Lui & Lei
LA RIVINCITA DI ALEX
27.08.2025 |
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"Una volta ricomposti e ripuliti, con le due donne che, ovviamente si offrirono in comunione di ripulire quel gran bel pezzo di carne pulsante, che tanto aveva fatto godere Aurora, riempiendola di..."
Questa volta parliamo di Alex, il marito della mia amica Sabrina, citata nei racconti: «IL TRADIMENTO», «IL BARONE», «IL RICATTO», «UN GIORNO AL MERCATO» e «MANUALE D’AMORE PER LEI», nel quale mi ha dato un importante contributo nella sua stesura. Sabrina è una donna profondamente innamorata del marito e con lui ha una relazione aperta nella quale lei soddisfa i suoi appetiti sessuali ma sempre condividendo con il marito, le sue esperienze. Alex, inizialmente non sapeva nulla delle voglie di Sabrina, ma da quando ne hanno parlato liberamente e sinceramente, hanno deciso di continuare, con reciproca soddisfazione. Era il mese di agosto del 1997 (due mesi dopo di «UN GIORNO AL MERCATO») e come ben si sa, le giornate in quel periodo spesso volano e passano via come battiti di ciglia. L’estate è la stagione del divertimento senza pensieri, dei tramonti in riva al mare e delle discoteche all’aperto. E sono proprio le discoteche all’aperto che riportarono alla mente di Alex l’immagine di Aurora, la migliore amica della sua giovane e disinibita moglie Sabrina.
In una di quelle giornate, all’insegna del divertimento e della goliardia più sfrenata, si era ritrovato ad assistere ad uno spettacolo che mai avrebbe immaginato prima; le due donne dopo aver bevuto un paio di consumazioni, come erano solite fare ogni volta, si erano gettate nella mischia della pedana da ballo super affollata e, neanche a dirlo, avevano immediatamente attratto l’attenzione dei soliti maschioni che si trovavano sempre da quelle parti, cercando tutto tranne che una serata di danza in discoteca. Le due, ovviamente abituate a tutto ciò, dopo anni e anni di esperienza nel frequentare quei luoghi, avevano facilmente e gentilmente messo in chiaro che non «tirava aria» per tutti loro e i loro ormoni zampillanti, tanto che Alex, nemmeno aveva avuto bisogno di alzarsi dal suo divanetto, continuando beatamente a sorseggiare il suo Coca Buton.
Fatto sta che, man mano che le canzoni si seguivano, ecco che allo stesso modo le movenze delle due donne andavano seguirsi l’un l’altra in una danza che diventava sempre più affiatata e che tutto sembrava tranne che un innocente divertimento di amicizia. Alex, dal canto suo, non gli diede molto peso sul momento, sapendo che le due erano amiche da tanto tempo e quindi sapevano badare a se stesse, si allontanò per un attimo o almeno così era nelle sue intenzioni, dirigendosi al chiosco per effettuare una nuova ordinazione, non calcolando di trovarci una calca di giovani, degna dei migliori assedi che la Storia umana ricordi.
Nel minor tempo possibile, stando alle premesse, fece ritorno al suo posto ma quando il suo sguardo cercò di distinguere le due figure femminile laddove poco prima si trovavano… ecco che le stesse erano scomparse come inghiottite dalla folla circostante. Si voltò per controllare che ci fossero le cose di entrambe e, non vedendo le loro borse, ci fu un’unica soluzione possibile: «toilette time», come sempre diceva lui scherzosamente.
Poggiato il suo nuovo bicchiere al tavolino e recuperato il borsello, che non poteva certo lasciare incustodito, si diresse quindi verso le cabine adibite allo scopo, per lo stesso motivo che immaginava, avesse spinto le due donne lontane dalla pista e provvide a liberarsi del fastidio prima di uscire dalla cabina «Men». Quello che però lo sorprese, fu un suono flebile, quasi sussurrato, proveniente dalla zona semi-oscura alle spalle delle cabine stesse. Quel suono aveva un non so che di familiare e lo spinse quindi ad affacciarsi, cercando di distinguere chi fosse e perché si trovasse lì, visto che decisamente non era una zona dove abitualmente la gente si riunisce per conversare. Appena prima che il suo sguardo individuasse le figure di chi era lì dietro, ecco sopraggiungere un nuovo suono, stavolta un ansimo più che una parola vera e propria e dal tono di voce avrebbe scommesso si trattasse di Sabrina.
La conferma arrivò una frazione di secondo più tardi, quando dinanzi ai suoi occhi, tutt’altro che invisibili agli occhi di qualunque avventore, si palesò l’immagine di Sabrina, per l’appunto, distesa a gambe oscenamente spalancate su un telo mare che immediatamente riconobbe essere il suo, mentre una seconda figura era inginocchiata lì nel mezzo, intenta a divorarle quanto di più intimo ci possa essere. Quella figura dalla chioma bionda, era proprio la sua Aurora, che leccava e succhiava avidamente la vagina dell’amica, sbrodolante una quantità imprecisata di umori, mentre le sue dita rapidamente la penetravano e le stimolavano il clitoride, strappandole ansimi e gemiti, mentre l’amica bruna, le teneva la testa premuta, invitandola e bere sempre più, del suo nettare stringendole e scompigliandole quella chioma dorata quasi allo stesso modo in cui Alex era abituato a fare durante i favolosi pompini che sua moglie gli tributava nei momenti di lussuria, che spesso e volentieri si concedevano in luoghi più o meno privati, visto che il rischio era per entrambi decisamente una marcia in più.
Ed ora eccola lì, Aurora, la bionda porcellina che da mesi gli regalava momenti di sesso indimenticabile, inginocchiata a bere dalla vagina della sua vecchia amica, in un luogo che più pubblico e frequentato di una discoteca in spiaggia, durante l’estate era difficile da immaginare. Tutto questo, in un modo meraviglioso, che stava portando Sabrina verso alte vette di piacere, le facevano contorcere il viso ed il corpo, generando mugolii e gemiti che erano ben udibili da chiunque fosse un minimo lontano dalla pista da ballo, dove la musica da discoteca ancora riusciva e reggere il contrasto. Ovviamente, il povero Alex, neanche a dirlo, aveva i suoi pantaloncini corti che già dal primo istante di quello spettacolo, si erano trasformati in qualcosa di molto simile ad una tenda da campeggio, visto quanto il suo membro si era svegliato e urlava, a suo modo, chiedendo di poter essere liberato. Fatto sta che, in preda all’eccitazione, ecco il maschio avanza verso la propria donna e, con decisione, le dà una sonora pacca sul sedere, strappandole un gemito di apprezzamento, visto che il tocco della sua mano, era per lei ormai qualcosa di così ben conosciuto, che nemmeno per un istante le fece pensare che potesse essere un altro uomo.
Alex notando che Aurora decisamente non sembrava avere intenzione di mollare la propria succosa preda, ecco che fece per inginocchiarsi dietro di lei, in perfetto stile pecorina e, dopo averle sfilato in un attimo gonna e perizoma, gli piantò dentro tutta la sua virilità, strappandole un lungo ed acuto gemito di piacere che lei trasmise a Sabrina, gemendole letteralmente dentro l’allagato sesso, che ancora le divorava sapientemente. Iniziò quindi per tutti e tre un amplesso selvaggio con Alex che, tenendo Aurora saldamente per i fianchi, la stantuffava ad un ritmo forsennato, ansimando, gemendo e grugnendo in modo quasi animalesco, lasciando che il piacere lo pervadesse in ogni singolo centimetro del corpo muscoloso e regalandole schiaffetti sul suo culo sodo, che la eccitavano ed invitavano ad aumentare il ritmo del cunnilingus. Mentre tutti viaggiavano a grande velocità verso il culmine del piacere, ben presto unirono i loro gemiti in unico grande suono, con le due donne che soffocavano, una nella vagina dell’altra. Sabrina si mordeva il labbro inferiore in una maniera che, definire tentatrice, sarebbe stato più che riduttivo.
Gli sguardi di tutti e tre, erano appannati da quel misto di piacere e rilassamento, che solo uno degli orgasmi più intensi della loro vita, poteva lasciar loro. Una volta ricomposti e ripuliti, con le due donne che, ovviamente si offrirono in comunione di ripulire quel gran bel pezzo di carne pulsante, che tanto aveva fatto godere Aurora, riempiendola di caldo sperma fino all’utero, si diedero appuntamento per ripetere l’esperienza a casa di Sabrina ed Alex.
La sera della cena, Sabrina ed Alex avevano finito di ultimare la propria fase preparatoria, con un misto di sentimenti, passione e tensione erotica, palpabile come in poche occasioni prima di allora. Alex sistemò la cravatta rosso fuoco che spiccava al di sopra della candida camicia di seta di ottima fattura, abbinata con pantaloni lunghi e neri di una nota marca italiana, abbigliamento da perfetto gentiluomo, insomma. Dal canto suo Sabrina rispondeva con un vestito, che più attillato sarebbe stato difficile da trovare, di un tessuto rosso scuro morbido, ma che per nulla nascondeva il corpo sinuoso e perfettamente proporzionato, fasciando un sedere da capogiro. L’abbigliamento di entrambi era quindi quello adatto alle grandi occasioni, ma specialmente Sabrina, poco lasciava all’immaginazione su quali risvolti volesse dare alla serata «tra amici» con Aurora, sua amica e con la quale, giorni prima aveva già dato sfogo alla propria passione per il corpo femminile, durante quella fantastica scopata prima a due e poi a tre in spiaggia, grazie all’avvento puntuale del buon Alex, con l’arnese che si ritrovava tra le gambe.
Passarono solo pochi minuti in realtà, anche se per la coppia dovettero sembrare lunghi un’eternità, visto che entrambi fecero fatica a trattenersi dall’incrociare i propri sguardi e soprattutto ad ammirare la reciproca fisicità, dato che avevano scelto l’outfit che più li eccitava l’un l’altro ed il rischio che si saltassero addosso, prima dell’arrivo dell’ospite era più che concreto. Finalmente eccola, il suono del citofono prima e del campanello interno poi, a certificare la venuta di Aurora… vestita con mini-vestito nero a tubino che lasciava davvero poco spazio all’immaginazione e scarpe dal tacco anch’ella vertiginoso così come quelle di Sabrina. L’immagine delle due era decisamente da ragazze a caccia di un uomo da far impazzire e il buon Alex, sembrava proprio essere la portata principale del menù. L’incontro prevedeva lo stare in soggiorno per una cena a base di pesce, sapientemente condita da Sabrina, con spezie che esaltavano i sapori e creavano la giusta sensazione di calore tra i commensali che non perdevano occasione di abbinare del buon vino bianco di pregio portato da Aurora e versato da Alex, con le movenze di un sommelier di un ristorante di lusso.
Il passo successivo, cosa che per Alex risultò essere tutt’altro che previsto, nonostante avesse già intuito la poca se non completa inibizione di Aurora, fu fatto proprio dall’ospite in questione che, con un movimento perfettamente naturale e all’apparenza casuale, perse la presa sulla propria forchetta, facendola ricadere in terra.
– “Oh… che sbadata accidenti… Sabrina ti dispiacerebbe andarne a prenderne un’altra?”, disse lei con quella sua voce gentile come poche,
– “certo cara, amore permetti?”,
– “certo che si, noi aspettiamo qui”, si dissero i padroni di casa, prima che Sabrina lasciasse la stanza.
Alex sorrise ad Aurora prima di abbassare lo sguardo, per versarsi un altro po’ di vino nel suo calice, ma proprio quella frazione di secondi bastò a Aurora per scivolare giù sotto il tavolo e fiondarsi letteralmente tra le gambe di lui dove, liberato il suo bel pene, iniziò a segarlo con un movimento lento ma continuo ed inesorabile, piantando il suo sguardo su in quello di lui: «Basta con questo pesce cucinato… io sono una carnivora!», gli disse con un tono di voce da grande porcellina. Ed ecco che il pene di Alex venne letteralmente inghiottito in tutto il suo, peraltro notevole, turgore nella bocca famelica di Aurora, che con la lingua gli raggiungeva lo scroto, tenendo la cappella stretta e bloccata nella sua gola che lo strizzava in modo sublime.
Gli occhi di Alex si spalancarono per un attimo, prima che lui reclinasse la testa all’indietro raggiungendo la testa di lei a guidarne un pompino da maestra «Mhmmm… ma guarda che brava… lo prendi proprio tutto eh… si vede che siete grandi amiche, tu e la mia Sabrina… due perfette maestre di pompino», fu il commento di Alex, mentre stringeva la testa spingendola più a fondo possibile sul suo membro duro come il marmo, gemendo di piacere senza preoccuparsi di essere sentito dalla stanza a fianco, dove teoricamente doveva esserci Sabrina che, invece stette per un po’ nascosta a godersi lo spettacolo di Aurora che spompinava il suo bel maritino portandolo ad un livello di godimento sempre maggiore.
«Ehi voi…», esordì la moglie, come se nulla fosse, palesandosi già completamente nuda e scostando la roba sul lato del tavolo più lontano da quello dove Alex sedeva, prima di salirci sopra, sedendogli di fianco e spalancandogli oscenamente le cosce, mostrando la propria vagina già fradicia «lasciamo che anche Alex abbia modo di festeggiare con il suo dessert preferito». La richiesta non venne fatta ripetere due volte da Alex che, sporgendosi in avanti, si tuffò, spalancando la propria bocca ed insinuando la sua lingua nella calda e accogliente vulva della sua mogliettina, riempiendola anche dei propri gemiti di piacere, mentre Aurora continuava ad ingoiarsi la sua virilità con ogni movimento in basso della testa.
Le mani di lui andarono a stringere il sedere di Sabrina che, seduta, si spingeva e strusciava, riempiendogli la faccia di umori che lui succhiava ed ingoiava con sapienza ed avidità, la testa all’indietro mentre gli afferrava e spettinava i morbidi capelli. Tutti e tre si diedero piacere reciproco per interminabili istanti, che però portarono, quasi all’unisono, solo due di essi ad urlare di piacere e donare ai riceventi, il succo caldo e saporito di un orgasmo incredibile, che fu con grande sapienza assaporato e mandato giù, proprio sia da Aurora che da Alex.
Fu quindi la volta di Aurora, che non esitò a far suo quel bel fusto di Alex, sedendosi sulle sue cosce, dandogli le spalle ed impalandosi in un sol colpo sul suo lungo e lubrificato arnese, cosa che causò ad entrambi la generazione di un lungo e profondo gemito animalesco, dovuto nel caso di lui, anche alla sensibilità amplificata dall’orgasmo di qualche istante prima. Mentre saltava su e giù, a ritmo frenetico e selvaggio, gli occhi di Aurora erano fissi in quelli di Sabrina, che stando sempre a cosce spalancate, si sgrillettava il clitoride quasi all’unisono con i rimbalzi dell’amica, godendo come una porcellina, della vista del suo uomo letteralmente scopato senza tregua e alcun timore dall’amica. «Vedi tesoro? Te lo dicevo io che il mio Alex era uno stallone da monta… goditi il suo bell’arnese fino alle palle… goditelo finché puoi prima che torni ad essere mio per sempre… pronto a riempirmi di sperma ogni volta che lo desidero!», diceva Sabrina, incitando Aurora ad andarci giù ancora più pesante, se mai fosse stato possibile, mentre anche Alex, ora osservava la moglie con uno sguardo di pura lussuria, mentre veniva distrutto dalla potenza e della fame di sesso di quella ragazza conosciuta solo poche sere prima.
Aurora, presa dalla foga e dalle parole di Sabrina, che la incitarono, finì per esplodere in un orgasmo urlato ai quattro venti, che echeggiò all’interno delle mura del soggiorno e sicuramente ben udito anche dagli altri condomini, che la fece schizzare e grondare umori di piacere sulle cosce di lui ed abbondantemente anche su sedia e pavimento, come un fiume in piena senza fine. Sabrina scese dal tavolo e le fece cenno di spostarsi, cosa che lei fece, andando sul vicino divano e lasciandosi cadere senza più un filo di energia, dopo quella maestosa cavalcata, mentre Sabrina si impossessava di nuovo del suo uomo, cavalcandolo con la stessa foga e determinazione, ma stavolta faccia a faccia ed unendosi a lui, in baci focosi ed appassionati, a cui lui rispose con decisi schiaffi sul suo sedere e miscelando i gemiti di piacere, che molto presto divennero urla soffocate sempre meno, che infine portarono entrambi, ad un orgasmo simultaneo, in cui umori e sperma, colarono fuori dalla vagina dilatata di lei, facendo del ventre di lui e della sedia sottostante, un vero e proprio lago di piacere lussurioso.
Quella serata, purtroppo, dovette concludersi, dopo aver conversato e terminato la seconda bottiglia di vino, stavolta rosso portata dall’ospite, perché per tutti, il successivo, era giorno di lavoro. Aurora, qualche giorno dopo, dovette trasferirsi per incarichi all’estero, per cui non ebbero più modo di vedersi, ma non smisero mai di contattarsi, promettendosi che, se mai avessero avuto la possibilità, sarebbe stata d’obbligo una rimpatriata, in ricordo ed in onore di quell’amicizia, che tanto aveva reso felici le due ragazze ed in automatico, il fortunato Alex.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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