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UN GIORNO AL MERCATO
12.08.2025 |
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"La tensione tra loro si fece più spessa mentre Sabrina si leccò lentamente il labbro inferiore..."
Avete avuto modo di conoscere la mia amica Sabrina nei racconti: «IL TRADIMENTO», «IL BARONE», «IL RICATTO» e «MANUALE D’AMORE PER LEI», nel quale mi ha dato un importante contributo nella sua stesura. Sabrina è una donna profondamente innamorata del marito Alex e con lui ha una relazione aperta nella quale lei soddisfa i suoi appetiti sessuali ma sempre condividendo con il marito, le sue esperienze. Alex, inizialmente non sapeva nulla delle voglie di Sabrina, ma da quando ne hanno parlato liberamente e sinceramente, hanno deciso di continuare, con reciproca soddisfazione. Quel pomeriggio di giugno del 1997, il caldo si faceva sentire mentre e Sabrina camminava tra le bancarelle del mercato delle pulci, il suo vestito arancione leggero ondeggiava ad ogni passo. Aveva scelto quel vestito apposta, corto ed aderente nei punti giusti, con la schiena scoperta ed il tessuto che sfiorava appena le sue cosce nude. Dietro di lei, suo marito Alex, la seguiva leggermente in disparte, con lo sguardo fisso sulle sue gambe che si muovevano con eleganza sotto il sole. Il fruscio del vestito sembrava fatto apposta per tentarlo. Era eccitato, come sempre, eppure, non avrebbe mai osato reclamare quel corpo come suo. Alex sapeva che in quel momento era solo un osservatore.
Sabrina era esperta, una donna che conosceva il gioco e sapeva muoversi. Amava il brivido della trasgressione e soprattutto amava vedere suo marito in bilico tra desiderio e voyeurismo. Fu allora che Sabrina vide ad una bancarella più avanti, un uomo alto, muscoloso, con una barba curata ed una camicia sbottonata quel tanto che bastava per mostrare il petto scolpito. Sabrina si fermò di colpo, con un sorriso compiaciuto sulle labbra. Era Fausto, un vecchio compagno di scuola. Il ragazzo che ai tempi, aveva fatto impazzire metà delle ragazze della classe, quello con la fama da conquistatore, quello che lei aveva sempre desiderato… ma mai ottenuto davvero. Adesso era lì, davanti a lei, a gestire una bancarella di oggetti vintage ed artigianato. Ma quello sguardo non era cambiato. Alex lo notò subito. Sentì un nodo allo stomaco, quella sensazione familiare di quando capiva di stare per perdere.
Fausto stava sistemando alcuni oggetti sul banchetto quando la riconobbe.
– “Sabrina? accidenti, sei proprio tu?”, la sua voce era ancora calda, bassa, virile. Lei sorrise, inclinando appena il viso. “L’ultima volta che ti ho visto avevi… cosa, vent’anni?”, Fausto la guardò con attenzione, gli occhi scivolarono senza alcuna discrezione sulle sue curve, sul vestito leggero, sul seno che si muoveva sotto il tessuto, “e sei ancora più bella”. Sabrina arrossì leggermente, ma non per imbarazzo. Amava essere desiderata e, soprattutto amava farlo sotto gli occhi di Alex. Suo marito era lì accanto, silenzioso. Fausto gli diede appena un’occhiata, come si fa con una comparsa inutile.
– “Lui è Alex, mio marito”, Fausto tese la mano e la sua stretta era forte, sicura. Alex la strinse in maniera decisa e Fausto sorrise appena, tornando a guardare Sabrina, senza il minimo interesse per il marito.
– “E dimmi, cosa fai di bello adesso?”, Sabrina fece spallucce, giocando con l’orlo del vestito.
– “Mi godo la vita”, Fausto capì subito,
– “interessante…”, sussurrò, con un sorrisetto appena accennato. Dopo qualche battuta, Fausto propose:
– “Il mercato chiude tra mezz’ora. Perché non prendiamo una birra? Così recuperiamo un po’ di tempo perso”, Sabrina non esitò nemmeno un secondo ed Alex deglutì passivamente e non avrebbe detto di no.
Si spostarono in un piccolo bar all’angolo del mercato, un posto rustico con tavolini di legno e sedie in ferro battuto. Sabrina si sedette tra i due uomini, ma più vicina a Fausto. Alex osservava in silenzio, mentre Fausto ordinava per tutti senza neanche chiedere dimostrando di essere dominante e sicuro. La birra arrivò in pochi minuti, fresca, con la schiuma che si scioglieva lentamente. Sabrina prese il bicchiere e lo portò alle labbra, bevendo lentamente, con un sorriso malizioso. Fausto la osservava e la incalzò:
– “Ti ricordi i tempi del liceo?”, chiese lui, con un tono quasi distratto. Sabrina rise,
– “certo… ti piaceva avere tutte ai tuoi piedi”,
– “e a te piaceva farmi aspettare”. La tensione tra loro si fece più spessa mentre Sabrina si leccò lentamente il labbro inferiore. Fausto accese una sigaretta, senza mai distogliere lo sguardo da lei, mentre Alex sentiva la propria eccitazione crescere, sentendo il proprio cazzo tirare dentro lo slip. Sabrina poggiò una mano sulla coscia di Fausto, sorridendo.
– “Ti piace ancora giocare, Fausto?”, Fausto sorrise,
– “sempre”.
La tensione era ormai alle stelle quando finirono le birre. Fausto si alzò e guardò Sabrina come se fosse già sua. «Vieni con me», disse semplicemente, senza chiedere ma ordinando. Sabrina annuì e si alzò, mentre Alex non poteva fare altro che seguirli, arrivando al magazzino di Fausto, poco distante dal mercato. Era un posto spazioso, con scaffali pieni di scatole ed una vecchia scrivania di legno. Appena la porta si chiuse, Fausto la prese per il viso e la baciò con una sicurezza che Alex non aveva mai avuto. Sabrina gemette contro la sua bocca, mentre il corpo si arrendeva completamente ed Alex era lì a guardare e tremare. Lo spettacolo era iniziato: sua moglie stava per essere presa davanti a lui, da un altro uomo e non poteva fare nulla. Era bloccato dalla sua eccitazione, mentre Sabrina sollevò il vestito, senza bisogno di istruzioni. Sotto, niente mutandine e Fausto sorrise soddisfatto: «Brava ragazza».
Alex abbassò lo sguardo, con il respiro corto. Sentì il rumore della cerniera dei pantaloni di Fausto ed il suono di sua moglie che gemeva mentre l’altro uomo si sistemava tra le sue cosce. Il primo affondo fu profondo, deciso, mentre Sabrina inspirò forte con la testa all’indietro. Lo voleva… lo voleva da anni e Fausto la prese con movimenti lenti, studiati, come se sapesse già come farla impazzire. Alex guardava e si sentì stringere nello slip, il suo membro che pulsava, imprigionato. Sabrina rideva, guardandolo da sopra la spalla.
– “Ti piace, amore?”, la sua voce era dolce, velenosa, mentre Alex annuì debolmente. “Dillo!”, la vergogna lo divorava, ma lo eccitava,
– “sì…”, sussurrò.
Fausto aumentò il ritmo, possedendo Sabrina senza pietà. Alex vide il suo viso illuminarsi di piacere, vide il suo corpo fremere sotto l’uomo che la dominava completamente. Sabrina venne per prima. Con un grido soffocato, il corpo scosso dai brividi e Fausto la seguì poco dopo, riempiendola senza esitazione. Alex osservò ogni istante sua moglie essere usata, riempita e non aveva mai provato nulla di più eccitante. Non era gelosia. Era il loro gioco. Fausto si sistemò i pantaloni, guardando Alex con aria di superiorità.
«Ti ha mai scopato così?», chiese a Sabrina, sarcastico. Alex scosse la testa per rispondere, anche se non interrogato. Lei non disse niente, ma ancora con il fiato corto, si avvicinò al marito. Gli accarezzò il viso. «Bravo, amore. Sei eccezionale e sei tu il mio amore: il resto è solo sesso». La sua voce era quella di una donna innamorata. Alex chiuse gli occhi e la baciò appassionatamente, sapendo che quella sarebbe stata l’ultima volta con Fausto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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