra vita «normale».
Come tutte le cose, con tempo cambiano e, tra alti e bassi, come tutti, da quel giorno abbiamo trovato la maniera di rimettere a posto le cose, migliorando soprattutto anche il nostro modo di scopare che per noi, nel nostro rapporto, è sempre stata una cosa importantissima, anche se lei ha nove anni meno di me. Elena è una di quelle donne che non gliene importa niente della forma fisica e, mentre io ho più di 10 kg di sovrappeso, lei ci tiene molto al viso ai capelli, ai massaggi, alle unghie sempre nuove.
Un giorno Elena mi disse che aveva comprato una nuova stampante e mi aveva chiesto di installarla al suo computer. Mi misi subito a lavoro e mi bastarono pochi minuti, affinché fosse pronta, accesa e correttamente installata.
– “Hai qualcosa da stampare per poterla provare?”, le chiesi,
– “certo, va bene una foto?”, domandò lei,
– “ottimo, così vediamo anche come si comporta con le foto”, risposi.
Mi fece entrare in una cartella contenente un centinaio di foto e mi disse di aprirne una a caso. Quello che vidi ebbe ripercussioni immediate su tutto me stesso. Evidentemente non me l’aspettavo ma soprattutto lei era meravigliosa: in questa foto c’era una ragazza nera, (scoprii dopo che era inglese…) era nuda, chinata in avanti con le gambe tese, mentre teneva allargato il culo con le mani, con la figa aperta e con la testa girata verso chi le aveva fatto questa fotografia, mentre sorrideva divertita. Sono sicuro di aver lasciato passare qualche attimo di troppo, intento ad ammirare tutta quella roba perché Elena mi chiese:
– “tutto ok?”,
– “oh, sì, tutto ok. Scusami ma non me l’aspettavo. Ma chi è?”, dissi riprendendomi un po’,
– “è Giselle, la mia nuova amica”,
– “la tua nuova amica? Non dirmi che la foto gliel’hai fatta tu?!”,
– “ok, se vuoi non te lo dico… però se ti piace così tanto puoi dare uno sguardo a qualche altra foto… in qualcuna dovrei esserci anch’io”,
– “ma stai scherzando o dici davvero? In quale foto ci sei anche tu?”. Lei mi rubò il mouse e aprì una foto in cui c’era lei, nuda, abbracciata a Giselle. Erano davanti ad uno specchio per fotografarsi. Sentii subito che mi stava diventando duro.
– “Non sai cosa rischi”, le dissi, “quando vedo certe cose non capisco più nulla e, te lo dico subito, non mi assumo nessuna responsabilità”, aggiunsi con un sorriso malizioso,
– “fantastico, è esattamente quello che volevo!”, mi spiazzò,
– “bene, ci sei riuscita alla perfezione”, le dissi prendendole la mano e portandomela direttamente sulla patta rigonfia,
– “difficilmente faccio cilecca”, mi sbeffeggiò lei ed iniziò subito ad aprirmi i pantaloni. Io non aspettai nemmeno un secondo e cominciai a palparle le tette… e intanto sentivo che mi eccitavo sempre di più. Me lo tirò fuori e lo prese immediatamente in bocca… iniziò a leccarlo completamente, da cima a fondo per poi riprenderlo in bocca, caldo e scivoloso.
– “Chiama anche Giselle”, mi uscì spontaneo,
– “sta già arrivando”, mi sorprese nuovamente. Quel fantastico pompino andava avanti e io continuavo a stuzzicare i suoi capezzoli tanto da sentirli durissimi.
Passarono pochi minuti e sentii bussare alla porta… Elena andò subito ad aprire e la vidi lì, stupenda… la realtà le rendeva giustizia, mostrandomela molto più bella di quanto avessi potuto apprezzarla in foto. Alta 1,65 m, capelli lunghi neri ed un viso da bibliotecaria, con sempre occhialoni grandi e occhi neri. Mi disse solo «ciao»… non so nemmeno se conoscesse altre parole in italiano. Diede un bacio a Elena, mi baciò sul naso, si aprì la camicia e mi avvolse la faccia con quella quinta abbondante e morbida che si ritrovava. A quel punto lasciai le tette di Elena ed infilai una mano sotto la minigonna di Giselle, scoprendo con piacere che non portava mutandine. Gli strofinai la figa con due dita finché non mi sembrò abbastanza bagnata da mettergliele tutte e due dentro. Ci spostammo da lì e ci mettemmo sul letto… io sdraiato, ormai nudo… Elena sempre concentrata su quel cazzo così duro e Giselle si mise a cavallo sulla mia faccia, sbattendomi quella figa calda direttamente in bocca. Lavorai di lingua con tanta intensità da dovermi fermare ad un certo punto perché mi faceva male. Quel clitoride aveva un sapore fantastico e le leccavo la figa con una voglia incredibile. Poi fu il turno di Elena che scambiò il posto con Giselle. Il sapore di Elena era diverso ma ugualmente buono… e ormai in bocca i due sapori si stavano mischiando, creando un cocktail da sballo. Giselle lavorava il cazzo con maestria… lo accarezzava con tutto il palmo della mano e poi se lo spingeva in bocca… aveva la capacità di prenderlo dentro completamente e, quando la cappella le toccava la gola, sentivo che rischiavo già di venire. Non vi dico che cosa provavo, quando ogni tanto se lo metteva tra le tette e partiva con una spagnola da urlo… e, quando la cappella era vicina alla bocca, tirava fuori tutta quella lunga lingua rossa e mi leccava per bene.
Elena scese e si mise insieme a Giselle… un cazzo solo per due bocche così affamate… se lo litigavano e cercavano di leccarlo insieme… non so dirvi cosa ci possa essere di più bello al mondo… con l’altra mano, Elena titillava la figa di Giselle e Giselle quella di Elena. Non sapevo che avesse un’amica così porca, ma ora non era il momento per soffermarsi su queste considerazioni. Mi alzai, le misi tutte e due a 90. Giselle a sinistra, Elena a destra. Lo ficcai dentro Giselle, che inarcò la schiena con un gemito… e con la mano scopavo anche Elena… nel frattempo loro annodavano le loro lingue con giochi che mi stavano facendo uscire fuori di testa… e presi a penetrare con forza Giselle, sbattendola ripetutamente e rendendole difficile il gioco di lingua con Elena. Poi cambiai posizione e cominciai a scoparmi anche Elena. Elena gemeva molto più di Giselle. Quei gridolini erano musica per le mie orecchie. A quel punto mi sdraiai di nuovo e Giselle mi cavalcò immediatamente, prendendo il cazzo e mettendoselo nella figa. Elena mi rimise la figa in bocca e ricominciò a slinguazzare con Giselle… ora, oltre al sapore di Giselle ed Elena, ora sentivo anche il mio… non stavo capendo più niente.
Giselle cavalcava sempre con più foga… finché non la vidi fermarsi di colpo e piegarsi su se stessa con un gemito che mi riscaldò il cazzo… era venuta ed io sentivo il suo lago attorno al mio arnese… Elena venne subito dopo, eccitata anche dall’orgasmo di Giselle… e mi inondò la faccia ormai fradicia dei suoi umori.
Non riuscii ad andare oltre… uscii velocemente da Giselle che subito lo prese in mano e si chinò con la bocca aperta… Elena si spostò velocemente e mise la sua bocca vicino a quella di Giselle.
Venni con tanta di quell’intensità, che riuscii a dissetare tutte e due, che continuavano a leccarsi avidamente le labbra in cerca delle ultime gocce di quel dolce nettare bianco. Ero tutto sudato e stavo appena riprendendo fiato, quando Elena si chinò ed afferrò il mio cazzo. Sorridendo e non perdendo il contatto visivo con me, iniziò a baciare e leccare tutto il mio seme dal volto di Giselle. Nel vedere quella scena così porno, mugolai di piacere e sentii il mio cazzo contrarsi. Mi aspettavo che Giselle mi ringraziasse, invece mi voltò le spalle e si chinò accanto a mia moglie che raccoglieva il mio sperma nella sua mano e massaggiava il suo stretto bocciolo di rosa. Giselle, con sguardo languido, guardò Elena dicendo che voleva fare un po’ di sesso anale.
Mia moglie la baciò, mentre Giselle stringeva la sua mano tra le sue gambe ed incrociava le sue con quelle di Elena. Mia moglie le stava facendo un ditalino al culo con le mani lubrificate di sperma. Non era certo possibile, in quella situazione, perdere l’erezione. Mi spostai in avanti verso Giselle, per metterle il cazzo contro il suo ano molto stretto. Con un po’ di pressione, il glande scivolò oltre il suo anello stretto e mi spinsi nel profondo del suo culo. Giselle urlò quando l’allargai, ma il piacere che ne seguì, la portò rapidamente ad un orgasmo inaspettato. Proprio mentre lei veniva, mi spinsi più in profondità e sentii il suo ano scuotersi convulsamente sul mio cazzo duro, stringendolo in sincronia con le onde del suo orgasmo. Fu fantastico e, mentre entrambe le donne continuavano a sfiorarsi la lingua l’una nell’altra, le guardavo e pompavo duro con il mio cazzo. Avevo dato solo pochi colpi nel culo di Giselle, quando il mio cazzo esplose e mandai il mio sperma caldo dentro di lei.
Giselle crollò sul letto di fronte a me ed io lentamente tirai fuori il mio cazzo dal suo ano. Giselle non era soddisfatta e si stava massaggiando furiosamente il clitoride premendo con forza il viso contro le lenzuola che attutivano le sue grida di piacere. Io osservai il suo corpo tremare, mentre veniva di nuovo. Quando l’amplesso finì, andai in bagno ed al ritorno entrambe le donne si stavano facendo un bel 69. A me non restò che sedermi nel soggiorno a sorseggiare una bibita e sentire i gemiti di entrambe le femmine. Tra me, sorrisi, sapendo che Giselle sarebbe venuta a casa nostra sempre più spesso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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