Prime Esperienze
IL PRIMO PASSO
19.12.2025 |
4.402 |
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"Tolsi il cazzo dalla fica, indugiai un attimo sul buchetto e poi lo infilai di forza, ebbe una smorfia di dolore, ma continuava a leccare Alice, con maggiore foga..."
Era il mese di maggio del 2011 e mia moglie Elena, era diventata con il tempo, una persona che aderisce, in modo rigido ed incondizionato, ai precetti, ai modi di dire, ai principi popolari ed alle norme sociali. Rappresentava la massima espressione della contraddizione e dell’ipocrisia. Non amava mettersi in mostra in pubblico ed in privato ed era anche tantissimo tempo che non mi ricercava più sessualmente. Dopo 30 anni di matrimonio, per ravvivare il menage matrimoniale, abbiamo deciso di parlare apertamente tra noi e comunicare le nostre esigenze, coltivando l'intimità emotiva e fisica, volevamo introdurre novità e sorprese, condividendo attività ed esperienze significative. Abbiamo cominciato a concentrarci sui piccoli gesti quotidiani, sulla cura di noi stesso e sulla riscoperta della gioia condivisa per nutrire la connessione, mantenere viva la passione e rafforzare il legame nel tempo.
Abbiamo quindi cominciato a fantasticare un incontro a tre. Lei mi chiese se avrebbe dovuto farlo con un altro uomo, io le dissi che avrei accontentato qualunque suo desiderio, ma prima dovevamo fare un incontro a tre con un’altra donna. La scelta cadde su Alice, una bella ragazza, come già detto, amica di Elena, che conosceva la mia esistenza, ma non mi aveva mai visto, quindi era impossibile avere un incontro con lei non facendomi vedere. Elena convinse Alice a questo incontro, mentre io conoscevo un posto dove saremmo potuti andare e dove non ci avrebbero chiesto i documenti. Ovviamente io non potevo farmi riconoscere e quindi dovevamo trovare il modo affinché Alice non mi vedesse. Presi le chiavi del bungalow le diedi ad Elena, che con la sua amica, andò nel luogo dell’appuntamento. Eravamo rimasti d’accordo che Alice sarebbe stata bendata e denudata. Fatto questo, entrai e la trovai sdraiata supina sul letto, con una grossa benda che le copriva gli occhi e per tale motivo la vedevo imbarazzata quando si accorse che era entrato qualcuno e chiedeva conferma ad Elena.
All’inizio sembrava tutto molto difficile, perché al di là delle nostre fantasticherie, non eravamo andati. Più di tutto temevo la reazione di Elena, perché comunque mi accingevo a stare anche con un’altra donna in sua presenza e lei non aveva mai manifestato intenzioni bisex. Io ignorai Alice ed andai verso Elena, baciandola profondamente, mentre ero eccitatissimo per la novità della situazione ed ovviamente anche pronto ad andare via se solo Elena me lo avesse chiesto, non capendo fino in fondo, se era un mettermi alla prova. Continuai a baciarla, esplorando la sua bocca con la lingua, leccandola delicatamente, Alice stava in silenzio, piuttosto preoccupata. Scesi con una mano verso le cosce di Elena, che portava una bellissima minigonna di jeans, sulla quale già altre volte avevo fantasticato. Le infilai una mano sotto, scoprii leggermente le mutandine e cominciai a toccarla, dolcemente, molto dolcemente, cominciai a sentire i suoi umori lungo le dita, l’aiutai a togliere le mutandine, così potei affondare di colpo un dito nella sua figa. Cosa che le faceva molto piacere, specialmente quando cominciavo a muoverlo verso il dorso, dove era particolarmente sensibile e dove avevamo capito che si trovasse il suo Punto G.
Intanto Alice chiedeva cosa stesse succedendo, Elena le rispose di rilassarsi e si sdraiò al suo fianco. Io, ancora vestito, mi avvicinai alla figa di Elena e cominciai a leccarla lentamente, passando ed infilando la lingua tra le sue grandi labbra. Mentre affondavo con la lingua, insinuai un dito e cominciai a stantuffarla, cosa che la faceva impazzire e spostai la mia attenzione sul clitoride. Cominciammo il nostro linguaggio. «Ti piace», le chiedevo? Lei annuiva e gemeva, intanto Alice, al suo fianco stringeva le gambe, segno che si stava eccitando. Allungai una mano verso di lei. Ebbe un sussulto, poi mi lasciò fare, cominciai ad esplorare la sua figa, prima solo superficialmente, poi affondai un dito e mi accorsi di quanto era bagnata. Continuavo a leccare la fica di Elena, che aveva la testa reclina ma cercava di vedere cosa stessi facendo ad Alice. Mi sollevai, andai a cercare la bocca di Elena, la baciai, fradicio dei suoi umori, mentre tentavo di togliermi almeno i pantaloni, che riuscii ad abbassare fino alle ginocchia. Elena mi teneva il cazzo, la feci alzare, mentre mi liberavo completamente dei pantaloni, lei lo prese in bocca e cominciò a farmi un pompino, dolcemente, attenta ad ogni mio movimento. La feci distendere, entrai nella sua fica in un sol colpo.
Era bagnatissima, aperta e cominciai a sbatterla; le mie attenzioni non erano più rivolte a Alice. Elena gemeva forte e cominciammo con il solito nostro colorito linguaggio, in cui io gli chiedevo che cosa voleva da me e lei mi rispondeva che voleva essere sborrata nella figa e che voleva prendermelo in bocca. Io non volevo venire e più volte lo dissi a Elena, che annuiva. Poi volle venire sopra, mi sdraiai supino e lei si infilò tutto il cazzo in figa. Cominciai a toccarle il clitoride, con l’altra mano le strizzai i seni. Ma non volevo far venire neanche lei, perché dovevamo far partecipare al gioco Alice. Mi spostai leggermente ed infilai un dito in bocca ad Alice che immediatamente cominciò a leccarlo, feci spostare Elena da me e l’aiutai a posizionare la sua fica sulla bocca di Alice, che immediatamente cominciò a leccarla furiosamente, sfogando così la sua eccitazione. Elena restò un attimo perplessa, non le era mai successo prima di essere baciata sulla figa da una donna, ma ben presto accettò l’idea perché Alice, sapendo quali punti colpire, stava portando Elena ad una parossistica eccitazione. Io mi spostai verso il ventre di Alice e cominciai a leccare i capezzoli, poi mi spostai verso l’alto ed andai ad incrociare la mia lingua con quella di Alice.
Le nostre lingue si toccarono nella figa di Elena. Poi indugiai sul buchetto di Elena, che contemporaneamente si sentiva leccata, baciata, bagnata in tutti e due i suoi buchi. Poi pensai che anche Alice aveva bisogno della sua dose di piacere e mi accomodai in mezzo alle sue gambe, cominciai a sditalinarla furiosamente, leccando le piccole labbra, poi il clitoride. La stanza era piena dei nostri gemiti. Alice venne prestissimo, data l’eccitazione che stava subendo, sentii il suo corpo vibrare. Elena inarcava la schiena, era in preda all’estasi. Mi spostai, avvicinai il mio cazzo alla bocca di Alice, che immediatamente lo inghiottì e cominciò a farmi un pompino, passando la sua lingua prima sul glande poi lungo l’asta. Elena era estasiata ed ancora più eccitata a questa vista e si avvicinò anche lei al mio cazzo e se lo contendeva con Alice. entrambe mi stavano facendo un magnifico pompino. Spostai Elena, la portai a capo del letto, lei si gettò sulla fica di Alice, voleva ricambiare il piacere che Alice le aveva provocato. Io intanto mi ero posto dietro Elena e cominciai a prenderla da dietro, ma sempre in figa, mentre con i suoi umori sulle dita cercavo di allargarle il buco del culo.
Infilai prima un dito poi un altro ed infine, bagnando il pollice, infilai anche quello. Elena gemeva forte, piacere e dolore si mischiavano. Tolsi il cazzo dalla fica, indugiai un attimo sul buchetto e poi lo infilai di forza, ebbe una smorfia di dolore, ma continuava a leccare Alice, con maggiore foga. Mi mossi prima piano, poi sempre più velocemente dentro il culo di mia moglie. Lei urlava di dolore e di piacere ed ebbe un orgasmo violento. Sentendola così, sia io che Alice, al massimo dell’eccitazione, venimmo, io nel culo di Elena, inondando il suo intestino con un fiotto caldo di sborra e Alice nella bocca di Elena. Mi spostai ed alla vista di tutto questo, ero ancora eccitato e portai il mio cazzo vicino alla bocca di Alice che cominciò a succhiarlo e ripulirlo dalla sborra grondante. Elena restò di sasso, eccitatissima a questa visione, cominciò di nuovo a toccarsi, mentre il mio cazzo restava duro. Aiutai Alice a mettersi carponi, la presi da dietro, stantuffandole forte il cazzo in figa. Venne subito, l’orgasmo le salì immediatamente e si accasciò sul letto, mentre io fissavo Elena, eccitatissima. Non venni, non ce la facevo, ma non potevo lasciarla così. Venne sopra di me, il cazzo scivolò facilmente nella sua figa fradicia, continuava da sola a toccarsi il clitoride, venne quasi subito anche lei, mentre io gli ricordavo che gli avevo sborrato nel culo, era in preda ad una eccitazione fortissima. Urlando si accasciò su di me. Restammo così in silenzio per un momento che mi sembrò interminabile… Ed ora dovevo rispettare la promessa.
Dopo l’incontro a tre con Alice, dovevamo organizzare un incontro a tre con un uomo. Più volte avevamo fantasticato su questa cosa, avevamo anche fatto dei nomi, ma immediatamente, anche mentalmente, avevamo fatto dietrofront. Certo dovevo vincere la mia innata gelosia e mi sforzavo di pensare che lo facevo solo per far piacere ad Elena, per regalarle un intenso, immenso piacere. La scelta ricadde su Roberto, il marito di Eleonora (citato già nei racconti «INASPETTATAMENTE IN TRE», «ANCORA IN TRE», «IL RITORNO DEL TRIO» e «LA MIA COPPIA PREFERITA»). Ovviamente in questo caso, fui io a prospettargli la cosa e che avrebbe dovuto partecipare da solo senza la moglie. Questo mi imbarazzava non poco ed anche Roberto restò dapprima di sasso, imbarazzato a questa mia richiesta, ma poi, accettò.
Il luogo dell’incontro era lo stesso di quello con Alice ed accompagnai Roberto sul posto e poi andai a prendere Elena. Entrammo nel bungalow, ci salutammo e Roberto salutò Elena. Avevo fatto preparare qualcosa per stuzzicare l’appetito, mangiammo qualcosa, bevemmo del prosecco ed Elena si venne a sedere accanto a me. Mentre mangiavamo, posai una mano sulla sua gamba e cominciai ad accarezzarla nell’incavo. poi salii un poco più su, fino all’inguine, scoprendo le sue gambe e cominciando ad accarezzarla tra le cosce. Sentivo le sue mutandine che si bagnavano, mi allungai verso di lei e cominciai a baciarla in bocca, frugando dentro la sua calda bocca. Stavo attento ad una sua reazione, perché poteva fermarmi da un momento all’altro. Le sfilai pian piano le mutandine e cominciai ad esplorare la sua figa bagnata, lei rovesciò la testa all’indietro, quando si sentì penetrata dalle mie dita e, con la coda dell’occhio, guardò Roberto. Mi misi in ginocchio davanti a lei, le feci sporgere il bacino dalla sedia e cominciai a leccarla, a lingua completamente aperta. Era sempre più bagnata, i suoi umori scendevano lungo le mie dita ed io le titillavo con la lingua il clitoride, mentre con le dita continuavo ad allargarle la fica con due dita. Lei venne piuttosto presto, forse pure eccitata dal fatto che qualcun altro ci stava osservando. Inarcò la schiena ed ebbe un orgasmo violento, mentre io continuavo a leccare furiosamente, mentre lei dibattendosi, teneva ferma la mia testa sulla sua fica. Roberto restava immobile ad aspettare un nostro cenno per entrare in scena. Mi alzai, mi sbottonai i pantaloni, baciai Elena in bocca per farle sentire tutto il suo sapore, il suo dolce sapore, il suo nettare.
Mi spostai, glielo misi in bocca e lei cominciò a leccarmelo ad occhi chiusi, mentre io cercavo di denudarla, tenendole sempre il cazzo ficcato in bocca. In poco tempo la denudai completamente e lei aprì gli occhi, invitando Roberto ad avvicinarsi. Roberto si denudò, stava a cazzo ritto, si avvicinò, Elena lo prese in mano e cominciò a segarlo, poi staccò la bocca dal mio, ma tenendolo con l’altra mano, inghiottì il cazzo di Roberto e cominciò a fargli un pompino furiosamente, mentre io le accarezzavo sia la fica, poi i seni. Elena si inginocchiò davanti a noi e alternativamente prendeva in bocca il mio cazzo e quello di Roberto. Era eccitata al massimo, non stava capendo più niente ed io non sapevo che fare. Ormai il ghiaccio era rotto e provavo un misto di ansia, disgusto ed eccitazione, nel vedere che Elena stava spompinando un altro uomo e ne avesse piacere. Io cercai di non sborrare, perché volevo venire nel caldo culo di Elena, anche perché era inevitabile che avesse subito una doppia penetrazione.
Feci alzare Elena, la sdraia sul letto e vi entrai in figa, sbattendola forte, mentre lei gemeva ed urlava, «sbattimi, sbattimi forte». Poi la girai e la presi da dietro sempre in figa. Nel frattempo Roberto si era adagiato subito sul letto ed Elena continuò a sbocchinarlo. Aveva la fica e la bocca piena di cazzi, poi si staccò da me e si impalò sul cazzo di Roberto, io la tenevo da dietro con il mio cazzo sulla sua schiena, mentre le strizzavo le tette, si girò di lato, ci baciammo profondamente, leccandoci e sfiorandoci con la lingua, mentre lei continua a cavalcare Roberto.
Poi mi disse «inculami, mettimelo nel culo, sborraci dentro, sfondami» e, mentre continuavo a baciarla, arrivai con due dita vicino alla sua fica, le bagnai e gliele infilai nel culo. Emise un gemito soffocato, la piegai leggermente in avanti e con il cazzo cercai il suo buchetto, pulsante, umido, invitante, inserii prima il glande, rosso e grande. Lei stralunò gli occhi per il dolore misto al piacere e poi entrai tutto. Lei gemeva, ansimava urlava, «scopatemi tutta, riempitemi di sborra, fatemi tutto», mentre era in preda ad una forte eccitazione e sentivo, vedevo la sua bocca aprirsi, ansimare, perché forse voleva un terzo cazzo in bocca da ciucciare, da leccare, mentre stava per avere l’orgasmo. Sapevo che quando apriva la bocca in quel modo, stava per venire. Ormai avevamo trovato un magnifico sincronismo nel stantuffarla nella fica e nel culo. Infine lei venne, mentre io le tenevo i fianchi e la sentivo vibrare. Quello fu il segnale e anche Roberto le venne, allagandole la fica apertissima. Venni sborrando come un pazzo anche io nel suo culo ed avemmo tutti e tre, lunghi sussulti. Elena era piena di sborra calda, si accasciò sul petto di Roberto, mi sfilai dal suo culo e lo vidi oscenamente dilatato, grondante di sborra…
Restammo così per un momento che mi sembrò infinito… … …
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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