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Prime Esperienze

LA DOTTORESSA


di Grande_Bruno
30.11.2025    |    6.622    |    4 9.1
"Il suo culo caldo stretto intorno al mio uccello, l’immagine erotica riflessa dallo specchio, il tutto mi portò velocemente verso l’orgasmo..."
Nel mese di maggio 2023, purtroppo, a causa di un intervento per una protesi all’anca sinistra, sono stato ricoverato presso la clinica privata di mia fiducia e, fin da subito, ho iniziato la riabilitazione. Fortunatamente, grazie alla mia fibra resistente, mi hanno subito rimesso in piedi e, grazie ai fisioterapisti della clinica, sono tornato a casa.

La settimana successiva all’intervento, dovevo andare a togliermi i punti e mi presentai, come da appuntamento, presso l’ambulatorio del mio medico di famiglia. Conoscevo la dottoressa da molti anni: una bella donna sui 50/55 anni e sapevo che era molto brava nel suo lavoro. Quando mi recavo al suo studio, mi piaceva fare lo splendido, raccontandole episodi del mio lavoro di indagini di polizia (ovviamente senza fare nomi) per impressionarla. Qualche volta l’ho invitata a cena per ringraziarla della sua professionalità, ma aveva sempre gentilmente rifiutato perché non avrebbe potuto giustificare con il marito, la sua assenza serale.

Dopo circa mezzora, arrivò il mio turno ed entrai… l’infermiera mi fece spogliare e chiamò la dottoressa (alcuni minuti prima era entrata in abiti civili passando per l’anticamera dell’ambulatorio e si era accorta che l’avevo osservata con ammirazione), entrò e mi guardò con un sorrisino strano, ma io ero molto teso per il dolore che mi procuravano i punti e neanche ci feci caso…

Si infilò i guanti e mi tolse i punti… poi, pensando che fosse la visita di routine, mi tastò i testicoli dicendo che era tutto ok… e mi prese il cazzo in mano per masturbarlo piano. Mi chiede se sentissi qualcosa, soffiandoci sopra ed io, molto teso, neanche mi si rizzava, tra il dolore per l’estrazione dei punti e l’imbarazzo… Si rivolse all’infermiera, che era girata di spalle, mentre scriveva il referto e le disse di prendermi un appuntamento per una visita più approfondita nel suo ambulatorio privato. Quando disse così, mi preoccupai parecchio, pensando che qualcosa non andava (anche se alcuni giorni prima qualche erezione l’avevo avuta). Mi disse però di non preoccuparmi, ma che voleva solo approfondire la visita.

Il venerdì successivo mi presentai alla visita in ritardo (12,30 avevo appuntamento alle 11,00), entrai e la vidi: era ancora più bella di come era di solito: aveva i capelli raccolti sulla testa e, con un aria molto professionale, che le dava quel pizzico di mistero che intriga un uomo, mi disse di spogliarmi e nel mentre mi faceva domande su eventuali dolori che avevo sentito hai testicoli o altro, per controllare meglio, mi disse di sdraiarmi sul lettino, si infilò i classici guanti in lattice e cominciò a tastarmi i testicoli con faccia dubbiosa (ero preoccupato, soprattutto riguardo ai miei gioielli), poi cominciò a masturbarmi lentamente, dicendomi di rilassarmi, chiudere gli occhi e concentrarmi su cosa avvertivo e di dirle quando sentivo del calore o altro… io nel mentre cominciavo ad eccitarmi un po’ ed ero imbarazzato perché in fondo era solo una visita medica (almeno pensavo)… il calore, scoprii con entusiasmo, era la sua bocca che stava succhiando il cazzo ed ero passato dalla paura al paradiso…

Sentivo le sue labbra scorrere sul mio cazzo durissimo, con una maestria mai provata, mi risucchiò il cazzo, che sembrava cercare di prendere in sé la sua anima, nel mentre mi massaggiava i testicoli, strizzandomeli leggermente con una sensazione bellissima, scese con la lingua per leccarmeli uno alla volta, giocandoci come si fa con le ciliegie, poi li prese entrambi in bocca, continuando a masturbarmi, ero estasiato nel vederla in quella posizione.

Mi disse: «stai fermo, non muoverti» e cominciò a leccarmi il culo; a quel punto avevo il cazzo talmente durò che spontaneamente uscirono le prime gocce del liquido seminale, mentre la vacca continuava a leccarmi ed a massaggiarmi culo e coglioni. Cominciai anch’io a mugolare di piacere, non avendo mai provato quell’esperienza; con dei piccoli colpetti si insinuava nel mio buchetto, poi cominciò con il dito lentamente ad infilarsi, il cazzo mi sembrava che scoppiasse, tanto che ero eccitatissimo. Lei, con la lingua, salì dal buco del culo alle mie palle e cominciò a leccarmele, salendo poi per tutto il mio cazzo fino alla cappella e dopo poco mi fece venire in bocca, riempendola di sperma. Ebbe un conato di vomito da quanto ne avevo prodotto, anche perché era tanto che non scopavo … Si alzò e mi disse che doveva finire la visita e la dovevo scopare, per provare se funzionava bene il mio cazzo… la baciai e con le mani frugavo lungo in suo corpo, le aprii il camice e sbottonai la camicetta. Era senza reggiseno e, malgrado l’età, aveva ancora un bel seno sodo (una quarta), con la mano scivolai giù fino a trovare il paradiso… era già bagnata, le infilai un dito e mi bagnò la mano dei suoi umori, lo infilai nella sua bocca… Intanto la situazione mi aveva fatto avere un’altra potente erezione e, dopo esserci spogliati, mi montò sopra, infilandoselo senza problemi, presa come da un raptus e scopandomi con energia.

Sentivo il cazzo che entrava fino a sbattere le palle contro l’utero… sentii ondate di umido scorrere nella sua vagina, gemendo e dicendomi di non fermarmi perché stava venendo a ripetizione. Le dissi che mi faceva troppo male quella posizione, per via della recente operazione, la girai alla pecorina e continuai per altri 15 minuti, finché scoppiai e le riempii la figa di sperma… Approfittai dello sperma che usciva, per usarlo come lubrificante per entrarle nel buco del culo. Il mio cazzo, non perse l’erezione e la mia eccitazione per quella donna così intrigante, fece il resto. All’inizio il cazzo fece un po’ fatica, ma poi una volta entrato, sentivo il suo ano aderente al mio cazzo, fino a sbattere le palle contro il sedere: la sentivo gemere e lamentarsi dal dolore/piacere, perché suo marito non l’aveva mai aperta così. Voleva essere scopata fino allo sfinimento…

– “Ooohhh…”, fece, spalancando la bocca; ma ora il suo, non era un lamento di dolore, più di stupore; con un’altra spinta entrai fino a quando il mio pube s’incollò alle sue natiche.
– “ci ei riuscito alla fine”, mi disse, girando la testa per guardarmi, “sei riuscito a prendermi il culo. Ora, però, fai piano”, continuò, “non farmi male, inculami lentamente”, io obbedii, sfilando il cazzo dal suo culo fino alla cappella per poi rispingerlo dentro lentamente.
– “Ecco, così, bravooo… Così lo adorooo…”,
– “dottoressa, sei proprio una gran troia”, le dissi mentre continuavo ad incularla.
– “Sììì… Sono una troia, la tua troiaaa…”, dopo non molte spinte fui vicino a venire di nuovo, lei sembrò accorgersene perché, buttandosi in avanti, si sfilò il cazzo dal culo, “aspetta, non venire”, mi fece, sollevandosi, “facciamo un altro giochino. Mettiti seduto sul bordo del lettino”.

Mi sentii un po’ frustrato, ma obbedii. Lei mi passò davanti e, dandomi la schiena scavalcò le mie gambe ed appoggiò un piede sul bordo, tenendosi sollevata. La sentii prendermi il cazzo con una mano e passarselo tra le natiche. Quando trovò l’apertura del culo, lo puntò e, lentamente, si abbassò, impalandosi completamente.

– “Ooohhh”, quella volta fui io ad emettere un lamento di stupore.
– “Passa le mani sotto le mie gambe e sollevale”, mi disse ed io eseguii. “Ecco, così… Bravo ed ora inculami… Forza…”, mi incitò, mettendo i piedi sulle mie cosce. Ed io cominciai ad entrare ed uscire dal suo culo. Davanti al lettino c’era lo specchio dell’armadietto e potetti godermi la scena: il mio cazzo che la inculava e lei, che, con due dita, si allarga le labbra della figa e con un altro si sgrillettava la clitoride. Il suo culo caldo stretto intorno al mio uccello, l’immagine erotica riflessa dallo specchio, il tutto mi portò velocemente verso l’orgasmo.
– “Dottoressa, non ce la faccio più, sto per venire”, le sussurrai all’orecchio.
– “Dai, sborra, non ti trattenere, sto venendo anch’io”, mi rispose rantolando.

Ed allora ruppi gli argini; due, tre forti affondi, sentii la sborra salirmi dai testicoli, mi lasciai andare e le allagai il culo con non so quanti getti di sperma. Sentendosi riempita, anche lei cominciò a godere. «Sììì… Vengo anch’iooo… Mamma che bellooo… È terribileee… Come godooo…”, urlò, mentre il suo sfintere si contraeva più volte, stringendomi forte il membro. Quando l’onda del piacere scemò, sfiniti ci lasciammo andare ancora uno dentro l’altra, incollati dal sudore. Il cazzo perse consistenza, lentamente scivolò fuori ed il rumore liquido di un peto le uscì da dietro. «Vado in bagno, sento che sta uscendo e non voglio sporcare per terra… il prossimo paziente potrebbe accorgersene… Mi hai proprio riempita per bene”, disse sorridendo ed alzandosi.

Quando tornò, si ricompose e mi disse che la visita era andata bene… e, se accusavo qualche problema, di ripassare per altre cure!!!!!!
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